13/02/2021
LA REGIONE ARRETRA, LE DONNE AVANZANO🔥
Dopo le amministrazioni dell'Umbria e delle Marche, anche in Abruzzo l'assessora alla famiglia Nicoletta Verì comincia la sua battaglia per impedire ai consultori di fornire la pillola RU486, per l'interruzione farmacologica di gravidanza, ponendo così un ulteriore ostacolo a un diritto già fragile con la Legge 194.
Si tratta di "una forte raccomandazione alle Asl regionali affinché l’interruzione farmacologica di gravidanza con utilizzo di mefipristone e prostaglandine sia effettuata preferibilmente in ambito ospedaliero e non presso i consultori familiari" sulla base della mancanza di strutture mediche adeguate all'interno dei consultori.
Velata di un "genuino" interesse verso l'accompagnamento in tutto l'iter in sicurezza della salute di chi ricorre della RU486, la sua affermazione altro non rappresenta che un tentativo di ostacolare la libera scelta.
È così che la violenza strutturale viene riprodotta in una narrazione tossica dell'ab**to come dolore senza se e senza ma. Quella che vive nei percorsi obbligatori per dissuadere chi sceglie di abortire, nel tentativo a tutti i costi di imporre trattamenti dolorosi, obsoleti e assolutamente non necessari. Che trova sfogo nelle forme più coercitive, dagli sgomberi coatti delle case delle donne alle pubblicità aggressive in cui leggiamo una palese colpevolizzazione della donna che decide di procedere con l'ab**to, fino alle dichiarazioni delle giunte regionali cattofasciste e pro-vita.
Poter prendere la RU486 nei consultori è un grande sollievo per tutte, ottenuto grazie al movimento femminista al grido di piuttosto che molto meno, come hanno fatto le ultime amministrazioni regionali tagliando il 60% dei già pochi finanziamenti ai consultori negli ultimi 3 anni, tagli che diventano ancora più consistenti se consideriamo che proprio dal 2017 il 30% dei finanziamenti è dato ai consultori privati.
Quanto è realmente possibile per una donna abortire in tutta sicurezza se consideriamo che l'80,7% dei medici in Abruzzo sono obiettori di coscienza?!
Piuttosto che far girare delle circolari con sopra delle forti raccomandazioni alle ASL, perché non rifinanziare i consultori pubblici affinchè si occupino di tutelare l'autodeterminazione?