21/05/2026
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Prendiamo atto del rendiconto 2025 e delle relazioni che lo accompagnano. Come gruppo di minoranza abbiamo il dovere di analizzare questi numeri non solo nella loro correttezza formale โ che il Revisore ha attestato โ ma nella sostanza di ciรฒ che raccontano sulla gestione del nostro Comune.
Il primo dato che salta agli occhi รจ il numero di variazioni apportate al bilancio nel corso del 2025: diciassette, o meglio diciannove se consideriamo anche le ultime due reimputazione di febbraio e marzo 2026. Di queste solo due sono passate dal Consiglio Comunale in sede ordinaria.
Cosa significa questo? Significa che il bilancio che avete approvato a dicembre 2024 non era attendibile. Lo dice la stessa relazione sulla gestione allegata al rendiconto, che ammette testualmente "alcune carenze di programmazione". Un bilancio di previsione serve a programmare, a dire alla comunitร come verranno spese le risorse nell'anno. Se dopo pochi mesi bisogna giร intervenire con variazioni d'urgenza, e poi ancora, e ancora, fino ad arrivare a diciannove interventi correttivi, allora quel bilancio era un esercizio teorico, non uno strumento di governo.
Ma c'รจ un aspetto ancora piรน grave: quando la Giunta adotta variazioni in via d'urgenza, bypassa il dibattito consiliare. Il Consiglio ratifica dopo, a cose fatte. Sette volte in un anno รจ stato tolto a quest'aula il diritto di discutere preventivamente come vengono spesi i soldi dei cittadini. E questa consuetudine si ripete anche nel 2026: dalla variazione giร approvata nello scorso aprile, a soli quattro mesi dall'approvazione del bilancio 2026-2028. Il fatto che ogni volta si debba ricorrere all'urgenza dimostra che non c'รจ programmazione, c'รจ solo reazione ai problemi che emergono via via.
Veniamo ora a quello che consideriamo il problema strutturale piรน grave di questo bilancio. Al 31 dicembre 2025 il Comune vanta crediti per oltre 1 milioni e 400 mila euro che non ha ancora riscosso, crediti provenienti da tributi, quali prevalentemente Imu e Tari.
Ma il dato che deve far riflettere quest'aula รจ un altro: nel corso del riaccertamento ordinario, sono stati cancellati residui attivi per 600.541 euro. Seicentomila euro di crediti che il Comune aveva iscritto a bilancio negli anni precedenti e che ha dovuto cancellare perchรฉ ritenuti inesigibili o insussistenti. Seicentomila euro che qualcuno aveva accertato, che sono entrati nei calcoli degli equilibri di bilancio degli anni scorsi, e che oggi scopriamo essere cancellati.
Per quale motivo sono diventati inesigibili? Si รจ tentato il recupero coattivo prima di arrendersi? E soprattutto: quanti altri crediti oggi iscritti a bilancio faranno la stessa fine nei prossimi anni?
Ovviamente collegato alla mancata riscossione dei tributi, cโรจ il Fondo Crediti di Dubbia Esigibilitร , il quale ammonta a 1 milione e 272 mila euro e che blocca la capacitร di spesa a discapito dei cittadini, praticamente possiamo spendere briciole per la comunitร , poco meno di 200.000 euro, su quasi 2 milioni di avanzo di ammirazione.
Cosa si sta facendo oggi per evitare che i crediti accertati nel 2025 diventino i crediti inesigibili del 2028? Qual รจ la strategia per i loro recupero? Perchรฉ dai numeri la strategia sembra essere: accertiamo, speriamo che paghino, e quando non arrivano i soldi, cancelliamo.
Vorrei solo farvi notare, per capire quanto questi numeri siano elevati per un comune con meno di 3.000 abitanti, che, per esempio, il comune di Anghiari, che conta quasi 6.000 abitanti, nel bilancio 2025 ha iscritto crediti attivi residui derivanti da tasse non riscosse per 450.000 euro: un terzo rispetto a noi, pur avendo il doppio dei cittadini!
Ci sarebbero da dire molte cose sui capitoli di spesa e sulle scelte strategiche di questa amministrazione, ma tutte riportano allo stesso identico punto: la mancanza di programmazione. Inutile che i conti tornino quando poi ci si affaccia a queste finestre e quello che vediamo รจ un paese stanco, accartocciato su sรฉ stesso. Vorrei ricordarne alcune scorrendo a mente il 2025, perchรฉ bastano a rendere il quadro.
Abbiamo speso migliaia di euro per quello che oggi vieni chiamato โcentro emergenzeโ, (per inciso dopo aver cambiato negli anni piรน volte nome) con continue integrazioni di spesa e ancora non ha trovato la sua vera destinazione d'uso. Un investimento da oltre 1.000.000 euro che cerca ancora un senso.
Il paese รจ rimasto al buio in pieno inverno. Non un guasto improvviso, non un evento eccezionale: semplicemente quando รจ stato cambiato il gestore non รจ stato fatto lo studio dello stato dellโinfrastruttura la quale avrebbe scandito i tempi per programmare nel periodo adeguato la manutenzione straordinaria dell'illuminazione pubblica.
