Una città in comune

Una città in comune Siamo tutti primi cittadini
Le periferie al centro I nostri consiglieri sono Ciccio Auletta e Marco Ricci.

Una città in comune è una lista di cittadinanza attiva di sinistra che alle amministrative di Pisa 2013 ha ottenuto due seggi in Consiglio Comunale in coalizione con Rifondazione Comunista. Il nostro percorso è iniziato il 22 marzo 2013 alla Limonaia, questo è il video della nostra nascita:

http://www.youtube.com/watch?v=8s5oKh7PdWk

Chiediamo trasparenza e con urgenza informazioni sull'incendio della Delca a Vicopisano. Inviata lettera al sindaco, all...
09/06/2026

Chiediamo trasparenza e con urgenza informazioni sull'incendio della Delca a Vicopisano. Inviata lettera al sindaco, alla Prefetta e a tutte le autorità competenti

Questa mattina attraverso il nostro gruppo consiliare abbiamo inviato una richiesta urgente al Sindaco, all'Assessora all'Ambiente, alla Prefetta di Pisa, ai responsabili di Arpat e Asl perchè siano date informazioni alla cittadinanza su quanto sta avvenendo e sui possibili fattori di inquinamento a seguito del disastroso e terribile incendio alla Delca di Vicopisano.

Abbiamo chiesto di rendere noto:

“1. Le informazioni disponibili sulla natura e sulla quantità dei materiali coinvolti nell'incendio e sulle possibili sostanze rilasciate in atmosfera a seguito della combustione.

2. Tutti i dati disponibili relativi al monitoraggio della qualità dell'aria effettuato nelle ore successive all'incendio, compresi i valori rilevati dalle centraline fisse e da eventuali monitoraggi straordinari.

3. Le informazioni riguardanti la presenza e la concentrazione di sostanze potenzialmente nocive derivanti dalla combustione dei materiali presenti nello stabilimento, comprese, a titolo esemplificativo e non esaustivo come diossine, particolato fine e ultrafine (PM10 e PM2.5), idrocarburi policiclici aromatici (IPA), o composti organici volatili.

4. Le valutazioni tecniche effettuate da ARPAT, ASL, Vigili del Fuoco e ogni altro ente coinvolto in merito ai possibili rischi per la salute pubblica e per l'ambiente

5. L'eventuale attivazione, se previsti, di piani straordinari di monitoraggio ambientale e sanitario (suolo e eventualmente falde acquifere)

Si chiede inoltre che tutti i dati e i rapporti tecnici prodotti dagli enti competenti siano pubblicati tempestivamente sui siti istituzionali, in formato accessibile e aggiornato, affinché i cittadini possano essere costantemente informati sull'evoluzione della situazione.

Alla luce della gravità dell'evento e del legittimo interesse della popolazione a conoscere i possibili effetti ambientali e sanitari dell'incendio, si auspica un riscontro urgente e completo alla presente richiesta”.

Ora attendiamo delle risposte urgenti.

Drammaticamente siamo ancora una volta davanti alla dimostrazione di un sistema della gestione dei rifiuti insostenibile e pericolosa, iperconcentrata nei nostri territori come denunciamo insieme alle associazioni ambientaliste da anni, in cui l'unico parametro è sempre il profitto, ma su questo torneremo in maniera diffusa anche in consiglio comunale giovedì

Presidenza GEOFOR: fuori dalle guerre di potere, dentro il controllo democratico sui servizi essenziali La nomina del nu...
09/06/2026

Presidenza GEOFOR: fuori dalle guerre di potere, dentro il controllo democratico sui servizi essenziali

La nomina del nuovo Presidente di Geofor è l'emblema della peggiore tradizione di lottizzazione che chi governa i Comuni, tanto del centrodestra quanto del centrosinistra, ancora una volta mette in atto, nel pieno disprezzo di quelli che sono invece gli interessi pubblici e della cittadinanza.
Le società pubbliche che gestiscono servizi essenziali non possono essere trattate come luoghi di compensazione politica o strumenti di equilibrio tra gruppi dirigenti. E invece da oltre un anno i vertici di Geofor sono oggetto dello scontro interno al Partito Democratico che ha paralizzato qualsiasi decisione fino ad arrivare all'esito della nomina a maggioranza da parte dei Comuni del centrosinistra di Braccini: ex sindaco di Bientina per 15 anni come esponente dell'Ulivo, negli ultimi cinque anni capo di Gabinetto del primo cittadino di Cascina, Michelangelo Betti, vicepresidente di Toscana Energia e presidente di Toscana Energia Green: insomma un rappresentante del sistema delle porte girevole che da anni denunciamo.

