05/02/2026
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GLI ALERAMICI E LA CROCIATA NORMANNA DI SICILIA (1060-1091)
- dall’Italia settentrionale alla Sicilia -
Interrogarsi sull’origine del gruppo linguistico Gallo-Italico (o Siculo-Lombardo) in Sicilia significa tornare non solo alla Crociata Normanna di Sicilia (1060-1091) e all’esigenza di ripopolare e soprattutto rilatinizzare e ricristianizzare l’Isola sconvolta dal giogo maomettano, ma anche intercettare le grandi migrazioni del nord Italia (travagliato all’epoca da profonde crisi economiche e sociali) verso la Sicilia.
Continuiamo quindi a spigolare da questa grande storia ricordando a certuni (nell'eventualità che vogliano omaggiarci nei commenti con i loro capolavori del pensiero libero) che il Siciliano è una Lingua Romanza, cioè che deriva dal Latino.
Ruggero I di Sicilia, il Gran Conte, non disdegnava certo gli aiuti militari e gli Aleramici abbandonarono il Monferrato offrendo supporto militare in cambio di terre, titoli e la speranza di una vita migliore. Il Feudalesimo è anche questa cosa qua.
“Per la crisi che travagliava, nella seconda metà del sec. XI, il mondo feudale dell'Italia settentrionale, piccoli vassalli e servi erano indotti ad espatriare per cercare altrove migliore fortuna: notevoli furono le immigrazioni nella Sicilia, poiché i Normanni, sotto la guida di Ruggero I d'Altavilla, andavano smantellando il dominio arabo nell'isola (1060-1091) e creavano in essa un nuovo assetto politico. Tra gli immigrati era anche Enrico del Vasto, figlio del defunto Manfredo: egli, dopo aver dato aiuto, insieme con suoi conterranei, al conte Ruggero, nelle ultime fasi della guerra contro i musulmani, ricevette da lui due vasti conglomerati feudali, le contee di Butera e di Paternò.” (Pontieri)
Pensate che preziosissima reliquia storica vive ancora oggi nella lingua di tanti siciliani con quell’accento strano, un po’ francese e un po’dell’Italia settentrionale.
RIFERIMENTI:
- E. Pontieri, Adelaide del Vasto, TRECCANI