09/06/2026
Sono trascorse appena due settimane da quando si è conclusa la tornata elettorale che ha visto il campo largo tornare alla guida della città dopo nove anni di centro destra. L’astensione è aumentata passato dai 46.087 elettori in occasione del referendum sulla giustizia del 23 marzo, ai 42.271 votanti per il rinnovo della giunta comunale. Rispetto alle elezioni del 2022, che videro la conferma del centro destra a trazione Fratelli d’Italia, il numero dei cittadini che si sono recati alle urne è aumentato di 1.818 unità. La giunta del neo-sindaco Giovanni Capecchi è quindi espressione di 22.512 elettori su 74.630 aventi diritto al voto. Questo significa che tre pistoiesi su quattro sono indifferenti, se non addirittura ostili, alle forze politiche che rappresentano la maggioranza. In modo particolare nei confronti del Partito Democratico e dei solerti zerbini che gli ruotano attorno. Unica nota fuori dal coro sono stati i 1.089 voti ottenuti dalla lista Pistoia rossa, di cui anche noi del Partito dei CARC facciamo parte, la quale si è distinta per un programma elettorale incentrato sull’attuazione delle parti progressiste delle Costituzione e per la spinta a riportare le persone a fare politica e decidere sulle questioni che le riguardano direttamente.
Un elemento imprescindibile del bilancio di questa tornata elettorale è chiedersi per quale motivo non siamo riusciti a coinvolgere tutto quel movimento che da tempo riempie le piazze in solidarietà alla Palestina e che sta attraversando fabbriche, scuole e quartieri popolari.
Gli insegnamenti potranno ve**re fuori solo da una giusta visione della realtà, da un giusto bilancio dell’azione messa in campo da Pistoia rossa e dallo sviluppo di un serio dibattito sull’uso che il movimento operaio, popolare e comunista devono fare delle elezioni.
Il punto è arrivare a costruire un fronte politico e sociale che non si limita a negare ogni legittimità alle forze politiche succubi ai poteri forti (polo PD da una parte e polo FdI dall’altra), ma che chiama le masse popolari a governare, ad applicare le parti progressiste della Costituzione, a rivoltare il paese come in calzino fino a fare piazza pulita delle lobby, delle cricche e dei politicanti delle larghe intese che le tengono in ostaggio. Serve sviluppare e alimentare la mobilitazione delle masse popolari per cacciare il governo Meloni e impedire che a livello locale il Partito Democratico riprenda nelle proprie mani l’opera nefasta perpetrata a livello regionale dal Governatore Eugenio Giani.
Ne parliamo domenica 14 giugno alle ore 18:00 presso il giardino “Della pace e della fratellanza”, tra Via Monteverdi e Via Paganini a Pistoia.
Per informazioni chiamare il 339 191 8491