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30/05/2026
30/05/2026

✍️ Leggi l’intervista del nostro Riccardo Ricciardi a Il Manifesto. Ecco il testo integrale👇

❓Sono davvero mancati i vostri voti al centrosinistra in questa tornata elettorale?

Mi pare sia una lettura strumentale. Non si può fare un discorso generale su questo voto amministrativo. I territori vanno analizzati in maniera specifica. Sono 18 anni che faccio campagne elettorali per il M5S e dopo ogni voto locale viene celebrata la nostra crisi. Poi di solito alle politiche il nostro risultato stupisce, ma stupisce solo quelli che non ci conoscono.

❓Pesa soltanto la storica fatica del M5S alle comunali?

Prima che si tenesse il referendum sulla riforma costituzionale abbiamo sentito un deputato di Fratelli d’Italia dire tranquillamente davanti alle telecamere che bisognava muovere le proprie clientele. Nei comuni purtroppo si fa spesso così e se volessimo raggiungere dappertutto il 10% candideremmo i signorotti locali. Ma non lo facciamo perché la nostra idea di politica è un’altra.

❓Non è che un pezzo del vostro alleato soffre le alleanze? Se così fosse potrebbe risentirne il voto di opinione.

Anche su questo abbiamo dati sufficienti che dimostrano che ci sono comuni in cui abbiamo scelto di andare da soli e comunque non andiamo bene. Non c’è una regola assoluta. Dipende dal territorio. Penso che dove c’è un progetto e anche un candidato sindaco espressione della società civile, dove ci sono volti nuovi, allora cogli il risultato.

❓Dopo il referendum c’è stato il rischio di considerare Giorgia Meloni già finita e le prossime politiche già vinte?

Non direi. Anche perché non mi pare che questo voto sia stato un test tale per cui la destra può dire di aver retto. A parte Venezia, la coalizione progressista ha conquistato diversi comuni. Cresceremo ancora nei ballottaggi, dove siamo favoriti. Anche i numeri lo dicono.

❓Serve una spinta in più per arrivare al 2027 più attrezzati contro la destra?

Dobbiamo sicuramente dire cosa vogliamo per il Paese. Noi lo stiamo facendo con Nova. Qual è il Paese che non vogliamo lo abbiamo detto in questi anni. Ora dobbiamo dire cosa vogliamo: un Paese in cui le differenze di classe non siano così rilevanti. Dove esista un ruolo del pubblico e dello Stato che non lasci alla logica del profitto il governo della società. Dobbiamo fare stare meglio chi non arriva alla fine del mese. Dobbiamo costruire un sogno da contrapporre alla paura diffusa dall’altra parte.

❓A proposito, Conte ieri ha evocato ancora la sicurezza. È davvero un tema reale che fa la differenza?

Dipende da come viene interpretato: di cosa parliamo quando parliamo di sicurezza? Se affrontiamo questo tema in termini razionali e con proposte credibili o se lo agiti facendo leva sulle paure della gente, facendo cose terrificanti. Il problema esiste, ma una cosa è creare presidi territoriali, altro è aizzare l’odio, fare propaganda e speculare sulla paura.

❓Parlava del programma: Nova è pensata proprio per aprire il M5S alla società civile. Ci state riuscendo?

Ai cento incontri diffusi per tutto il Paese, due settimane fa, abbiamo riscontrato notevole partecipazione. Per ogni incontro c’era l’obbligo che per ogni iscritto dovesse esserci un non iscritto. La metà erano esterni e già questo ha funzionato: l’obiettivo è stato raggiunto.

❓C’è un’accelerazione sulla legge elettorale?

C’è un iter privo di qualsiasi rispetto istituzionale e democratico. Hanno calendarizzato la discussione, si andrà in Aula non avendo il testo definitivo. Abbiamo fatto audizioni in Commissione Affari costituzionali a proposito di un testo che già non esiste più. Ecco perché chiederemo che si torni in commissione.

