Biblioteca Incontriamoci

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Biblioteca Incontriamoci Biblioteca nata al servizio del quartiere, aperta alla città, gestita da volontari La biblioteca Incontriamoci, nata dall'impegno congiunto della Parrocchia S.

Vittore, di tanti abitanti del quartiere che hanno donato e acquistato volumi e di un gruppo di volontari, è aperta dal 2012. Il suo allestimento rende facilmente accessibili a tutti le numerosissime opere che spaziano fra i vari generi. Ricca è anche la sezione dedicata ai bambini e agli adolescenti. La biblioteca è un punto d’incontro non solo per il prestito, ma anche per lo scambio di idee, consigli e suggerimenti di lettura. I volontari offrono un servizio di consegna a domicilio nel quartiere e nelle vicinanze.

La narrazione si sviluppa nella Puglia degli anni Sessanta, una terra meravigliosa ma ancora stretta nella morsa di dina...
07/10/2026

La narrazione si sviluppa nella Puglia degli anni Sessanta, una terra meravigliosa ma ancora stretta nella morsa di dinamiche patriarcali e conservative. Al centro dell’affresco letterario troviamo le quattro sorelle Elia: Maria, Giovanna, Ada e Domenica, detta affettuosamente Mimì.
Le ragazze trascorrono le proprie giornate lavorando senza sosta nella sartoria di famiglia, un microcosmo ordinato, silenzioso e immobile, governato con pugno di ferro e autorità indiscutibile dal padre, Pantaleo Elia.
Tra i suoi divieti più severi e categorici spicca quello di frequentare il cinematografo locale, un luogo giudicato peccaminoso e sovversivo.
La giovane Mimi,tuttavia,spinta da insaziabile curiosità, riesce, grazie alla complicità di un
apparentemente burbero proiezionista, a scoprire i capolavori del cinema italiano. Affascinata,decide di impugnare la cinepresa, non per filmare la bellezza, ma la cruda realtà:l'impresa quasi impossibile delle sorelle di emanciparsi, le lotte operaie e contadine,le occupazioni studentesche, i movimenti femministi.
Attraverso la voce e lo sguardo attento di Mimì,ci si trova immersi in una vicenda che non è soltanto familiare, ma che diventa anche uno spaccato dell’Italia di quegli anni, un Paese attraversato da profondi cambiamenti nei
costumi e nella società.
La scrittura di Giannone è coinvolgente, oltre a tratteggiare con precisione le personalità dei protagonisti, grazie all'uso della prima persona, favorisce una completa immersione nella storia. Leggendo ci si ritrova, di volta in volta, nella sartoria, nella stanza delle ragazze, per le strade di Lecce,di ciascun ambiente si condividono emozioni,speranze e paure .

La storia della protagonista Izzy è una di quelle travagliate, anche per colpa della separazione dei genitori che la cos...
29/09/2026

La storia della protagonista Izzy è una di quelle travagliate, anche per colpa della separazione dei genitori che la costringono a rimbalzare da una casa all’altra cambiando costantemente ritmi e stili di vita. Ma la vera lotta è quella interna a sè stessa. Il padre ha infatti origini africane, mentre la madre è di pelle bianca. Questo conflitto interiore sulla sua identità la fa sprofondare in un vortice di insicurezze.

Nel suo animo c’è però una grande certezza: l’amore per la musica e per il pianoforte. Un talento che la sua insegnate non poteva trascurare e che finisce per portarla a partecipare ad un importante concorso.

Durante il viaggio con il fratellastro Darren, però, accade qualcosa di inaspettato e drammatico. Un episodio che Izzy riesce ad interiorizzare incanalandolo durante la sua esibizione con risultati sorprendenti. (Da: Feltrinelli)

In un antico castello delle Highlands scozzesi, la nobile Mary Gregor viene ritrovata barbaramente uccisa. La porta dell...
20/09/2026

In un antico castello delle Highlands scozzesi, la nobile Mary Gregor viene ritrovata barbaramente uccisa. La porta della stanza è chiusa dall’interno, le finestre sono sbarrate. Sul ca****re l’unico indizio: una lucente scaglia di pesce. Quello di Duchlan è il classico castello tetro e minaccioso delle Highlands scozzesi. Una notte vi viene ritrovata uccisa Mary Gregor, sorella del Laird di Duchlan, un membro della piccola nobiltà locale. La donna è stata pugnalata a morte nella sua camera da letto, ma la stanza è chiusa dall'interno e le finestre sono sbarrate. Unico minuscolo indizio sulla scena del delitto è una scaglia di pesce d'argento rinvenuta sul ca****re.

