21/08/2026
Mondo Montagna
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𝐓𝐢𝐧𝐚 𝐌𝐞𝐫𝐥𝐢𝐧 𝐚 𝟏𝟎𝟎 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐧𝐚𝐬𝐜𝐢𝐭𝐚, 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐚 𝐞 𝐯𝐨𝐜𝐞 𝐬𝐜𝐨𝐦𝐨𝐝𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐕𝐚𝐣𝐨𝐧𝐭
Tina Merlin è stata una giornalista, scrittrice e partigiana italiana, nata a Trichiana, nel Bellunese, il 19 agosto 1926. Dopo l’esperienza nella Resistenza come partigiana, iniziò a collaborare con l’Unità, diventando una delle poche voci capaci di raccontare da vicino le inquietudini delle comunità della valle del Vajont durante la costruzione della poi famigerata diga.
A partire dal 1957 seguì la costruzione della diga e raccolse le proteste degli abitanti di Erto e Casso, denunciando i rischi legati all’instabilità della montagna e alle conseguenze dell’invaso. Nei suoi articoli segnalò più volte il pericolo rappresentato dalle frane e dall’erosione delle sponde, ma le sue denunce rimasero inascoltate dalle istituzioni.
Per il suo lavoro d’inchiesta fu persino denunciata per “diffusione di notizie false e tendenziose atte a turbare l’ordine pubblico”. Il processo si concluse con la sua assoluzione nel 1960, ma Merlin continuò a raccontare ciò che stava accadendo, nonostante le pressioni e l’isolamento.
Tre anni più tardi, il 9 ottobre 1963, la frana del Monte Toc precipitò nell’invaso e provocò la tragedia del Vajont, causando circa duemila vittime. Dopo il disastro, Tina Merlin continuò a difendere la memoria delle comunità colpite e raccolse la sua testimonianza nel libro Sulla pelle viva, pubblicato nel 1983.
Morì a Belluno il 22 dicembre 1991. La sua storia resta un esempio di giornalismo coraggioso e di impegno civile: una voce che, prima della catastrofe, ebbe il coraggio di guardare la montagna e raccontare ciò che molti non volevano vedere