Toscana a Sìnistra - Pistoia

Toscana a Sìnistra - Pistoia Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Toscana a Sìnistra - Pistoia, Organizzazione politica, Pistoia.

pagina dell'assemblea pistoiese costituitasi per sostenere la campagna elettorale di Toscana a Sìnistra con Tommaso Fattori candidato Presidente alle elezioni regionali 2020

24/06/2026

La casa è un diritto! Rifondazione Comunista aderisce alla mobilitazione dei sindacati degli inquilini e sarà presente al presidio regionale di Firenze del 25.06.2026

Settimana di mobiltazione nelle piazze del Paese contro i DDL Piano Casa e DDL Sgomberi
Le misure contenute nel "DDL Piano Casa" e nel cosiddetto "DDL Sgomberi" proposti dal Governo Meloni rappresentano il più violento attacco al diritto all'abitare della storia recente del Paese. Sotto la retorica della sicurezza e della rigenerazione urbana si nasconde, in realtà, una precisa strategia di colpevolizzazione della povertà e di totale sottomissione alle speculazioni immobiliari.
ll governo continua a fare la guerra ai poveri anziché alla povertà: mentre i salari restano fermi e gli affitti subiscono rincari insostenibili, la risposta dell'esecutivo è criminalizzare il disagio sociale. Il DDL Sgomberi cancella ogni forma di mediazione sociale, trasforma un problema sociale in una questione di ordine pubblico. Tutto questo senza offrire alcuna alternativa abitativa a famiglie, anziani e minori vulnerabili.
Contestiamo duramente anche il "DDL Piano Casa", perché del tutto inadeguato a rispondere alla strutturale emergenza abitativa del nostro Paese e in particolare della nostra provincia. Non serve un piano che favorisce i costruttori privati. Contestiamo la scelta del Governo Meloni che ha tagliato i fondi per l’accesso alle case in locazione, impedendo così ai Comuni una dovuta azione di mediazione sociale e dello stesso mercato
Serve un piano straordinario di investimenti nell'edilizia residenziale pubblica. Chiediamo il ripristino immediato del fondo per il sostegno agli affitti, chiediamo lo stanziamento di risorse per la riqualificazione delle migliaia di alloggi popolari chiusi e inutilizzati, chiediamo la moratoria immediata degli sfratti per morosità incolpevole e il blocco dei pignoramenti delle prime case.
Chiediamo una legge urbanistica regionale che fermi il consumo di suolo e la svendita delle nostre città agli immobiliaristi. Ci aspettiamo una svolta effettiva, concreta dalla nuova amministrazione di Pistoia anche su questo. Aderiamo al presidio regionale di Firenze previsto per domani 25.06.26 alle ore 10 e ci aspettiamo di vederci anche gli amministratori locali di Pistoia; sarebbe un segnale importante di attenzione a un problema che sta per esplodere anche a Pistoia.


La Segreteria provinciale di Rifondazione Comunista – S. E. di Pistoia

"Io alla lotta di classe ancora ci credo, perché senza la lotta di classe non c'è movimento nella storia". Goffredo Fofi...
23/06/2026

"Io alla lotta di classe ancora ci credo, perché senza la lotta di classe non c'è movimento nella storia". Goffredo Fofi in Suole di vento, docufilm RAI 2020.

18/06/2026

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA
FEDERAZIONE PROVINCIALE DI PISTOIA

COMUNICATO STAMPA
Aumento dei biglietti dei bus: una stangata inaccettabile. I Comuni chiedano subito il ritiro del provvedimento e si avvii un percorso di ripubblicizzazione del servizio

