Sinistra Verdi Piovese

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04/09/2026

La priorità non è chi fa il capo della coalizione, ma dire ai cittadini come vogliamo cambiare il Paese.

Qui sotto l'intervista di Nicola Fratoianni oggi a la Repubblica, buona lettura 👇🏽

❓Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana, lei è sempre dell’idea che le primarie è meglio evitarle?
🎙️«Sono mesi che lo sostengo, fin da quando è cominciato questo dibattito surreale».

❓Perché lo trova surreale?
🎙️«Perché chi si è mobilitato allora per difendere la Costituzione forse si aspettava qualcosa di diverso da una discussione tutta con concentrata su chi debba essere il capo del prossimo governo di centrosinistra».

❓Legge elettorale o meno, non è un elemento di chiarezza presentarsi con un nome?
🎙️«Credo che gli elettori continuino a chiederci cosa faremo se vinciamo le elezioni: qual è la nostra agenda politica, come possiamo restituire speranza a un Paese che l’ha persa?».

❓Quindi non è una discussione da fare adesso?
🎙️«Si può discutere di tutto, ma non abbiamo tempo da perdere: ci sono cose più importanti su cui siamo in ritardo».

❓Ma perché le primarie non vanno bene?
🎙️«Non va bene concentrarsi su chi comanda nella coalizione. È un’idea buona per chi vuole il premierato».

❓Vi coglie una subalternità alla destra?
🎙️«Tutti i leader della coalizione progressista sottolineano ad ogni piè sospinto che il nostro punto di riferimento è la Costituzione, ma poi ci concentriamo sul nome invece che mettere tutte le energie sulla definizione della nostra agenda».

❓Dicono che lei sia tentato di candidarsi nel caso si facessero.
🎙️«Non ho tentazioni personali. Però ho un pensiero fisso: cambiare questo Paese, e la vita di milioni di italiani».

❓Difficile rimanerne fuori.
🎙️«Decideremo insieme in Avs, come sempre è avvenuto. Ma è l’ultima delle nostre preoccupazioni. Qui ora è il tempo di costruire una proposta politica in grado di vincere le elezioni».

❓Cosa mette al primo punto?
🎙️«Ci sono milioni di persone che hanno uno stipendio troppo basso. E poi una crisi climatica esplosiva di cui incredibilmente non si discute politicamente».

❓Comincerebbe dal clima?
🎙️«Il 16 ottobre è convocato un grande sciopero globale per il clima. Dobbiamo essere in piazza e costruire una proposta di governo in sintonia con quella mobilitazione, alternativa alle destre climafreghiste. È una enorme questione politica».

❓Questa storia delle primarie ancora una volta ripropone le divisioni nel centrosinistra.
🎙️«Ma guardi che rispetto al passato — ai tempi dell’Unione, di Prodi e Bertinotti — noi siamo molto più uniti».

❓Ne è sicuro?
🎙️«Per la prima volta il centrosinistra è largamente coeso sulla stragrande maggioranza delle questioni, com’è successo nell’ultima risoluzione sulla spesa militare. Le differenze sono marginali. Ma questa coesione bisogna farla vivere, offrire speranza a chi l’ha smarrita. Le cose possono cambiare. E la politica può servire a cambiare la loro vita».

❓Ecco, questo il punto: le battaglie che fate arrivano a chi non vota più?
🎙️«Perciò dico: hai voglia a scrivere belle pagine se poi non mettono in moto un cambiamento».

❓Insomma, bisogna fare prima il programma.
🎙️«Una proposta. E farla vivere nel Paese, con una mobilitazione comune, iniziative, raccontare cosa abbiamo in mente di fare, in maniera comprensibile».

❓Lei è d’accordo con Francesco Piccolo che ha espresso il suo alle primarie su Repubblica.
🎙️«Sono d’accordo pure con quello che ha scritto Augias su Repubblica ieri, ma ciò che mi preoccupa di più non è tanto il rischio che se vince uno l’altro non s’impegna più o i suoi elettori non andranno più a votare».