Geofor gestisce un servizio che incide ogni giorno sulla vita materiale delle persone: raccolta dei rifiuti, qualità urbana, tariffe, condizioni di lavoro, organizzazione del servizio. Per questo riteniamo molto grave sia nel metodo sia nel merito quanto sta avvenendo che ancora una volta non ha nulla a che vedere con la trasparenza, la funzione sociale dell’azienda e quell'esercizio del controllo democratico su una filiera pubblica che troppo spesso viene sottratta ai cittadini e ai lavoratori, e anche agli stessi consigli comunali
Siamo insomma davanti a uno scontro di potere in cui nessuno entra davvero nel merito dei problemi, pur portandone pienamente la responsabilità. In questi anni, tanto il centrosinistra quanto il centrodestra hanno contribuito al fallimento del modello RetiAmbiente, all’aumento costante della Tari a fronte di un peggioramento del servizio, all’assenza di strategie credibili verso “rifiuti zero” e alle criticità gestionali di Geofor, a partire dal sistema degli appalti e dei subappalti. Nel frattempo, si continua a puntare su impianti controproducenti, come l’ossicombustore di Peccioli. In questo quadro appaiono prive di ogni credibilità le dichiarazioni di Renzo Macelloni, tra i principali responsabili, con il pieno appoggio della Regione Toscana, di un modello sbagliato di gestione dei rifiuti.
Assistiamo quindi a uno scontro tutto interno allo stesso sistema e allo stesso modello di governance, condiviso e portato avanti in questi anni secondo logiche meramente spartitorie. In questo caso, semplicemente, i contendenti non hanno trovato un equilibrio nel consueto gioco delle poltrone, dove a ruotare sono sempre gli stessi nomi.

Chi oggi denuncia opacità e sprechi, come il sindaco di Pisa Michele Conti, non può presentarsi come forza esterna al sistema: per anni ha governato, nominato e partecipato alla stessa logica di gestione delle società partecipate. La proposta alternativa a Braccini avanzata dai Comuni del centrodestra, Giulia Palagini, è infatti speculare a quella del centrosinistra: consulente della Port Authority, poi nel CdA di RetiAmbiente e quindi vicepresidente di Geofor.

Anche la richiesta di due diligence e di verifiche sui bilanci — che noi chiediamo da anni, senza esito, anche in Consiglio comunale — appare oggi evidentemente strumentale, come dimostra il momento in cui viene avanzata. Se serve solo a regolare conti politici, non risolve il problema, di cui anche il Comune di Pisa porta responsabilità: semmai lo riproduce. Conti dovrebbe piuttosto rendere conto delle nomine che sta effettuando nelle società partecipate pisane e del sistema di potere a esse connesso.

Di fronte a questa gravissima situazione riteniamo che l'unico atto a tutela dell'interesse pubblico sia l'azzeramento di questo percorso e la revoca della nomina di Braccini, avviando una selezione pubblica definendo criteri, requisiti, curriculum, eventuali incompatibilità, obiettivi assegnati, compensi, risultati attesi, andamento dei costi, qualità del servizio, condizioni del personale, appalti, subappalti e rapporti con l’intero sistema RetiAmbiente.
La domanda decisiva non è “a quale schieramento appartiene il presidente?”, ma: quali interessi servirà? Quelli dei cittadini che pagano la Tari? Quelli dei lavoratori che garantiscono il servizio? Quelli della transizione ecologica e della riduzione dei rifiuti? O quelli degli equilibri tra sindaci, partiti e centri di potere?

