18/04/2026
𝐏𝐚𝐫𝐨𝐝𝐢 𝐛𝐨𝐜𝐜𝐢𝐚𝐭𝐨: 𝐬𝐮𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐑𝐢𝐧𝐚𝐬𝐜𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐭𝐫𝐨𝐩𝐩𝐢 𝐞𝐫𝐫𝐨𝐫𝐢, 𝐩𝐨𝐜𝐚 𝐯𝐞𝐫𝐢𝐭à.
Parodi, anche questa volta, non supera l’esame. Non siamo di fronte a una semplice opinione discutibile, ma a una sequenza di errori che, su un tema complesso come quello ambientale, pesano come insufficienze gravi. E quando si parla di procedure autorizzative, di conferenze dei servizi e di sicurezza del territorio, l’imprecisione non è un dettaglio: è un problema.
Comprendiamo la sua evidente necessità di restare aggrappato al dibattito politico locale, nonostante i risultati elettorali non abbiano premiato il suo operato. È una scelta personale, che rispettiamo. Tuttavia, quando si interviene su questioni complesse come quelle ambientali e autorizzative, non si può prescindere da un requisito minimo: l’aderenza ai fatti.
Nel suo intervento su “Rinascenza”, Parodi dimostra invece una preoccupante superficialità, che lo porta a commettere errori gravi, sotto il profilo sia tecnico sia istituzionale.
Primo errore: confonde l’oggetto della Conferenza dei Servizi. Parodi la descrive come il luogo decisionale relativo all’aumento dei volumi della discarica ex Lucchini, parlando di un rialzo da 350.000 metri cubi. Non è così. Quella Conferenza riguarda esclusivamente una modifica dell’autorizzazione già esistente, limitata alla profilatura del sito. Nessun incremento volumetrico è in discussione in quella sede. Sarebbe bastata una consultazione degli atti pubblici regionali per evitarlo.
Secondo errore: sostiene che la Conferenza si sia conclusa autorizzando l’aumento dei volumi. Anche questo è falso. La Conferenza non si è conclusa affatto: è stata rinviata proprio per consentire ulteriori approfondimenti tecnici da parte della Regione. In diritto ambientale, questi passaggi non sono dettagli, ma elementi sostanziali del procedimento autorizzativo.
Terzo errore: richiama un vecchio parere tecnico relativo al rischio di lacerazione del telo e alla possibile contaminazione della falda, ma omette – o ignora – un passaggio fondamentale. L’autorità tecnica competente è infatti tornata sul tema, fornendo indicazioni precise per la risoluzione delle criticità. È così che funzionano i procedimenti ambientali: attraverso verifiche progressive, prescrizioni e adeguamenti, non attraverso slogan.
A questo punto, una riflessione è inevitabile: su temi così delicati, che riguardano la tutela dell’ambiente e la sicurezza del territorio, sarebbe auspicabile maggiore prudenza. Tacere, talvolta, è preferibile al diffondere informazioni inesatte.
Oppure, se davvero si vuole contribuire al dibattito con trasparenza, Parodi potrebbe spiegare ai cittadini un episodio ben più rilevante della sua esperienza amministrativa. Quando ricopriva il ruolo di assessore, avviò infatti una trattativa autonoma con un soggetto privato legato a Rimateria, arrivando a ipotizzare un accordo per il conferimento di metri cubi di rifiuti di gran lunga ben superiori, senza neppure una chiara delimitazione delle tipologie ammissibili.
Un’ipotesi che avrebbe avuto un impatto ben più significativo sul territorio rispetto alle questioni che oggi solleva in modo impreciso. E che non si concretizzò solo grazie all’intervento deciso del sindaco, che pose un argine a quella prospettiva.
Ecco perché, prima di impartire lezioni, sarebbe opportuno rileggere con onestà il proprio operato e, soprattutto, attenersi ai fatti. In politica, la credibilità si costruisce così.