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GET ENERGY: LA GIUNTA NON HA UNA POSIZIONE, MA IL PROCEDIMENTO NON È AFFATTO CHIUSOVenerdì sera  l'assemblea pubblica co...
07/09/2026

GET ENERGY: LA GIUNTA NON HA UNA POSIZIONE, MA IL PROCEDIMENTO NON È AFFATTO CHIUSO

Venerdì sera l'assemblea pubblica convocata dal Consiglio di Quartiere di Fiorentina - Popolonia sul progetto Get Energy (il dissociatore molecolare pirolitico previsto a Montegemoli) ha mostrato una giunta comunale impreparata e senza una linea politica chiara.

- Assente l'assessora all'ambiente Bacci
- il vicesindaco Coppola e l'assessore ai lavori pubblici Vita in trincea difensiva, a scaricare le responsabilità su "altri enti"
- Nessuna proposta concreta a tutela della cittadinanza e nessuna spiegazione
- Sui problemi ambientali (emissioni, rifiuti, suolo) sono stati i cittadini in sala a dover ricordare quanto già segnalato da ARPAT

Un fatto che va detto chiaramente: il parere ARPAT di fine giugno non è affatto un via libera. ARPAT ha sospeso la propria valutazione tecnica, segnalando criticità su più fronti — gestione dei rifiuti e codici EER, assenza totale della valutazione sui campi elettromagnetici, lacune sul monitoraggio delle acque, rumore dei nuovi impianti mai valutato — e ha chiesto integrazioni al proponente. A oggi, a più di due mesi di distanza, non risulta nessuna risposta.

Quindi no: il progetto non è alla stretta finale, è un procedimento sospeso, con criticità aperte.

Quando è stato chiesto da alcuni cittadini se il Comune potesse modificare il regolamento del PIP di Montegemoli per bloccare l'insediamento, la risposta è stata "non abbiamo gli strumenti". Ma per Apea il regolamento è stato modificato. Per Rimateria è stata approvata una variante urbanistica su un piano già presentato. Gli strumenti si trovano, quando c'è la volontà politica.

Se non fosse stato per la nostra interrogazione di giugno insieme a AVS - Sinistra Italiana Piombino circolo Siria Tognarini, questa vicenda sarebbe rimasta sotto il tappeto.

Continueremo a chiedere trasparenza e una presa di posizione netta



Se n'è andato Fabio Mussi, piombinese, un uomo politico e un intellettuale di grande coerenza e lucidità. Aveva lasciato...
03/09/2026

Se n'è andato Fabio Mussi, piombinese, un uomo politico e un intellettuale di grande coerenza e lucidità. Aveva lasciato la scena da tempo, ma il suo modo di pensare la politica resta un patrimonio per chi, come noi, continua a occuparsi di questa terra. Condoglianze alla famiglia.

IL FUTURO DEL CASONE SI DECIDE GUARDANDO BARATTI NELLA SUA INTEREZZASul Casone si è parlato tanto, e va bene così: qui n...
26/08/2026

IL FUTURO DEL CASONE SI DECIDE GUARDANDO BARATTI NELLA SUA INTEREZZA

Sul Casone si è parlato tanto, e va bene così: qui non si discute solo di un edificio, ma di una delle aree più preziose del territorio — un parco archeologico unico, un paesaggio che ha resistito a decenni di tentativi di speculazione.

Il Comune dice: la destinazione ricettiva resta quella prevista. Vero, ma solo a metà: è un piano del 2012/2013, mai aggiornato, pensato per un contesto ormai superato. Un vincolo vecchio di tredici anni non può essere l'alibi per non discutere il futuro di Baratti.

E in tredici anni, nessuno ha mai dimostrato che un intervento turistico su quella struttura sia davvero sostenibile. Baratti è già sotto pressione: non possiamo permetterci di consumare ulteriormente un luogo così fragile.

Le proposte possono essere diverse, un centro studi e ricerca legato al territorio, aperto a università italiane e straniere; in alternativa una foresteria per ricercatori durante scavi e monitoraggi ambientali; oppure un presidio di educazione ambientale sulla duna e l'erosione costiera o ancora uno spazio culturale destagionalizzato, per non desertificare il golfo d'inverno.

Un modello di gestione condiviso tra Parchi, università e fondazioni aprirebbe anche a finanziamenti europei oggi del tutto inesplorati.

Diversificare non vuol dire inseguire ogni idea alternativa: vuol dire scegliere, per ogni luogo, la vocazione più coerente — capace di generare ricchezza diffusa, non rendita per pochi.