Noi non ci schieriamo con chi usa questa vicenda per una battaglia di propaganda, né con chi difende la continuità degli apparati. Stiamo dalla parte di chi paga tariffe alte e pretende un servizio efficiente che ad oggi non ha a causa proprio di questo modo di intendere l'uso delle aziende pubbliche; di chi lavora nella raccolta e nel trattamento dei rifiuti e chiede sicurezza, dignità e stabilità; di chi vuole aziende pubbliche libere dalla spartizione politica.
La nostra proposta è semplice: gestione pubblica, controllo democratico, trasparenza integrale, centralità del lavoro, tariffe giuste, qualità del servizio e responsabilità politica davanti ai cittadini. Tutto il resto è lottizzazione e spartizione del potere.

🌳Nomine del Parco di San Rossore e gestione dell’Ente: basta con la lottizzazione e il disinvestimento. Serve una Ri-cos...
07/06/2026

🌳Nomine del Parco di San Rossore e gestione dell’Ente: basta con la lottizzazione e il disinvestimento. Serve una Ri-costituente dal basso

Qualche settimana fa abbiamo lanciato l’allarme sulla nomina del nuovo Presidente per il Parco regionale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli: si parli delle scelte strategiche prima dei nomi. Stessa considerazione la riproponiamo per il rinnovo del Consiglio Direttivo e del Direttore, recentemente nominato ma solo per sette mesi.

Da allora il dibattito si è animato, ma purtroppo ancora leggiamo di consiglieri esclusi, della scelta interna per il nuovo direttore, dei candidati per la carica di presidente selezionati dalla Comunità del Parco. Siamo davanti a uno spettacolo indegno di lottizzazione tra Giani e i suoi fedelissimi — tra cui ritorna in auge anche l’ipotesi del Bani bis — e le parti della sua maggioranza di centrosinistra sulla pelle del Parco.

Ma ancora rimane sul piatto il grande mistero: questi nomi per fare cosa?

Quale direzione dovranno perseguire le persone che saranno selezionate a ricoprire questi incarichi così delicati?

Il Parco, è evidente a tutti, sta attraversando un periodo di estrema difficoltà: oltre alla consueta stretta tra interessi speculativi e produttivi, tra un’idea predatoria del territorio e la sempre più difficile conservazione ambientale, si sono aggiunte la carenza di finanziamenti e di personale e la mancanza di una strategia chiara. Sono problemi oggettivi, di cui la Regione Toscana in primis e chi ha guidato il Parco in questi anni portano la responsabilità, che rendono particolarmente complicato portare avanti la missione costitutiva dell’Ente, ovvero la conservazione dell’enorme patrimonio ambientale e immobiliare di pregio di cui è custode.

Questa situazione rende ancora più grave l’assenza di una strategia chiara, di una direzione, di un piano che dica cosa si vuole fare, di quali risorse si necessita e come si intende attuarlo. Si continua volutamente a non prendere posizione pubblica su un progetto chiaro, non ci si sbilancia per paura di inimicarsi questa o quella fazione di interessi.

Facciamo alcuni esempi.

Come si intende concludere la vicenda del nuovo Piano Integrato del Parco? Dopo una lunga gestazione, rocambolesche giravolte e passi indietro da gigante, il PIP giace volutamente in Consiglio regionale, nel silenzio più totale, in attesa di un’approvazione che appare ancora in alto mare. Eppure rappresenta un elemento centrale per definire il ruolo dell’istituzione e il rapporto con la comunità che lo vive.

Cosa si pensa del progetto della base militare portato avanti prima dal Governo Draghi e poi da quello Meloni, con il pieno appoggio e consenso della Regione Toscana, che, dopo un’iniziale posizione contraria alla collocazione a Coltano — avendo tenuto per un anno nel cassetto, nascosto, il progetto — ha visto l’Ente, Presidente in testa, proporre e promuovere la collocazione presso le ex strutture del CISAM, nel cuore dei boschi litoranei che dovrebbe proteggere?

Ma la lista è ancora lunga: cosa dobbiamo farne dell’enorme patrimonio immobiliare, in buona parte a rischio crollo? Quali risorse sono necessarie per poterne garantire una conservazione e una valorizzazione che consentano di inserirlo nel raggiungimento degli obiettivi statutari?

