31/08/2026
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Sul futuro del Polo industriale piombinese ci vuole chiarezza, perchรฉ i lavoratori e la cittร non possono essere presi in giro.
Si susseguono infatti le voci sulle difficoltร finanziarie del progetto Metinvest/Adria. Avevamo giร messo l'accento sui problemi di bancabilitร causati dal rating CCC+ di Metinvest, per il quale non vengono concessi prestiti.
Anche l'annuncio della ricerca del terzo socio spinge in quella direzione: per questo รจ doveroso chiedere all'ad Villa se il problema siano le autorizzazioni ambientali (sulle quali giace ancora senza risposta la nostra interrogazione all'assessore all'ambiente Barontini) o una ben piรน grave carenza di fondi per l'investimento. La cittร ha bisogno della veritร .
Su Jsw, invece, siamo rimasti all'accordo di programma che prevede 148 milioni per investimenti. Ci auguriamo che non si tratti dell'ennesima operazione di propaganda, ma ci sono diversi aspetti che ci lasciano perplessi. Uno, ad esempio, รจ la scelta di continuare a dare fiducia a Jsw, un gruppo che in questi anni ha giร dimostrato di non avere intenzione di investire su Piombino: basti ricordare il precedente accordo di programma del 2018, rimasto completamente inattuato. Non bisogna avere paura di eventuali contenziosi: Jsw faccia gli investimenti promessi e finanziati, oppure, se inadempiente, venga mandata via.
Il secondo aspetto riguarda l'occupazione. Si dice che tutti i lavoratori attualmente a carico di Jsw โ 500 attivi e circa 800 in cassa integrazione, in attesa di essere assunti da Metinvest โ saranno tutelati. Ma se l'operazione Metinvest non si concretizzasse, come possiamo credere che Jindal, che giร fatica a mantenere occupate 500 persone (nel memorandum del 2024 erano 400), sia in grado di garantire un piano industriale capace di tenerne occupate piรน di 1000? Ci vogliono prendere in giro? Vanno inoltre considerati lo stato delle attrezzature dell'attuale stabilimento, che richiederebbero una manutenzione e un rinnovamento approfonditi, e i giร citati problemi di bancabilitร di Metinvest.
Ribadiamo che l'unica soluzione per salvare la manifattura a Piombino รจ che lo Stato faccia lo Stato: elabori un piano industriale nazionale che preveda, per le industrie strategiche in crisi, la partecipazione statale nel consiglio di amministrazione, soprattutto quando la reindustrializzazione comporta l'utilizzo massiccio di soldi pubblici. Nel caso di Jsw, questo potrebbe avvenire attraverso Invitalia o immaginando una societร mista con Rete Ferroviaria Italiana, valorizzando cosรฌ il treno rotaie di Piombino: uno dei soli quattro impianti rimasti in Europa specializzati in questa produzione, insieme a Voestalpine (Austria), ArcelorMittal (Spagna) e British Steel, con lo stabilimento di Hayange in Francia. Un asset strategico che, con gli investimenti necessari a produrre l'acciaio in casa invece di importare i blumi dall'estero, potrebbe trarre pieno vantaggio dal CBAM europeo, oggi invece penalizzante per un impianto che dipende dalle importazioni.
Piombino ha giร pagato il prezzo di anni di annunci senza seguito che hanno bloccato lo sviluppo della cittร e hanno aperto la strada ad operazioni come quella del rigassificatore.
Al Governo, alla Regione e alle aziende chiediamo finalmente un poโ di coraggio.