20/09/2021
GIÙ LE MANI DALLA RIELLO
Pescara, 20/09/2021
La multinazionale statunitense Carrier Corporation ha comunicato la chiusura dello stabilimento di Cepagatti del gruppo Riello per delocalizzare in Polonia : questa scelta significherà il licenziamento di 71 lavoratori stabili, 49 precari e il trasferimento di 19.
A seguito dello sblocco dei licenziamenti da parte del governo nello scorso 30 giugno, molte aziende a causa della crisi pandemica sono entrate in un regime di ristrutturazione interna o stanno comunicando la chiusura degli stabilimenti. Sono sempre di più le aziende che per pure ragioni di profitto stanno comunicando la chiusura degli stabilimenti in Italia per delocalizzare in paesi, specialmente dell'Europa orientale, con un costo del lavoro inferiore.
È proprio il caso della multinazionale Carrier Corporation, proprietaria del gruppo Riello, che, nonostante i 18,8 milioni di euro di utili netti del 2020 da parte del gruppo su un fatturato di 290 milioni, ha deciso di chiudere lo stabilimento in provincia di Pescara per delocalizzare in Polonia, con la conseguente perdita dei posti di lavoro : una scelta dettata esclusivamente dal profitto.
Lo stabilimento, come tutto il gruppo, si trovava in buone condizioni di salute economica e finanziaria, senza nessun problema di debiti; la Riello Spa è più che patrimonializzata, basti pensare che nello scorso anno il capitale cumulato nel tempo, dagli utili prodotti di anno in anno, è passato da 144 a 162 milioni di euro.
Addirittura la Carrier Corporation, proprietaria del gruppo Riello, ha chiuso i primi 6 mesi del 2021 con vendite globali in crescita del 37% sui 12 mesi precedenti a 5,4 miliardi di dollari con profitti operativi in rialzo del 72% a 821 milioni di dollari e per l'intero 2021 ha alzato le stime precedenti proiettando gli utili operativi sopra il 13,5% sui ricavi : insomma non si può proprio dire che la multinazionale statunitense stia vivendo un brutto periodo a causa della pandemia da COVID-19.
Purtroppo sono sempre di più le realtà produttive della nostra provincia che negli ultimi anni hanno definitivamente chiuso, il rischio di deindustrializzazione del territorio non è mai stato così concreto, una tendenza che purtroppo non è migliore nemmeno a livello regionale e nazionale.
L'art. 41 della Costituzione italiana dichiara fermamente che l'iniziativa economica privata, pur essendo libera, “non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recar danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”.
È intollerabile chiudere uno stabilimento in buone condizioni di salute e sopprimere 71 (a cui vanno aggiunti i 49 lavoratori precari) posti di lavoro per semplici logiche di profitto di una multinazionale straniera .
La Federazione Giovanile Comunista Italiana condanna duramente la chiusura dello stabilimento Riello di Cepagatti ad opera della Carrier Corporation e chiede urgentemente l'intervento delle istituzioni regionali e del governo nazionale per difendere e tutelare la dignità dei lavoratori e le prerogative costituzionali.
Esprimiamo totale solidarietà ai lavoratori colpiti, alle loro famiglie e alle loro organizzazioni di rappresentanza sindacale e ci mettiamo a loro completa disposizione per contribuire alla lotta di difesa del diritto al lavoro.
NON SI RISANA UN PAESE SULLE SPALLE DEI LAVORATORI
FGCI Pescara
FGCI Abruzzo