28/08/2026
Cancellare i simboli del lavoro non cancellerà la storia delle lotte sociali.
A Montorio al Vomano, in provincia di Teramo, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Fabio Altitonante ha rimosso la storica falce e martello in ferro collocata da decenni sul muraglione del Vomano. Trincerarsi dietro presunte ragioni di sicurezza e vizi formali di autorizzazione è solo un paravento per nascondere l'ennesimo tentativo di revisionismo ideologico e cancellare la memoria delle classi subalterne.
Quel manufatto non è mai stato il simbolo di un regime, come vorrebbe far credere una certa propaganda di destra, ma la testimonianza viva di una comunità che rinasceva dalla dittatura fascista e dalla devastazione della guerra. Realizzata nel 1948 dai giovani fabbri Bruno e Lenin Di Donatantonio insieme ai militanti locali, quella struttura raccontava il riscatto di chi conosceva la povertà e lo sfruttamento, la forza della Resistenza e la nascita della Repubblica democratica.
Per generazioni ha illuminato la sommità del Colle alla vigilia del Primo Maggio per ricordare a tutti che chi vive del proprio lavoro ha il diritto e il dovere di organizzarsi per cambiare la propria condizione materiale. Se un'opera in ferro necessita di manutenzione, si procede con un restauro trasparente e la si restituisce alla collettività, non la si fa sparire nel silenzio.
Oggi sul muraglione del Vomano il calco del ferro rimosso è ancora perfettamente visibile, come un'impronta indelebile che continua a parlare e che attende di riavere il suo posto. La storia, le conquiste sociali e la dignità del lavoro non si cancellano con un'ordinanza sindacale. Forse il Sindaco, dovrebbe prendere una scopa in mano ed iniziare a spazzare via la sua propaganda.
Domenica 30 agosto alle ore 18:00 saremo presenti all'assemblea pubblica organizzata ai Giardinetti della Fontana a Montorio, per conoscere la storia e ascoltarne le testimonianze.