Biblioteca Incontriamoci

Biblioteca Incontriamoci Biblioteca nata al servizio del quartiere, aperta alla città, gestita da volontari La biblioteca Incontriamoci, nata dall'impegno congiunto della Parrocchia S.

Vittore, di tanti abitanti del quartiere che hanno donato e acquistato volumi e di un gruppo di volontari, è aperta dal 2012. Il suo allestimento rende facilmente accessibili a tutti le numerosissime opere che spaziano fra i vari generi. Ricca è anche la sezione dedicata ai bambini e agli adolescenti. La biblioteca è un punto d’incontro non solo per il prestito, ma anche per lo scambio di idee, co

nsigli e suggerimenti di lettura. I volontari offrono un servizio di consegna a domicilio nel quartiere e nelle vicinanze.

Da Fulvia Colombo, che il 3 gennaio 1954 annuncia l’inizio delle trasmissioni della Rai, a Maria De Filippi, «Nostra Sig...
10/08/2026

Da Fulvia Colombo, che il 3 gennaio 1954 annuncia l’inizio delle trasmissioni della Rai, a Maria De Filippi, «Nostra Signora degli Ascolti», passando per Alba Arnova, licenziata nel 1956 per una calzamaglia color carne, e Giovanna Botteri, che nel 2003 trasmette in diretta davanti al palazzo di Saddam sotto bombardamento: le donne della televisione italiana hanno sofferto e lottato per decenni prima di veder riconosciuti i propri diritti e poter finalmente ricoprire ruoli di rilievo e respon­sabilità. Bruno Voglino, con lo sguardo accorto di chi la televisione la conosce perché l’ha fatta, si interroga su quanta e quale attenzione la televisione italiana (pubblica e privata) ha prestato all’evoluzione della condizione femminile, restituendo l’esatta percezione del senso politico e culturale del faticoso cammino che è stato fatto e la con­sapevolezza di quanto ancora sia lunga e impervia la strada verso la parità dei diritti.

Con Paura non abbiamo. Le donne che hanno fatto la Repubblica, Serena Dandini compie un’operazione tanto necessaria quan...
10/08/2026

Con Paura non abbiamo. Le donne che hanno fatto la Repubblica, Serena Dandini compie un’operazione tanto necessaria quanto affascinante: riportare alla luce queste figure e inserirle nuovamente nel racconto collettivo della nostra storia.
Il punto di partenza è una data che tutti gli italiani conoscono: il 2 giugno 1946.

Quel giorno l’Italia sceglie la Repubblica e, per la prima volta nella sua storia, le donne partecipano pienamente al voto politico nazionale. È un passaggio che segna la nascita di una nuova epoca, ma anche l’inizio di una lunga battaglia destinata a durare decenni.

Tra i 556 membri dell’Assemblea Costituente siedono soltanto ventuno donne. Il numero può sembrare esiguo, soprattutto se osservato con gli occhi di oggi, ma la loro presenza rappresenta una rivoluzione. Sono donne provenienti da ambienti molto diversi, appartenenti a partiti differenti e spesso in disaccordo tra loro su numerose questioni. Eppure condividono una convinzione fondamentale: una democrazia che esclude metà della popolazione non può dirsi davvero democratica.
Ogni conquista è il risultato di battaglie lunghe, spesso faticose e raramente lineari. Le donne raccontate da Dandini non sono eroine perfette. Sono persone reali, con dubbi, fragilità, contraddizioni e differenze profonde. Proprio per questo risultano ancora più vicine e credibili.
Attraverso queste storie emerge una consapevolezza importante: molte libertà che oggi consideriamo normali sono state ottenute grazie a donne che hanno accettato di esporsi, rischiare e spesso pagare un prezzo personale molto alto.

Il libro ricorda come il diritto al voto, l’accesso alle professioni, la partecipazione politica e l’autonomia femminile non siano stati regali concessi dall’alto, ma risultati conquistati attraverso decenni di mobilitazione.
Il linguaggio della Dandini non è mai accademico.
Le parole riportate da Dandini assumono una sorprendente attualità. Sapere che altre donne hanno osato, sbagliato, resistito e immaginato un futuro diverso significa riconoscere che il cambiamento è sempre possibile, anche quando appare lontano.
Da "Libreriamo"
Lettura interessante. Consigliatissimo.

