Assemblea Transfemminista Perugia

Assemblea Transfemminista Perugia TransfemPg nasce su un treno per Roma, verso la manifestazione nazionale del 25 Novembre. Ci trovi in Corso Garibaldi 180, ogni mercoledì alle 19.00 ❤️‍🔥

Da lì nasce l'assemblea, uno spazio di condivisione inclusivo e sicuro, aperto a tutt*.

LA NONNA PARTIGIANA CE L’HA INSEGNATO, ESSERE ANTIFA NON è UN REATO!Anche quest’anno siamo scese in corteo nella giornat...
28/04/2026

LA NONNA PARTIGIANA CE L’HA INSEGNATO, ESSERE ANTIFA NON è UN REATO!
Anche quest’anno siamo scese in corteo nella giornata di Liberazione del 25 Aprile per unirci al grido collettivo di Perugia è Antifascista.
Abbiamo il dovere di reinterpretare la resistenza come una scelta politica e un atto di ribellione contro il fascismo moderno e il sistema patriarcale.
Le donne non furono, e non sono, solo un supporto, ma combattenti, strateghe che cercavano, allora come oggi, di affermare un’autonomia radicale, e svincolarsi dai ruoli imposti dal sistema.
Resistere non significa solo imbracciare le armi, ma anche costruire reti di mutuo sostegno, proteggerci e difenderci dalle oppressioni, praticando l’autodifesa e la disobbedienza civile. L’idea che la rivoluzione passi per il supporto reciproco e il rifiuto di modelli gerarchici e violenti è il cuore del transfemminismo. La lotta delle donne partigiane ci lascia una memoria intersezionale e inclusiva: celebrare il 25 aprile significa includere tutte le soggettività che sono state, e sono tutt’ora, storicamente emarginate e invisibilizzate: gay, lesbiche, trans, la cui esistenza stessa era una sfida all’omologazione totalitaria.
Il fascismo è ancora attuale, non è un evento storico concluso, ma è mutato in un sistema di potere che continua a sopravvivere attraverso il controllo dei corpi,l’attacco ai diritti di autodeterminazione, la violenza di genere strutturale e i femminicidi.
Trasformiamo la memoria monumentale in memoria attiva, da celebrazione statica a pratica quotidiana, in solidarietà con i popoli che lottano contro occupazioni e regimi oppressivi.
Dobbiamo collegare lo spirito partigiano alla lotta contro lo sfruttamento ambientale, del lavoro, contro il razzismo e il sessismo, rivendicando giustizia sociale, climatica ed economica.
Il 25 aprile deve essere un metodo di lotta permanente per l’autodeterminazione di ogni corpo e per abbattere ogni forma di oppressione
A più di 80 anni dalla Liberazione ci ritroviamo a vivere un momento storico di oppressione che sta spianando la strada al potere capitalista, colonialista, guerrafondaio e patriarcale, in altre parole, Fascista.
Ed è nostra responsabilità rinnovare la lotta contro il sistema fascista che avanza.
Ribadiamo con forza il nostro assoluto dissenso contro il DL sicurezza, una mossa deliberata per consolidare un sistema neoliberista fondato sulla precarietà e sull’autoritarismo. Il decreto non si limita a punire il dissenso, ma rafforza il controllo sociale, impedendo che i bisogni insoddisfatti si traducano in lotta collettiva. Questo DL è parte integrante della fase bellica che minaccia le nostre vite a livello globale. Non si ferma ai confini, ma colpisce maggiormente chi prova a oltrepassarli, forzando il rimpatrio, negando i diritti internazionali di chi migra. Questo sistema securitario criminalizza le nostre pratiche di resistenza e, così facendo, criminalizza la resistenza stessa.

