Conferenza Donne Democratiche Pistoia

Conferenza Donne Democratiche Pistoia La Conferenza delle Donne Democratiche di Pistoia è un' assemblea permanente all'interno al Partito

A Pistoia, dopo le nomine delle collaboratrici e dei collaboratori del Sindaco, si sono registrati gravi attacchi sessis...
13/06/2026

A Pistoia, dopo le nomine delle collaboratrici e dei collaboratori del Sindaco, si sono registrati gravi attacchi sessisti contro donne impegnate in politica, culminati in offese online rivolte a una delle assessore.

Un clima tossico che molte amministratrici continuano a subire: spesso le loro competenze vengono messe in discussione e gli attacchi colpiscono la sfera personale più che le idee o l’operato politico.

Il sessismo strutturale continua infatti a ostacolare la piena partecipazione delle donne alla vita pubblica e politica.

Per questo le Donne Democratiche della provincia di Pistoia condannano con fermezza gli attacchi sessisti e omofobi rivolti all’assessora Elena Sinimberghi ed esprimono piena vicinanza e solidarietà.

Difendere chi subisce odio e discriminazione significa difendere la democrazia, il rispetto delle persone e il diritto di partecipare alla vita pubblica senza intimidazioni.

La festa del 2 giugno Festeggiamo il 2 giugno, Festa della Repubblica, sapendo che è una delle date più importanti della...
02/06/2026

La festa del 2 giugno Festeggiamo il 2 giugno, Festa della Repubblica, sapendo che è una delle date più importanti della nostra storia. Ottant'anni fa, nel 1946, gli italiani e le italiane furono chiamati a scegliere il futuro del nostro Paese dopo gli anni drammatici della guerra e della dittatura. Ma quella consultazione non fu importante soltanto perché segnò la nascita della Repubblica: fu anche la prima volta in cui le donne italiane poterono votare ed essere votate.
La storia ci dice che il 1° febbraio 1945, con un decreto legislativo luogotenenziale, fu concesso il suffragio universale alle donne. Erano escluse le minori di 21 anni e le pr******te. Bisogna tuttavia arrivare al marzo del 1946 perché le donne potessero essere anche elette.
Quel 2 giugno 1946, al referendum istituzionale, votarono 24.946.878 italiani e italiane su 28.005.449 aventi diritto. Furono 12.998.131 le donne che entrarono nelle cabine elettorali non come spettatrici della vita pubblica, ma come protagoniste della democrazia. Quel semplice gesto, apparentemente ordinario, rappresentò invece una conquista storica di libertà, dignità e uguaglianza: un passaggio che segnò l'affermazione di un nuovo protagonismo femminile.
Furono elette 21 donne all'Assemblea Costituente: nove comuniste, nove democristiane, due socialiste e una del Fronte dell'Uomo Qualunque. Quattordici di loro erano laureate, ma tutte portarono nella Costituzione e nelle istituzioni temi fondamentali come la parità, la tutela della famiglia, il diritto al lavoro e l'istruzione.
Alle elezioni amministrative della primavera del 1946 furono inoltre elette circa 2.000 consigliere comunali.
Le donne italiane avevano già dimostrato, negli anni difficili della guerra e della Resistenza, coraggio, responsabilità e spirito di sacrificio. Avevano lavorato, sostenuto le famiglie, aiutato le comunità e partecipato alla lotta per la libertà. Con il diritto di voto venne finalmente riconosciuto ciò che era evidente: senza le donne non può esistere una democrazia piena.
Ma celebrare il passato non basta. La memoria ha valore solo se ci aiuta a costruire il presente e il futuro. A ottant'anni da quella conquista, il diritto di voto ci ricorda che la partecipazione è il cuore della democrazia. Ogni volta che una cittadina o un cittadino sceglie di votare, di impegnarsi, di informarsi e di partecipare alla vita civile, rinnova lo spirito di quel 2 giugno.
Noi oggi abbiamo il dovere di trasmettere soprattutto ai più giovani il valore della libertà, dell'uguaglianza e della responsabilità, perché i diritti che possediamo non sono mai scontati: sono sempre il frutto di battaglie civili e di scelte coraggiose.
Celebriamo dunque la Repubblica, ma celebriamo anche il cammino delle donne italiane verso la piena cittadinanza. La storia delle pari opportunità è una storia che ancora oggi stiamo scrivendo. È importante che il ricordo di quel primo voto delle donne sia per tutti noi un esempio di partecipazione, di coraggio e di fiducia nella democrazia.
Viva le donne che hanno aperto la strada. Viva la Costituzione. Viva la Repubblica Italiana.
Conferenza Provinciale Donne Democratiche.

