Potere Al Popolo a Pisa

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Rilanciamo da Cascina Rossa 🆕🆕🆕🆕🆕🆕🆕da domani si FIRMA!🔴FERMARE LA CHIUSURA DELLA CASA DI COMUNITA’ DELL’OSPEDALINO DI NA...
16/06/2026

Rilanciamo da Cascina Rossa

🆕🆕🆕🆕🆕🆕🆕da domani si FIRMA!
🔴FERMARE LA CHIUSURA DELLA CASA DI COMUNITA’ DELL’OSPEDALINO DI NAVACCHIO!
🆕🆕🆕🆕🆕🆕🆕mercoledì 17 giugno ore 11:00 c/o Ospedalino Navacchio

Il Sindaco Betti eserciti la sua funzione come primo responsabile della salute pubblica!

Finita la campagna elettorale non è stato reso noto il risultato delle interlocuzioni che lo stesso Sindaco Betti aveva promesso l’impegno a partecipare all’incontro del 25 maggio con i responsabili della Casa di Comunità(Misericordia) e l’Asl Nord Ovest.

Ci sembra quantomeno dovuto che sull’annunciata chiusura da parte del Dirigente della Casa di Comunità Nannipieri nell’aprile scorso, prevista per il 1° luglio e che nessuno ha smentito: il Sindaco rispetti l’impegno preso e si faccia portatore di una battaglia fondamentale per impedire la sua chiusura.

Pretendiamo sapere quale è lo stato dell’arte delle interlocuzioni, e il risultato dell’incontro del 25 maggio: il Sindaco è tenuto a riportarlo pubblicamente!

Come Cascina Rossa lanciamo questa petizione popolare, che sarà possibile firmare in tutte le mattinate di Mercato, il Lunedì a Navacchio e il Giovedì a Cascina per impedire la chiusura della Casa di Comunità!

Sono a rischio 26 posti letto e 20 posti di lavoro che la città di Cascina, Pisa e non solo, non può permettersi di perdere e ci chiediamo: chi assolverà all’assenza di quei 26 posti letto? L’ASL e l’AOUP hanno forse già previsto un’altra convenzione con qualche altra RSA privata che ovviamente andrà ad impedire ancora di più l’accesso pubblico alle cure? E i posti di lavoro attualmente previsti nella casa di comunità?
La salvaguardia della sanità territoriale e pubblica, contro ogni taglio e ulteriore privatizzazione è un dovere del primo cittadino!

Betti si prenda le sue responsabilità e convochi immediatamente un incontro pubblico con l’Assessore alla Sanità della Regione Toscana, Misericordia, l’ASL e l’AOUP, per impedire la chiusura dell’attuale Casa di Comunità, la continuazione dell’attuale convenzione che scadrà il 1° luglio tra l’ASL, AOUP e Misericordia.

Potere al Popolo, a conclusione dell’assemblea del campo politico indipendente del 14 giugno, propone un percorso comune...
16/06/2026

Potere al Popolo, a conclusione dell’assemblea del campo politico indipendente del 14 giugno, propone un percorso comune di mobilitazione, organizzazione e lotta.

Crediamo necessario e operiamo affinché si costruisca un fronte politico alternativo alla destra e indipendente dal campo largo, che sia presente alle elezioni del 2027 e che, soprattutto continui durante e dopo l’appuntamento elettorale per costruire un la vera alternativa sociale e politica alla destra e anche al centrosinistra liberale.

Sappiamo perfettamente che questi due schieramenti, quando sono al governo e finisce la propaganda elettorale, hanno in comune le più importanti scelte politiche, a partire dalla collocazione internazionale e dalla politica economica e sociale.

Noi siamo alternativi al partito unico del riarmo, della NATO, dell’alleanza con USA e Israele e della guerra.

Noi siamo alternativi al partito unico delle imprese e dei ricchi, del mercato e degli affari, dell’austerità europea e delle privatizzazioni.

Noi siamo alternativi al sindacalismo collaborazionista e concertativo e sosteniamo il movimento sindacale che lavora per affermare la propria indipendenza dalle compatibilità del sistema di sfruttamento capitalista.