Ci opponiamo con forza al ddl Bongiorno, che vuole cancellare decenni di battaglie sui diritti e sull’autodeterminazione dei corpi.
Il corpo delle donne è sempre stato un campo di battaglia. Essere antifasciste, resistere, significa anche lottare per la libertà dei corpi dal dominio patriarcale.
La guerra usa lo stupro come strumento di dominio: è successo durante la resistenza italiana, dove migliaia di partigiane furono arrestate, torturate, stuprate dalle forze governativa e succede purtroppo nelle guerre odierne.
Ribadiamo il nostro NO alla guerra, massima espressione della violenza patriarcale, che si manifesta tanto nei conflitti internazionali quanto nelle politiche autoritarie che colpiscono chi lotta e resiste, che ridisegna l’economia e il welfare in funzione del riarmo e della mobilitazione bellica.
Non possiamo riconoscerci in uno stato che di queste guerre si rende complice con invio di armi e accordi commerciali.
Mai come oggi è necessario ribellarsi contro un Fronte che esiste ancora e che varia di volta in volta: è la violenza strutturale e di genere verso il nostro corpo e verso la nostra libertà di scelta, è l’economia di guerra e il Riarmo che ci affama, è la molestia quotidiana e il gender gap a lavoro, è il continuo attacco alle vite delle persone trans e non binarie, è la violenza dei tribunali e dei confini, è il DL Sicurezza che ci opprime e silenzia, è il genocidio in Palestina.
Non c’è liberazione transfemminista senza una Palestina libera da genocidio e colonialismo.
Oggi è più che mai urgente gettare le basi per una convergenza antifascista.
Come le nostre partigiane e partigiani, scegliamo da quale parte della storia stare.
Resistenza fino alla vittoria!
Antifascist3 sempre

27/04/2026

Il 25 aprile a Perugia è stata una grande giornata di partecipazione e di lotta.
Una giornata iniziata due mesi fa quando numerose realtà cittadine, attraverso il metodo assembleare, hanno scelto di incontrarsi per dare vita a un percorso concordato. L’intera organizzazione e tutti i temi centrali sono stati scelti in modo condiviso, coinvolgendo un’ampia rete collettiva fatta di decine e decine di persone. In modo indipendente dalle celebrazioni ufficiali, abbiamo scelto di dare voce nel nostro 25 aprile non soltanto alla memoria di coloro che combatterono il fascismo negli anni del Ventennio e nel biennio 1943-1945, ma anche alle lotte contemporanee che, per noi, sono il naturale proseguimento della Resistenza. Abbiamo denunciato: le guerre imperialiste, la crescente militarizzazione della nostra società, le folli corse al riarmo che sottraggono risorse ai servizi essenziali, la deriva autoritaria di questo governo, lo sfruttamento e la precarietà che attanaglia le nostre esistenze, tutte le discriminazioni che colpiscono le soggettività marginalizzate e oppresse. Abbiamo solidarizzato con chiunque nel mondo si batta in nome dell’autodeterminazione dei popoli, contro tutte le oppressioni e ogni forma di imperialismo.
Lotte che, data la grande partecipazione, hanno incontrato l’approvazione di centinaia e centinaia di persone che, dalla camminata del primo mattino, passando per il corteo, fino alla conclusione in piazza 4 novembre, hanno aderito entusiasticamente a questo percorso. Tutte nel rispetto delle linee guida del corteo e delle simbologie che esso aveva scelto di darsi (simbologie comunicate sui social e per mezzo stampa con largo anticipo). Nel corso dell'intero arco della giornata i soggetti aderenti alle organizzazioni promotrici del corteo hanno chiesto in quattro diverse occasioni ad alcune persone di rimuovere bandiere - tutte di diversa tipologia - che non erano state concordate. In tre di questi casi le persone lo hanno fatto senza alcuna remora o problema, anzi sottolineando che rispettavano pienamente il percorso di democrazia diretta e partecipata che aveva dato vita alla giornata.
La stessa cosa avrebbe dovuto fare Arianna Ciccone che non ha mai partecipato ad alcuna assemblea organizzativa ma ha letto il comunicato con cui veniva chiamata la partenza della giornata, poiché è arrivata al punto di partenza della camminata mattutina con svariate bandiere, tra cui quelle dell’Ucraina e dell’UE. Le è stato spiegato che, a seguito del percorso democratico intrapreso, si era scelto di portare tre bandiere: rosse, della pace e palestinesi (quest’ultima come dichiarato nel comunicato: ”per ricordare chiunque resiste nonostante il silenzio e le complicità internazionali”). Lei avrebbe potuto fare come le altre persone: accettare il percorso democratico e riporre le bandiere non concordate partecipando a tutto il percorso. Invece ha iniziato a insultare, “siete dei fascisti”, a urlare “slava ukraini” e se n’è andata. Poi ha scritto un comunicato zeppo di falsità (come le inesistenti bandiere iraniane al corteo) e ha incollato pezzi di video ad arte dai quali comunque si evince che non c’è stata alcuna cacciata e alcuna violenza, tranne la sua. La violenza cioè di voler imporre a centinaia di persone la simbologia che voleva lei. Nonostante ciò, alla fine ha comunque partecipato al corteo - abbiamo numerose persone che possono testimoniarlo - senza che nessuno dicesse o facesse nulla.
Da questa vicenda si evince solo la mediocrità di certa stampa, che ha rilanciato una notizia senza alcuna verifica delle fonti e senza contattarci per sentire almeno un’altra versione dei fatti, e di alcuni politicanti della nostra città che, ovviamente hanno approfittato di questo evento per una polemichetta da quattro soldi. Il solito maldestro tentativo di infangare questa ennesima straordinaria giornata.
La risposta, come già detto, l’hanno data le centinaia e centinaia di persone che hanno attraversato il nostro 25 aprile.