Come si immagina la strategia di fruizione per il futuro? Come si intende garantire l’equilibrio tra la conservazione di ecosistemi unici, o comunque rari, e la giusta missione di farli conoscere e di farne godere a più persone possibile? Cosa si pensa del vergognoso abuso che da anni vede usufruire della spiaggia del Gombo da chi possiede una barca, in sfregio ai regolamenti? Si pensa di andare avanti mettendo la testa sotto la sabbia o si vuole provare a risolvere il problema?

Che futuro immaginare per il patrimonio agrozootecnico, potenziale motore di innovazione nelle filiere locali di qualità o patata bollente di cui disfarsi?

Queste sono solo alcune delle domande che vorremmo rivolgere in primis alla Regione, alle Province e ai Comuni che fanno parte della Comunità del Parco, ma anche a tutte le organizzazioni di categoria, alle associazioni ambientaliste, ecc.

Ma risulta ormai evidente che a chi governa, tanto nel centrodestra quanto nel centrosinistra, poco importa del destino di un Parco così prezioso proprio perché immerso in un’area fortemente antropizzata. A questo punto pensiamo che il compito di delineare queste linee strategiche, per provare a dare una direzione e a fissare dei paletti, debbano svolgerlo quei soggetti dal basso che quotidianamente vivono il Parco e ne capiscono profondamente l’importanza per il territorio e il ruolo che potrebbe esercitare. Una Ri-costituente dal basso del Parco è la proposta che avanziamo nel dibattito pubblico, a partire da un confronto pubblico sui nodi che abbiamo evidenziato e su cui nelle prossime settimane daremo una forma concreta.

Liquidazione della Società della salute: in 10 mesi i vertici della Sds disertano la Commissione consiliare. Pretendiamo...
05/06/2026

Liquidazione della Società della salute: in 10 mesi i vertici della Sds disertano la Commissione consiliare. Pretendiamo chiarezza su iter e dimissioni del liquidatore



Dobbiamo, ancora una volta, denunciare la gravissima assenza dei vertici attuali della Società della Salute in Seconda Commissione Consiliare che da settembre 2025 richiediamo per comprendere tempestivamente la gestione della fase liquidatoria del Consorzio.

Infatti, oggi venerdi 5 giugno, si sarebbe dovuta finalmente svolgere l'audizione nella Seconda commissione consiliare permanente della Dott.sa Di Bugno, attuale responsabile facente funzioni della SDS in liquidazione e del Dott. Michele Guidi, liquidatore della Sds, nominato dalla Assemblea dei soci nello scorso agosto.

Invece, con ingiustificabile e colpevole ritardo e in disprezzo della stessa dignità istituzionale della commissione, ieri pomeriggio è stato comunicato alla Presidente della commissione che il dott. Guidi si è "recentemente" dimesso e che la dott.sa Di Bugno non avrebbe partecipato in quanto non abilitata a sostituirlo.

In buona sostanza, in 10 mesi si è evitato di ve**re in commissione, nonostante i nostri ripetuti solleciti ed anche della stessa Presidente, fino a quando si è resa impossibile l'audizione stessa, impedendo così ai consiglieri e alle consigliere comunali di svolgere le proprie funzioni e alla commissione di esercitare la propria attività riguardo ad un tema così rilevante per le ricadute sulla cittadinanza ma anche per gli aspetti economici e finanziari visti anche i contenzionsi nel rapporto debiti-crediti tra il Comune di Pisa e la stessa Sds.

Le domande a questo punto sono molteplici e per prima, ancora una volta, salta agli occhi la mancanza di qualsiasi informazione sulle dimissioni stesse del liquidatore e sulle motivazioni: Quando sono avvenute? Perché non se ne è data tempestiva notizia alla Commissione? Perchè non si è proceduto a ve**re in Commissione prima delle dimissioni in tutti questi mesi?? Quali le motivazioni delle dimissioni? Quando sarà nominato il nuovo liquidatore?

Come è possibile che si è aspettato volutamente solo ieri per dare la notizia impedendo nei fatti la possibilità di svolgere quell'attività istruttoria ed informativa sulla fase di liquidazione di un consorzio dove sono impiegate moltissime persone e che fino ad ora ha gestito servizi di massima importanza con notevole impiego di risorse pubbliche.