Noi siamo alternativi al partito unico delle leggi di polizia, dell’autoritarismo e dell’oppressione, delle leggi italiane e europee per l’apartheid e la deportazione dei migranti, che alimentano il razzismo.

La nostra alternativa rifiuta le affermazioni ipocrite che coprono politiche oppressive e guerrafondaie nel nome dei cosiddetti valori occidentali. Per noi o l’antifascismo è antimperialismo e antisionismo, o non è nulla.

La nostra alternativa è consapevole che questo sistema capitalista predatorio non accetta cambiamenti e che chi si propone di mitigarne la ferocia senza metterlo in discussione, è destinato al fallimento.

Noi vogliamo costruire un’alternativa di sistema fondata su pace, libertà, socialismo, non solo perché questa è più giusta, ma perché essa è la sola via che ci allontana dalla barbarie dilagante.

Noi sosteniamo ogni singola lotta sociale, civile, culturale e politica, ma lo facciamo nella prospettiva e con l’intento di rovesciare il potere del profitto che sfrutta e opprime l’umanità e che devasta il pianeta.

Noi vogliamo rompere con una politica che vive in un eterno presente o che rimpiange il peggiore passato, noi vogliamo costruire il futuro.
Noi non vogliamo scegliere il male minore, che è sempre scegliere il male.

Noi vogliamo cambiare tutto e per questo non abbiano paura delle difficoltà del percorso, ma vogliamo affrontarle organizzandoci.

Per questo iniziamo oggi un cammino che dovrà portarci alle elezioni e ben oltre esse, continuando e rafforzando ogni legame e momento di organizzazione.

Diamo appuntamento per una grande manifestazione nazionale a Roma nel prossimo autunno, che ancora una volta e sempre di più dovrà affermare: Giù le armi su i salari.

Proponiamo che dopo l’assemblea del 14 si svolgano in ogni regione incontri e assemblee per una vasta e capillare mobilitazione.

Oggi più che mai : socialismo o barbarie!

👉su poterealpopolo.org tutti i contributi arrivati all'assemblea del 14 Giugno e la diretta completa!

14/06/2026

Ieri eravamo a Roma in piazza contro la remigrazione - leggi deportazione. Oggi, 14 giugno, abbiamo lanciato la nostra proposta politica per l'anno che verrà: un campo popolare, conflittuale, autonomo, capace di parlare a chi lavora, a chi non si rassegna alla guerra e alla crisi permanente

Di fronte alla crisi attuale, ci sono due soluzioni possibili.

Quella di chi, come Vannacci ieri a Roma, punta il dito verso il basso, fomenta una guerra tra poveri inneggiando alla deportazione, ai pogrom e all'odio nei confronti dei lavoratori stranieri.

E quella di chi come noi oggi, punta il dito verso l'alto, perché l'enorme ricchezza prodotta da tutte e tutti venga socializzata, al fine di costruire un futuro degno di essere vissuto.

L'alternativa è sempre la stessa: socialismo o barbarie.

INCENDIO DELCA: PER QUESTA CLASSE  POLITICA INDECENTE I PROFITTI VALGONO PIÙ DELLA SALUTE PUBBLICAL'incendio alla Delca ...
13/06/2026

INCENDIO DELCA: PER QUESTA CLASSE POLITICA INDECENTE I PROFITTI VALGONO PIÙ DELLA SALUTE PUBBLICA

L'incendio alla Delca Energy di Lugnano di Vicopisano si è prolungato per 4 giorni.
Da giorni i cittadini delle aree immediatamente limitrofe a Lugnano (nel Comune di Vicopisano), Cascina, Calcinaia, fino a Santa Maria a Monte e a Pisa, hanno subito una narrazione tossica da parte di un intero sistema mediatico-istituzionale.