Dal primo agosto le cittadine e i cittadini pistoiesi e di tutta la Toscana subiranno un nuovo aumento del costo del biglietto dell’autobus, che passerà da 1,70 euro a 2 euro, nonché un aumento degli abbonamenti dell’8,9%, a seguito dell’ennesima scelta inaccettabile della Regione Toscana. Questa stangata si aggiunge all’aumento del 13% già avvenuto nell’agosto del 2023 ed è un attacco diretto al diritto alla mobilità, con ricadute pesantissime dal punto di vista sociale e ambientale.
Si raccolgono ancora una volta gli effetti della scellerata privatizzazione voluta dal Partito Democratico e dal centrosinistra che governano la Regione Toscana: un aumento ingiustificabile a fronte di un servizio che presenta sempre maggiori criticità, dovute alla mancanza di investimenti adeguati sul fronte del personale e dei mezzi.
Siamo al colmo: a fronte di un servizio che in questi anni si è progressivamente ridotto, penalizzando soprattutto le tratte più deboli e periferiche, si aumentano i costi a carico dell’utenza, con il rischio, per di più, di provocare una diminuzione del numero dei passeggeri.
I costi della vita crescono, l’inflazione aumenta e i salari restano fermi. Anche in questo caso mancano investimenti pubblici adeguati da parte del Governo e della Regione Toscana per tutelare concretamente i diritti delle persone. A trarne vantaggio sono invece le grandi aziende private come Autolinee Toscane, alle quali la Regione ha affidato il servizio di trasporto pubblico regionale.
Ancora una volta la privatizzazione di un servizio pubblico è andata a discapito della qualità del servizio e delle condizioni del personale, dimostrando che il mercato non risolve i problemi, ma li aggrava. In questo caso siamo di fronte a un rincaro insopportabile che colpisce in particolare le fasce più deboli della popolazione.
Il trasporto pubblico locale è un diritto e, in quanto tale, è responsabilità dei soggetti pubblici garantirne l’efficienza. La logica delle privatizzazioni lede questo diritto, scaricando sulla cittadinanza e sui lavoratori i costi della remunerazione dei capitali privati, costi ulteriormente accresciuti dalle esigenze di competitività imposte dal regime di libero mercato.
Riteniamo altrettanto inaccettabile la richiesta della Regione che i Comuni contribuiscano maggiormente al finanziamento del trasporto pubblico, oltre a quanto già versano, aggravando ulteriormente le disparità tra i territori.
È urgente e necessaria un’azione congiunta dei Comuni nei confronti della Regione, non solo per ottenere il ritiro immediato degli aumenti, ma anche affinché il servizio raggiunga standard adeguati attraverso il necessario ammodernamento dei mezzi e nuove assunzioni di personale.
Al contempo, condividiamo le parole del Sindaco di Pistoia, Giovanni Capecchi e chiediamo un atto formale del Comune di Pistoia che chieda un rapido passo indietro della Regione Toscana. La nostra posizione è semplice: per Rifondazione Comunista è necessario avviare con urgenza un percorso per tornare a una gestione pienamente pubblica del servizio, che rimetta al centro le priorità dei Comuni e la loro capacità di scelta nella pianificazione del trasporto pubblico locale, così da rispondere realmente ai bisogni della cittadinanza.
Per noi investire sul trasporto pubblico locale è imprescindibile se si vuole costruire un modello di mobilità capace di superare il predominio dell’automobile privata, che rende le città sempre più invivibili e comporta costi ambientali enormi.
Ribadiamo ancora una volta quanto sia indispensabile garantire la mobilità delle persone e delle merci attraverso un grande piano di investimenti nel trasporto pubblico locale. Collegare le periferie al centro, le città ai territori, garantire a tutte e tutti pari accesso alla mobilità, liberare gli spazi pubblici dall’assedio delle automobili e tutelare la salute dei cittadini devono essere gli obiettivi prioritari di questa strategia.
Le risorse esistono: basta guardare a quanto l’Italia investe nelle spese militari e dirottare quelle spese verso il Trasporto Pubblico oltre che verso la Sanità pubblica.

La Segreteria provinciale di Rifondazione Comunista – S. E. di Pistoia

Pistoia, lì 18.06.2026

18/06/2026
"Se gli israeliani non donano la propria pelle o i propri organi per motivi religiosi, come è possibile che abbiano la p...
16/06/2026

"Se gli israeliani non donano la propria pelle o i propri organi per motivi religiosi, come è possibile che abbiano la più grande banca di pelle e organi del mondo? Da dove li prendono? Stanno saccheggiando un popolo fino a togliere loro la pelle".

L'attivista turca Aycin Kantoglu, membro della flottiglia umanitaria Sumud, si chiede da dove provengono gli organi e la pelle che compongono la più grande banca di donatori del mondo di "Israele".