Abbiamo così prontamente inviato una lettera a tutte le figure istituzionali coinvolte e continuiamo a insistere perchè, almeno per le proprie competenze, la dott.sa Di Bugno dia pronta e immediata disponibilità per ve**re a riferire in commissione lo stato dell'arte, considerato che per legge il consorzio sarà dismesso non oltre il 31 luglio.

Rimane poi aperta anche tutta la questione della gestione dei servizi da parte del Comune di Pisa su cui ancora il quadro è tutt'altro che chiaro.

La trasparenza per noi è la prima forma di garanzia e in questo settore la chiarezza istituzionale assume la massima importanza visti i soggetti fragili che sono utenza principale dei servizi in dismissione.

Ricordiamo anche che il nostro comune è ben al di sotto del numero di assistenti sociali in grado ricoprire il livello essenziale di prestazione indicato dalla legge ( 1 ogni 5000 abitanti) come da poco con un question time abbiamo ricordato all'Assessora Bonanno, chiedendo informazioni sull'attivazione dei percorsi necessari per intercettare importanti risorse statali messe a bando senza avere rispsoste.

Anche in questo caso abbiamo registrato una grave assenza di chiarezza che dimostra ancora una volta come la strada da percorrere sarebbe dovuto essere un'altra: non certo la dismissione ma una radicale riforma come abbiamo proposto anche con una delibera consiliare per consentire una reale e pubblica gestione integrata dei servizi sul piano territoriale.

04/06/2026

Contro il genocidio del popolo palestinese e la guerra disobbedire è un dovere: la maxi indagine contro il movimento pisano è un tassello nella strategia contro le lotte. Denunciato anche il nostro ex consigliere comunale Ciccio Auletta

Abbiamo appena fatto sotto il Comune una conferenza stampa con numerose altre realtà cittadine (Student x la Palestina, Movimento No base, Cambiare rotta, Potere al Popolo, Rete dei comunisti, Usb, Palestra popolare la Fontina, Exploit) contro i numerosi provvedimenti che stanno colpendo decine di attiviste e attivisti nella nostra città.

Siamo, infatti, di fronte a un attacco contro il movimento contro la guerra e per la Palestina, in termini sia numerici sia qualitativi, senza precedenti negli ultimi decenni a Pisa, ma anche a livello nazionale.

Una maxi-indagine che vede tra i denunciati anche il nostro ex consigliere comunale Ciccio Auletta, e che colpisce 54 persone appartenenti a diverse realtà cittadine che da sempre hanno lottato per la pace, contro il genocidio del popolo palestinese e per l’autodeterminazione dei popoli. Contemporaneamente, stanno arrivando decine di sanzioni amministrative per migliaia di euro nei confronti di chi ha partecipato il 12 marzo di quest'anno al blocco del treno carico di armi alla stazione di Pisa, iniziativa pacifista che ha fatto il giro d'Italia e non solo con un grandissimo sostegno da parte di milioni di persone.

Persone scelte ad hoc, a fronte di manifestazioni che nell'ultimo anno hanno coinvolto migliaia e migliaia di persone, in un evidente atto intimidatorio e repressivo volto a fermare le lotte.

Decine di migliaia di persone nella nostra città e in tutte le città del mondo si stanno mettendo in gioco, con i propri corpi, come gli attivisti della Global Sumud Flotilla, contro un genocidio che Israele, con il sostegno degli Stati Uniti e la piena complicità del Governo Meloni, continua a portare avanti.

Di fronte a tutto questo, di fronte a una guerra che Israele e gli Stati Uniti stanno alimentando con conseguenze e rischi enormi per l’umanità, disobbedire è un dovere morale e politico.

E così, in ogni parte del mondo, si attuano forme di repressione, e anche nel nostro Paese assistiamo allo stesso fenomeno. Le denunce qui a Pisa sono parte dello stesso attacco che subiscono gli insegnanti nelle scuole da parte del ministro Valditara e dei provvedimenti assunti contro i Vigili del Fuoco che si inginocchiano davanti alla bandiera palestinese, utilizzando tutti gli strumenti liberticidi e anticostituzionali contenuti nel Decreto Sicurezza.

I recenti Decreti Sicurezza rappresentano inoltre un ulteriore salto di qualità in questa deriva repressiva, rafforzando strumenti che limitano il dissenso e criminalizzano il conflitto sociale. È il segnale di una crescente pressione autoritaria da parte di governi che affrontano così le profonde questioni sociali, economiche e democratiche che attraversano il Paese.