Questo sistema sembra voler coprire ciò che non si può dire, al fine di nascondere il pericolo e i danni di un disastro ambientale che mette in discussione un intero modello: quello della gestione dei rifiuti e del rapporto tra istituzioni, imprenditoria criminale e salute pubblica.
Basterebbe fermarsi al cortocircuito avvenuto nella giornata di giovedì 11 giugno, quando, attraverso i canali di comunicazione istituzionali del Comune di Vicopisano (con l’ordinanza 125 di giovedì 11 giugno), è stato dichiarato che l’incendio era stato spento. Tutto questo mentre il fumo era ancora visibile a tutti e le fiamme hanno continuato a bruciare nella notte, mantenendo l’aria irrespirabile in tutto il circondario di Lugnano. Chi sta "nel palazzo" pensa forse di poter prendere in giro il popolo.
Nelle ordinanze abbiamo visto, appena dopo il primo giorno, l’allentamento immediato del blocco delle attività produttive nella stessa zona di Lugnano e nell’immediato circondario, con una zona rossa di appena 800 metri, fino ad arrivare alla mera “raccomandazione” agli imprenditori di non far svolgere attività lavorative non essenziali. Ma chi definisce quali siano le attività non essenziali? Ricordiamo tutti la pandemia, quando proprio la continuazione dell’attività lavorativa, nonostante il lockdown, favorì la proliferazione del virus: su scala ridotta stiamo vivendo la stessa dinamica. Per questa classe politica, il profitto vale più della vita della nostra gente.
Questo disastro non è un incidente:

È il prodotto diretto di un modello capitalistico che mette sistematicamente il profitto davanti alla salute pubblica, alla sicurezza dei lavoratori e alla tutela dell'ambiente.

È il risultato di anni di privatizzazioni, esternalizzazioni, deregolamentazione e progressiva subordinazione delle istituzioni agli interessi economici privati.

È un sistema nel quale i profitti vengono incassati da pochi soggetti privati, mentre i rischi, l'inquinamento e le conseguenze sanitarie vengono scaricati sulle comunità.
Ancora una volta sono i cittadini, i lavoratori, gli agricoltori e le famiglie a pagare il prezzo di scelte che arricchiscono pochi e mettono in pericolo tutti.

Fin dalle prime ore dell'emergenza abbiamo assistito all'ennesima operazione di rassicurazione istituzionale: comunicati tranquillizzanti, inviti alla calma e dichiarazioni che parlavano di "situazione sotto controllo". Tutto questo mentre non erano ancora disponibili i dati necessari per comprendere la reale portata dell'incendio e delle sue conseguenze.

La realtà, ancora una volta, si è incaricata di smentire la propaganda. Nonostante le dichiarazioni che parlavano di incendio spento o sostanzialmente risolto, dal sito continuano ancora oggi a levarsi fumo ed emissioni visibili. Una circostanza che dimostra quanto sia stata superficiale, insufficiente e in alcuni casi gravemente irresponsabile la gestione politica e comunicativa dell'emergenza.

IL PARADOSSO DELLE RASSICURAZIONI

I comunicati diffusi in queste ore fanno riferimento ai dati delle centraline di monitoraggio, che non avrebbero registrato anomalie significative. Ma questo dato non può essere trasformato in una falsa rassicurazione generale.
L'incendio è avvenuto a Lugnano di Vicopisano, non in un punto qualsiasi del territorio pisano. E lo stesso ARPAT ha chiarito che per individuare sostanze altamente tossiche derivanti dalla combustione di rifiuti e plastica (diossine, furani, PCB e IPA) sono necessari campionamenti specifici e analisi dedicate.
In altre parole: proprio gli inquinanti più pericolosi non sono rilevabili con i soli dati ordinari delle centraline.
Mentre si diffondevano rassicurazioni pubbliche, le verifiche fondamentali erano ancora in corso. Questo è il cuore dello scandalo.
Quando i dati non ci sono, si dovrebbe fermare tutto e applicare il principio di precauzione e prevenzione. Invece si è scelto di tranquillizzare. Ma dovrebbe essere l'esatto contrario: quando non si conoscono gli effetti di una contaminazione, la salute viene prima di tutto. Prima della produzione. Prima degli interessi economici.

ORDINANZE DEBOLI E RESPONSABILITÀ SCARICATE SUI LAVORATORI

Le ordinanze dei comuni coinvolti sono state insufficienti e ambigue. Da un lato la chiusura delle scuole e gli inviti a restare in casa; dall’altro una "zona grigia" inaccettabile per le attività lavorative all’aperto.
Formule vaghe come “limitare le attività non essenziali” o “ridurre le attività ai casi necessari” non proteggono nessuno, ma scaricano la responsabilità della salute dei lavoratori direttamente sulle imprese, invece di assumerla politicamente.

