ANPI Pioltello

Indicazioni

ANPI Pioltello L'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia è stata costituita a Roma nel 1944. Pioltello è una sua sezione territoriale intitolata a Sandro Pertini.

16/10/2026

Questa mattina, in occasione delle celebrazioni del Comune di Roma per l'anniversario del rastrellamento che i nazifascisti operarono il 16 ottobre 1943 deportando 1022 ebrei romani, la delegazione dell'ANPI di Roma (presente come sempre alla commemorazione) è stata fatta oggetto di un'aggressione ...

16/10/2026

16 OTTOBRE 1943-16 OTTOBRE 2026. Oggi a Roma l'ANPI è stata contestata alla commemorazione del rastrellamento e deportazione degli ebrei romani del 16 ottobre 1943. Si rimprovera all'ANPI la giusta condanna dei crimini di guerra di Netanyahu e del Governo d estrema destra di Israele nei confronti della popolazione di Gaza.
Alcuni dirigenti delle Comunità ebraiche di Roma e di Milano sono vicini a Fratelli d'Italia, vicini cioè agli eredi del Regime fascista delle leggi razziali del 1938 e della Repubblica Sociale Italiana, fantoccio della Germania nazista, che considerava gli ebrei italiani nemici.
E' UNA VERGOGNA!

08/10/2026
17/09/2026

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE: UNO SCEMPIO DEI FONDAMENTI DELLA DEMOCRAZIA ITALIANA
17 Settembre 2026


"L’approvazione della nuova legge elettorale in Senato aggrava la deriva di cui è vittima da tempo la democrazia italiana e il cui segnale più allarmante è l’abnorme astensionismo.
Il premio di maggioranza previsto ove una coalizione superi il 42% dei consensi – con un premio di oltre cento parlamentari eletti nelle due Camere in un listino bloccato -determinerebbe un Parlamento che non rappresenta la volontà degli elettori e viola il principio di proporzionalità e di eguaglianza del voto. Per di più potrebbe consentire alla maggioranza di governo di eleggere da sola il Presidente della Repubblica, la maggioranza dei componenti della Corte costituzionale, i membri laici del Consiglio Superiore della Magistratura.
I capilista bloccati sarebbero decisi dalle segreterie dei partiti. Per le loro candidature non esiste alcun obbligo di equilibrio fra i generi, per cui i capilista potrebbero in teoria essere tutti uomini. Le preferenze valgono soltanto per i nominativi successivi per i quali è sì prevista l’alternanza di genere, ma essi costituiranno una piccola minoranza degli eletti.
L’obbligo di indicare il candidato premier da parte di ciascuna lista o coalizione espropria di fatto il Presidente della Repubblica dal suo potere di scelta del candidato presidente del Consiglio, anticipando in modo subdolo la riforma del premierato da tempo annunciata dal governo Meloni.
I partiti non presenti in parlamento che intendessero presentare una lista dovranno raccogliere 6.000 firme per ogni collegio, per un totale di alcune centinaia di migliaia, col divieto di raccolta firme online: così di fatto si impedisce a tutti i cittadini di poter accedere alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza.
Il governo nei giorni scorsi ha enfaticamente celebrato la sua stabilità, confermando così che non c’è bisogno di leggi che la garantiscano. Non sono le leggi elettorali ma è la coesione politica a garantire la stabilità di un governo.
Questa legge elettorale, indipendentemente da chi vinca, colpisce al cuore il Parlamento come luogo di rappresentanza della sovranità popolare, confisca il potere degli elettori di scegliere gli eletti consegnandolo ancora alle segreterie dei partiti, riduce i poteri e le funzioni del Presidente della Repubblica, taglia drasticamente la rappresentanza femminile, conculca il diritto dei cittadini di accedere alle cariche elettive.
Nelle prossime settimane la legge passerà alla Camera. Ancora una volta facciamo appello a tutte le forze politiche affinché non si compia uno scempio dei fondamenti della democrazia italiana"

SEGRETERIA NAZIONALE ANPI

🇮🇹 8 SETTEMBRE 1943L’8 settembre 1943 non è soltanto una data della storia italiana. È una frattura, un momento in cui i...
08/09/2026

🇮🇹 8 SETTEMBRE 1943

L’8 settembre 1943 non è soltanto una data della storia italiana. È una frattura, un momento in cui il Paese precipita nel caos dopo l’armistizio con gli Alleati e l’occupazione tedesca dell’Italia centro-settentrionale.
Da quel giorno, per migliaia di uomini e donne, comincia una scelta.
Militari che rifiutano di continuare a combattere al fianco dei tedeschi. Partigiani che salgono sulle montagne. Operai, contadini, studenti, sacerdoti, intellettuali che lottano per la libertà. Donne che diventano staffette, organizzatrici, combattenti. Famiglie che nascondono perseguitati e soldati. Una parte del popolo italiano sceglie di opporsi alla dittatura, all’occupazione nazista e al fascismo della Repubblica Sociale Italiana.
È l’inizio di un cammino lungo e doloroso, fatto di sacrifici, deportazioni, rappresaglie, torture e fucilazioni. Un cammino che porterà, attraverso la Resistenza e la guerra di Liberazione, al 25 aprile 1945.
La Liberazione non fu un dono. Fu conquistata anche grazie a uomini e donne comuni che, in anni terribili, decisero di non voltarsi dall’altra parte.
Piero Calamandrei, nel 1952, ricordando i giovani caduti della Resistenza, scrisse: “Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati”.
La nostra Repubblica nasce anche da quelle vite spezzate, da quelle scelte, da quella lotta.