L'ispettore Dundas viene inviato a Duchlan per indagare sul caso.La famiglia Gregor e la servitù sono fin troppo premurosi nel fornire di Mary il ritratto di una donna gentile e caritatevole. L’ispettore tuttavia scopre ben presto una verità più complessa, mentre la figura spietata della defunta continua a gravare sulla magione anche dopo la sua morte. Presto si verificano altri omicidi, impossibili da spiegare quanto il primo, e l'atmosfera si fa sempre più cupa. Fortunatamente per l'ispettore Dundas giunge in suo aiuto il geniale dottor Eustace Hailey, detective dilettante, che riuscirà a trovare una soluzione più logica al diabolico .

Sono stati chiamati, con un eufemismo, “the Troubles”, “i guai”, quelli che Edith Joyce nel suo libro chiama “Riot”, ‘ri...
16/09/2026

Sono stati chiamati, con un eufemismo, “the Troubles”, “i guai”, quelli che Edith Joyce nel suo libro chiama “Riot”, ‘rivolta’, ribellione, intitolando così il libro. Furono trent’anni di rivolta, quelli tra la fine dei ‘60 e la fine dei ‘90, nell’Irlanda del Nord facente parte del Regno Unito. I repubblicani cattolici non potevano accettare questa divisione dell’Isola di Smeraldo, l’Irlanda doveva essere tutt’una- per che cosa aveva lottato Michael Collins mezzo secolo prima? Nelle città di Belfast e di Derry gli scontri erano continui- da una parte l’Irish Republican Army (IRA), dall’altra l’Ulster Volunteer Force e i soldati dell’esercito britannico. La pace era un sogno lontano.

Il romanzo di Edith Joyce inizia a Belfast nel 1978 e siamo proiettati subito nel cuore del conflitto dalle parole di Saoirse (un nome che significa ‘libertà’ in gaelico), la voce narrante. La mattina studiavo, la notte sparavo contro gli inglesi…Quando uccisi un soldato per la prima volta, avevo appena dato il primo esame.

Per comprendere che cosa abbia portato Saoirse al coinvolgimento attivo, ad arruolarsi nell’IRA, dobbiamo riavvolgere il tempo al 1964. Saoirse è ancora una bambina, vive insieme alla madre (il padre è morto e molto più tardi sapremo come e perché) a Derry. Derry dai due nomi, Derry che è Londonderry per ‘gli altri’. Per i protestanti, per i lealisti. Derry che è divisa in due parti dal fiume Foyle, Derry in cui il Bogside è come una città dentro la città, è la zona povera in cui abitano i cattolici, dove ci sono barricate nelle strade, dove ai bambini viene ordinato di non stare alla finestra, dove gli adulti troppo spesso si ubriacano per dimenticare la mancanza cronica di soldi, la disoccupazione, la guerriglia, il peso della vita, dove la morte ti aspetta all’angolo della strada con un fucile in mano. Da ed.magazzini Salani.

Piotr, rimasto orfano dei genitori, deve abbandonare la fattoria in cui è cresciuto e viene mandato in un orfanotrofio a...
15/09/2026

Piotr, rimasto orfano dei genitori, deve abbandonare la fattoria in cui è cresciuto e viene mandato in un orfanotrofio a Varsavia. Grazie al suo aspetto così perfettamente ar**no, può però essere adottato da una famiglia importante. Viene così accolto nella famiglia del professor Kaltenbach, eminente studioso della razza, che insieme alla moglie e alle tre figlie, incarna la tipica famiglia nazionalsocialista. I Kaltenbach sono convinti che Peter diventerà un nazista esemplare e si aspettano di vederlo animato dalla loro stessa devozione verso la causa del Fuhrer. Il ragazzo però, passato l’iniziale entusiasmo per la sua nuova vita, si rende conto di non condividere un’ ideologia così barbara e fanatica. Grazie alla sua amica Anna verrà in contatto con i tedeschi che si oppongono al regime e, pur mettendo a rischio la propria vita, si unirà a loro.

Linguaggio semplice e trama avvincente per un romanzo che ci fa conoscere la storia del regime nazista, calandoci nella vita quotidiana dei tedeschi.