La strada verso Chiusi รจ stata chiusa improvvisamente per il rifacimento del ponte. Improvvisamente per i cittadini, non per voi: l'amministrazione lo sapeva da aprile. Mesi di tempo per organizzare, informare, predisporre percorsi alternativi. E invece la chiusura รจ arrivata come un fulmine a ciel sereno, con tutti i disagi e costi che ne sono conseguiti.
Ci sono intere frazioni nel nostro territorio dove in certi giorni bisogna affidarsi alla provvidenza per riuscire a lavorare online. E anche dove la connessione veloce c'รจ, nel capoluogo, basta un ghiro che mangi un cavo alla Verna e salta tutto il paese. Perchรฉ dopo anni non siamo ancora riusciti a completare l'anello in fibra con Sansepolcro o a fare una mappatura delle reti? Poi vogliamo attrarre persone con lo Smart working.
Non siamo ancora riusciti a trovare un luogo dignitoso per la camera mortuaria. ร una questione di civiltร , di rispetto per chi ci lascia e per le famiglie che li piangono. Eppure il problema resta lรฌ, irrisolto, anno dopo anno.
Affacciatevi a queste finestre il nostro centro storico รจ abbandonato a sรฉ stesso. Le piazze principali โ che dovrebbero essere il salotto del paese, il luogo dell'incontro, della bellezza, dell'identitร โ sono ridotte a parcheggi. Siamo l'unico paese della Valtiberina e forse di tutta la Toscana dove tutte le piazze sono parcheggi per le auto. I vicoli hanno l'asfalto rattoppato alla meno peggio. Piazza Fanfani davanti alle poste, dove la pietra del pavimento si sta sgretolando da mesi, รจ lรฌ sotto gli occhi di tutti. Ci passano ogni giorno i cittadini, ci passano i turisti che si recano allโArchivio Diaristico Nazionale, ci passate voi amministratori. Eppure, nessuno interviene. Come se fosse normale. Come sono state normali le piante secche nei vasi la scorsa estate, perchรฉ nessuno era incaricato a dargli lโacqua, come le zone buie del paese, abbiamo cambiato le luci, ma non abbassato i lampioni che illuminano gli alberi invece che le strade, come i due attraversamenti pedonali sulla via Tiberina che la sera diventano pericolosi in quanto semi-bui. Come se il decoro urbano fosse un concetto che non ci riguarda.
Questo paese non sa piรน cosa sia il bello. Non sa piรน cosa significhi prendersi cura dello spazio pubblico, del volto che mostriamo a chi arriva e a chi ci vive.
Tutto sempre di fretta, tutto sempre in emergenza. Questo รจ il filo conduttore di questa amministrazione. E questo rendiconto, con le sue diciannove variazioni d'urgenza, i suoi 600.000 euro di crediti cancellati, i suoi investimenti che slittano e le sue manutenzioni a singhiozzo, ne รจ la fotografia fedele.
Signori, un paese che non sa attrarre non sa crescere. E un paese che non sa crescere รจ un paese che muore lentamente. I numeri di questo bilancio ce lo stanno dicendo con chiarezza. La domanda รจ: vogliamo ascoltarli o continuare a fare finta di niente?
Noi chiediamo un cambio di passo.
Chiediamo programmazione vera, riscossione efficace, un piano di rigenerazione urbana e una visione per il futuro di Pieve Santo Stefano.
Non siamo ingenui, siamo imprenditori, ingegneri, ex amministratori pubblici, sappiamo che le risorse sono poche e che i problemi sono tanti. Sappiamo che amministrare un piccolo comune di montagna รจ difficile, che ogni giorno porta un'emergenza nuova e che le persone che lavorano negli uffici fanno quello che possono con quello che hanno.
Ma proprio perchรฉ le risorse sono poche, non possiamo permetterci di sprecarle rincorrendo le emergenze. Si cresce programmando il futuro, non rattoppando il presente.
Senza una visione d'insieme, ogni intervento รจ un gesto isolato che non porta da nessuna parte. E troppo spesso abbiamo fatto esattamente questo: arriva il bando e ci inventiamo un'idea per prendere i soldi. Non un progetto pensato, non un tassello di una strategia: un'idea improvvisata per non perdere il finanziamento. E alla fine ci ritroviamo con opere scollegate fra loro, pezzi di un puzzle che non compone nessuna immagine.
Bisogna cambiare rotta. Le idee devono essere pronte prima che arrivi il bando, non dopo.
Per queste ragioni il nostro voto su questo rendiconto non puรฒ essere favorevole. Non per i numeri in sรฉ, ma per quello che rappresentano: un'amministrazione che reagisce anzichรฉ governare, che rattoppa anzichรฉ costruire, che non ha una visione del futuro di questa comunitร .
I nostri concittadini meritano di piรน. E noi, da questa parte dell'aula, continueremo a chiederlo. Grazie.