Siamo di fronte a una grande questione democratica sulla quale nessuno può tacere e rispetto alla quale occorre mobilitarsi. La maxi-indagine di Pisa non è un caso isolato, come abbiamo visto recentemente anche a Massa e ora in altre città contro il movimento.

Noi, ancora una volta, come sempre, ci mettiamo la faccia, non solo come forze politiche ma anche attraverso la nostra rappresentanza istituzionale. Il nostro consigliere ha fatto ciò che ogni amministratore locale e ogni sindaco dovrebbe fare: stare dalla parte dei diritti, stare con il popolo palestinese.

Abbiamo bloccato anche il Consiglio comunale per questo, abbiamo bloccato strade, autostrade, ferrovie, l'aeroporto, e continueremo a farlo sempre alla luce del sole.

Invitiamo tutte le realtà associative, sindacali, politiche, collettivi, comitati e movimenti, le migliaia di persone che sono scene in piazza ad una solidarietà attiva come risposta a questi attacchi, rilanciando la mobilitazione per la Palestina libera, contro la guerra e la militarizzazione dei nostri territori.

🏟️🍿 11 GIUGNO: MONDIALI IN TV O CINEMA SUL CAMPO? TANTO L'ITALIA NON GIOCA, MEGLIO CHAPLIN! 🍿🏟️ Per la prima serata dell...
03/06/2026

🏟️🍿 11 GIUGNO: MONDIALI IN TV O CINEMA SUL CAMPO? TANTO L'ITALIA NON GIOCA, MEGLIO CHAPLIN! 🍿🏟️

Per la prima serata della seconda edizione di Schermi Erranti - Il cinema nei quartieri, ci ritroveremo proprio all'interno di un vero campo da calcio: l'area sportiva della Chiesa di San Pio X! ✨

Ecco la nostra formazione per Giovedì 11 Giugno 2026:
👉 Dalle ore 19:00: Fischio d'inizio con "Giochi e ricordi dal quartiere" (perfetto per riscaldarsi e stare insieme fuori dal centro).
👉 Ore 21:00: Grande match sul maxischermo gonfiabile con la proiezione del capolavoro "TEMPI MODERNI" di Charlie Chaplin (1936, 1h 27m). Un classico intramontabile che parla di lavoro e umanità, introdotto dallo scrittore e docente Michele Cecchini.

📍 Dove: Quartiere Gagno – Area sportiva Chiesa di San Pio X (via Guardistallo, 7)
Ingresso: Rigorosamente GRATUITO!

Portate la vostra sedia da campeggio, un telo, la voglia di ridere e di condividere una serata speciale nel cuore del nostro quartiere. Chi ha bisogno dei Mondiali quando c'è il grande cinema sotto le stelle? 🌟

Vi aspettiamo in campo! 🍿🎬

Il 2 giugno 1946 è una data fondamentale per l'Italia, per molti motivi.  La scelta tra monarchia e Repubblica avviene s...
02/06/2026

