14/03/2026
Consiglio Comunale del 12 marzo ultimo scorso.
Perchè abbiamo votato CONTRO la mozione presentata dal Consigliere Fabrizio Bonino volta a sollecitare a livello istituzionale l'abolizione della manovra fiscale regionale di cui alla Legge Regionale 11 aprile 2025.
Pur considerando che ogni manovra fiscale viene percepita come ingiusta dal cittadino, abbiamo preferito rispondere con numeri e fatti, lontani da ogni propaganda.
Ed infatti: il MEF ha certificato, senza ombra di dubbio, che il buco di bilancio ereditato dalla precedente gestione corrisponde a 73 milioni di euro di cui 34,2 milioni di disavanzo 2024 e 38,5 per il rifinanziamento del fondo di dotazione sanitaria.
I dati del Ministero delle finanze per la manovra di bilancio 20-28 stabiliscono che: le manovre regionali sull'addizionale irpef per il 2025, approvate da Umbria, Piemonte ,Abruzzo, Emilia-Romagna e Molise risultano pari allo 0,72 per cento.
Per la fascia di reddito -imponibile lordo- fino a 28.000 € (che rappresenta il 44 per cento della popolazione umbra), NON RISULTA ALCUN aumento.
Per la fascia dai 30.000 ai 50.000 (€ il 26,5% dei contribuenti) si e' avuto un aumento entro i 96 € annui.
Cosa mira a garantire (anche) la manovra? Il governo regionale nel bilancio di previsione 26-28 ha deciso di investire in: 1) ampliamento dei livelli minimi di assistenza i c.d LEA 2) acquisto di vaccini per la prevenzione del virus sinciziale respiratorio nei neonati 3) introduzione del codice ENI CODICE EUROPEO NON ISCRITTO , un tesserino sanitario regionale che garantisce cure urgenti, essenziali o continuative ai cittadini comunitari indigenti non iscritti al SSN e privi di assicurazione ( eravamo l'unica regione a non averlo adottato).
Parliamo dunque di una Sanità (quella pubblica regionale) che vuole garantire servizi universali, welfare, inclusione e benessere.
Entro il 2026 verranno aperte 14 case di comunità in Umbria ristrutturate con fondi PNRR , ma che rischiano di rimanere contenitori vuoti se non si integrano di personale, e strumentazione.
Tutto questo mentre la percentuale di riparto in favore della Regione per i nuovi criteri stabiliti dal Governo centrale, passa dal 2,03 all'1,88 per cento del fondo, andando di netto a tagliare 10 milioni di euro.
Ancora tagli alla Sanità pubblica, mentre si rimpinguano le casse di quella privata. Vogliamo parlarne?