01/09/2026
È mattina quando i partigiani porcaresi si ritrovano alla stazione ferroviaria. Li guida Arcangelo Toschi. È il 4 settembre 1944.
Da lì si muovono verso via Leccio e raggiungono via Fossanuova, dove si trovano le truppe alleate. Poi il ritorno verso il paese: i partigiani davanti, il capitano americano sulla jeep e, dietro, il reparto alleato.
In paese intanto suonano le campane. Quelle grandi erano state requisite durante la guerra per essere fuse: a chiamare la popolazione in piazza restano le due più piccole.
Quando il corteo arriva davanti al Municipio trova centinaia di persone ad aspettarlo. Ci sono i porcaresi e molti sfollati che nei mesi della guerra avevano trovato riparo in paese. La paura lascia spazio alla gioia.
Dalla terrazza del Municipio Arcangelo Toschi chiede silenzio e pronuncia parole nette: “Da questo momento siamo un popolo libero”.
Ma insieme alla libertà arriva subito un altro messaggio: nessuna vendetta, nessuna giustizia personale. Chi aveva subito violenze e soprusi avrebbe dovuto affidarsi alla giustizia.
È così che Porcari entra nel suo primo giorno di ritrovata libertà.