Ricordare l’8 settembre significa dunque comprendere che la libertà e la democrazia non sono mai state scontate. Sono il risultato di una storia concreta, fatta di persone concrete, che hanno pagato un prezzo altissimo perché l’Italia potesse tornare libera.
Memoria non è soltanto ricordare ciò che è stato.
È sapere da dove veniamo e scegliere, ogni giorno, da che parte stare.

🇮🇹 8 settembre 1943 — 8 settembre 2026
Per non dimenticare. Per capire. Per difendere la libertà.

Il 16 agosto 1924, nei pressi di Riano, a pochi chilometri da Roma, venne ritrovato il ca****re di Giacomo Matteotti, de...
16/08/2026

Il 16 agosto 1924, nei pressi di Riano, a pochi chilometri da Roma, venne ritrovato il ca****re di Giacomo Matteotti, deputato socialista rapito e assassinato il 10 giugno 1924 da una squadra fascista.
Matteotti era divenuto uno dei principali oppositori del fascismo dopo il suo discorso parlamentare del 30 maggio 1924, nel quale denunciò le violenze, le intimidazioni e i brogli elettorali commessi dai fascisti durante le elezioni politiche. Il suo assassinio rappresentò uno degli episodi più gravi della fase di consolidamento della dittatura fascista e provocò una profonda crisi politica, culminata nella cosiddetta crisi Matteotti.
La tradizione attribuisce a Matteotti la frase: «Uccidete pure me, ma l’idea che è in me non la ucciderete mai», divenuta simbolo della resistenza antifascista.
La moglie, Velia Titta, mantenne un atteggiamento fermo anche in occasione del funerale. Chiese che il trasferimento della salma avvenisse senza rappresentanze fasciste, camicie nere o privilegi istituzionali, rivendicando per sé e per la propria famiglia il diritto a un funerale civile e privo di celebrazioni del regime. Chiese inoltre che, qualora fosse stato necessario un servizio d’ordine, questo fosse affidato esclusivamente ai soldati italiani.
La vicenda di Matteotti rimane quindi un momento emblematico della repressione politica fascista, della difesa delle istituzioni parlamentari e dell’opposizione alla dittatura.

SANT’ANNA DI STAZZEMA, 12 AGOSTO 1944Erano le sette del mattino. Le SS salirono in tre colonne, con i fascisti del posto...
12/08/2026

SANT’ANNA DI STAZZEMA, 12 AGOSTO 1944

Erano le sette del mattino.
Le SS salirono in tre colonne, con i fascisti del posto a fare da guida. Rastrellarono le case una per una, radunarono le famiglie nelle stalle e sul sagrato della chiesa, e le mitragliarono. Sui corpi gettarono le bombe a mano, poi le panche della chiesa, poi la benzina, e diedero fuoco.
In poco più di tre ore.
560 persone. Oltre 130 bambini.
La più piccola si chiamava Anna Pardini e aveva venti giorni.
Don Innocenzo Lazzeri si offrì al posto dei suoi parrocchiani: lo uccisero con loro. Genny Bibolotti Marsili scagliò uno zoccolo in faccia a un SS per dare a suo figlio Mario, sei anni, il tempo di scappare: Mario si salvò, lei no. Medaglia d’Oro al Valor Civile alla memoria.
Poi il silenzio, per cinquant’anni. Le carte dell’inchiesta finirono chiuse nell’”armadio della vergogna”, ritrovato solo nel 1994 in uno scantinato della Procura militare di Roma.
Nel 2005 il Tribunale militare di La Spezia condannò all’ergastolo dieci ex SS. Nessuno di loro ha mai scontato un solo giorno di carcere: la Germania non li ha mai estradati e nel 2012 la Procura di Stoccarda ha archiviato tutto.
Per questo la memoria non è e non può essere un rito.
Oggi Sant’Anna è Parco Nazionale della Pace. Le case bruciate sono rimaste dove erano. Ci si sale a piedi, e si legge una lapide dopo l’altra: interi cognomi ripetuti dieci, dodici volte. Famiglie cancellate in una mattina d’agosto.

Onore ai martiri di Sant’Anna di Stazzema.





Ciao Francesco, ci hai regalato voli di bellezza, passione civile, umanità, amore da vivere fino in fondo. Grazie.
06/08/2026

Ciao Francesco, ci hai regalato voli di bellezza, passione civile, umanità, amore da vivere fino in fondo.
Grazie.

02/08/2026

Bologna, 2 agosto 1980. Ore 10.25. Una bomba esplode nella sala d’aspetto di seconda classe della stazione centrale, gremita di viaggiatori in partenza per le vacanze.

Ottantacinque morti, oltre duecento feriti: la più grave strage nella storia dell’Italia repubblicana.

Ci sono voluti decenni di processi per stabilire quello che le sentenze oggi affermano: la matrice neofascista dell’attentato e i depistaggi messi in atto da settori degli apparati dello Stato e dalla loggia P2 per coprirne gli autori.

A quarantasei anni di distanza, l’orologio della stazione resta fermo alle 10.25. Non è un gesto simbolico: è un impegno. Perché la memoria non muore, e non muore la richiesta di verità piena portata avanti dall’Associazione dei familiari delle vittime.

L’ANPI è a fianco di Bologna oggi come ogni 2 agosto: ricordare le vittime significa difendere la Costituzione nata dalla Resistenza e chiudere ogni spazio a chi ancora oggi si richiama a quella matrice.

ANPI provinciale Bologna




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