Le Donne Democratiche di Pistoia salutano con soddisfazione la vittoria che, dopo nove anni, riporta il Comune nell’alve...
28/05/2026

Le Donne Democratiche di Pistoia salutano con soddisfazione la vittoria che, dopo nove anni, riporta il Comune nell’alveo del centrosinistra, guidato da un candidato civico sostenuto da una coalizione ampia e plurale.

Un risultato costruito con impegno, partecipazione e con la volontà condivisa di rimettere al centro il bene della città e delle sue cittadine e dei suoi cittadini.

Resta però una nota dolente: la presenza ancora troppo esigua delle donne tra le elette. Un dato che non può lasciarci indifferenti e che conferma quanto ci sia ancora da fare per una rappresentanza realmente equilibrata e capace di rispecchiare la comunità.

Confidiamo che la presenza della nostra portavoce provinciale possa garantire una costante attenzione alle politiche di genere all’interno dell’azione amministrativa.

Come Donne Democratiche saremo vigili e presenti affinché questo impegno si traduca in scelte concrete, inclusive e capaci di valorizzare pienamente il ruolo delle donne nella vita politica e amministrativa della nostra comunità.

01/05/2026

Buon !

25 Aprile: Donne Democratiche, “Nessuna equiparazione tra chi lottava per la libertà e chi sosteneva il fascismo”Le Donn...
24/04/2026

25 Aprile: Donne Democratiche, “Nessuna equiparazione tra chi lottava per la libertà e chi sosteneva il fascismo”
Le Donne Democratiche esprimono forte indignazione per la forzatura storica e morale con cui la seconda carica dello Stato, in una recente intervista, ha equiparato chi lottava per la libertà a chi sosteneva un regime dittatoriale alleato del nazismo, annunciando inoltre la volontà di rendere omaggio anche ai caduti di Salò in occasione del 25 aprile.
“Non esiste alcuna simmetria possibile – dichiarano – tra la Resistenza antifascista e chi ha sostenuto il fascismo. Non può esistere una memoria condivisa quando si tenta di falsificare la storia e riscrivere il passato”.
Per le Donne Democratiche, il 25 aprile rappresenta una scelta di campo: “È la Liberazione, una festa fondativa della nostra Repubblica, nata dalla lotta di uomini e donne che hanno combattuto contro l’oppressione nazista e fascista”.
Un ruolo decisivo è stato svolto dalle donne: circa 35.000 partigiane combattenti e oltre 70.000 attive nei Gruppi di difesa della donna. Migliaia furono arrestate, torturate, deportate, stuprate e uccise. “Non furono figure marginali, ma protagoniste della Resistenza: combatterono, organizzarono, curarono i feriti, garantirono collegamenti e sostituirono gli uomini nelle fabbriche e nei campi”.
“Ricordarle è un atto di verità e giustizia, troppo a lungo rimandato o relegato ai margini del racconto storico”.
Nel ricordare tutte le donne che hanno contribuito alla Liberazione, le Donne Democratiche citano simbolicamente Liliana e Lina Cecchi, concittadine.
“Il 25 aprile è, e resta, la Liberazione. Ora e sempre Resistenza”.
Antonella Cotti
Portavoce provinciale Donne Democratiche