Sabato 13 giugno a Pistoia. Rifondazione Comunista aderisce. E poi a cena per ex GKN
11/06/2026

Sabato 13 giugno a Pistoia. Rifondazione Comunista aderisce. E poi a cena per ex GKN

Rifondazione con le lavoratrici e i lavoratori della cultura11 Giugno 2026Domani, 12 giugno, ci sarà lo sciopero naziona...
11/06/2026

Rifondazione con le lavoratrici e i lavoratori della cultura
11 Giugno 2026

Domani, 12 giugno, ci sarà lo sciopero nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori della cultura, promosso dall’associazione “Mi riconosci?”, da FP Cgil, DL Cobas, CLAP, Cobas Lavoro Privato e Sial Cobas per tutti gli appalti pubblici, inclusi quelli relativi al Ministero della Cultura, e con l’adesione di Nidil Cgil (lavoratori e lavoratrici interinali/in somministrazione del Ministero della Cultura e del comparto Federculture).
Rifondazione è a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori che domani saranno nelle piazze di tante città italiane. La loro è una mobilitazione importante perché per la prima volta lavoratori dello spettacolo, dell’editoria, della produzione artistica, dei beni culturali, personale dei musei e delle biblioteche, sciopereranno insieme per chiedere un cambio di passo totale da parte delle politiche del Governo che sta tagliando i fondi a tutti i settori della cultura: maggiori investimenti pubblici, un piano straordinario di assunzioni al Ministero della cultura e nelle istituzioni culturali pubbliche, stabilizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori per porre fine alla precarietà e alle false partite iva, sicurezza sul lavoro e difesa della salute, riconoscimento della dignità del lavoro nella cultura. E lo stop ai fondi per il riarmo.
In Italia nel 2024, sono circa 843 mila i lavoratori occupati nei settori culturali pari al 3,5 % dell’occupazione totale. Ma il 41,3% (rispetto al 14,5% del totale degli occupati) sono lavoratori autonomi “senza dipendenti” vale a dire false partite iva, cioè lavoratori precari e senza diritti contrattuali e previdenziali, strutturalmente “intermittenti”. E da queste statistiche sono esclusi naturalmente i tanti lavoratori in nero, spesso definiti “volontari”.

L’Italia ha anche un altro primato, tra i tanti: è posizionata al penultimo posto nella graduatoria comunitaria per quanto riguarda il lavoro giovanile nei settori culturali: la fascia di età tra i 15 e i 29 anni è pari al 12,8% (contro il 18,1% della media europea).
Secondo un’indagine di “Mi riconosci?” nei beni culturali le tariffe orarie spesso scendono sotto i 7-8 euro lordi, con oltre metà dei lavoratori che non raggiunge i 10.000 euro annui.
Inoltre, la maggior parte dei lavoratori e delle lavoratrici dei settori culturali non riesce ad arrivare alla pensione: ai circa 308.000 lavoratori dello spettacolo nel 2023 sono state retribuite 78 ore di lavoro all’anno per lavoratore (ne occorrono da 120 a 90 per raggiungere la pensione).
L’Italia è anche il paese in cui la maggior parte del patrimonio culturale di proprietà pubblica (che rappresenta il 65% del totale) viene affidata in gestione ai privati. Solo per fare un esempio recente e che sarà una delle rivendicazioni dei lavoratori di Napoli: lo storico “Cimitero delle fontanelle” che fino al 2020 era stato gestito dal Comune con ingresso gratuito, adesso è stato affidato ad una cooperativa che lo metterà a disposizione a pagamento e che prenderà per 12 anni l’85 % delle entrate.

Da sempre Rifondazione si batte per il riconoscimento dei diritti dei lavoratori della cultura – di tutti i diritti: malattia, maternità, inabilità, infortuni sul lavoro, invalidità, ferie, disoccupazione, formazione, eccetera – perché siano considerati come “lavoro” a tutti gli effetti – e quindi anche ai fini contributivi e pensionistici – anche i periodi non retribuiti e i periodi dedicati alla formazione professionale. Che ai lavoratori dello spettacolo – come avviene per l’ “intermittenza” in Francia dal 1936 – sia garantito un reddito anche dei periodi di non lavoro.
Sostenere, riconoscere e garantire i diritti, la dignità e la professionalità dei lavoratori e delle lavoratrici della cultura vuol dire anche sostenere la lotta e tutelare chi svolge un servizio pubblico essenziale, e cioè l’accesso a tutte e a tutti alla fruizione della cultura e della conoscenza, della produzione artistica e dei beni culturali. Anche per questo siamo al loro fianco.

Stefania Brai, responsabile nazionale Cultura Partito della Rifondazione comunista/Se
Paolo Benvegnù, responsabile nazionale Lavoro Partito della Rifondazione Comunista

Indirizzo

Pistoia
51100

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