I fumi tossici non rispettano le ordinanze. Le polveri non rispettano i confini amministrativi.
Per questo chiediamo un blocco immediato e totale delle attività lavorative all’aperto nelle aree coinvolte, fino alla disponibilità di dati completi e verificati. La salute non è una variabile individuale: è un diritto collettivo non negoziabile.

LE FAMIGLIE HANNO CAPITO NONOSTANTE LE B***E DELLE ISTITUZIONI

Tanti cittadini hanno dimostrato più lucidità e responsabilità delle istituzioni che avrebbero dovuto proteggerli. Nonostante le rassicurazioni ufficiali, moltissime famiglie hanno deciso di non mandare i figli a scuola.
Non per panico, ma perché hanno visto la nube, hanno sentito l’odore acre, e hanno capito che mancavano informazioni chiare. E, soprattutto, perché non si sono fidati.
La popolazione ha capito prima di chi governa. La gente non è ingenua, sa riconoscere quando la realtà non coincide con i comunicati fantoccio. Uno scollamento che nasce da anni di minimizzazioni, ritardi e verità omesse.

SCREENING SANITARIO IMMEDIATO E MONITORAGGIO PERMANENTE

Serve un programma straordinario di screening sanitario pubblico e gratuito per tutta la popolazione esposta. Subito. Non tra mesi, non dopo valutazioni lente e burocratiche.
Devono essere coinvolti cittadini, lavoratori, studenti, personale scolastico, operatori dell’emergenza e tutte le persone potenzialmente esposte. Serve un monitoraggio epidemiologico permanente. Servono prevenzione reale e diagnosi precoce. La popolazione ha il diritto di sapere cosa sta succedendo alla propria salute.

DIOSSINE, TERRENI E CATENA ALIMENTARE: SERVONO ANALISI INDIPENDENTI DALLE LOGICHE DI PROFITTO

Le diossine non si monitorano con strumenti ordinari. Servono analisi specifiche su terreni, acque, coltivazioni, allevamenti e catena alimentare. Servono controlli indipendenti e continui. Non comunicati rassicuranti o stime generiche, ma dati reali, pubblici e verificabili.

UNA VICENDA CHE NON NASCE DAL NULLA

Il territorio toscano ha già conosciuto troppi casi simili. Dal caso Keu alle numerose vicende giudiziarie nel settore dei rifiuti, emerge un modello ripetuto: prevenzione insufficiente e intervento tardivo. Ancora una volta, il problema non è l’eccezione. È il sistema.

LE RESPONSABILITÀ POLITICHE DELLA REGIONE TOSCANA E DEL PD

Sarebbe un errore gravissimo fermarsi alle sole responsabilità aziendali. Da decenni la Toscana è governata da una classe dirigente che ha fatto della privatizzazione dei servizi pubblici e della gestione dei rifiuti una linea politica strutturale. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: emergenze ambientali ripetute, territori sacrificati e controlli indeboliti.
Il modello è sempre lo stesso: privatizzare i profitti, socializzare i danni. Le aziende guadagnano, le comunità pagano e respirano i veleni. E la classe politica continua a difendere un sistema che ha già ampiamente dimostrato il suo fallimento.

IL PROFITTO DI POCHI, I RISCHI DI TUTTI

Il problema non sono solo i padroni di Delca, che devono pagare i danni ai lavoratori e alla comunità. Il vero problema è il modello: un sistema in cui la gestione dei rifiuti viene piegata alla logica del profitto. Serve giustizia ambientale: chi ha inquinato paghi i costi delle bonifiche ambientali e i danni sociali.

PER UNA RICONVERSIONE PUBBLICA DEL SISTEMA DI GESTIONE DEI RIFIUTI TOSCANO

Serve una rottura netta e un cambio di paradigma. La gestione dei rifiuti, il controllo ambientale e la tutela del territorio devono essere sottratti alle logiche del mercato.
Serve una vera ripubblicizzazione del sistema. Occorre rafforzare gli enti pubblici di controllo, assumere tecnici e ispettori. Serve trasparenza totale e una partecipazione reale delle comunità.
La transizione ecologica non può essere affidata alle logiche di profitto: questa vicenda ne è l'ennesima dimostrazione!

