31/08/2026
VIALE SAN PANCRAZIO: UN PROGETTO PER LA PIANEZZA DEI PROSSIMI VENT’ANNI
Cari concittadini,
in questi giorni si sta discutendo molto del progetto di riqualificazione di Viale San Pancrazio. Ed è giusto che sia così.
Quando si interviene su un luogo che appartiene alla storia, all’identità e alla memoria collettiva di Pianezza, è naturale che ci siano attenzione, domande e anche opinioni differenti.
Proprio per questo credo sia importante partire dai fatti e spiegare con chiarezza che cosa vogliamo fare e perché vogliamo farlo.
Il progetto nasce da tre esigenze precise:
-tutelare l’identità storica del Viale;
-risolverne le criticità attuali;
-prepararlo alle nuove esigenze ambientali e climatiche.
Viale San Pancrazio è un asse urbano di circa 1.500 metri che mette in relazione il centro cittadino e il Municipio con scuole, impianti sportivi, servizi, aree verdi e, naturalmente, il Santuario di San Pancrazio.
La proposta è conservarne il carattere e l’identità e, nello stesso tempo, valorizzarlo trasformandolo progressivamente in un vero corridoio urbano verde, sicuro, accessibile e dedicato anche alla mobilità attiva.
Il progetto prevede, tra gli altri interventi:
-circa 60 nuove alberature
-circa 1.750 arbusti
-circa 880 metri di fascia verde
-circa 6.970 m² di superfici drenanti
-circa 1.330 m² di depavimentazione
-percorsi pedonali più continui e accessibili
-miglioramento della mobilità ciclabile
-Zona 30 e attraversamenti più sicuri
-più ombra e maggiore comfort climatico
-circa 305 m² restituiti alla fruizione delle persone nell’area di Piazza San Pancrazio.
SARANNO 1.500 METRI DI SALUTE
Vogliamo fare di Viale San Pancrazio il nostro Percorso Urbano della Salute.
Un percorso nel quale ambiente, movimento, sicurezza, prevenzione e inclusione diventano parte di un’unica politica urbana.
Per i bambini significa poter raggiungere più facilmente scuole e attività sportive a piedi o in bicicletta.
Per gli adulti significa poter integrare il movimento nella vita quotidiana.
Per gli anziani significa avere un percorso più accessibile, ombreggiato, sicuro, riconoscibile e dotato di spazi per la sosta e la relazione.
Per tutti significa vivere in una città che favorisce camminabilità, attività fisica, socialità e autonomia.
E una città con più verde, più ombra e più superfici permeabili è anche una città maggiormente preparata ad affrontare temperature estive sempre più elevate e precipitazioni sempre più intense.
LA VIABILITÀ: CERCARE IL MIGLIORE EQUILIBRIO
Per quanto riguarda la viabilità, il progetto non nasce dall’idea di eliminare l’automobile dal Viale, ma dalla volontà di migliorare complessivamente la mobilità, la sicurezza e la sostenibilità ambientale.
Lo spazio disponibile deve riuscire a rispondere a cinque esigenze:
auto – sosta – pedoni – biciclette – verde.
Per questo non credo sia corretto ridurre un progetto così complesso alla sola domanda “senso unico sì o no?”.
Le caratteristiche del Viale cambiano lungo il percorso e le soluzioni devono quindi essere valutate tratto per tratto.
Dove le dimensioni lo consentono, deve essere verificata la possibilità di mantenere il doppio senso di circolazione, insieme alle infrastrutture pedonali e ciclabili.
Dove gli spazi risultano insufficienti, devono essere valutate configurazioni differenti sulla base delle sezioni effettive, della sicurezza e delle verifiche tecniche.
Questo è esattamente uno degli aspetti sui quali il confronto può essere utile per migliorare il progetto.
UN VIALE ACCESSIBILE A TUTTI
Un altro aspetto che considero fondamentale è quello dell’accessibilità universale.
Continuità dei percorsi, eliminazione delle barriere, attraversamenti accessibili, segnaletica podotattile e dispositivi tattili devono consentire a tutti di utilizzare lo spazio pubblico con maggiore sicurezza e autonomia.
Allo stesso modo, la mobilità ciclabile non può essere considerata un elemento isolato.
L’obiettivo è realizzare un percorso il più possibile continuo, riconoscibile, sicuro e collegato alla rete esistente, integrandolo, dove tecnicamente possibile, con il sistema pedonale e verde del Viale.
TUTELARE L’IDENTITÀ, PREPARARE IL FUTURO
Sulla tutela dell’identità storica voglio essere particolarmente chiaro.
Viale San Pancrazio è uno degli assi storici e paesaggistici più riconoscibili di Pianezza.
Il rapporto prospettico con il Santuario e la presenza delle alberature fanno parte della sua identità.
Questi elementi non sono qualcosa che il progetto deve superare o cancellare: sono il punto dal quale il progetto deve partire.
L’obiettivo è proprio questo: tutelare l’identità del Viale, risolverne i problemi attuali e prepararlo alle esigenze ambientali e climatiche future.
Oggi abbiamo l’opportunità di utilizzare un importante finanziamento regionale per fare qualcosa di più ambizioso: conservare il carattere storico del Viale e, contemporaneamente, renderlo più verde, più sicuro, più accessibile e più resiliente dal punto di vista climatico.
È questa la scelta che proponiamo.
Naturalmente continueremo ad ascoltare.
Continueremo a verificare le soluzioni e, quando dal confronto emergeranno alternative migliori e tecnicamente sostenibili, sarà giusto valutarle.
Ma non possiamo avere paura di migliorare la città soltanto perché ogni cambiamento porta inevitabilmente con sé qualche preoccupazione.
Amministrare significa ascoltare, confrontarsi e verificare. Ma significa anche assumersi la responsabilità di scegliere.
Significa soprattutto avere chiaro quale Viale San Pancrazio vogliamo consegnare ai nostri figli e alla Pianezza dei prossimi vent’anni.
Noi vogliamo consegnare loro un Viale che non soltanto conservi la propria storia e la propria identità, ma che sia anche più verde, più sicuro, più accessibile, più permeabile e più vivibile.
Non vogliamo cancellare il Viale che abbiamo ricevuto.
Vogliamo prendercene cura e consegnarlo migliore alle prossime generazioni.
Da luogo di passaggio a spazio urbano da vivere; 1.500 metri di ambiente, mobilità, sicurezza e salute.
Questa è la Pianezza che vogliamo costruire.
Il Sindaco
Antonio Castello