❓Cosa allora?
🎙️«Il rischio è di offrire l’impressione di gruppi dirigenti scarsamente capaci di assumersi la responsabilità di cosa significa elaborare una proposta di governo per risolvere i problemi del Paese»

❓Candiderete Sigfrido Ranucci in Parlamento?
🎙️«Le liste le faremo quando ci saranno le elezioni politiche. Quello che è successo è grave: la Rai esautora il conduttore di un trasmissione sgradita al governo. E dagli elementi che conosciamo

04/09/2026

Una nuova stangata si abbatte sulle famiglie italiane. L’inflazione ad agosto sale al 3,3% e a spingere i prezzi è soprattutto l’energia: +17%, con il gas tutelato al +31,3%, il gasolio al +26,7%, la benzina al +16,3% e l’elettricità sul mercato libero al +17,9%. È la conferma di ciò che denunciamo da giorni: il caro energia torna a colpire duramente le famiglie italiane.

Il caldo estremo causato dalla crisi climatica, ignorata dal governo Meloni, fa aumentare i costi dell'energia perché la politica energetica della destra ha puntato solo sul gas e non sulle rinnovabili.
Una politica che ci rende più dipendenti e più esposti alla volatilità dei prezzi proprio mentre la crisi climatica rende sempre più urgente accelerare la transizione energetica.

E mentre gli italiani pagano bollette e carburanti sempre più cari, il governo protegge gli extraprofitti delle grandi società energetiche che in quattro anni hanno raggiunto la cifra record di 80 miliardi di euro. Invece di tassare seriamente chi ha realizzato enormi guadagni, continua a spendere miliardi di soldi pubblici in misure tampone. Gli italiani pagano due volte: con le bollette e con le proprie tasse.

I dati Istat completano il quadro: Pil al +0,2%, industria a -1%, salari che crescono meno dei prezzi e occupazione sostanzialmente ferma. Altro che miracolo economico.

La crisi climatica e quella energetica sono ormai due facce della stessa emergenza. Continuare a investire sul gas significa condannare l’Italia a dipendenza, volatilità dei prezzi e maggiori emissioni. Meloni tra pochi giorni festeggerà la longevità del suo governo, in realtà il suo è l'esecutivo del caro vita, degli stipendi bassi, dell'aumento della povertà. Una vergogna festeggiare di fronte al disastro sociale.

Angelo Bonelli

04/09/2026

Ecco il nuovo record di Meloni: i prezzi che pagano i cittadini non sono mai stati così alti!

Questi gli ultimi dati Istat rilasciati in queste ore. E pensare che a Ferragosto Meloni diceva agli italiani di non preoccuparsi dei rincari, che tanto ci pensavano loro...

Già perché gli stipendi dei lavoratori non sono aumentati affatto nel frattempo. E così non solo in questi anni hanno perso l'equivalente di una mensilità di stipendio ogni anno, ma ora la situazione peggiorerà e velocemente.

Bisogna agire subito per dare respiro a milioni di famiglie.
Ma di tutto questo nel meraviglioso mondo di Giorgia non c'è traccia.

Meloni è troppo occupata a festeggiare ed autoincensarsi per occuparsi dei problemi quotidiani degli italiani.

Noi invece abbiamo risposte concrete e immediate per aumentare gli stipendi.
Ovvero salario minimo ad almeno 11€ l'ora e adeguamento automatico degli stipendi al costo della vita per 24 milioni di persone.

Di questo dovrebbe occuparsi un governo, non di festeggiare mentre milioni piangono miseria.

Nicola Fratoianni
Deputato per
Segretario Nazionale di Sinistra Italiana

04/09/2026

Siamo a settembre e stiamo vivendo la sesta ondata di calore, con temperature da estate infinita, che non possiamo più accettare come normali e anomalie fino a 10 °C sopra la media.

Luglio e agosto appena trascorsi sono stati i più caldi mai registrati in Italia. Il record dell’estate 2003 è stato battuto: la crisi climatica ha reso i picchi storici un evento frequente, destinato a ripetersi sempre più spesso nei prossimi anni.

Firenze più calda del Cairo. Una "nuova normalità" alla quale non ci abitueremo, a differenza di quanto professa il governo "climafreghista" di Giorgia Meloni, che sta a guardare la crisi ambientale mentre continua a difendere l’uso dei combustibili fossili. Come sappiamo, le conseguenze delle ondate di calore sono catastrofiche e si ripercuotono sulla salute, sulla vita quotidiana e sull'economia.

