01/09/2026
FALAMYA: IL MURO DELL’APARTHEID STA UCCIDENDO LA TERRA PALESTINESE
Falamya è un villaggio palestinese situato nel governatorato di Qalqilya, nella Cisgiordania nord-occidentale, a pochi chilometri a nord-est della città di Qalqilya e vicino alla Linea Verde.
Qui la maggior parte delle terre agricole del villaggio si trova dall’altra parte del muro israeliano.
Ahmad Ghassan Jamil Zaher racconta una realtà fatta di cancelli militari, permessi negati e continui divieti. Ogni volta che accade qualcosa nella zona, Israele chiude gli accessi e impedisce agli agricoltori di raggiungere i propri campi.
Persino irrigare la propria terra diventa un atto sottoposto all’autorizzazione dell’occupante. Per far passare un tubo attraverso il muro, riparare una conduttura o portare acqua alle piante è necessario il cosiddetto “coordinamento”. Le tubature risalgono agli anni Cinquanta, si rompono frequentemente, ma intervenire senza il permesso israeliano è vietato. Nel frattempo le coltivazioni rimangono senz’acqua e gli alberi muoiono.
Prima della costruzione del muro, questa era una grande area coltivata ad agrumi e alberi da frutto. Oggi vaste porzioni di terra si sono seccate. Prima del 7 ottobre arrivavano agricoltori anche dai villaggi vicini; ora appena 25 o 30 persone riescono a ottenere il permesso per attraversare il muro. Lo stesso Ahmad, che possedeva un’autorizzazione mai revocata, dal 7 ottobre non ne ha più ricevuta una.
Questa non è semplice burocrazia. È una strategia coloniale: separare i palestinesi dalle loro terre, impedire loro di coltivarle, lasciare morire gli alberi e trasformare campi fertili in terreni apparentemente “abbandonati”, pronti per essere confiscati.
Il colonialismo israeliano non avanza soltanto con i carri armati e gli insediamenti. Avanza anche attraverso un cancello chiuso, un permesso negato, una conduttura che non può essere riparata e una pianta lasciata morire di sete.
Ma da Falamya arriva anche un messaggio di resistenza:
«Per quanto possiamo, facciamo del nostro meglio per continuare. Non ci arrenderemo».
Difendere la terra significa difendere la memoria, l’identità e l’esistenza stessa del popolo palestinese.
La Palestina resiste. La Palestina non si arrende.