COSTRUIRE LA MOBILITAZIONE POPOLARE

Serve reagire e costruire una risposta collettiva e popolare. Non accetteremo che tutto venga archiviato nel silenzio.
Questo incendio rappresenta per noi un punto di rottura, un motivo di conflitto politico per mettere in discussione un sistema che antepone il profitto alla vita. Occorre dare una spallata a una classe politica complice di un'imprenditoria criminale.
La salute pubblica vale più dei profitti.

Mai più profitto sulla salute pubblica!

Potere al Popolo Pisa e provincia

12/06/2026

LA CASA È UN DIRITTO NON UNA MERCE.
FIRMA PER LA LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE REGIONALE PER IL DIRITTO ALL'ABITARE

La Toscana è in emergenza abitativa. Non è sufficiente denunciare, serve una nuova legge regionale per l’edilizia pubblica popolare.

Il peso delle spese abitative complessive erode costantemente e abbondantemente almeno la metà dei redditi delle famiglie: una situazione che non potrà che peggiorare in un contesto generale in cui il Governo Meloni spinge il paese nel solco dell’economia di guerra già tracciata dai tutti i governi che l’hanno preceduto, eseguendo le direttive di NATO e Unione Europea e dirottando le risorse dalle spese sociali alle spese militari, previste a 34 miliardi per il 2026.

Il sistema di Edilizia Residenziale Popolare in Toscana, che ha garantito storicamente il diritto all’abitare a milioni di lavoratori e lavoratrici, consentendone l’emancipazione sociale, ha smesso da tempo di svolgere la propria funzione: liquidato da una classe politica che ha reso subalterno il diritto all’abitare alla rendita immobiliare e speculativa che dominano tanto le grandi città, quanto il resto della Regione.

Potere al Popolo Toscana promuove per questo una legge di iniziativa popolare in grado di mettere realmente in discussione un sistema che da tempo inefficace e dispendioso, che svende il diritto alla casa ai profitti immobiliari.
Inizieremo a breve la raccolta firme al fine di sostenere la proposta di legge di iniziativa popolare, ma anche per stimolare dibattito e interventi su tutti i territori.

La casa è un diritto, è il momento di riconquistare lo Stato Sociale.

IN PIAZZA C’ERAVAMO TUTTI!Iniziativa contro la repressione del governo agli oltre 60 denunciati e multati per la Palesti...
11/06/2026

IN PIAZZA C’ERAVAMO TUTTI!

Iniziativa contro la repressione del governo agli oltre 60 denunciati e multati per la Palestina e contro la guerra

Venerdì 26 giugno Pisa, Piazza Gambacorti (Pera)

H. 18 assemblea e dibattito
H.20.30 apericena e musica benefit spese legali

I milioni scesi in piazza nelle manifestazioni contro il genocidio israeliano e a sostegno del popolo palestinese, i grandi scioperi del 22 settembre e del 3 ottobre 2025 indetti da USB e dal sindacalismo di classe, le manifestazioni al fianco della Resistenza Palestinese e dei popoli del Medio Oriente, la difesa di Cuba socialista e le mobilitazioni contro l’intervento USA in Venezuela, dimostrano che c’è un pezzo di Paese che rifiuta la logica della guerra e dell’imperialismo.

È quello stesso popolo dell’autunno che ha riempito di NO le urne al referendum, sfiduciando direttamente il governo Meloni e le sue politiche di guerra e di repressione.

Per queste ragioni, la battaglia contro le denunce e l’ondata repressiva che colpisce attivisti/e e militanti della nostra città rappresenta una pezzo determinante della lotta complessiva contro le due guerre, quella interna che subiamo sulla nostra pelle, quella guerreggiata che costa la vita per interi popoli.

Riteniamo necessario moltiplicare l'iniziativa e estendere la solidarietà!

