29/08/2026
💛💙 di Pietro Gennai
RICCHI DI CIÒ CHE ABBIAMO DONATO.
“In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e ve**re ucciso e risorgere il terzo giorno. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».
Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole ve**re dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? ... Perché il Figlio dell’uomo sta per ve**re nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni».”
(Dal Vangelo secondo Matteo, 16,21ss)
«Se qualcuno vuole ve**re dietro a me… ». Gesù detta per seguirlo condizioni da vertigine. La prima: «rinneghi se stesso». Parole pericolose, se capite male. Che non significano mortificare la propria persona, ma piuttosto: non sei tu il centro, esci dal tuo io e sconfina. Seconda condizione: «Prenda la sua croce». Una delle frasi più fraintese del Vangelo che può sembrare voglia dire di subire passivamente le inevitabili croci della vita. Ma Gesù non dice “accetta”, dice “prendi”. Non chiede di subire, sembra piuttosto l’invito a prendere attivamente ciò che incute così tanto timore. Croce, nel Vangelo, non è una malattia o una disgrazia, è la sintesi dell’intera vita di Gesù: Prendi su di te una vita che assomigli alla mia. La vocazione del discepolo non è subire il martirio, ma vivere una vita come il Maestro, essere nella vita donatore di vita; passare nel mondo facendo del bene, da creatura pacificata e amante. Terza condizione: «E mi segua». Prenda su di sé una vita così e edificheremo una magnifica umanità, quella della triplice cura: di sé, degli altri e del creato. All’orizzonte si stanno profilando i giorni della Sua passione a Gerusalemme, e Gesù li affronta scegliendo di non assomigliare ai potenti del mondo. Potere vero, potere divino, è servire. Lui è venuto a portare la supremazia della tenerezza e dell’amore, e i poteri del mondo saranno impotenti contro di essa. Chi perderà la propria vita così, la troverà. Se l’ascolti bene, senti che l’accento non è sul perdere, ma sul trovare. L’esito finale è “trovare vita”. Quella cosa che tutti cercano. Perdere per trovare. È la fisica dell’amore: se dai ti arricchisci, se trattieni ti impoverisci.
Noi siamo ricchi solo di ciò che abbiamo donato.
(liberamente tratto da "La fisica dell'amore" di Ermes Ronchi, dal sito web della Comunità di S. Maria del Cengio dei Servi di Maria)