Nove ribelli che hanno ridisegnato i confini di quello che “si poteva fare” usando la forza di una determinazione che no...
14/09/2026

Nove ribelli che hanno ridisegnato i confini di quello che “si poteva fare” usando la forza di una determinazione che non si lascia fermare da nessun ostacolo.(Da Ibs)

In un mondo dove la tentazione autoritaria risorge prepotentemente e i diritti sono sotto attacco, ci fanno da bussola le storie di chi, nonostante intimidazioni e repressioni, resiste, combatte, crede, lotta per i propri sogni trasformandoli in realtà. Rula Jebreal torna a raccontare come e quanto le donne rappresentino la speranza di un futuro migliore per questo pianeta. E lo fa attraverso le storie uniche, diverse e straordinarie di un gruppo di donne, ribelli dei nostri giorni che con la propria opera, attivismo, la propria esistenza e il testardo rifiuto di arrendersi hanno innescato cambiamenti epocali e profondi nel nostro presente. Dalla scienza allo sport, dal giornalismo, alla politica, all'arte, queste donne stanno ponendo le basi di un mondo più paritario, distruggendo lo stigma del genere e spianando la strada alle future generazioni. Tra di loro c'è una scienziata che ha messo la sua intelligenza a disposizione della società e si dedica da anni instancabilmente a ostacolare il diffondersi di idee pseudoscientifiche. Una chef che usa il proprio talento per incoraggiare la solidarietà e la sostenibilità ambientale. Un'hacker divenuta ministra, che con la sua visionarietà ha trovato il modo di proteggere e fortificare la democrazia. Un'atleta che lotta contro il sessismo e il pregiudizio nello sport. Ci sono due giornaliste coraggiose che hanno sfidato regimi sanguinari, una fotoreporter che con le sue immagini ci obbliga a guardare in faccia l'ipocrisia del nostro mondo, una scrittrice che ha dedicato la propria vita ad aiutare le donne del sedicente Stato islamico, e un'artista le cui opere denunciano la violenza e gridano la ribellione e il coraggio delle donne. Nove ribelli che hanno ridisegnato i confini di quello che “si poteva fare” usando la forza di una determinazione che non si lascia fermare da nessun ostacolo. Hanno creduto di poter cambiare le regole e lo hanno fatto. Le loro vittorie sono qui per ispirarci. Le loro sconfitte ci infiammano di un rinnovato desiderio di osare, di non arrenderci mai.

Da Fulvia Colombo, che il 3 gennaio 1954 annuncia l’inizio delle trasmissioni della Rai, a Maria De Filippi, «Nostra Sig...
10/08/2026

Da Fulvia Colombo, che il 3 gennaio 1954 annuncia l’inizio delle trasmissioni della Rai, a Maria De Filippi, «Nostra Signora degli Ascolti», passando per Alba Arnova, licenziata nel 1956 per una calzamaglia color carne, e Giovanna Botteri, che nel 2003 trasmette in diretta davanti al palazzo di Saddam sotto bombardamento: le donne della televisione italiana hanno sofferto e lottato per decenni prima di veder riconosciuti i propri diritti e poter finalmente ricoprire ruoli di rilievo e respon­sabilità. Bruno Voglino, con lo sguardo accorto di chi la televisione la conosce perché l’ha fatta, si interroga su quanta e quale attenzione la televisione italiana (pubblica e privata) ha prestato all’evoluzione della condizione femminile, restituendo l’esatta percezione del senso politico e culturale del faticoso cammino che è stato fatto e la con­sapevolezza di quanto ancora sia lunga e impervia la strada verso la parità dei diritti.

Con Paura non abbiamo. Le donne che hanno fatto la Repubblica, Serena Dandini compie un’operazione tanto necessaria quan...
10/08/2026

Con Paura non abbiamo. Le donne che hanno fatto la Repubblica, Serena Dandini compie un’operazione tanto necessaria quanto affascinante: riportare alla luce queste figure e inserirle nuovamente nel racconto collettivo della nostra storia.
Il punto di partenza è una data che tutti gli italiani conoscono: il 2 giugno 1946.

Quel giorno l’Italia sceglie la Repubblica e, per la prima volta nella sua storia, le donne partecipano pienamente al voto politico nazionale. È un passaggio che segna la nascita di una nuova epoca, ma anche l’inizio di una lunga battaglia destinata a durare decenni.