Chiediamo che il futuro del Casone , ma anche quello di tutta Baratti, sia deciso con un confronto pubblico vero, non sotto la pressione dei tempi di una eventuale asta.



ANCORA CAMPER SENZA REGOLE A PIOMBINOCalamoresca, area cimitero, zone vicino al centro storico: ogni estate la stessa im...
16/08/2026

ANCORA CAMPER SENZA REGOLE A PIOMBINO

Calamoresca, area cimitero, zone vicino al centro storico: ogni estate la stessa immagine, mezzi allineati fila su fila, senza servizi, senza controlli, senza che venga pagato un euro.
Non è un problema di chi viaggia in camper — è l'incapacità dell'amministrazione di dare una cornice al fenomeno. Se ne parla dal 2021, l'ultima mozione del PD è di luglio 2025: a un anno di distanza non è rimasto nulla.
Se un Comune non riesce a gestire una questione come questa, e anche tante altre, con quale credibilità affronta i problemi più grandi della città?
C'è bisogno di un piano vero: aree individuate, servizi minimi, controlli, sosta a pagamento.

ACQUA A SINGHIOZZO NELLA ZONA PIAZZA COSTITUZIONE - VIA PETRARCA:  QUANDO ARRIVANO LE RISPOSTE VERE?Da mesi centinaia di...
14/08/2026

ACQUA A SINGHIOZZO NELLA ZONA PIAZZA COSTITUZIONE - VIA PETRARCA: QUANDO ARRIVANO LE RISPOSTE VERE?

Da mesi centinaia di famiglie della zona di Piazza Costituzione e via Petrarca, soprattutto ai piani alti, restano per ore senza acqua o con una pressione così bassa da non poterla usare. Anziani, persone fragili, famiglie che continuano a pagare regolarmente una bolletta per un servizio che, di fatto, non ricevono.

Il Consiglio di Quartiere Porta a Terra – Desco lo aveva segnalato pubblicamente già il 29 maggio scorso, denunciando un problema strutturale, non un guasto occasionale. Come gruppo consiliare Piombino Domani abbiamo presentato un'interpellanza l'8 giugno, chiedendo da quanto tempo l'Amministrazione fosse a conoscenza della situazione, quali richieste di investimento avesse avanzato in sede di Autorità Idrica Toscana, e se fossero previsti ristori per i cittadini penalizzati.

La risposta è arrivata un mese dopo, l'8 luglio: sostanzialmente, la pressione della rete «risulta conforme ai parametri normativi» secondo ASA, quindi non ci sarebbero margini per aumentarla, e la gestione del servizio idrico «non rientra tra le competenze dirette del Comune». Tradotto: il problema c'è, i cittadini lo vivono ogni giorno, ma la responsabilità è sempre di qualcun altro.

Peccato che il Comune di Piombino sieda nell'Autorità Idrica Toscana, partecipi alla definizione del Piano d'Ambito e possa segnalare le priorità del territorio in sede di Conferenza Territoriale. Non è un soggetto estraneo alla governance del servizio: ha strumenti, e ha il dovere politico di usarli fino in fondo.

Oggi, a distanza di settimane, i cittadini di piazza Costituzione dicono ancora di sentirsi abbandonati. Gli impianti di autoclave annunciati non sono una soluzione immediata, e intanto la rete resta vetusta, con perdite diffuse. Servono risposte più rapide, un cronoprogramma chiaro degli interventi, e una valutazione seria su eventuali riduzioni tariffarie per chi subisce il disservizio.

Chi paga una tariffa ha diritto a ricevere il servizio
corrispondente.

L'accesso all'acqua non è un favore: è un diritto.
Questo problema deve diventare una priorità, con un tavolo tecnico vero, tempi certi e trasparenza sui dati di pressione della rete.

07/08/2026

POSIDONIA A SALIVOLI: UNA QUESTIONE DI RISPETTO E NON SOLO

Non ci siamo fissati su questa storia. Ce ne occupiamo perché riguarda l'ambiente di una zona importante della città, certo, ma prima ancora riguarda il rapporto di fiducia tra chi amministra e i cittadini. Da questo rapporto discendono tante cose, che hanno a che fare con il diritto a un'informazione corretta, a conoscere le cose per come stanno davvero, questioni che hanno a che fare con la democrazia stessa, non solo con una spiaggia.