TransfemPg ai microfoni de  per festeggiare insieme 12 anni della radio indipendente che dà voce alle lotte territoriali...
15/04/2026

TransfemPg ai microfoni de per festeggiare insieme 12 anni della radio indipendente che dà voce alle lotte territoriali..
Raccontiamo il percorso verso lo Sciopero Globale contro la guerra patriarcale del 9/03.
La risposta della chiamata nazionale di Nudm anche a Perugia, i contributi dalle altre piazze e riflessioni transfemministe.

👇👇👇👇
Link in bio



12/04/2026

"Oltre il silenzio. I diritti non si negoziano. ✨

Il 13 aprile lo Speak Up Festival entra nel cuore del dibattito sui diritti civili. Portiamo a Perugia un’inchiesta potente che squarcia il velo sulle cosiddette "terapie reparative" e sulla violenza contro la comunità q***r.

🗓️ IL PROGRAMMA:

🕒 ORE 17:00 | PROIEZIONE & DIBATTITO
Proiettiamo l'inchiesta ""Riparati"" di
Un viaggio doloroso ma necessario dentro una realtà che non possiamo più ignorare.

🎤 OSPITI D’ECCEZIONE:

Alessia Arcolaci : la giornalista che ha realizzato l'inchiesta.

Rosario Lonegro : una delle testimonianze dirette raccolte.

🗣️ DIBATTITO SUI DIRITTI
Un confronto aperto con le associazioni del territorio: e il collettivo .

📍 DOVE: Dipartimento di Lettere (Perugia)
🗓️ QUANDO: 13 Aprile | Ore 16:00

È tempo di ascoltare, capire e agire. Vi aspettiamo. 🚀
🔗 Info e approfondimenti al LINK IN BIO.

25 Aprile: ora e sempre antifasciste ✊🏽Ore 9:00 partenza della camminata antifascista dal Turennoore 11:45 partenza del ...
12/04/2026

25 Aprile: ora e sempre antifasciste ✊🏽
Ore 9:00 partenza della camminata antifascista dal Turenno
ore 11:45 partenza del corteo da Piazza Giordano Bruno (Chiesa San Domenico)