⚠️ Tutto questo NON è inevitabile.
La crisi climatica ha un responsabile preciso: le emissioni di combustibili fossili. E se c'è un responsabile, ci sono anche delle soluzioni. Non possiamo più permetterci un Governo che rincorre le emergenze invece di prevenirle.

Cosa serve subito?
1️⃣ Un piano rapido per tagliare le emissioni, investendo davvero nelle rinnovabili.
2️⃣ Misure per proteggere le persone: città più verdi, reti idriche efficienti e tutele per lavoratrici e lavoratori contro il caldo estremo.

Arrendersi o, peggio, "abituarsi" non è un'opzione. Il tempo delle scuse è scaduto. La politica deve agire ORA.

✍️ Firma la petizione: non è normale che sia normale. Cambiamo le cose insieme> https://actionnetwork.org/forms/non-e-normale-che-sia-normale/

30/08/2026

Nei primi sette mesi del 2026 la crisi climatica è costata all’Italia 22 miliardi di euro. È una tassa che nessuno ha mai votato: 375 euro per ogni abitante, dal primo all’ultimo, compresi i neonati.

Fiumi in secca, agricoltura in ginocchio, desertificazione che avanza, ondate di calore che in Europa hanno fatto 35mila vittime, biodiversità devastata dagli incendi. Di fronte a tutto questo, la presidente del Consiglio non ha speso una parola. Non un intervento, non una misura, non un consiglio dei ministri dedicato — lo stesso strumento usato invece, senza esitazione, per i decreti carburanti con cui il governo ha regalato miliardi ai petrolieri.

La crisi climatica sta aumentando le diseguaglianze sociali e impoverendo il ceto medio, mentre l’esecutivo continua a considerare prioritario investire in armi e alimentare la logica della guerra, invece di combattere quella vera, già in corso sul pianeta: il cambiamento climatico.

Serve un’inversione di rotta immediata. E serve, a livello internazionale, un tribunale per i crimini climatici, perché l’inazione dei governi di fronte a un disastro di questa portata non può restare senza conseguenze. Il silenzio di Giorgia Meloni sulla crisi climatica e' irresponsabile e immorale.

30/08/2026

2 EURO LORDI L'ORA.
E parte va restituita in nero.
Benvenuti in uno stabilimento balneare di Bari.

Sì, proprio quei lidi.
Dove un lettino e un ombrellone costano una fortuna.
Il turismo di massa qui genera profitti enormi da anni.
Ai lavoratori, quasi nulla.

E i lavoratori sono sempre più giovani, alla prima esperienza.
Pochi diritti, tante ore, paga da fame.

Nel 2000 anche io ho fatto il bagnino. Avevo 17 anni.
900.000 lire per 12 ore al giorno, 6 giorni su 7.
Tradotto in euro di oggi: 6,50 €/ora.
Era già poco allora.

Oggi, con 2 € l’ora, è più che sfruttamento.

Il problema è il sistema: il turismo italiano si regge su paghe indegne.
Va cambiato. Subito.

E se gli imprenditori sono fuori legge, vanno denunciati, come a Bari.

Alla destra che dice "i giovani non vogliono lavorare" e boccia il salario minimo, dico
VERGOGNATEVI.
Mettetevi la canotta e andate a fare i bagnini per 2 euro l'ora.

Con il salario minimo che proponiamo, questi ragazzi guadagnerebbero 4 volte tanto.

Nico Bavaro
Responsabile Mezzogiorno della Segreteria Nazionale di Sinistra Italiana

17/08/2026

Qui la mia intervista di oggi ad Avvenire, buona lettura!

❓Lei è tra i primi ad aver aderito alla campagna per il Nobel per la Pace ai bambini di Gaza. Perché dice sì a questo appello?
🎙️Perché è giusto, è persino necessario. I bambini sono sempre le prime insopportabili vittime di ogni guerra, e a Gaza c'è stato molto peggio di una guerra: si è scatenata sulla popolazione e sui bambini una violenza che ha travolto ogni limite. Abbiamo assistito al primo genocidio in diretta televisiva e social della storia dell'umanità. Tutto questo, come accade in ogni guerra, si abbatte sui bambini in modo ancora più terribile e inaccettabile.

