17/08/2026
L’ETA’ DELL’ORO DEGLI ALTAVILLA, UN’EPOCA DI PACE
- Tenere la guerra lontano da casa -
Se la Sicilia del Vespro Siciliano, quella del lungo conflitto con l’Impero Ottomano, per poi finire con il bestiale e criminale periodo napoletano-borbonico è la Sicilia della guerra, quella degli Altavilla al contrario è l’epoca della pace, una vera e propria “Età dell’oro”.
Con gli Altavilla, sbaraccati a forza di calci i maomettani fuori dalla Sicilia e restituita la terra di Agata e Lucia a Cristo, per la Sicilia inizia un’epoca di pace e di crescita demografica.
“L’accrescimento demografico avveniva già per motivi naturali. Le ambizioni vigilate degli Altavilla riuscirono a tenere la guerra se non fuori dalla Sicilia, almeno alle soglie, anche durante gli anni di ripetuto impegno al recupero della eredità nel continente da parte di Ruggero II. Né questa né le campagne di Africa e di Greci costarono, per altro, salasso di giovani esistenze.
Quando non varcava le soglie, la guerra non comportava perdite umane gravi, e neppure, in genere, turbava l’abituale andamento delle esistenze individuali.” (Peri)
Già conosciamo il modo di Ruggero II di raggiungere i suoi obiettivi politici usando lo strumento militare come ultima ratio e tuttavia comprendiamo assai bene come, nell’ideale indipendentista, vi fu un tempo dove si guardava al buon governo degli Altavilla come modello di potenza, pace e prosperità.
RIFERIMENTI:
- I. Peri, Uomini, città e campagne in Sicilia dall’XI al XIII secolo, Biblioteca Universale Laterza
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