07/08/2026
NEL TEATRO DEL “NUOVO EQUILIBRIO” GLI ATTORI SONO SEMPRE GLI STESSI
Dopo le dimissioni dell’Assessore, nell’ottobre scorso, le sue deleghe sono rimaste per mesi nelle mani del Sindaco. Per questo la minoranza ha ritenuto opportuno presentare un’interrogazione per sapere se l’Amministrazione intendesse nominare un nuovo componente della Giunta e in quali tempi.
Durante il Consiglio comunale del 22 luglio 2026 è arrivata, finalmente, la risposta:
NESSUN NUOVO ASSESSORE.
Le deleghe saranno semplicemente ridistribuite all’interno della Giunta.
La spiegazione del Sindaco è stata attribuita a «l’equilibrio determinatosi all’interno del gruppo di maggioranza […] per le questioni personali di ognuno, ha trovato un equilibrio nel lavoro».
La lingua neo-politichese del sindaco, però, va tradotta. E allora proviamo a capire cosa significa davvero questo “equilibrio”.
La nomina di un nuovo Assessore potrebbe modificare gli equilibri politici della maggioranza in Consiglio comunale. Se, infatti, si scegliesse un nuovo Assessore tra gli altri Consiglieri di maggioranza, uno di loro dovrebbe lasciare il Consiglio e scatterebbe lo scorrimento, facendo entrare la prima dei non eletti: proprio l’ex Assessora alla quale è stato dato il benservito.
Una scelta apparentemente amministrativa diventerebbe così una scelta politica, perché cambierebbero i numeri e gli attuali rapporti di forza in Consiglio comunale: 5 a 5.
Nel nome della tanto decantata “PARTECIPAZIONE”, si sarebbe potuto nominare un Assessore esterno, evitando lo scorrimento. Ma anche questa soluzione potrebbe creare malumori all’interno della maggioranza, dove, a quanto pare, non mancherebbero aspirazioni e velleità per quel ruolo.
E allora la soluzione più semplice diventa quella di non scegliere nessuno.
La giustificazione dello « stretto lasso di tempo» che ci separa dalle prossime elezioni appare poco convincente, anche perché, in un anno, di cose da fare ce ne sarebbero tante.
Del resto, qualche pezzo questa maggioranza lo ha già perso per strada.
Prima si è dimesso un Vicesindaco, legittimamente, che ricordiamo per quanto non svolto.
Ha perso un’Assessora, allontanata in circostanze che hanno sollevato pesanti interrogativi politici e che la stessa ha contestato pubblicamente in una lettera letta in Consiglio comunale.
Ha perso una Consigliera comunale, dimessasi con una lettera durissima, letta sempre nella stessa seduta di Consiglio, nella quale venivano sollevate questioni di particolare gravità sul piano politico ed etico.
Ha perso un Consigliere che oggi non si riconosce più nella maggioranza e che, in Consiglio comunale, ha espresso posizioni tutt’altro che lusinghiere nei confronti di chi governa.
Poi è arrivata un’altra dimissione dalla Giunta, questa volta per motivi personali, che vanno rispettati.
E dopo mesi di attesa, la soluzione è questa: nessun nuovo Assessore, deleghe ridistribuite e si va avanti.
C’è, però, un’ultima contraddizione.
Lo stesso Sindaco, durante il Consiglio comunale, parlando di alcune sue “dimenticanze”, ha dichiarato di soffrire talvolta di «vuoti di memoria», attribuendoli al burnout.
Se davvero il Sindaco si trova in una condizione di forte sovraccarico di lavoro, la logica vorrebbe una maggiore distribuzione delle responsabilità. Proprio quando si potrebbe allargare la Giunta, invece, si sceglie di non farlo.
Perché?
Forse il vero problema non è il lavoro, ma l’equilibrio politico, che intanto si è spostato sempre più a destra.
Allargare la Giunta potrebbe significare rimettere in discussione gli attuali rapporti di forza. E così, alla faccia della tanto decantata PARTECIPAZIONE, si preferisce l’AUTOCONSERVAZIONE.
Gli attori sono sempre gli stessi.
Il copione anche.
SIPARIO.
P.S. Tutte le dichiarazioni del Sindaco sono verificabili visionando i lavori del Consiglio comunale del 22 luglio 2026 sul canale YouTube “Segreteria Sindaco Petralia Sottana”.