24/05/2026
🔴 INTERVISTA A “LA REPUBBLICA”
❓ Meloni aveva definito la precedente missione della Flotilla un’iniziativa “gratuita e irresponsabile”. Stavolta invece ha criticato il governo israeliano. Ha cambiato atteggiamento, perché?
«Dovrebbe essere Meloni a spiegare le ragioni della sua finta giravolta. Non c’è nessuna differenza tra la prima spedizione della Flotilla e questa. In entrambi i casi abbiamo l’abbordaggio di navi in acque internazionali, la deportazione di cittadini sulla terraferma israeliana, che si configura come un sequestro di persona, e trattamenti degradanti e inumani».
❓ Che cosa è cambiato allora?
«Che il governo, completamente azzoppato dopo il no al referendum sulla giustizia, sta abbracciando la dolorosa prospettiva del calo di consensi».
❓ Se foste al governo voi cosa fareste in questa situazione?
«La cosa che andava fatta da subito, quando Netanyahu ha dimostrato di voler perseguire uno sterminio sistematico a Gaza, sfociato poi in genocidio, era interrompere la cooperazione militare e battersi in sede europea per stracciare l’accordo di associazione Ue-Israele, imporre pesanti sanzioni al primo ministro e a tutti i suoi sodali. E riconoscere immediatamente lo Stato palestinese».
❓ Il governo italiano e il governo tedesco si sono opposti alla sospensione dell’accordo di associazione commerciale tra Ue e Israele. Roma e Berlino hanno anche bloccato lo stop alle intese di partenariato tra Gerusalemme e l’Ue. Secondo lei questo veto ora potrebbe essere tolto?
«Non saprei dirlo, ma una cosa è certa: l’Italia è stata uno dei Paesi chiave che ha impedito che passasse una linea di rigore e di condanna di un governo criminale, togliendo a Israele lo status di partner privilegiato dell’Unione europea. L’ipocrisia del nostro governo, che oggi fa finta di indignarsi per la deportazione della Flotilla, è pari a quella di Netanyahu che cerca di scaricare su Ben Gvir la responsabilità di quello che è successo. Un gioco delle parti ignominioso».
❓ È iniziato il ritiro militare americano dall’Europa, una decisione che pone in termini concreti l’esigenza di una difesa europea che non sia appaltata agli Stati Uniti. Come si concilia questa necessità con la vostra richiesta di spendere meno sulla difesa?
«Il problema è spendere meno e meglio. Se andremo al governo, ci batteremo per una difesa comune europea costringendo tutti i partner, anziché buttare i soldi ciascuno per proprio conto, a realizzare economie di scala razionalizzando la spesa militare. E potremo recuperare risorse ingenti per la scuola e la sanità, per il modello sociale europeo, che è stato abbandonato per inseguire un’economia di guerra».
❓ L’Istat, nel suo rapporto annuale, certifica oggi che l’Italia ha una natalità ai minimi storici, con 6,6 milioni di persone che dichiarano di aver rinunciato ad avere bambini. Un governo di centrosinistra cosa potrebbe fare di diverso dall’attuale per invertire questi trend?
«L’Italia sta rinunciando al suo futuro: i bambini. In questi 4 anni abbiamo visto tagliare agevolazioni ai mutui sulla prima casa degli under 36, i fondi sugli affitti, il governo ha persino voltato le spalle ai tanti giovani che prendono stipendi da fame dicendo no al salario minimo. Quando saremo al governo chiuderemo questa stagione».
❓ Appunto, con quali risorse?
«Recuperiamo risorse da extraprofitti nei settori militare, bancario ed energetico, rivediamo gli impegni sul riarmo e i vincoli a Bruxelles sottoscritti da questo governo, scongeliamo i 13,5 miliardi sul plastico del Ponte sullo Stretto e ridiamo risposte a famiglie e imprese schiacciate da costi esorbitanti che bloccano il futuro».
❓ Oggi il Cdm proroga il taglio delle accise e intanto Salvini chiede di derogare al Patto di Stabilità anche contro l’Ue. Dove troveranno i soldi?
«Quel Patto lo ha firmato Meloni, ora sa come andrà a finire? Che saranno costretti a usare i soldi non spesi del Pnrr e i fondi di coesione, che sarebbero serviti invece per asili nido, scuole e infrastrutture. Ditemi voi se questo è un governo responsabile».
❓ Intanto va avanti il cantiere della riforma elettorale. Dario Franceschini suggerisce di sedersi a discutere per provare a migliorare il Meloncellum. È d’accordo?
«A loro questa legge serve per rimanere imbullonati nei posti di comando. Il pacchetto che ci presentano di fatto è prendere o lasciare».
❓ Lo prendo come un no. Ma se la maggioranza fosse disponibile a modifiche?
«È improbabile, allo stato attuale, ottenere un radicale ripensamento di questa legge elettorale. Quindi non possiamo prestarci a ottenere una modifica su un singolo aspetto, per esempio l’introduzione delle preferenze, in un quadro complessivo che resta inaccettabile. A partire da un premio di maggioranza abnorme».