Condanniamo con fermezza le scritte sessiste comparse nelle ultime ore su un muro della nostra città, rivolte a Stefania...
07/04/2026

Condanniamo con fermezza le scritte sessiste comparse nelle ultime ore su un muro della nostra città, rivolte a Stefania Nesi.
Si tratta di un gesto vile e inaccettabile, che nulla ha a che vedere con il confronto democratico e civile che dovrebbe caratterizzare ogni competizione elettorale. L’utilizzo di insulti a sfondo sessista non solo colpisce la persona direttamente interessata, ma offende l’intera comunità, alimentando una cultura di discriminazione e odio che non può trovare spazio nella nostra società.
Esprimiamo piena solidarietà a Stefania, colpita da questo attacco e ribadiamo il nostro impegno affinché il dibattito politico si svolga nel rispetto reciproco, delle idee e delle persone.
Invitiamo tutte le forze politiche, le istituzioni e i cittadini a prendere posizione contro ogni forma di violenza verbale e discriminazione, lavorando insieme per promuovere una cultura basata sull’uguaglianza, sulla dignità e sul rispetto.
Confidiamo che le autorità competenti possano fare luce sull’accaduto e individuare i responsabili.
La nostra città merita un confronto politico all’altezza dei suoi valori: libero, aperto e rispettoso.

25/03/2026

Oggi noi donne democratiche sentiamo il bisogno di esprimere, con chiarezza , la nostra piena vicinanza a Stefania Nesi, candidata alle primarie del centrosinistra, donna impegnata in politica e bersaglio di attacchi personali e violenza verbale sessista e misogina.
Quello che è accaduto non è un episodio isolato né un semplice eccesso nel dibattito pubblico: è l’ennesima manifestazione di una cultura patriarcale che tenta di mettere a tacere le donne quando prendono parola, quando esercitano potere, quando rivendicano spazio. Colpire una donna per il suo genere, anziché confrontarsi con le sue idee, è un atto politico preciso: è un tentativo di esclusione.

Noi lo diciamo con determinazione: non ci dobbiamo far intimidire. Non accetteremo più che il corpo, la voce e la presenza delle donne vengano messi sotto attacco per delegittimarle. La politica non può e non deve essere un terreno di supremazia maschile, ma uno spazio di pari dignità, dove il confronto è anche duro, ma sempre rispettoso e fondato sui contenuti.
A Stefania va la nostra solidarietà piena, il nostro riconoscimento per la libertà con cui continua a esporsi. E insieme a lei, tutte le donne che ogni giorno, dentro e fuori le istituzioni, resistono a dinamiche di esclusione e violenza simbolica.
Basta giustificazioni, basta minimizzazioni. Serve una risposta collettiva, femminista, capace di cambiare davvero il linguaggio, i comportamenti e le regole del gioco.
Perché il rispetto non è negoziabile. E la libertà delle donne non si mette in discussione.

Se non ne parliamo, resta un tabù.Parlare di educazione sessuo-affettiva significa parlare di rispetto, consapevolezza e...
19/03/2026

Se non ne parliamo, resta un tabù.
Parlare di educazione sessuo-affettiva significa parlare di rispetto, consapevolezza e libertà.
È importante costruire spazi sicuri dove informarsi, contentarsi e crescere insieme.
Educare alle emozioni, al rispetto e al consenso è uno dei più grandi strumenti che abbiamo per contrastare la violenza e parlarne oggi significa costruire relazioni più sane domani.

Vi aspettiamo sabato 28 marzo alle 16.30 al !

Ne parliamo con , fondatrice di e , consigliera comunale di Quarrata e delegata regionale delle donne democratiche di Pistoia.