LA FIGLIACLARA USÒNUno dei pregi più inquietanti della scrittrice catalana Clara Usón è la stupefacente naturalezza con ...
16/06/2026

LA FIGLIA
CLARA USÒN

Uno dei pregi più inquietanti della scrittrice catalana Clara Usón è la stupefacente naturalezza con cui riesce a calarsi nella testa dei suoi personaggi. È un pregio impagabile quando il personaggio che sceglie è reale e del calibro di Ana Mladić, figlia e ragione di vivere del generale Ratko Mladić, uno dei criminali più sanguinari della guerra dei Balcani.
Il romanzo è una piccola perla con una miriade di informazioni sulla tragedia balcanica, perché l’autrice ha dedicato tre anni di indagini all’argomento, fino a farsi tradurre due biografie dal serbo e intervistare un buon numero di croati, bosniaci e serbi.
Questa documentazione tinge il romanzo di una patina di cronaca, con fotografie e riproduzione di rapporti ufficiali, e una galleria di "mostri" come Karadzic e Mladic.
Usón si dedica a ricostruire la storia degli ultimi momenti di vita di Ana, promettente studentessa di medicina. Accanto alla tragedia di una giovane donna che non riesce a convivere con la scoperta dei crimini paterni, c’è quella di un’intero popolo, quello dei Balcani, abbandonato a se stesso dall’Europa.
La figlia è un libro intriso di passione civile, di moniti affinché non si volti la faccia di fronte alla violenza contro civili inermi.
Nel luglio del 1995, sconvolto dal suicidio della figlia che amava moltissimo, Mladic compì il massacro di Srebrenica: a conferma dell’intreccio tra storia privata e storia collettiva.

"In quei mesi non ci fu un solo giorno in cui non lottai per ottenere qualcosa di importante.Lottai per l'articolo 3...,...
11/06/2026

"In quei mesi non ci fu un solo giorno in cui non lottai per ottenere qualcosa di importante.
Lottai per l'articolo 3...,lottai per l'articolo 29... ,lottai per l'articolo 37...,lottai per l'articolo 51...lottai per la ricerca scientifica".
Questi sono esempi concreti di ciò che Teresa Mattei riuscì concretamente a fare per le donne italiane,per i loro diritti in famiglia,nel lavoro e,in generale nella società.
In quest'opera Sara Rattaro racconta come la protagonista è arrivata ad essere la più giovane eletta
all'Assembea Costituente.
Narra, con stile semplice e ritmo incalzante,le lotte,la determinazione,i drammi personali e quelli della resistenza antifascista in nome della libertà.

«Se amate i gialli di classe, allora questo autore fa per voi.»The Irish TimeUn senzatetto viene trovato annegato alla p...
08/05/2026

«Se amate i gialli di classe, allora questo autore fa per voi.»
The Irish Time

Un senzatetto viene trovato annegato alla periferia di Reykjavík. Un caso di poca importanza, che la polizia archivia come morte accidentale. Nelle stesse ore, una donna sparisce nel nulla dopo aver trascorso la serata in un locale del centro. Un anno dopo, Erlendur, poliziotto alle prime armi assegnato al turno di notte della stradale, passa lunghe ore a pattugliare le vie di una città deserta, ore spezzate di tanto in tanto da una rissa, un furto, un incidente d’auto, e non smette di pensare a quelle due persone scomparse. Convinto che i due casi siano stati frettolosamente liquidati dai colleghi, Erlendur non resiste alla tentazione di fare il detective: non solo si prende a cuore la vicenda del povero Hannibal, ma è ancor più attratto dall’inspiegabile sparizione della donna. L’inesperta matricola inizia così la sua prima indagine: raccoglie indizi, interroga i famigliari e le persone coinvolte... Due casi che riguardano due mondi lontanissimi tra loro: il triste sottobosco umano della capitale, denso di miseria e sopraffazione, e la borghesia islandese, con le sue ipocrisie e i suoi lati oscuri. In una Reykjavík descritta in un’insolita versione notturna, Arnaldur Indriðason dipinge la figura di un Erlendur giovane e tormentato, ma già acuto indagatore dell’animo umano e dei suoi angoli più nascosti.

Il passato nasconde sempre qualche torbido segreto. Soprattutto negli anni di guerra, quando il caos apre la strada alla...
30/04/2026

Il passato nasconde sempre qualche torbido segreto. Soprattutto negli anni di guerra, quando il caos apre la strada alla violenza e libera le pulsioni dai vincoli morali.

Kenzaburo Oe, classe 1935 e premio Nobel per la Letteratura nel 1994, in La vergine eterna ci conduce fra i meandri di una storia dai toni autobiografici. Mentre è in giro con il figlio Hikari, lo scrittore incontra casualmente un vecchio compagno di università, il fascinoso Komori Tamotsu. L’uomo lo coinvolge nel progetto di un film ispirato al racconto Michael Koolhass di Heinrich von Kleist. Lo scrittore dovrebbe esserne lo sceneggiatore e nella versione giapponese la protagonista sarebbe una donna, l’attrice giapponese Sakura Kogi, da anni una stella hollywoodiana.

Lo scrittore ne è turbato: la splendida donna è legata ai suoi ricordi di adolescente. Bellezza ancora acerba, Sakura era stata protagonista di un film amatoriale che il giovanisimo Oe aveva avuto occasione di vedere da ragazzino. Dietro a quel film, si cela un mistero, che turba da anni Sakura e inquieta lo scrittore...

