01/07/2026
Avete visto il post della pagina del sindaco in abiti africani dove si legge testualmente: “…Parlare di temi come il razzismo (e volutamente utilizziamo il termine più diretto e crudo) richiede una delicatezza che sui social è ancora più rara che nella vita reale […] Strumentalizzare argomenti così importanti per alimentare polemiche non fa altro che mettere in luce la pochezza di chi fatica a riconoscere e ad apprezzare il valore del lavoro degli altri. Stasera la nostra comunità ha dimostrato con i fatti di voler esserci e di voler partecipare, ma ha soprattutto spiegato (a chi nutriva ancora qualche dubbio) di saper essere accogliente, curiosa e aperta a culture diverse dalla propria […] Questa sera tutti loro ci hanno ricordato che i sorrisi parlano la stessa lingua e che la diversità non è una distanza da colmare, ma una ricchezza da condividere. Grazie, infine e di nuovo, a tutti coloro che hanno scelto di esserci, perché la partecipazione è il primo passo per costruire una comunità più forte, più unita e più umana”.
Peccato, però, che internet ha memoria e anche noi! Per questo, lieti della sua folgorazione sulla strada per Damasco, non possiamo dimenticare quello che lui e i suoi hanno detto e fatto a partire dal 2018, pur aderendo ad un partito che dovrebbe essere di sinistra, fomentando un clima incandescente ed una vera e propria polveriera…