30/05/2026
La vertenza Callmat continua a destare forte preoccupazione.
Parliamo di ๐ผ๐น๐๐ฟ๐ฒ ๐ฏ๐ฎ๐ฌ ๐น๐ฎ๐๐ผ๐ฟ๐ฎ๐๐ฟ๐ถ๐ฐ๐ถ ๐ฒ ๐น๐ฎ๐๐ผ๐ฟ๐ฎ๐๐ผ๐ฟ๐ถ che attendono risposte vere, mentre gli annunci fatti finora dalla Regione sembrano ancora lontani da una soluzione capace di tutelare la continuitร occupazionale.
I ๐ฝ๐ฟ๐ผ๐ด๐ฒ๐๐๐ถ ๐ฑ๐ฎ ๐ญ๐ฌ ๐บ๐ถ๐น๐ถ๐ผ๐ป๐ถ richiamati dallโassessore Cupparo, ad oggi, restano avvolti da troppe incertezze. Lโunico avviso regionale pubblicato sembra orientato a incentivare altre imprese ad assumere parte del personale, senza dare garanzie reali sul futuro di Callmat.
Una criticitร evidenziata dalla stessa azienda, che ha definito il bando regionale ๐ถ๐ป๐ถ๐ฑ๐ผ๐ป๐ฒ๐ผ e ha annunciato lโavvio delle procedure di mobilitร entro fine giugno.
A rendere il quadro ancora piรน delicato cโรจ anche lo slittamento al ๐ญ๐ฌ ๐ด๐ถ๐๐ด๐ป๐ผ del tavolo al Mimit. Un rinvio che pesa sui lavoratori, sulle loro famiglie e su un territorio che rischia di subire un altro duro colpo sul piano sociale e occupazionale.
Resta poi aperta la questione TIM. La riduzione dei volumi sul call center di Matera e il sospetto di uno spostamento dellโassistenza 119 verso sistemi di intelligenza artificiale impongono chiarezza immediata.
La tecnologia puรฒ aiutare i servizi. Quando viene usata per sostituire lavoratrici e lavoratori, comprimere diritti e peggiorare il rapporto con gli utenti, la politica ha il dovere di intervenire.
Al tavolo ministeriale del 10 giugno la Regione Basilicata deve presentarsi con risposte verificabili, percorsi realmente praticabili e una posizione chiara nei confronti di TIM.
La vicenda Callmat merita serietร , trasparenza e responsabilitร .
๐๐น ๐น๐ฎ๐๐ผ๐ฟ๐ผ ๐ป๐ผ๐ป ๐ฝ๐๐ผฬ ๐ฒ๐๐๐ฒ๐ฟ๐ฒ ๐น๐ฎ ๐๐ฎ๐ฟ๐ถ๐ฎ๐ฏ๐ถ๐น๐ฒ ๐๐ฎ๐ฐ๐ฟ๐ถ๐ณ๐ถ๐ฐ๐ฎ๐ฏ๐ถ๐น๐ฒ ๐ฑ๐ถ ๐๐ฐ๐ฒ๐น๐๐ฒ ๐ฎ๐๐ถ๐ฒ๐ป๐ฑ๐ฎ๐น๐ถ ๐ฒ ๐ฟ๐ถ๐๐ฎ๐ฟ๐ฑ๐ถ ๐ถ๐๐๐ถ๐๐๐๐ถ๐ผ๐ป๐ฎ๐น๐ถ.