Con AVS - Sinistra Italiana Piombino circolo Siria Tognarini abbiamo effettuato un secondo accesso agli atti. Il risultato non cambia di una virgola: nessun parere della Soprintendenza sul riposizionamento dei banchi di posidonia. Nemmeno indicando a mezzo stampa tre precisi numeri di protocollo, l'assessora Bacci ha dimostrato che le prescrizioni richiamate nelle interviste esistano davvero: quei protocolli fanno riferimento a documentazione già vista, non a nulla di nuovo.

Si può dire tutto e il contrario di tutto, confondere le carte, far passare come chiarito ciò che chiarito non è. Noi pensiamo che i cittadini abbiano diritto di verificare, non di fidarsi sulla parola. I dati parlano chiaro, a differenza dei proclami e di quello che viene detto per intorbidire le acque addossando responsabilità ad altri.

Le dimissioni dell'assessora Rossana Bacci sono dovute. Se il parere esiste, sia reso pubblico. Se non esiste, non è più possibile liquidare la vicenda come un equivoco.



meno

PIAZZA BOVIO OCCUPATA INUTILMENTE PER SETTE GIORNI. PERCHE'?Piazza Bovio è il simbolo di Piombino. È uno dei luoghi più ...
05/08/2026

PIAZZA BOVIO OCCUPATA INUTILMENTE PER SETTE GIORNI. PERCHE'?

Piazza Bovio è il simbolo di Piombino. È uno dei luoghi più belli della nostra città e dovrebbe essere valorizzato e reso il più possibile fruibile da cittadini e visitatori.

Nessuno mette in discussione l'importanza dei concerti estivi. Sono appuntamenti attesi e possono rappresentare un'occasione di richiamo per la città, anche se non dovrebbe essere l'unica.
Quello che però non si comprende è la programmazione.

Tra il concerto del 1° agosto e quello dell'8 agosto trascorre un'intera settimana. Per tutto questo periodo il grande palco resterà montato e inutilizzato, occupando gran parte della piazza. A questo si aggiungono la struttura della Pro Loco, i bagni chimici e le transenne, con un impatto evidente sul decoro e sulla possibilità di vivere liberamente quello spazio.

La domanda è semplice: era davvero inevitabile?

Non sarebbe stato più logico programmare i due eventi a pochi giorni di distanza, limitando il tempo di occupazione della piazza e, probabilmente, anche i costi?

Quanto costa al Comune, e quindi ai cittadini, mantenere per una settimana un palco inutilizzato con tutti i servizi collegati? È una scelta organizzativa che ha comportato spese aggiuntive oppure il noleggio sarebbe stato identico?

Sono domande legittime, alle quali sarebbe utile ricevere una risposta. Perché una buona programmazione non riguarda solo la qualità degli eventi, ma anche l'uso attento degli spazi pubblici e delle risorse della collettività.

POSIDONIA A SALIVOLI: O IL PARERE NON ESISTE, O CE LO STANNO NASCONDENDORitorniamo sull'argomento solo per dovere di chi...
31/07/2026

POSIDONIA A SALIVOLI: O IL PARERE NON ESISTE, O CE LO STANNO NASCONDENDO

Ritorniamo sull'argomento solo per dovere di chiarezza, al di là degli sproloqui che abbiamo dovuto leggere e dei soliti tentativi di confondere tutto.
L'assessora Bacci ci accusa di superficialità e ci consiglia di "studiare gli atti".

Gli atti li abbiamo studiati Ed è proprio per questo che abbiamo sollevato i nostri, più che legittimi, dubbi.

Bacci dice: il parere della Soprintendenza "esiste, è agli atti", e cita dei numeri di protocollo.

Noi diciamo: l'unico atto della Soprintendenza in nostro possesso - ottenuto con accesso agli atti - non è un parere. È la comunicazione che dichiara inammissibile la richiesta della Cooperativa L'Ormeggio, perché l'intervento non è una semplice "opera di lieve entità" come sostenuto, ma richiederebbe la procedura ordinaria del Codice dei Beni Culturali. Procedura che, a quanto risulta a noi, il Comune non ha mai attivato.

Non è un dettaglio tecnico. È la differenza tra un intervento autorizzato e uno che non doveva partire così.

Quindi ci sono solo due possibilità, ed entrambe sono serie:

L'assessora sta chiamando "parere" un atto che di parere non ha nulla.

Oppure a noi, gruppo consiliare, la documentazione completa non è mai stata consegnata — nonostante l'avessimo richiesta più di un mese fa.

