UTEL Pontedera

UTEL Pontedera Università del Tempo Libero di Pontedera. Gestisce corsi e laboratori di cultura, attività ricreative e altre iniziative per il tempo libero

LA GUERRA DI BRECHT RACCONTATA DAGLI “EROI” DI UTELDopo uno spettacolo shakespeariano prodotto ad aprile, gli “eroici” a...
28/05/2026

LA GUERRA DI BRECHT RACCONTATA DAGLI “EROI” DI UTEL
Dopo uno spettacolo shakespeariano prodotto ad aprile, gli “eroici” attori di Utel, guidati da Dario Marconcini e Giovanna Daddi, in poco più di un mese si sono audacemente cimentati con alcune pagine brechtiane dedicate soprattutto alla guerra scatenata da Hi**er in Europa. Testi classici, parole drammaticamente attuali, battute graffianti, ballate tristissime, montate con la sapienza di Marconcini, in parte lette, in parte recitate. Senza la musica di Kurt Weill e in uno spazio improvvisato. In una situazione scarna, ma che forse non sarebbe dispiaciuta a Brecht.
E' dunque in questo spazio povero, ma evocativo, che gli attori di Utel hanno recitato il monologo di Jenny la rossa e quello di Mackie Messer e la tragica poesia del fratello aviatore e la ballata della sposa di guerra; e ricordato i sogni folli dell’imbianchino che tanto richiamano le stupide dichiarazioni di oggi di un immigrato tedesco che trasformato in un palazzinaro americano ha imbambolato gli yankees e, con un linguaggio alla Mackie Messer, si è impossessato della Casa Bianca, dei suoi affari e del suo arsenale atomico. Un oggettino ben più pericoloso e letale del coltello di Mackie. Che Dio abbia pietà di noi.
Credo che chiunque conosca il lavoro di Marconcini e Daddi, il loro infinito amore per il teatro e per gli attori, il coraggio con cui si presentano in scena e la passione formativa che rivolgono verso tutti coloro che vogliono fare il teatro, non possa meravigliarsi dei risultati straordinari, al limite del miracoloso, che la coppia pontederese ha ottenuto anche presso l’UTEL. E credo che gli attori della compagnia degli "Eroi" siano stati davvero fortunati ad avere la possibilità di realizzare un percorso formativo e un incontro culturale come questo.
Ovviamente partire dalle parole di Shakespeare o di Brecht aiuta a volare alto. Sorregge anche una dizione in alcuni un po' così e così, perfino un po' smemorina o una lettura sottotono.
Ma la magia del testo, la finzione teatrale, l’illusione di recitare in un grande teatro davanti ad un pubblico attento e non distratto, tutto questo funziona. Così il Brecht che Marconcini ha frequentato per decenni prende forma. Si materializza il fantasma del drammaturgo tedesco e ci spara parole di verità (“quando un esercito marcia, alla sua testa marciano i nemici”). Una verità che si incrocia con un archetipo umano come la guerra e che non ha bisogno di spiegazioni. Le parole sono pallottole che raggiungono dritte il cuore e il cervello e fanno riflettere, se uno le ascolta con attenzione.
Davvero un regalo prezioso quello che Marconcini ci ha fatto insieme alla compagnia degli “Eroi’ di Utel.

VIAGGI DI… VERSI N. 2Giovedì scorso incontro conclusivo del gruppo di lavoro delle socie di UTEL denominato VIAGGIO NELL...
24/05/2026

VIAGGI DI… VERSI N. 2
Giovedì scorso incontro conclusivo del gruppo di lavoro delle socie di UTEL denominato VIAGGIO NELLA POESIA, guidato e ispirato dalla prof. Rossella Ciannamea.
Si tratta di un gruppo di donne (con l'aggiunta di un solo uomo), interessate a coltivare la poesia e a praticarla, che, con il coordinamento di Ciannamea, ha presentato un breve recital dedicato ad una decina di grandi poeti italiani. Poeti che in diversa misura hanno ispirato e alimentato la ricerca del gruppo.
In quel contesto ciascuna delle venti socie ha anche recitato, con coinvolgimento e partecipazione, una propria composizione, toccando le corde emotive del numeroso uditorio.
Poi, alla fine dell’incontro, prima di un simpatico rinfresco, per il secondo anno consecutivo, è stato presentato un piccolo volume che raccoglie tre testi per ciascuna delle partecipanti a questo laboratorio collettivo di creatività poetica.
La silloge è una piccola magia che raccoglie il risultato di un anno di lavoro e si configura come un prodotto davvero suggestivo. Sì, una piccola cosa certo, ma molto preziosa e che restituisce bene il valore del “viaggio poetico” che è stato svolto dalle venti socie da ottobre a oggi. Socie che in questi tre anni sono molto cresciute per intensità e qualità di scrittura e di espressione.
Le mie parole potrebbero sembrare eccessivamente elogiative. E per rendersi conto se sto dicendo il vero o esagero, bisogna leggere i testi. Cosa che si può fare chiedendo copie del volume in prestito alle bibliotecarie di UTEL.
Fatelo. Credo che vi stupirete come me della qualità dei risultati raggiunti.
(r.c.)

