associazione avente come finalità la valorizzazione del patrimonio storico - culturale e dei siti legati al primo conflitto mondiale e a promuovere la conoscenza storica in scuole e tramite convegni e manifestazioni. In concomitanza con il centenario dell’ inizio della Grande Guerra, il gruppo storico culturale "Quello che le montagne restituiscono" ha il piacere di presentare ai turisti e alla po
polazione un nuovo progetto, ovvero il ripristino dei manufatti legati al primo conflitto mondiale. L’ obbiettivo è di proporre al visitatore questi siti come una risorsa naturale e culturale, capace di favorire un turismo alternativo sensibile alla salvaguardia e alla rivalutazione delle testimonianze di storia locale. I manufatti ed i siti interessati dalle opere di restauro e risanamento sono legati al periodo iniziale del conflitto e agli scontri tra esercito Austro-ungarico e Italiano. Si desidera predisporre il percorso con segnaletica esplicativa con la posa di tabelle in legno con relativa cartellonistica in tre lingue, e alla dislocazione di numerose targhette metalliche descrittive, al fine di agevolare il visitatore nella comprensione del valore dei manufatti e delle testimonianze storiche presenti lungo il percorso. La località individuata è situata a poche centinaia di metri dalla strada provinciale di Passo Pramollo in località Gamischen e quindi in una posizione molto favorevole e facilmente visitabile da ogni tipo di escursionista. I manufatti, che costituiscono per varietà, estensione e stato di conservazione una preziosa fonte storico- culturale per un’area già contraddistinta da rara bellezza paesaggistica, offrono all’intera comunità l’occasione di riappropriarsi di una componente importante del proprio territorio e di far conoscere, attraverso iniziative culturali ed escursionistiche, l’area di Pontebba a scolaresche, amanti della natura, gruppi scientifici ed appassionati della Prima Guerra Mondiale. Con la realizzazione di un vero e proprio museo a cielo aperto, distribuito su circa 1000 metri di percorso, questo progetto potrebbe consentire di porre le basi per lo sviluppo di un polo d’indiscusso richiamo naturalistico, storico ed architettonico. Il binomio Grande Guerra- Pontebba è inscindibile per le tremende distruzioni inferte a questo paese del fronte e per le storie che su questo tema può raccontare: fatti e vicende segnati dalla storiografia ma che rimangono impresse nella cittadinanza che le ha vissute nello stesso modo in cui le storie più sentite e più amate sono quelle raccontate dai nonni e dai bisnonni. Un periodo ormai lontano ma mai talmente lontano da sfuggire all’interesse per una vicenda fondamentale che lega la popolazione al proprio passato. Simboli e cimeli ricordano l’esodo improvviso e necessario di centinaia e centinaia di persone. Lunghissime file di carriaggi attraversarono la valle, la popolazione abbandonò le proprie cose ad un triste destino, le case con la chiave sulla toppa del portone. Le bombe “amiche” e nemiche sconvolsero il paese per anni interi, sventrando edifici, sconquassando strade e distruggendo ponti. E proprio sul margine che separa il centro urbano dalle montagne, lì correvano le trincee. In trincea si doveva rimanere, attenti, vigili, con gli occhi puntati verso l’ignoto nemico, senza distrazioni! Il nemico era oltre alle barriere di filo spinato, oltre al velo di nebbia che rendeva incerto il limite tra terra e fiume; era proprio lì che il nemico poteva cogliere di sorpresa. Percorrendo i 1000 m del percorso non si può non pensare all’incrollabile determinazione dei ragazzi che hanno combattuto su queste montagne, alle giovani vite che si sono consumate per realizzare baluardi difensivi che riuscissero insieme ad imbrigliare la montagna e a tenere lontani i nemici. Baracche, trincee, teleferiche, sentieri strappati alla roccia senza alcun mezzo meccanico ed in qualsiasi condizione ambientale: ogni pietra e ogni legno ci parlano di un passato che ha resistito alle offese del tempo e testimoniano drammaticamente l’eterno conflitto tra la grandezza delle possibilità umane e l’insensatezza dei suoi intenti.