A seguire verrà offerto un buffet!
Vi aspettiamo numerosi 🌸

Come ogni anno in questo giorno ci sono molte celebrazioni e se da una parte ne siamo felici perché sicuramente le donne...
08/03/2026

Come ogni anno in questo giorno ci sono molte celebrazioni e se da una parte ne siamo felici perché sicuramente le donne, per il loro ruolo nella società, nella famiglia e nella politica hanno bisogno di riconoscibilità e di essere ringraziate, dall'altra viene spontaneo soffermarsi a pensare se sono di più i motivi per festeggiare o quelli per essere arrabbiate. La risposta allo stato dei fatti è che la bilancia pende verso i secondi. Vediamone alcuni.
Siamo arrabbiate perchè leggiamo dati che ci dicono quanto ancora ci sia da lottare per una parità sostanziale in tutti i settori della società e per non vedere arretrare molti dei diritti che tante prima di noi hanno faticosamente conquistato.

Per dirlo in sanremese, questa è il nostro "Italia non è un Paese per donne starter pack":

1. Il consenso che diventa dissenso

Il DDL Bongiorno sostituisce il concetto di consenso libero attuale e informato ,con quello di “volontà contraria” della vittima, rischiando di spostare su chi subisce violenza il peso di dimostrare di essersi opposta.

2. I carichi di cura restano principalmente in carico alle donne

Nel 2024 l’84% del congedo parentale facoltativo è stato usato dalle madri e solo il 15% dai padri. Una proposta di legge delle minoranze sul congedo parentale paritario discussa in questi giorni ,è stata respinta.

3. Consigliere di Parità a rischio

Il governo di Giorgia Meloni, con la ministra Eugenia Roccella, ha proposto di superare le Consigliere di parità, che oggi seguono nei territori i casi di discriminazione sul lavoro.

4 Il mito del merito

Meloni sostiene che la parità non si costruisce con le quote, ma i numeri raccontano di uno squilibrio consistente tra uomini e donne nei luoghi decisionali: pochissime donne guidano aziende, imprese, comuni, regioni, università o aziende ospedaliere.

Continua nei commenti.

Per info e iscrizioni scrivi una e-mail a donnedemtoscana@gmail.com ✉️
26/02/2026

Per info e iscrizioni scrivi una e-mail a [email protected] ✉️

L’𝗘𝘂𝗿𝗼𝗽𝗮 non è un livello lontano. È il luogo dove si decidono le politiche che incidono sulla vita quotidiana delle persone, delle famiglie, delle città.

Nasce da qui “𝗟𝗮 𝗧𝗼𝘀𝗰𝗮𝗻𝗮 𝗶𝗻 𝗘𝘂𝗿𝗼𝗽𝗮 – 𝗔𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗕𝗿𝘂𝘅𝗲𝗹𝗹𝗲𝘀”, il ciclo di webinar formativi promosso dalla Conferenza donne democratiche - Toscana: uno spazio di confronto per leggere le sfide europee con uno sguardo competente, politico e concreto.

Domani, Margherita Ambrogetti Damiani ne parlerà in diretta alle 9.30 con l’europarlamentare Camilla Laureti e alle 17.30 con l’europarlamentare Irene Tinagli.

Un dialogo per capire come le scelte del 𝗣𝗮𝗿𝗹𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗲𝘂𝗿𝗼𝗽𝗲𝗼 si intrecciano con i territori, con i diritti, con le opportunità.

Il percorso formativo prenderà il via a seguire, dalle ore 18.00, e si concentrerà sulle nuove sfide dell’abitare.

𝗣𝗲𝗿 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗰𝗶𝗽𝗮𝗿𝗲 𝗮𝗹 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼: [email protected] 📨

L’Europa si costruisce anche così: formando competenze, creando consapevolezza, mettendo in relazione territori e istituzioni.

𝗖𝗶 𝘃𝗲𝗱𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗶𝗻 𝗱𝗶𝗿𝗲𝘁𝘁𝗮.

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