14/07/2026
Ci siamo presi un po’ di tempo per lasciare sedimentare le emozioni di questo Torneo.
Non mentiremo: questo è stato un evento dall'organizzazione complessa, che ci ha messo alla prova e che ci ha fatto capire con quante e quali resistenze siamo chiamati a confrontarci.
Abbiamo aspettato qualche giorno proprio per capire, per non reagire di pancia e per lasciare che l’istinto diventasse informazione utile.
Ecco a cosa siamo giunti: 𝗣𝗼𝗴𝗴𝗶𝗼𝗺𝗮𝗿𝗶𝗻𝗼 𝗲̀ 𝗼𝗴𝗴𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗮𝗯𝗯𝗮𝗻𝗱𝗼𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗮 𝘀𝗲́ 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗮, 𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝘂𝗻 𝗴𝗿𝗮𝗻𝗱𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗯𝗹𝗲𝗺𝗮 𝘀𝗲𝗺𝗯𝗿𝗮 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗿𝗶𝗲𝗻𝘁𝗿𝗮𝘁𝗼 𝗲 𝗿𝗶𝘀𝗼𝗹𝘁𝗼, 𝗲𝗰𝗰𝗼 𝘀𝘂𝗯𝗶𝘁𝗼 𝘀𝗽𝘂𝗻𝘁𝗮𝗿𝗻𝗲 𝘂𝗻 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗼. Come se non meritassimo riposo, come se la nostra condizione di cittadini fosse meritevole solo di disagio. Lo abbiamo visto con questa iniziativa: lentezza burocratica, ostacoli procedurali e quant’altro.
E allora ci siamo chiesti: 𝗻𝗼𝗶 𝗰𝗵𝗶 𝘃𝗼𝗴𝗹𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗽𝗮𝗲𝘀𝗲? Che cosa vogliamo fare (ammesso che si voglia fare qualcosa!) per lui?
𝗘 𝗰𝗶 𝘀𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗼𝘀𝘁𝗶 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮𝗻𝗱𝗼𝗰𝗶 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗶 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗶, 𝗽𝗲𝗿 𝘂𝗻’𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗮 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗶𝗺𝗮𝗻𝗮, 𝗻𝗲𝗹 𝗰𝘂𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗮. 𝗔𝗹 𝗻𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝘁𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲𝘇𝘇𝗮, 𝗶𝗺𝗽𝗲𝗴𝗻𝗶, 𝗽𝗼𝗰𝗵𝗲 𝗿𝗶𝘀𝗼𝗿𝘀𝗲 𝗲 𝘁𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗶𝗳𝗳𝗶𝗰𝗼𝗹𝘁𝗮̀.
Abbiamo capito qual è la retorica vincente oggi, perché francamente nemmeno noi ci sentiamo – seppur attivi! – di giudicarla: “𝘔𝘢 𝘤𝘩𝘪 𝘮𝘦 𝘭𝘰 𝘧𝘢 𝘧𝘢𝘳𝘦, 𝘯𝘰𝘯 𝘯𝘦 𝘷𝘢𝘭𝘦 𝘭𝘢 𝘱𝘦𝘯𝘢, 𝘦̀ 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘰 𝘥𝘢 𝘢𝘣𝘣𝘢𝘵𝘵𝘦𝘳𝘦”.
Eppure, e siamo sinceri nel dirlo, noi ci siamo emozionati. Perché il nostro Torneo doveva essere un momento di 𝗔𝗴𝗴𝗿𝗲𝗴𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗥𝗶𝗻𝗮𝘀𝗰𝗶𝘁𝗮 e oltre a questo è diventato persino 𝗜𝗻𝘁𝗲𝗴𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗦𝗰𝗼𝗽𝗲𝗿𝘁𝗮.
Abbiamo rivisto persone, abbiamo visto bambini giocare e ridere. Abbiamo ascoltato musica nel cuore di Poggiomarino e cantato, ballato, scherzato, mentre i nostri atleti giocavano!
Wow.
Sarà difficile, inutile dirsi il contrario. Ricostruire un senso comunitario e di appartenenza sarà letteralmente una missione da “Prova di Coraggio”.
𝗠𝗮 𝗹𝗮 𝗱𝗶𝗳𝗳𝗲𝗿𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗹𝗮 𝗳𝗮 𝗰𝗵𝗶 𝗽𝗿𝗼𝘃𝗮.
E noi abbiamo deciso di provare.
Grazie, Poggiomarino, per questa settimana così intensa e… viva.