21/05/2026

Lunedì 25 maggio ore 15.30 lezione del prof MAURIZIO PIZZICHINI SUI VIAGGI E SUL VIAGGIARE NELLE REGIONI D'ITALIA

FESTA DI FINE ANNO ACCADEMICO
21/05/2026

FESTA DI FINE ANNO ACCADEMICO

18/05/2026

Giovedì 21 maggio ore 16,30 evento conclusivo SULLE ORME DEI POETI. TRE ANNI DI VIAGGIO NELLA POESIA. VOCI ED EMOZIONI

18/05/2026

Mercoledì 20 maggio more 15.30 le BIBLIOTECARIE presentano LETTURE PER L'ESTATE

13/05/2026

Lunedì 18 maggio ore 15.30 lezione della dr.ssa Bianca Lemmi sul tema SARCOPENIA: L'INVECCHIAMENTO MUSCOLARE, COME CONTRASTARLO.

12/05/2026
12/05/2026

Venerdì 15 maggio ore 15.30 lezione della prof. Marilena Lombardi su l'errore nell'arte.

CANTO CORALE PER UN PIANETA CHE SOFFREIeri sera al Teatro Era di Pontedera quarto spettacolo in 4 anni della compagnia T...
12/05/2026

CANTO CORALE PER UN PIANETA CHE SOFFRE
Ieri sera al Teatro Era di Pontedera quarto spettacolo in 4 anni della compagnia Terzo Tempo, formata da 16 attori rigorosamente non professionisti, tutti soci dell’Università del Tempo libero. Utel ha prodotto l’evento, ma su richiesta e ispirazione di Ecofor Service, che l'ha inserito nel suo festival annuale. Titolo della performance: la riunione. Tema centrale: un confronto corale sul futuro del pianeta e sul senso dello stare al mondo da parte di un gruppo di anziani, i soci di Utel. Regia e scrittura di Adalgisa Vavassori, che ha rielaborato materiali proposti dagli stessi attori, costruendo una messa in scena scorrevole.
Lo spettacolo nasce come saggio finale del corso annuale di formazione teatrale.
L'evento, che ha visto un successo di pubblico straordinario, mi ha suggerito alcune riflessioni che proverò però a riassumere per punti.
Intanto gli attori. Il gruppo è cresciuto. Sono tutti più consapevoli di sé e tutti molto più sicuri nello stare in scena e nel recitare la parte. Voci più alte, udibili, più chiare e scandite; maggiore mobilità individuale e collettiva sulla scena; capacità di interagire con gli altri nei tempi giusti; gestione migliore delle proprie emozioni anche di fronte a 500 spettatori. Un salto qualitativo che in quattro anni sembra un vero balzo. Recitare in 16 un copione con così tante voci differenti non era facile, ma i nostri ci sono riusciti. Complimenti al gruppo e alla formatrice regista, che ha disciplinato gli irrequieti toscani con piglio bergamasco.
Il testo? Attuale. Con un pizzico di retorica di troppo? Forse, ma reso vivo dai rimandi alle esperienze dei singoli.
Più che una “riunione”, sembrava un CANTO CORALE PER UN PIANETA CHE SOFFRE e che fatica a trovare la quadra. Un canto in cui ciascun attore dice la sua, si confronta con gli altri, difende le proprie ricette, argomenta, si contraddice e a volte litiga. Ne esce qualcosa di composito, cucito sulle esperienze dei singoli attori, legato ai loro caratteri, al vissuto e anche per questo propone posizioni diverse. A volte contrastanti. Un testo recitato da tutti, in proporzioni egualitarie, e dove tutti hanno lo spazio per sostenere le proprie idee e perfino prendersi qualche libertà. Non era facile costruire e far funzionare una “dibattito pubblico sul futuro della Terra” e renderlo digeribile a 500 spettatori in un’ora e mezzo. Senza annoiare e senza cadere in cliché da avanspettacolo. E Terzo Tempo e la regista Vavassori ci sono riusciti. Probabilmente anche Habermas l'avrebbe apprezzato.
Spettacolo troppo moralista? Direi impegnato ed etico rispetto ad una responsabilità dovuta verso le future generazioni. Ma con un dialogo che dava voce anche a posizioni rinunciatarie ed egoistiche. La bravura del gruppo è stata anche quella di rendere il senso di un confuso destino comune, animato da pessimisti e ottimisti, apocalittici e menefeghisti, nostalgici e futuristi. Tutti consapevoli che gli anziani hanno mangiato la parte più BUONA della torta.
Forse un po' troppi gli stacchetti individuali? Per me sì.
Forse si poteva mettere più pepe in qualche storia interna al gruppo? Anche.
La prima parte più fresca e spontanea mentre la seconda un po' più scontata e con un tono più calante? Così mi è sembrato.
Magari è mancata una trovata che nel finale avrebbe potuto scompaginare le premesse? Me la sarei aspettata, ma forse avrei preteso troppo.
E tuttavia, a parte queste pignolerie, direi che lo spettacolo ha funzionato, è stato applaudito in diversi passaggi e il pubblico è stato stimolato a riflettere.
Su tutto però ribadisco la crescita degli attori di Utel. Che fa presagire spettacoli futuri ancora più impegnati e più coinvolgenti.
Complimenti a chi ha cucinato la torta di ieri sera. Era davvero buona.
(r.c.)
per vedere il video dello spettacolo e farsi una propria idea: https://www.youtube.com/watch?v=TSYVXVMr6qI

Indirizzo

Via Stazione Vecchia 12
Pontedera
56025

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 12:00
15:30 - 17:30
Martedì 10:00 - 12:00
15:30 - 17:30
Mercoledì 10:00 - 12:00
15:30 - 17:30
Giovedì 15:30 - 17:30
Venerdì 15:30 - 17:30
Sabato 03:30 - 17:30

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