07/10/2026
La narrazione si sviluppa nella Puglia degli anni Sessanta, una terra meravigliosa ma ancora stretta nella morsa di dinamiche patriarcali e conservative. Al centro dell’affresco letterario troviamo le quattro sorelle Elia: Maria, Giovanna, Ada e Domenica, detta affettuosamente Mimì.
Le ragazze trascorrono le proprie giornate lavorando senza sosta nella sartoria di famiglia, un microcosmo ordinato, silenzioso e immobile, governato con pugno di ferro e autorità indiscutibile dal padre, Pantaleo Elia.
Tra i suoi divieti più severi e categorici spicca quello di frequentare il cinematografo locale, un luogo giudicato peccaminoso e sovversivo.
La giovane Mimi,tuttavia,spinta da insaziabile curiosità, riesce, grazie alla complicità di un
apparentemente burbero proiezionista, a scoprire i capolavori del cinema italiano. Affascinata,decide di impugnare la cinepresa, non per filmare la bellezza, ma la cruda realtà:l'impresa quasi impossibile delle sorelle di emanciparsi, le lotte operaie e contadine,le occupazioni studentesche, i movimenti femministi.
Attraverso la voce e lo sguardo attento di Mimì,ci si trova immersi in una vicenda che non è soltanto familiare, ma che diventa anche uno spaccato dell’Italia di quegli anni, un Paese attraversato da profondi cambiamenti nei
costumi e nella società.
La scrittura di Giannone è coinvolgente, oltre a tratteggiare con precisione le personalità dei protagonisti, grazie all'uso della prima persona, favorisce una completa immersione nella storia. Leggendo ci si ritrova, di volta in volta, nella sartoria, nella stanza delle ragazze, per le strade di Lecce,di ciascun ambiente si condividono emozioni,speranze e paure .