05/03/2023
Dalla splendida giornata di lotta, condivisione e sorellanza che è stata quella dell'otto marzo scorso, Piacenza è stata scossa da eventi che hanno mutato irrimediabilmente il tessuto sociale della nostra città, vogliamo quindi ripercorrerne alcuni per rinfrescare le memorie più reticenti:
♦️ Il 19 luglio 2022 vengono indagati otto leader dei sindacati di base USB e S.I. Cobas, l’accusa è quella di “pretestuosità dei conflitti”, con conseguente “arricchimento personale dalle attività sindacali”. Secondo la narrazione della procura i lavoratori sarebbero quindi vittima dei sindacati, e non di un sistema che per anni li ha costretti a lavorare in condizioni disumane e senza alcuna tutela economica o sanitaria, sistema che colpisce prima di tutto le lavoratrici, che trovano ogni giorno nel proprio luogo di lavoro una radicata discriminazione di genere di tipo fisico ed economico
♦️ Il 22 agosto viene violentata in pieno centro una donna ucraina di 55 anni, lo stupro viene prima ripreso, poi diffuso dalle principali testate giornalistiche di tutt'Italia, e il fatto che il violentatore sia un richiedente asilo della Guinea diventa subito occasione di campagna elettorale per gli esponenti di Lega e Fratelli d'Italia, in nome di una propaganda xenofoba, razzista e securitaria. Mentre i nostri politici si nutrono dell’indignazione della gente, le condizioni della donna vengono in fretta dimenticate, e il video continua a girare in rete
♦️ Il 10 settembre musica e cultura accompagnano il Femme Fest, in ricordo di Elisa Pomarelli, uccisa nel 2019 da un uomo che credeva suo amico. L’idea nasce dagli amici e dai familiari della stessa Elisa, e si trasforma in un momento d’incontro profondo e vivo, dove si riaccende l’attenzione per una lotta alla violenza di genere non più rimandabile
♦️ Il 25 novembre scendiamo in piazza per ribadire che i femminicidi non sono altro che la punta dell’iceberg di un sistema patriarcale fatto di violenze quotidiane e spesso invisibilizzate, e che è fondamentale portare le nostre voci per le strade per riaffermare la nostra indipendenza, le nostre parole, la nostra forza
♦️ Il 21 gennaio 2023 si svolge nell’auditorium della Fondazione Piacenza e Vigevano il convegno “La violenza non ha genere. Il fenomeno delle false accuse”. L’obbiettivo della conferenza è “evitare la strumentalizzazione del fenomeno della violenza che rientra in una fattispecie delittuosa”, una formula elegante per negare gli otto femminicidi avvenuti solo in questi primi due mesi da parte di uomini, spesso conoscenti delle vittime, che precedentemente avevano esercitato controllo psichico, fisico ed economico nei loro confronti. Significa negare la sovrastruttura discriminatoria di tipo sociale, culturale ed economico che ingabbia ogni giorno il genere femminile, e che è questa stessa sovrastruttura a causare le violenze più gravi, dagli stupri ai femminicidi. È infine invisibilizzazione degli abusi quotidiani verso donne transgender e persone di genere non conforme, abusi ancora banalizzati e stigmatizzati da una società legata ad una visione strettamente binaria dell’identità di genere.
Come collettivo transfemminista R-Esisto riteniamo la memoria strumento fondamentale di lotta, specialmente in una città che tende troppo spesso a rimuovere unanimemente ciò che gli è più scomodo, coprendosi in modo ipocrita di una patina di progressismo liberale che per nulla aiuta i gruppi marginalizzati, ma rendendoli ancora una volta impercettibili e senza alcuna voce.