❓Sarebbe un gesto simbolico che comprenderebbe anche gli altri bambini vittime di guerra nel mondo: quelli rapiti in Ucraina e portati in Russia, quelli decapitati il 7 ottobre in Israele o che hanno assistito allo sterminio delle proprie famiglie?
🎙️Non c'è dubbio che ogni bambino che perde la vita in una guerra che non ha scelto è una vittima insopportabile della guerra e dello sterminio. La scelta di Gaza è importante perché parla di tutti i bambini vittime di guerra, e indica una punta dell'orrore che si è conficcata nella testa di chiunque non si sia girato dall'altra parte. Perché dopo la tregua a Gaza si continua a morire: per le armi, per la fame e la sete usate come arma di guerra. Succede a Gaza, in Cisgiordania e in moltissime parti del mondo. Ma la scelta di Gaza chiede a una comunità internazionale, che ha mostrato la sua debolezza e ipocrisia di fronte alla violazione sistematica del diritto, di risvegliare non solo le coscienze in una forma di compassione, ma la politica, per ricostruire un principio del diritto che impedisca di trovarsi ancora di fronte a scene come quelle che abbiamo visto.

❓C'è un odio che cova nelle famiglie di questi bambini vittime delle guerre. Un premio Nobel parlerebbe anche agli adulti delle popolazioni in guerra?
🎙️Lo spero. Non so se questo possa bastare, perché credo che per provare a curare l'odio e trasformarlo, per costruire un orizzonte di pace, occorra giustizia. Un riconoscimento come questo sarebbe importante soprattutto perché forse aiuterebbe a costruire una prospettiva di giustizia.

❓Si tratta di un appello che va oltre i partiti, trasversale, che parla alle coscienze. Crede che ci sia comunque una convergenza nella coalizione di centrosinistra?
🎙️Mi auguro che sia la più larga possibile. È assai importante una campagna come quella rilanciata da Avvenire, a maggior ragione di fronte alla determinazione a cambiare le cose anche sul terreno della politica. Perché poi la politica deve fare almeno la sua parte. Ed è quello che invece, anche di fronte a questa vicenda, non è accaduto.

17/08/2026

IL MARE È DI TUTTI!
Nel nostro Paese la spiaggia libera, purtroppo, è l'eccezione non la regola.
Gli stabilimenti balneari hanno invaso l’accesso al mare, una pratica che favorisce il profitto ma che mette i cittadini davanti ad una scelta: pagare o rinunciare all’accesso alla riva. Noi vogliamo e restituire agli italiani e alle italiane un bene comune che è oggi diventato un lusso per pochi, a prezzi altissimi e in mano ai privati. Vogliamo che cittadine e cittadine abbiano diritto al mare libero!

Unisciti a noi in questa battaglia, firma la petizione https://mettilafirma.it/marelibero/

17/08/2026

190 incendi in corso in Italia, dice il dato dei rilevamenti satellitari.
18 canadair a disposizione.
Fate la proporzione…

Questi sono i numeri impietosi della impreparazione italiana, figli della sottovalutazione e del climafreghismo della destra.

Che anche in queste ore continua a parlare di aumento delle spese militari e di guerra con Spagna e Germania per i migranti, senza fare mai parola di come interi territori italiani siano stravolti dalle fiamme.

Mi scrivono cittadini da Como, terrorizzati da quanto accade sul monte Goj.
Poi da giorni brucia la Val D’ossola in Piemonte, mentre il Friuli ha 19 fronti di fuoco attivi in questo momento.

Oltre ai danni ambientali a volte persino irrecuperabili, incendi e siccità stanno divorando interi pezzi di economia agricola e zootecnica del territorio.
Dimostrando una volta di più quanto sia dannoso e mortale il furore ideologico antiecologico e inquinatore della destra.

Spero che almeno oggi Meloni sia in grado di smettere con la campagna elettorale e dire una sola parola sulla vita concreta degli italiani.

17/08/2026

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