Il 2 giugno 1946 è una data fondamentale per l'Italia, per molti motivi. La scelta tra monarchia e Repubblica avviene sulla base del voto a suffragio universale, perciò, come già per le amministrative della primavera del 1946, le donne possono votare. Con il referendum, si interrompe il governo di una monarchia con responsabilità centrali nell'instaurarsi della dittatura fascista in Italia. Da lì, inizia un percorso che porterà nel 1948 alla scrittura della Costituzione, i cui primi 12 articoli racchiudono i principi fondamentali. Tra questi, l'art. 11, dopo due guerre mondiali, afferma che l'Italia ripudia la guerra.
Perché si possa parlare di pace per noi è essenziale che si fermi ogni modello economico che rende la guerra un'occasione per arricchirsi o per accumulare potere. La spesa pubblica non può più essere orientata a nutrire questo modello.
Oggi con il movimento No base siamo tornati in piazza a Pontedera, l'altro territorio insieme a Pisa interessato dal progetto della nuova mega-base dei corpi militari d'élite GIS e Tuscania, in un'area particolarmente delicata sul piano ambientale, la Tenuta Isabella a Gello. Una base militare dal costo di più di mezzo miliardo, che diventerebbe l'ennesimo pezzo di una rete di strutture militari capillari nel territorio toscano, per il trasporto e lo stoccaggio di armi che viaggiano poi per alimentare i conflitti in tutto il mondo.
Lo abbiamo fatto con la consapevolezza che con noi si muoveva un'intera rete di realtà antimilitariste in tutta Italia, in Sicilia, in Veneto, in Sardegna. Territori con una forte presenza di infrastrutture militari anche della NATO, territori che alzano la testa e non sono più disponibili a farsi sfruttare e a essere piattaforme per la guerra globale.
Lo abbiamo fatto consapevoli che un Paese che vuole fare della pace un valore fondamentale davanti al genocidio in corso in Palestina non dovrebbe rimanere silenzioso, se non addirittura complice del governo israeliano, come invece l'Italia fa da anni.
Il nostro è un 2 Giugno smilitarizzato, per i territori liberi dalla guerra, e una spesa pubblica che risponda davvero ai bisogni delle persone. Ci servono case, lavoro dignitoso, scuole, welfare, cure mediche, ricerca, sostenibilità ambientale. Di sicuro, non armi e basi militari.

2 GIUGNO NO BASEIl Gruppo consiliare Diritti in comune (Una città in comune e Rifondazione Comunista) aderisce con convi...
31/05/2026

2 GIUGNO NO BASE

Il Gruppo consiliare Diritti in comune (Una città in comune e Rifondazione Comunista) aderisce con convinzione alla mobilitazione del 2 giugno 2026 a Pontedera, indetta dal Movimento No Base, e invita tutta la cittadinanza alla partecipazione attiva. Interveniamo oggi alla vigilia della Festa della Repubblica, una data che dovrebbe richiamarsi ai valori più profondi della nostra Costituzione e al significato democratico della scelta compiuta dal popolo italiano nel 1946. Per questo diciamo con chiarezza che non ci riconosciamo nella retorica militarista e nelle parate armate con cui troppo spesso viene celebrata questa giornata. La Repubblica non si rappresenta attraverso l’esibizione della forza, ma attraverso la fedeltà ai principi costituzionali che mettono al centro la dignità, l’uguaglianza, la pace e la funzione sociale dei beni comuni.

Saremo in piazza a Pontedera perché, mentre a Pisa si continua a parlare di "compensazioni" per Coltano, si tenta di spostare e ampliare altrove il progetto militare: a Pontedera si prevede un nuovo pezzo della base del Tuscania, con un enorme poligono di tiro e una pista addestrativa. Dobbiamo fermare questo modello di gestione autoritaria che vede il nostro territorio depredato da interessi strategici sovranazionali: rivendichiamo con forza il diritto all'esercizio della sovranità popolare, affinché siano le comunità a partecipare e decidere sulla funzione d'uso del proprio territorio, oggi sottratto per far spazio a infrastrutture di guerra. In un’epoca di guerra globale permanente e riarmo, costruire nuove basi significa investire risorse nella distruzione invece che nella scuola, nella sanità e nella cura dei territori. Difendere la pace oggi significa impedire che i nostri territori, dal Parco di San Rossore alla Valdera, vengano piegati alla logica bellica e trasformati in nodi logistici per il transito di armi. La nostra adesione si inserisce in una giornata di azione diffusa che vedrà piazze antimilitariste mobilitarsi in tutto il Paese per rendere visibile un'Italia che ripudia la guerra:
Saremo a Pontedera (ore 10:00, Piazza Cavour) insieme a chi si oppone alla nuova base.

Saremo idealmente al fianco dei presidi di Niscemi contro il Muos, di Trapani contro gli F-35 e di Cagliari contro le basi in Sardegna.

Sosterremo le manifestazioni di Vicenza, Firenze (davanti alla Caserma Predieri) e il presidio di Augusta/Priolo contro il supporto logistico ai conflitti in corso.
Vogliamo restituire significato alla parola Repubblica: una Repubblica antifascista, pacifista (Art. 11) e demilitarizzata.
L'appuntamento a Pontedera è per domenica 2 giugno, ore 10:00 in Piazza Cavour.

