15/08/2026
PRELIEVI DELLA PIANURA A SCOPO IRRIGUO:
le concessioni irrigue del Piave e Brenta (risalenti a più di una settantina d’anni fa e mai aggiornate) hanno, in modi diversi tra i 2 bacini idrografici, valori previsti di prelievo molto al di sopra dell'acqua disponibile come portata naturale. Quelle del Piave, in valore fisso ogni quindicina dei mesi primavera-estate, sono tali da portare inevitabilmente i grandi invasi bellunesi di Mis, Pieve, S.Croce, a livelli inaccettabili ambientalmente e turisticamente in qualsiasi anno di apporto naturale medio-scarso. Con meccanismo diverso la cosa vale anche per Corlo e Senaiga, La cosa è evidente, eclatante, risaputa agli addetti ai lavori, che però, tranne qualche lodevole caso, fan finta di nulla. Per influsso di interessi economico-politici dominanti. Arturo Lorenzoni, Professore di Economia dell'Energia presso l'Università di Padova, ha fatto studi e proposte interessanti sulle possibilità di immagazzinamento, alternativo al laghi, dell'acqua a scopo irriguo. a quello bisogna arrivare. Oltre che alla massima razionalizzazione e risparmio della risorsa e alla revisione, urgente, delle concessioni stesse. Altrimenti continueremo a constatare il problema ambientale di cui sopra, con ripercussioni turistiche ed economiche gravi per la montagna. Cosa che ci ripetiamo da 30 anni almeno.