Il 26 giugno saremo a Pisa in piazza Gambacorti(Piazza della Pera) con un’iniziativa che coinvolgerà nell’assemblea e nel dibattito attivisti, militanti sociali e politici, avvocati, solidali, aperta a tutte le realtà e ai singoli solidali. Invitiamo a sottoscrivere e far circolare l’ “Appello per la libertà di lottare al fianco della Palestina, contro la guerra e contro i tentativi repressivi nella nostra città”(https://www.facebook.com/share/p/1CvpEuZo4t/) e a partecipare, per rendere visibile e più partecipata possibile la campagna politica contro la repressione e il Governo Meloni, con lo scopo anche di sostenere le spese legali dei compagni e delle compagne colpiti dalle denunce.

Rivendichiamo con forza che nelle piazze che hanno risvegliato il paese in questi anni c’eravamo e ci saremo tutte e tutti!

ASSEMBLEA NAZIONALEPER UN CAMPO POLITICO INDIPENDENTE ++ Sabato 14, assemblea nazionale a Roma, scrivici per scendere as...
10/06/2026

ASSEMBLEA NAZIONALE
PER UN CAMPO POLITICO INDIPENDENTE

++ Sabato 14, assemblea nazionale a Roma, scrivici per scendere assieme a noi da Pisa! ++

Perché vogliamo costruire un campo popolare indipendente?

Perché crediamo che le classi subalterne, i settori popolari, il cosiddetto ceto medio sempre più impoverito dall’incrudirsi dei fattori di crisi economica e le giovani generazioni che affrontano il futuro prossimo con crescenti fattori di incertezza ideale, di ansia, angoscia e di emancipazione negata, scontino un’assenza di rappresentanza.

Per questo intendiamo contribuire alla costruzione organizzata di un soggetto politico che si rivolga ai settori di classe in tutti gli ambiti della società.
Un soggetto, per l’appunto, indipendente.
Ma che significa “indipendente”?

Certo, un soggetto che sia indipendente sul terreno elettorale: fuori dai due schieramenti del bipolarismo. Ma l’indipendenza elettorale è “solo” l’indispensabile conseguenza di un’esigenza di fondo.

Per indipendenza intendiamo una capacità autonoma della classe di organizzarsi su tutti i fronti del conflitto; un impegno che si snodi dal versante sociale e sindacale a quello politico fino a quello culturale, mediatico e ideologico, con l’obiettivo di ricostruire quella sedimentazione articolata delle forze che puntano a essere sì un efficace argine di resistenza, ma soprattutto di prospettiva di offensiva politica, per un socialismo di tipo nuovo.

Dobbiamo davvero cambiare tutto!

Leggi il documento completo sul sito di Potere al Popolo!

INCENDIO DELCA: TUTELA REALE E IMMEDIATA PER TUTTI I LAVORATORIIn merito al grave incendio che sta ancora interessando l...
09/06/2026

INCENDIO DELCA: TUTELA REALE E IMMEDIATA PER TUTTI I LAVORATORI

In merito al grave incendio che sta ancora interessando l'impianto Delca Energy a Lugnano di Vicopisano, l'ultimo vertice in Prefettura e i comunicati di ARPAT sollevano dubbi enormi sulla gestione del rischio sanitario per chi vive e lavora nell'area.

Il paradosso dei dati rassicuranti.
Nelle ultime comunicazioni si legge che "le centraline presenti su Pisa non hanno registrato differenze significative, mantenendosi nei limiti di legge". Peccato che l'incendio sia a Lugnano e che ARPAT stessa dichiari, nello stesso documento, di dover ancora iniziare i campionamenti a terra nel raggio di 800 metri per cercare gli inquinanti realmente pericolosi della combustione di plastica: diossine, furani, PCB e IPA.

Inoltre, i campionamenti verso Cascina inizieranno solo domani, mercoledì 10 giugno. Come si può usare il dato di una centralina lontana chilometri per rassicurare chi oggi si trova sotto una colonna e una nuvola di fumo?

