04/04/2026
BERNARDINO CAMPI HA PRESO A MODELLO LA "CROCIFISSIONE" realizzata tra il 1540 e il 1543 sulla controfacciata della chiesa di San Bassiano. Questa è la prima opera del pittore, allora poco più che ventenne. L'affresco, di notevoli dimensioni, costrinse i fabbricieri della chiesa a tamponare il rosone.
Ma Bernardino realizzò una seconda "Crocifissione" (1560 ca), dipinta su tela e ora conservata nella Badia di Fiesole (FI), in cui ripete interi gruppi di personaggi dell'affresco di Pizzighettone, sia pur rimeditando la composizione e comprimendo l'episodio in uno spazio verticale.
Il gruppo delle pie donne dell'affresco di Pizzighettone viene riproposto con identica gestualità nella "Crocifissione" di Fiesole: Maria Maddalena, in ginocchio, sostiene la mano abbandonata della Madonna. Quella di fronte cerca di sorreggere la Vergine, tenendola sotto il braccio. A destra, di spalle, la terza pia donna le trattiene dolcemente il polso e le pone una mano sul capo in segno di affetto e conforto.
A sinistra della croce, in entrambi i dipinti, campeggia la figura di Longino con la lancia nella mano destra e, nella mano sinistra, il secchiello in cui raccoglierà parte della terra del Golgota imbevuta del sangue di Cristo.
Un'altra citazione dal dipinto di Pizzighettone è il gruppo dei due cavalieri, che però nella pala di Fiesole è spostato a sinistra della croce e i due cavalieri sono raffigurati con una diversa età.
Però nell'affresco di Pizzighettone compaiono due palafrenieri , che nella pala di Fiesole mancano. La tradizione narra che nel palafreniere ritratto frontalmente Bernardino Campi avrebbe raffigurato sé stesso.
Ecco i due dipinti a confronto con cerchiati i gruppi di personaggi che si ripetono.