❓Vede il rischio che Alessandro Di Battista si faccia il suo partito e diventi quello che per la Lega è Roberto Vannacci?

Il rispetto che ho per Di Battista mi impedisce di fare qualsiasi parallelismo o anche solo un’associazione tra lui e Vannacci. È un’ipotesi che respingo.

30/05/2026
30/05/2026

✍️ Leggi l’intervista del nostro Vicepresidente Michele Gubitosa a la Repubblica👇

La legge elettorale è «politicamente sbagliata nel merito e anche nei tempi, visto che arriva a fine legislatura e in un momento in cui il Paese deve affrontare ben altre emergenze». Il vicepresidente del M5S, Michele Dubitosa, boccia la riforma e rifiuta l’invito della maggioranza a trattare.

❓ Perché neanche un tentativo di dialogo con i partiti di governo?

«Non ci sono le condizioni, visto che in commissione è arrivato un testo palesemente blindato, con un impianto per noi non sostenibile».

❓ In che modo pensate di agire?

«Non ci si limiterà a dire che politicamente non siamo d’accordo. Troveremo il modo e lo strumento per fare le nostre proposte in Parlamento».

❓ Sarà una proposta dell’intero campo largo con emendamenti comuni?

«Non è escluso, ma non abbiamo ancora avuto modo di discuterne perché la maggioranza ci ha buttato addosso una legge elettorale con una accelerazione che hanno voluto imprimere dopo che sono usciti sconfitti dal referendum sulla giustizia».

❓ E come M5S cosa contestate di questa legge?

«È una legge che allontana ancora di più gli eletti dagli elettori. Ed è palese il tentativo della maggioranza di provare a rimanere arroccata al potere ora che sta perdendo consensi».

❓ Dunque, quali saranno le vostre proposte di modifiche?

«Cercheremo di garantire sia la governabilità sia il rispetto dell’intenzione del voto del cittadino, senza pensare a chi potrebbe trarne beneficio guardando i sondaggi».

❓ E il premio di maggioranza?

«È indecente il listino dei 105 parlamentari super nominati, 70 seggi a Montecitorio e 35 a Palazzo Madama. E poi è troppo alto. Il fatto che in questa versione di legge si sia alzata la soglia per il premio dal 40 a 42% non basta. È positivo invece che abbiano tolto il ballottaggio».

❓ Se la maggioranza presenterà un emendamento sulle preferenze lo voterete?

«Noi siamo sempre stati a favore delle preferenze, ma l’impianto della legge è completamente sbagliato. Aggiungendo o togliendo un elemento, il nostro giudizio complessivo non cambia».

❓ Come sceglierete il candidato premier della coalizione, che avete l’obbligo di indicare?

«Prima vengono i temi, dopo che si trova una convergenza sui temi, si parlerà del candidato premier e a quel punto le primarie potrebbero essere la strada giusta».

𝐔𝐧 𝐏𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐀𝐯𝐚𝐧𝐭𝐢, 𝐔𝐦𝐛𝐫𝐢𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐦𝐨𝐬𝐬𝐚 𝐝𝐚 𝐀𝐠𝐞𝐧𝐚𝐬 𝐬𝐮 𝐥𝐢𝐬𝐭𝐞 𝐝’𝐚𝐭𝐭𝐞𝐬𝐚 𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢: 𝐝𝐨𝐩𝐨 𝐥𝐞 𝐦𝐚𝐜𝐞𝐫𝐢𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐚𝐫𝐫𝐢𝐯𝐚𝐧𝐨 𝐢 𝐩𝐫𝐢𝐦...
30/05/2026

𝐔𝐧 𝐏𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐀𝐯𝐚𝐧𝐭𝐢, 𝐔𝐦𝐛𝐫𝐢𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐦𝐨𝐬𝐬𝐚 𝐝𝐚 𝐀𝐠𝐞𝐧𝐚𝐬 𝐬𝐮 𝐥𝐢𝐬𝐭𝐞 𝐝’𝐚𝐭𝐭𝐞𝐬𝐚 𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢: 𝐝𝐨𝐩𝐨 𝐥𝐞 𝐦𝐚𝐜𝐞𝐫𝐢𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐚𝐫𝐫𝐢𝐯𝐚𝐧𝐨 𝐢 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐢 𝐫𝐢𝐬𝐮𝐥𝐭𝐚𝐭𝐢

I dati Agenas certificano che l’Umbria sta andando nella direzione giusta sul fronte delle liste d’attesa e dell’accesso alle prestazioni sanitarie. Nel confronto tra il primo quadrimestre del 2025 e quello del 2026, il rispetto dei tempi per le prime prestazioni è passato dal 57,2% al 63,1%, mentre per gli esami diagnostici si è registrato un incremento dal 53,4% al 62,8%.

Secondo i dati Agenas, l’Umbria si colloca inoltre tra le regioni più virtuose per i tempi di presa in carico da parte del Cup: per le prestazioni classificate in categoria B, da erogare entro dieci giorni, nel 90,5% dei casi il contatto con il paziente avviene nei tempi previsti. La regione è inoltre settima in Italia per il rapporto tra prese in carico e prescrizioni relativo alle prime prestazioni, con una percentuale del 56,4%.

Sono numeri che confermano che il lavoro avviato dalla nuova amministrazione regionale sta producendo risultati concreti. Nel primo anno di governo ci siamo concentrati soprattutto sul recupero delle liste d’attesa e delle prestazioni rimaste in sospeso tra il 2023 e il 2024, affrontando una situazione particolarmente complessa ereditata dalla precedente amministrazione di destra. In questo periodo sono state recuperate circa 71 mila prestazioni arretrate.

Consapevoli del lavoro da fare per rispondere pienamente ai bisogni di salute, sempre più complessi e crescenti, della popolazione, ribadiamo la necessità di un investimento serio e strutturale sul Servizio sanitario nazionale, che il Governo Meloni ha progressivamente indebolito. Allo stesso tempo, l’Umbria, con le risorse economiche disponibili e con l’impegno quotidiano delle professioniste e dei professionisti della sanità, sta facendo il massimo per rilanciare un sistema che negli anni di Tesei è stato drammaticamente depotenziato.

La strada da percorrere è ancora lunga, ma i dati diffusi da Agenas dimostrano che il cambiamento è in corso e che la direzione intrapresa è quella giusta. Continueremo a lavorare per rafforzare la sanità pubblica umbra e garantire servizi sempre più rapidi ed efficaci a tutti i cittadini.

Così in una nota i partiti di Un Patto Avanti

24/05/2026

🔴 INTERVISTA A “LA REPUBBLICA”

❓ Meloni aveva definito la precedente missione della Flotilla un’iniziativa “gratuita e irresponsabile”. Stavolta invece ha criticato il governo israeliano. Ha cambiato atteggiamento, perché?

«Dovrebbe essere Meloni a spiegare le ragioni della sua finta giravolta. Non c’è nessuna differenza tra la prima spedizione della Flotilla e questa. In entrambi i casi abbiamo l’abbordaggio di navi in acque internazionali, la deportazione di cittadini sulla terraferma israeliana, che si configura come un sequestro di persona, e trattamenti degradanti e inumani».

❓ Che cosa è cambiato allora?

«Che il governo, completamente azzoppato dopo il no al referendum sulla giustizia, sta abbracciando la dolorosa prospettiva del calo di consensi».

❓ Se foste al governo voi cosa fareste in questa situazione?

«La cosa che andava fatta da subito, quando Netanyahu ha dimostrato di voler perseguire uno sterminio sistematico a Gaza, sfociato poi in genocidio, era interrompere la cooperazione militare e battersi in sede europea per stracciare l’accordo di associazione Ue-Israele, imporre pesanti sanzioni al primo ministro e a tutti i suoi sodali. E riconoscere immediatamente lo Stato palestinese».