Una storia divertente che si inserisce a pieno titolo nella tradizione della commedia italiana più trascinante e intelli...
27/04/2026

Una storia divertente che si inserisce a pieno titolo nella tradizione della commedia italiana più trascinante e intelligente. Un romanzo che tocca in profondità temi importanti del nostro tempo.
Con la sua inconfondibile voce, Pif esordisce nel romanzo con un’opera divertentissima che costringe il lettore a riconsiderare i rapporti che ci legano gli uni agli altri, il nostro comportamento quotidiano e le parole solidarietà, uguaglianza, verità.
Arturo è un trentacinquenne, non ha ancora una fidanzata e fa l’agente immobiliare. Il suo principale obiettivo nella vita è mantenere immutato lo stato delle cose. Ha poche passioni che condivide con gli amici di sempre. La più importante e irrinunciabile è il cibo: famoso per la sua pignoleria gastronomica, gli amici spesso si fanno il segno della croce quando al ristorante è il suo turno di ordinare. Arturo ricambia la loro tolleranza, immolandosi come portiere per le partite di calcetto. Questa è la sua routine, fino al giorno in cui entra in scena Lei: la figlia del proprietario della pasticceria che fa le iris più buone di Palermo, il dolce preferito di Arturo. E in un istante diventa la donna dei suoi sogni.
Sveglia, intraprendente, ma anche molto cattolica, Lei sulla religione ha la stessa pignoleria di Arturo sui dolci. È proprio così che lui la conquista, sostituendo l’uomo che ha il compito di interpretare Gesù durante una Via Crucis...

Una nonna musulmana come tante, almeno così credeva sua nipote Fethiye. Finché un giorno la nonna le rivela il suo segre...
22/04/2026

Una nonna musulmana come tante, almeno così credeva sua nipote Fethiye. Finché un giorno la nonna le rivela il suo segreto: nata in un villaggio armeno di religione cristiana, il suo nome era Heranush quando nel 1915, all'età di dieci anni, i turchi massacrarono la sua gente deportando donne e bambini. Adottata da un capitano dell'esercito turco, iniziò una nuova vita da musulmana con il nome di Seher, mentre la sua famiglia subiva la diaspora. Il desiderio di rivedere ancora una volta i familiari fuggiti in America spinge la donna, in punto di morte, a chiedere alla nipote di ritrovare i suoi cari. Nella testimonianza di Heranush, il destino di migliaia di famiglie armene.
Un libro emozionante,consigliato soprattutto a chi desidera sapere qualcosa in più sul genocidio armeno

La nostra mascotte vi aspetta.Venite a trovarci.Come un vecchio libro può tornare a nuova vita.
20/04/2026

La nostra mascotte vi aspetta.
Venite a trovarci.

Come un vecchio libro può tornare a nuova vita.

«Abbandonato il tono scanzonato e gli interni borghesi dei romanzi recenti, lo scrittore napoletano si mostra capace di ...
19/04/2026

«Abbandonato il tono scanzonato e gli interni borghesi dei romanzi recenti, lo scrittore napoletano si mostra capace di una sorprendente metamorfosi ed esibisce una scrittura intensa che dà corpo a un atteggiamento animistico e contemplativo nei confronti della natura» - Mirella Armiero, Corriere del Mezzogiorno

La donna è sola, inquieta, in fuga: non vuole più restare dove non c'è amore. Ha lasciato la città, nella quale tutto è frenetico e in vendita, ed è tornata nella vecchia baita dell'infanzia, sul Monte. Qui vive senza passato, aspetta che la neve seppellisca i ricordi e segue il ritmo della natura. C'è un inverno da attraversare, il freddo da combattere, la solitudine da farsi amica. Ci sono i rumori e le creature del bosco, una volpe curiosa e un gufo reale che bubola sotto il tetto. E c'è l'uomo dal giaccone rosso, che arriva e che va, come il vento. A valle lo chiamano lo Straniero...

Quest’ultimo libro di Lorenzo Marone è un urlo sussurrato che ci sprona a prenderci cura della natura e dell’ambiente in cui viviamo. Ci fa amare la montagna, anche quando è insidiosa, quando mette paura. Ci pone a confronto con noi stessi e le nostre debolezze.
Con passo leggero, a volte lento e trascinato la donna degli alberi ci immerge in un mondo fatto di ricordi, pensieri, attimi, necessità.

Il libro appare lento in certi passaggi, come se l’autore volesse farci apprezzare i ritmi della montagna, sono pochissimi i dialoghi. Ci troviamo di fronte a una sorta di diario in cui la donna condivide con i lettori i suoi momenti, attimi in cui incontra animali, ammira paesaggi, cammina, si riposa.

Indirizzo

Via Braille, Besurica
Piacenza
29121

Orario di apertura

Giovedì 15:00 - 16:00
Venerdì 15:00 - 16:00
Sabato 10:30 - 11:30

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