Tra i 556 membri dell’Assemblea Costituente siedono soltanto ventuno donne. Il numero può sembrare esiguo, soprattutto se osservato con gli occhi di oggi, ma la loro presenza rappresenta una rivoluzione. Sono donne provenienti da ambienti molto diversi, appartenenti a partiti differenti e spesso in disaccordo tra loro su numerose questioni. Eppure condividono una convinzione fondamentale: una democrazia che esclude metà della popolazione non può dirsi davvero democratica.
Ogni conquista è il risultato di battaglie lunghe, spesso faticose e raramente lineari. Le donne raccontate da Dandini non sono eroine perfette. Sono persone reali, con dubbi, fragilità, contraddizioni e differenze profonde. Proprio per questo risultano ancora più vicine e credibili.
Attraverso queste storie emerge una consapevolezza importante: molte libertà che oggi consideriamo normali sono state ottenute grazie a donne che hanno accettato di esporsi, rischiare e spesso pagare un prezzo personale molto alto.

Il libro ricorda come il diritto al voto, l’accesso alle professioni, la partecipazione politica e l’autonomia femminile non siano stati regali concessi dall’alto, ma risultati conquistati attraverso decenni di mobilitazione.
Il linguaggio della Dandini non è mai accademico.
Le parole riportate da Dandini assumono una sorprendente attualità. Sapere che altre donne hanno osato, sbagliato, resistito e immaginato un futuro diverso significa riconoscere che il cambiamento è sempre possibile, anche quando appare lontano.
Da "Libreriamo"
Lettura interessante. Consigliatissimo.

LA FIGLIACLARA USÒNUno dei pregi più inquietanti della scrittrice catalana Clara Usón è la stupefacente naturalezza con ...
16/06/2026

LA FIGLIA
CLARA USÒN

Uno dei pregi più inquietanti della scrittrice catalana Clara Usón è la stupefacente naturalezza con cui riesce a calarsi nella testa dei suoi personaggi. È un pregio impagabile quando il personaggio che sceglie è reale e del calibro di Ana Mladić, figlia e ragione di vivere del generale Ratko Mladić, uno dei criminali più sanguinari della guerra dei Balcani.
Il romanzo è una piccola perla con una miriade di informazioni sulla tragedia balcanica, perché l’autrice ha dedicato tre anni di indagini all’argomento, fino a farsi tradurre due biografie dal serbo e intervistare un buon numero di croati, bosniaci e serbi.
Questa documentazione tinge il romanzo di una patina di cronaca, con fotografie e riproduzione di rapporti ufficiali, e una galleria di "mostri" come Karadzic e Mladic.
Usón si dedica a ricostruire la storia degli ultimi momenti di vita di Ana, promettente studentessa di medicina. Accanto alla tragedia di una giovane donna che non riesce a convivere con la scoperta dei crimini paterni, c’è quella di un’intero popolo, quello dei Balcani, abbandonato a se stesso dall’Europa.
La figlia è un libro intriso di passione civile, di moniti affinché non si volti la faccia di fronte alla violenza contro civili inermi.
Nel luglio del 1995, sconvolto dal suicidio della figlia che amava moltissimo, Mladic compì il massacro di Srebrenica: a conferma dell’intreccio tra storia privata e storia collettiva.

"In quei mesi non ci fu un solo giorno in cui non lottai per ottenere qualcosa di importante.Lottai per l'articolo 3...,...
11/06/2026

"In quei mesi non ci fu un solo giorno in cui non lottai per ottenere qualcosa di importante.
Lottai per l'articolo 3...,lottai per l'articolo 29... ,lottai per l'articolo 37...,lottai per l'articolo 51...lottai per la ricerca scientifica".
Questi sono esempi concreti di ciò che Teresa Mattei riuscì concretamente a fare per le donne italiane,per i loro diritti in famiglia,nel lavoro e,in generale nella società.
In quest'opera Sara Rattaro racconta come la protagonista è arrivata ad essere la più giovane eletta
all'Assembea Costituente.
Narra, con stile semplice e ritmo incalzante,le lotte,la determinazione,i drammi personali e quelli della resistenza antifascista in nome della libertà.

Indirizzo

Via Braille, Besurica
Piacenza
29121

Orario di apertura

Giovedì 15:00 - 16:00
Venerdì 15:00 - 16:00
Sabato 10:30 - 11:30

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