Anche quest’anno diverse realtà cittadine, dal basso e in autonomia, promuovono l’organizzazione di una giornata unitaria il 25 aprile. La camminata e il corteo saranno aperti a tutte le persone che si riconoscono nei valori dell’antifascismo. In quest’ottica inclusiva e nello spirito unitario della giornata, si è convenuto che l’adesione sarà su base volontaria condividendo il seguente appello:
Il 25 aprile non può essere ridotto a una ricorrenza retorica. È la memoria viva di una scelta collettiva: quella di chi, in un momento terribile della storia, decise di opporsi alla barbarie del fascismo e dell’occupazione nazista. La Resistenza italiana fu al tempo stesso una lotta di liberazione contro l'occupante nazista, una guerra civile contro gli italiani rimasti fedeli al fascismo, una lotta di classe contro le componenti più reazionarie della società, una affermazione di autodeterminazione delle donne, la costruzione di una democrazia reale, fatta di partecipazione diretta delle masse popolari alla vita politica del paese.
Oggi rinnoviamo questa lotta contro l'impostazione autoritaria alla base dei decreti sicurezza, che minano la libertà di manifestare il dissenso e l'opposizione politica e mettono a repentaglio i valori della resistenza, della democrazia e della costituzione.
In un mondo attraversato da nuove barbarie, le guerre inter-imperialiste, culminate nell'attacco statunitense all'Iran, devastano intere regioni del pianeta costringendo milioni di persone alla fuga, alla sofferenza, alla povertà. Intanto in Palestina continua il genocidio di un intero popolo che resiste coraggiosamente.
Celebrare la Resistenza oggi significa quindi rifiutare l’idea che le oligarchie economiche e politiche possano continuare a decidere il destino del mondo, alimentando guerre, sfruttamento e disuguaglianze. La competizione criminale tra i diversi capitalismi, infatti, ci spinge sempre più rapidamente verso il rischio di una guerra globale senza limiti.
Solo coloro che non hanno privilegi e che oggi sopportano il peso di questa violenza - ovvero gli sfruttati e gli oppressi di ogni latitudine - possono impedire un massacro senza fine.
In un momento nel quale la distanza tra i membri delle istituzioni italiane e i valori incarnati dalla Resistenza risulta incolmabile; in un momento nel quale la condizione materiale di milioni di persone che vivono in questo paese peggiora costantemente; in un momento nel quale, per nascondere i fallimenti del nostro sistema politico ed economico, si alimenta l’odio verso le minoranze e le soggettività discriminate, dobbiamo esprimere un movimento che ribalti quest’ordine fondato sul privilegio, sull’ingiustizia e sulla violenza sistemica.
Saremo in piazza per questo.
Saremo in piazza per dire che la Resistenza rivive, nelle forme e negli strumenti della contemporaneità, in chiunque e ovunque nel mondo diserti le guerre imperialiste, lotti contro ogni forma di oppressione, si batta per costruire una società radicalmente nuova e fondata sugli ideali di giustizia sociale e libertà.
Saremo in piazza in modo unitario perché crediamo che il 25 aprile serva per onorare il coraggio e il sacrificio di chi insorse contro il fascismo. Lo faremo con le bandiere rosse, come il sangue dei nostri morti. Lo faremo con le bandiere della pace, contro questa guerra assurda. Lo faremo con le bandiere palestinesi per ricordare chi resiste nonostante il silenzio e le complicità internazionali.
Chiediamo alle persone che vogliono partecipare al corteo di rispettare questa impostazione nata dal dialogo e dal confronto tra le forze che hanno dato vita a questa giornata di memoria e di lotta. Una giornata come quella del 25 aprile non può e non deve essere strumentalizzata per costruire consensi personali o sterili polemiche.

Perugia Antifascista



Valentina Sarto, undicesimo femminicidio dall'inizio dell'anno.Un'altra donna uccisa a coltellate perchè voleva lasciare...
19/03/2026

Valentina Sarto, undicesimo femminicidio dall'inizio dell'anno.
Un'altra donna uccisa a coltellate perchè voleva lasciare il marito, uccisa da un uomo violento che da tempo la minacciava, uccisa perchè si voleva allontanare dal marito e lui non è stato in grado di accettarlo.
Un'altra donna che ha avuto paura di denunciare.
L'uomo violento non è malato, ma figlio sano del patriarcato: lo continueremo ad urlare sempre per Valentina e per tutte quelle donne che non hanno più voce.



Questo mercoledì ci prendiamo un momento di riflessione interna e di cura reciproca con chi attraversa l'assemblea.Ripre...
17/03/2026

Questo mercoledì ci prendiamo un momento di riflessione interna e di cura reciproca con chi attraversa l'assemblea.
Riprenderemo le nostre solite assemblee aperte, con ancora più energie, mercoledì 25 marzo

Sempre con rabbia e amore 🔥❤️

Il 12esimo femminicidio dall'inizio dell'anno.Daniela Zinnanti, uccisa a Messina dall' ex compagno con decine di coltell...
13/03/2026

Il 12esimo femminicidio dall'inizio dell'anno.
Daniela Zinnanti, uccisa a Messina dall' ex compagno con decine di coltellate.
Il suo assassino, già denunciato e agli arresti domiciliari, avrebbe dovuto indossare il braccialetto elettronico.
I braccialetti erano finiti, come succede purtroppo molto spesso in diverse parti d' Italia. L' ennesimo fallimento del Codice Rosso che non riesce a proteggere le donne che denunciano. Nel nostro paese solo il 10.5 % delle donne denuncia per paura di non essere credute, di non essere protette adeguatamente o per non affrontare processi con domande tendenziose ed accusatorie.
Contro la proposta del ddl Bongiorno dietro la quale si cela l'infondata logica salviniana per la quale le donne denuncerebbero per " vendetta" nei confronti degli ex compagni, ribadiamo che le donne denunciano perché molestate, abusate, violentate. Denunciano per essere credute e soprattutto per non essere uccise.




