26/07/2026
🎒Viaggi d'istruzione.
Ma davvero una città si può capire… o si può solo sentire?
🗓️Noi ragazzi della 3DS, dal 21 al 24 aprile, accompagnati dalla prof.ssa Bersani dal prof. Hess, Firenze non l’abbiamo semplicemente visitata: l’abbiamo attraversata, respirata, lasciata entrarci dentro.
🌳Il primo giorno ci ha accolti con la primavera dell’Orto Botanico: il vento che ci accarezzava i capelli, i fiori, il cinguettio degli uccelli che sembrava accompagnare le parole dei proff. Lì, tra storia e scienza, abbiamo capito che forse tutto parte da qualcosa di più grande: la natura, madre silenziosa di ogni cosa. Poi il quartiere di San Giovanni, l’Ospedale degli Innocenti, e quella vitalità studentesca che rende Firenze viva, giovane, mai ferma. La sera? Biliardino, musica multiculturale e risate che sanno di libertà.
⛪Abbiamo guardato la Cupola da ogni angolazione possibile, come se potesse raccontarci qualcosa di diverso ogni volta. E poi il Giardino di Boboli, tra arte e restauro, fino a salire in alto, sempre più in alto, con Firenze ai nostri piedi e il Campanile di Giotto a bucare il cielo.
☀️Il terzo giorno è stato un viaggio dentro e fuori: Santa Maria del Carmine, il Duomo, il Museo Galileo, il Battistero… e poi chilometri di strada, salite infinite, gambe stanche ma cuore pieno. Tra chiacchiere, granite e musica siamo arrivati fino a San Miniato al Monte, dove il tempo sembrava fermarsi. La sera piscina e gelato, e quella sensazione rara di essere davvero uniti.
🎨L’ultimo giorno aveva un sapore diverso, dolce e amarognolo. Il Museo di San Marco, dove in un ricco convento storia e modernità si sono incontrati tra teofania e Rothko originali che raramente abbiamo l’opportunità di vedere, e poi gli Uffizi. Lì non ci siamo sentiti “piccoli” nel senso banale, ma impotenti nel senso più profondo: travolti da una bellezza così grande da accendere solo una cosa, il desiderio di conoscere di più, di capire di più.
❤️E forse è questo che ci ha lasciato Firenze: non risposte, ma fame.
Una città da tutto scoprire, che non si finisce, che non si spiega, che resta lì… a chiamarti.