Diritti in comune (Una città in comune - Rifondazione Comunista)

Sepi: Bottone, dopo l’incarico a Civitavecchia, si dimetta dai vertici della società o sia rimosso dal sindacoAndrea Bot...
30/05/2026

Sepi: Bottone, dopo l’incarico a Civitavecchia, si dimetta dai vertici della società o sia rimosso dal sindaco

Andrea Bottone si dimetta spontaneamente da amministratore unico di Sepi oppure il sindaco Conti, in accordo con gli altri soci, ovvero i sindaci di Cascina e Vecchiano, proceda alla revoca del suo incarico.

Riteniamo che queste siano le uniche e doverose strade da seguire dopo che, negli scorsi giorni, il presidente dell’AdSP, Raffaele Latrofa, ex vicesindaco di Pisa, ha firmato il decreto con cui nomina Bottone nuovo amministratore unico della società in house Port Authority Security S.r.l.

A fronte dell’ennesimo esempio del sistema delle porte girevoli del potere della destra, occorre però porre un argine che si chiama correttezza e rispetto delle funzioni che si ricoprono. Nel comunicato ufficiale con cui si dà notizia della nomina dell’amministratore unico di Sepi da parte del presidente Latrofa si legge: “Rispetto a quanto avvenuto in precedenza, al nuovo amministratore unico sono stati inoltre forniti dal socio indirizzi gestionali particolarmente stringenti, con la necessità di assicurare anche una presenza fisica in sede costante e frequente, così da garantire un presidio diretto e continuo della società e delle attività operative”.

È evidente che questa condizione relativa “alla presenza fisica in sede costante e frequente” da parte di Bottone sia incompatibile con lo svolgimento pieno dell’incarico ai vertici di una società strategica come Sepi, incarico per il quale percepisce 36 mila euro l’anno, dopo essere stato per anni presidente di Pisamo.

Riteniamo oltretutto politicamente non accettabile il sistema dell’accumulo degli incarichi, proprio a garanzia dello svolgimento di funzioni pubbliche così importanti come la guida della società in house che gestisce la riscossione dei tributi locali per conto del Comune di Pisa e di altri comuni limitrofi: Vecchiano e Cascina.

Ci aspettiamo quindi da parte di Bottone, autonomamente, un passo indietro; in caso contrario chiediamo sin d’ora una sua sostituzione ai vertici di Sepi.

Svendita edificio via Fermi: deserta anche la terza gara. Ora basta: sì al riutilizzo per funzioni pubbliche.Non c’è 2 s...
29/05/2026

Svendita edificio via Fermi: deserta anche la terza gara. Ora basta: sì al riutilizzo per funzioni pubbliche.

Non c’è 2 senza 3. Anche la terza gara per la svendita dell’edificio ex Apes in via Fermi, promossa dal Comune di Pisa, è andata deserta, visto che alla scadenza del 22 maggio non è stata presentata alcuna offerta.

Purtroppo, come denunciamo da mesi, si tratta di esiti prevedibili che rientrano nel più classico dei meccanismi di svendita del patrimonio pubblico. Nelle due precedenti gare, entrambe andate deserte, il prezzo a base d’asta era di 2.090.961,00 euro; in questo terzo caso, il prezzo minimo si è abbassato a 1.881.864,90 euro.

E, se si continuerà a insistere, il prezzo si abbasserà ulteriormente. Ecco come la rendita fa affari nella nostra città.

Tutto questo senza dimenticare che, nelle previsioni contenute nel Piano Operativo Comunale adottato dalla destra lo scorso aprile, per questo importante immobile di proprietà comunale è previsto il cambio di destinazione d’uso a fini residenziali, turistico-ricettivi e anche a hotel studentesco.

Si andrebbero così ad aggravare ulteriormente i problemi di vivibilità di un quartiere già costellato di attività residenziali e/o ricettive, in cui sono in corso o previste altre importanti operazioni della stessa natura, come quelle relative all’area del Santa Chiara, agli edifici dell’ex Caserma Artale e dell’ex Dipartimento di Chimica.

Occorre bloccare assolutamente questa spirale, fermando la svendita del patrimonio comunale e riutilizzando subito l’immobile per funzioni pubbliche.

Indirizzo

Via Luigi Bianchi, 8
Pisa

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