Ci siamo ripres3 le strade di Perugia con il corteo per lo Sciopero Globale contro la guerra patriarcale 🔥Ma la lotta no...
10/03/2026

Ci siamo ripres3 le strade di Perugia con il corteo per lo Sciopero Globale contro la guerra patriarcale 🔥
Ma la lotta non si ferma, e continuiamo a confrontarci sugli strumenti per estirpare la violenza patriarcale...
L' assemblea ci sarà, come ogni mercoledì, in C.so Garibaldi 180, dalle 19.00
Tutte le assemblee sono aperte, ogni giorno è un giorno di costruzione di nuove possibilità..
Vieni anche tu, ti aspettiamo ❤️


Il 9 Marzo siamo scese in corteo anche a Perugia per lo sciopero globale contro la guerra patriarcale!!Sciopero generale...
10/03/2026

Il 9 Marzo siamo scese in corteo anche a Perugia per lo sciopero globale contro la guerra patriarcale!!
Sciopero generale dal lavoro produttivo e riproduttivo, dai consumi e dai generi, contro la violenza patriarcale che permea tutti gli ambiti della nostra vita.
Ci siamo unit3 per lottare contro il ddl Bongiorno che cancella il concetto di consenso ed espone a violenze, molestie e abusi le donne e le soggettività più ricattabili, considerando i nostri corpi disponibili fino a prova contraria. Si continuano ad ignorare le condizioni materiali in cui la violenza avviene: disuguaglianze di genere, razzismo, abilismo, transfobia, precarietà, dipendenza economica.
Durante il corteo, davanti la sede della Rai l’intervento è stato rivolto al caso Epstein, non un caso isolato ma un sistema che si regge su una rete di patriarcato: una struttura in cui i corpi delle donne diventano merce di scambio collettivo di uomini influenti e potenti, giustificata dai silenzi di chi per anni non ha creduto alle denunce.
Il ddl Bongiorno rafforza questo meccanismo del dover dimostrare “di aver subito abbastanza violenza da poter essere credute”.
Lo ribadiamo con forza: il consenso è un processo vivo, alla base della nostra autodeterminazione. Senza consenso è stupro!!
Contro il riarmo e l'economia di guerra; contro lo smantellamento del welfare che carica ulteriormente sulle spalle delle donne e delle figure femminilizzate un lavoro di cura povero e gratuito.
Lottiamo per il diritto alla salute, all’aborto e all’autodeterminazione.
Lottiamo per un’educazione sessuo-affettiva e al consenso a partire da scuole e università per prevenire molestie, abusi e violenza. Vogliamo che i centri antiviolenza siano adeguatamente sostenuti per poter rispondere a tutte le richieste e per costruire percorsi di fuoriuscita dalla violenza.
Contro ogni forma di imperialismo: l’escalation bellica sta producendo effetti diretti e indiretti, non solo nei territori teatro di guerra.
Con la sua espansione, cresce ovunque anche una guerra interna, portata avanti contro le donne e le soggettività non conformi. I femminicidi, lesbicidi e transicidi sono sempre più normalizzati. Le violenze sessuali vengono usate sistematicamente come arma di guerra e strumento di dominio.
Contro la repressione e il ddl sicurezza: di fronte alla crisi sociale il potere politico non risponde con diritti e redistribuzione, ma con più sicurezza, più controllo e repressione, con la criminalizzazione delle lotte sociali.
In questo contesto di crescente deriva autoritaria si inserisce anche il referendum sulla giustizia, che non è una questione tecnica ma politica. Le proposte referendarie rischiano di indebolire l’autonomia della magistratura e i meccanismi di garanzia democratica, rafforzando ulteriormente un sistema già segnato dalla concentrazione del potere e dall’attacco ai diritti. Per questo diciamo NO: perché difendere le garanzie costituzionali significa difendere gli spazi di libertà e di conflitto sociale.

Ringraziamo tutte le realtà e le soggettività che ci hanno sostenuto nel percorso di costruzione dello sciopero e che hanno partecipato, abbiamo attraversato le strade della città per riprenderci spazi e diritti, e continueremo a lottare insieme.
Vi ricordiamo che continuiamo ad incontrarci tutti i mercoledì, alle 19.00 nella sede in Corso Garibaldi 180. Vi aspettiamo!!

Contro la violenza patriarcale, contro la guerra, contro ogni forma di dominio.
Per la nostra autodeterminazione e libertà, con rabbia e amore, lottiamo tutti i giorni!!!!!!





Indirizzo

Perugia

Orario di apertura

18:30 - 21:00

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Assemblea Transfemminista Perugia pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi