01/07/2026
Perché prorogare?
L'altro tema significativo dell'ultimo Consiglio Comunale è stata la proroga del Piano Operativo che scade il 22 luglio di quest'anno.
Sfruttando una norma - l'Art. 95 comma 12 della Legge Regionale 65/2014 - la maggioranza ha deciso di prorogare il Piano Operativo per altri 5 anni.
Almeno per come è scritto in delibera.
Poi abbiamo appreso con maggiore chiarezza dalle dichiarazioni social del Sindaco che al momento dell'approvazione del P.S.I., e terminata la redazione del nuovo P.O., la proroga decadrà.
Se questo passaggio fosse stato formalizzato nel testo della delibera questa questione non sarebbe rimasta "appesa" solamente ad una dichiarazione.
La proroga riguarda solamente, si fa per dire, tutte le previsioni che interessano il "territorio aperto". Per sua natura quello più delicato e quindi più esposto a proposte potenzialmente "pericolose".
E le previsioni (per esempio i Piani Unitari Convenzionati, i Piani Attuativi, la nuova edificazione) di natura pubblica e privata all'interno del perimetro degli insediamenti esistenti.
Ma in quale contesto avviene questa scelta e perché?
Come abbiamo detto in Consiglio, se dovessimo trovare una definizione che rappresenti al meglio questo contesto, potremmo dire che questa scelta, non sappiamo se volutamente o meno, è figlia del caos.
Naturalmente, quella del caos, è una formula "polemica" perché nel merito le nostre considerazioni non hanno mai definito pasticciato il P.O.. Semmai abbiamo contestato il metodo con il quale è maturata la scelta di questa proroga.
Un caos normativo che parte dalla mancanza di un Piano Strutturale Intercomunale che, nonostante l'approvazione delle controdeduzioni, non è stato definitivamente approvato e pubblicato.
Quindi il nostro territorio è in "regime di salvaguardia" - da più 1 anno - senza lo strumento fondamentale della pianificazione con pesanti limitazioni alla possibilità di intervento di cittadini ed imprese.
Non possiamo naturalmente che continuare a sottolineare l'aspetto politicamente più negativo: quello di aver concepito un Piano Strutturale con la Valdichiana.
Questione che rimane il vero "vulnus" di tutta la vicenda perché lega il destino dello sviluppo futuro della città ad un'area vasta che non è la nostra.
A questo si aggiunge l'affidamento dell'incarico per la redazione del nuovo P.O., fra gennaio e febbraio 2026, con l'ovvia constatazione che i tempi per presentare la nuova proposta prima della scadenza naturale del 22 luglio 2026 non siano sufficienti.
La data di scadenza del vecchio P.O. era però nota da 5 anni e forse muoversi con maggiore anticipo avrebbe potuto evitare questo ulteriore elemento di incertezza.
Un incarico peraltro affidato senza nessun atto di indirizzo della Giunta, o ancora meglio del Consiglio Comunale, che definisse pubblicamente le linee guida in merito alle scelte del prossimo documento di governo del territorio.
Infine, come previsto peraltro sempre dalla Legge 65/2014, senza ancora aver predisposto la relazione di monitoraggio del vecchio P.O..
Passaggio obbligatorio per la redazione del nuovo strumento che serve, appunto, a monitorare l'effettiva attuazione delle precedenti previsioni.
Relazione che attendiamo per capire meglio cosa è successo nell'ultimo quinquennio.
Quindi ricapitolando, in un contesto con il P.S.I. ancora non definito, il P.O. ormai scaduto, senza relazione di monitoraggio, la maggioranza ha deciso di prorogare le previsioni che riguardano il territorio aperto (e non solo) per altri 5 anni.
A questo proposito abbiamo appreso, sempre via social, quali siano nel dettaglio le previsioni che vengono prorogate.
In tutta onestà crediamo che con uno stato dell'arte di questa natura, la proroga fosse l'unica strada possibile. Molto probabilmente l'unica strada percorribile per "non ingessare" ulteriormente la situazione.
Condizione comunque insufficiente per raccogliere il nostro consenso.
Sicuramente si potevano fare, come sempre, altre scelte.
Forse più ponderate e rispondenti alle esigenze della nostra realtà. Forse più coerenti con un'idea del governo del territorio più responsabile e lungimirante.
Forse con una programmazione degna di questo nome che non si fosse ridotta a manovre dell'ultimo minuto.
Nessuno di noi peraltro ritiene di aver le proposte migliori, né tantomeno pensiamo che non ci sia un punto di vista legittimo (e legittimato) della maggioranza ad indicare le proprie soluzioni sulle questioni urbanistiche.
Semmai rileviamo, al di là degli aspetti di merito, una preoccupante dose di disorganizzazione e mancanza di programmazione.
Che è un elemento che non ci rassicura per niente in vista dei prossimi passaggi.
P.S.: è sicuramente necessario individuare una zona di sosta per i pullman e per i camper. E quella prevista in fondo a Via Il Sassetta e Via della Salle non era la scelta giusta. Lo avevamo già denunciato in campagna elettorale. Quello che ci sembra sbagliato è prevederla vicino ad una fornace abbandonata e abbinata ad un marciapiede (ancora da fare) "tutto in salita", mentre esiste già un'area vicino al campo sportivo dove poter prevedere l'intervento per poter poi raggiungere "in piano" la città dall'affaccio sulla Valdorcia di Via Santa Caterina.