Di fronte all'assenza di dati ufficiali immediati sulla tossicità della ricaduta, non si può temporeggiare: la tutela della salute deve scattare subito, applicando il principio di precauzione.
Le ordinanze scaricabarile e la "zona grigia"
Leggendo le ultime ordinanze emanate dai comuni coinvolti (Pisa, Cascina, Vicopisano, Calcinaia e limitrofi) emerge un cortocircuito. Le amministrazioni hanno disposto la chiusura delle scuole (a Vicopisano prorogata anche al 10 giugno) e ordinato ai cittadini di tenere le finestre chiuse.
Tuttavia, mentre per la zona industriale adiacente al rogo c'è il divieto totale, per il resto del territorio l'indicazione sulle attività lavorative all'aperto (cantieri, agricoltura, logistica) si limita a un generico: "Limitare le attività ai soli casi di assoluta, comprovata e inderogabile necessità". Anche l'USL usa la formula vaga del "limitare le attività non essenziali".

Questa formulazione ambigua è inaccettabile: crea una pericolosa zona grigia che scarica la responsabilità decisionale e penale sui singoli datori di lavoro e sui lavoratori stessi. I fumi, le polveri e le potenziali diossine non si fermano ai confini della zona rossa.
I Sindaci di tutti i comuni interessati e le autorità sanitarie devono intervenire immediatamente per sanare questa lacuna.
Chiediamo l'integrazione urgente delle ordinanze in vigore, trasformando un vago "invito a limitare" in un blocco totale e inequivocabile di tutte le attività lavorative all'aperto nell'intera area potenziale di ricaduta, fino a quando non ci saranno i risultati analitici definitivi di ARPAT sulle diossine.

La salute pubblica e la sicurezza sul lavoro non sono opzionali.

DISASTRO AMBIENTALE ALLA DELCA DI VICOPISANO - FUORI I PRIVATI DALLA GESTIONE DEI RIFIUTI!Stamani un incendio è divampat...
08/06/2026

DISASTRO AMBIENTALE ALLA DELCA DI VICOPISANO - FUORI I PRIVATI DALLA GESTIONE DEI RIFIUTI!

Stamani un incendio è divampato nello stabilimento Delca Energy a Lugnano,nel Comune di Vicopisano. Brucia un impianto che tratta rifiuti e plastica. Il Comune invita i cittadini a tenere chiuse porte e finestre, spegnere condizionatori e climatizzatori, in attesa dei controlli di ARPAT e ASL. Ma non possiamo limitarci all’emergenza. Dobbiamo chiederci cosa sta bruciando davvero e perché Vicopisano torna a fare i conti con la gestione dei rifiuti.

Secondo quanto riportato da fonti pubbliche, Delca Energy nasce dalle ceneri di Delca S.p.A., con quote divise tra l’imprenditore immobiliare livornese Massimo Saporito e un’altra socia. Delca S.p.A. è già stata al centro di procedimenti giudiziari: una condanna definitiva per spandimento illecito di fanghi nel 2008 a Peccioli e, nel 2018, la richiesta di rinvio a giudizio da parte della DDA di Firenze per De Carlo e Felicino De Carlo per presunti traffici di quarantamila tonnellate di fanghi sversati tra le colline pisane.

Oggi quell’impianto brucia e una nube tossica si è spansa per ore sulla provincia di Pisa! Tutta la nostra solidarietà ai cittadini evacuati, ai lavoratori coinvolti, ai Vigili del Fuoco che hanno contrastato l’incendio! Dopo l’emergenza sarà necessario che il Comune di Vicopisano, la Regione Toscana, la Provincia di Pisa, ARPAT e ASL rendano immediatamente pubblico l’elenco dei materiali presenti e bruciati; un monitoraggio pubblico e continuo dell’aria, dell’acqua e del suolo con dati accessibili a tutti; verifica sulla filiera dei rifiuti trattati e sui collegamenti con il passato di Delca.

Questa è soltanto l’ennesima dimostrazione, come abbiamo già visto con il caso KEU, di quanto il modello di gestione dei rifiuti e dei servizi pubblici essenziali in mano ai privati che segue le logiche del profitto sia fallimentare. Occorre invertire la rotta e rompere con il paradigma che mette la gestione privata dei rifiuti nelle mani dei privati, discendente dalla direttiva dell'Unione Europea come porta avanti il Partito Democratico in Toscana con il suo piano di gestione dei rifiuti.

Potere al Popolo Pisa e provincia

Indirizzo

Via Bovio 19
Pisa
56125

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00

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