❓ Il governo italiano e il governo tedesco si sono opposti alla sospensione dell’accordo di associazione commerciale tra Ue e Israele. Roma e Berlino hanno anche bloccato lo stop alle intese di partenariato tra Gerusalemme e l’Ue. Secondo lei questo veto ora potrebbe essere tolto?

«Non saprei dirlo, ma una cosa è certa: l’Italia è stata uno dei Paesi chiave che ha impedito che passasse una linea di rigore e di condanna di un governo criminale, togliendo a Israele lo status di partner privilegiato dell’Unione europea. L’ipocrisia del nostro governo, che oggi fa finta di indignarsi per la deportazione della Flotilla, è pari a quella di Netanyahu che cerca di scaricare su Ben Gvir la responsabilità di quello che è successo. Un gioco delle parti ignominioso».

❓ È iniziato il ritiro militare americano dall’Europa, una decisione che pone in termini concreti l’esigenza di una difesa europea che non sia appaltata agli Stati Uniti. Come si concilia questa necessità con la vostra richiesta di spendere meno sulla difesa?

«Il problema è spendere meno e meglio. Se andremo al governo, ci batteremo per una difesa comune europea costringendo tutti i partner, anziché buttare i soldi ciascuno per proprio conto, a realizzare economie di scala razionalizzando la spesa militare. E potremo recuperare risorse ingenti per la scuola e la sanità, per il modello sociale europeo, che è stato abbandonato per inseguire un’economia di guerra».

❓ L’Istat, nel suo rapporto annuale, certifica oggi che l’Italia ha una natalità ai minimi storici, con 6,6 milioni di persone che dichiarano di aver rinunciato ad avere bambini. Un governo di centrosinistra cosa potrebbe fare di diverso dall’attuale per invertire questi trend?

«L’Italia sta rinunciando al suo futuro: i bambini. In questi 4 anni abbiamo visto tagliare agevolazioni ai mutui sulla prima casa degli under 36, i fondi sugli affitti, il governo ha persino voltato le spalle ai tanti giovani che prendono stipendi da fame dicendo no al salario minimo. Quando saremo al governo chiuderemo questa stagione».

❓ Appunto, con quali risorse?

«Recuperiamo risorse da extraprofitti nei settori militare, bancario ed energetico, rivediamo gli impegni sul riarmo e i vincoli a Bruxelles sottoscritti da questo governo, scongeliamo i 13,5 miliardi sul plastico del Ponte sullo Stretto e ridiamo risposte a famiglie e imprese schiacciate da costi esorbitanti che bloccano il futuro».

❓ Oggi il Cdm proroga il taglio delle accise e intanto Salvini chiede di derogare al Patto di Stabilità anche contro l’Ue. Dove troveranno i soldi?

«Quel Patto lo ha firmato Meloni, ora sa come andrà a finire? Che saranno costretti a usare i soldi non spesi del Pnrr e i fondi di coesione, che sarebbero serviti invece per asili nido, scuole e infrastrutture. Ditemi voi se questo è un governo responsabile».

❓ Intanto va avanti il cantiere della riforma elettorale. Dario Franceschini suggerisce di sedersi a discutere per provare a migliorare il Meloncellum. È d’accordo?

«A loro questa legge serve per rimanere imbullonati nei posti di comando. Il pacchetto che ci presentano di fatto è prendere o lasciare».

❓ Lo prendo come un no. Ma se la maggioranza fosse disponibile a modifiche?

«È improbabile, allo stato attuale, ottenere un radicale ripensamento di questa legge elettorale. Quindi non possiamo prestarci a ottenere una modifica su un singolo aspetto, per esempio l’introduzione delle preferenze, in un quadro complessivo che resta inaccettabile. A partire da un premio di maggioranza abnorme».

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