In entrambi i casi, qualcosa non torna. E non è un problema nostro di "polemica costruita": è un problema di trasparenza amministrativa e di correttezza delle procedure, ancora una volta.

Abbiamo già presentato una nuova istanza di accesso agli atti per andare fino in fondo.

Ci auguriamo che quel parere salti fuori, per il bene della città. Se così non fosse, le dimissioni dell'assessora sarebbero doverose, e valuteremo ogni iniziativa da intraprendere nel merito.

Amministrare una città significa anche mostrare gli atti a chi ha il diritto di consultarli, studiarli e verificarli. Non nasconderli.



POSIDONIA A SALIVOLI: QUELLO CHE DICONO GLI ATTIQuest'anno il riposizionamento della posidonia a Salivoli è arrivato con...
24/07/2026

POSIDONIA A SALIVOLI: QUELLO CHE DICONO GLI ATTI

Quest'anno il riposizionamento della posidonia a Salivoli è arrivato con un ritardo mai visto — oltre metà giugno — lasciando gli operatori balneari senza spiaggia libera agibile nel pieno avvio della stagione.

Interrogata sul tema, l'assessora all'Ambiente Rossana Bacci ha dichiarato — sia alla stampa che in Consiglio comunale — di aver agito su specifiche prescrizioni della Soprintendenza.

Noi siamo andati a controllare gli atti. Alla Soprintendenza e al Comune.

La realtà è opposta:
- con nota del 30 aprile la Soprintendenza ha dichiarato inammissibile la richiesta del Comune, archiviandola: l'intervento non era di "lieve entità" e andava presentato con procedura ordinaria, corredata di tutti gli elaborati per la valutazione paesaggistica.
- nessuna prescrizione è mai stata impartita.
- il Comune lo sapeva già dal 30 aprile — e non ha avviato per tempo la procedura corretta, trovandosi poi senza margini prima dell'estate.
- risultato: l'intervento è stato eseguito senza alcuna autorizzazione paesaggistica, né semplice né ordinaria.

Le parole hanno un peso, specie su un tema delicato come la tutela della costa. Un assessore non può attribuire a un ente terzo indicazioni che quell'ente non ha mai dato: o non ha letto gli atti, o ha scelto di raccontare ai cittadini una versione dei fatti che non corrisponde al vero. In entrambi i casi, è una caduta di credibilità istituzionale.

Chiediamo all'amministrazione:
di rendere pubblici tutti gli atti della pratica
di chiarire con quale titolo autorizzativo è stato eseguito l'intervento sulla posidonia, in assenza di autorizzazione paesaggistica

La trasparenza non è un'opzione.



Magona-Trasteel: un passo avanti, ma la vigilanza resta altaAccogliamo con soddisfazione la notizia dell'accordo che per...
02/07/2026

Magona-Trasteel: un passo avanti, ma la vigilanza resta alta

Accogliamo con soddisfazione la notizia dell'accordo che permette a Magona di ripartire con Trasteel: la procedura di chiusura dello stabilimento Liberty Magona è stata fermata, la società ha avviato le attività tecniche e commerciali necessarie al riavvio, e il Tribunale ha validato l'offerta per l'acquisizione. Per centinaia di famiglie del nostro territorio è una boccata d'ossigeno che aspettavamo da troppo tempo.

Ma la soddisfazione va di pari passo con la prudenza. Un conto sono le firme su un accordo, un altro è la verifica seria e concreta dell'affidabilità industriale nel tempo: è importante quindi avere delle garanzie e monitorare perché agli impegni corrispondano fatti, tempistiche rispettate e garanzie occupazionali reali.

Resta inoltre aperta la ferita Jsw. Sull'accordo di programma Jsw i sindacati non hanno firmato, giustamente, e questo racconta plasticamente la fragilità di tutto il percorso di reindustrializzazione di Piombino. Non è un caso isolato: è la conseguenza diretta dell'assenza, a livello nazionale, di una vera politica industriale. Senza una strategia di sistema, il nostro territorio continuerà a navigare a vista, stabilimento per stabilimento, vertenza per vertenza senza una politica seria di reindustrializzazione ma anche di diversificazione, quest'ultima non come alternativa astratta all'acciaio, ma come un percorso che poggi su due pilastri concreti: le bonifiche del sito ex Ilva-Lucchini e la sostenibilità ambientale. Queste devono diventare le parole d'ordine della nostra prospettiva industriale. Una reindustrializzazione che non parta da qui, che non metta bonifiche e sostenibilità al centro è solo il rinvio del prossimo allarme.



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