10/05/2025
Tra Carta Smeraldo, appalto HERA e disagi per i cittadini… a chi conviene?
A fine Febbraio, dopo aver più volte discusso ed argomentato nei vari Consigli Comunali che hanno lentamente ma inesorabilmente spianato la strada a questo progetto tutto “made in Hera”, come gruppo abbiamo depositato un’interrogazione per avere un quadro il più possibile preciso sull’argomento, per quanto, si sa, su certi argomenti arrivano spesso delle “risposte-non-risposte”..
Andiamo con ordine, ecco un po’ di dati:
A parte quanto extra capitolato (le varie bonifiche di quando qualche id**ta semina rifiuti in giro) il Comune di AltoReno Terme spendeva 1.046.949€ per 234 punti di raccolta su tutto il territorio.
Con la nuova brillante gestione con carta Smeraldo si spenderà 1.086.238€ con però solo 171 punti di raccolta, e sempre al netto delle spese extra capitolato che verosimilmente andranno ad aumentare.. e il motivo è ovvio, no?
Quindi ricapitoliamo.. .una diminuzione di circa il 37% dei punti di raccolta ma con un aumento di circa 3,7% dei costi fissi.. base.. escluse le prestazioni extra.
Ovvero.. lavoro circa il 40% IN MENO, e oltretutto aumento di quasi il 4% il compenso.. mica male! Ci sto anche io!
E nei comuni che invece andranno in modalità carta smeraldo e diranno che non c’è stato nessun aumento dei costi per i cittadini (mi pare Marzabotto, ma anche altri nella provincia), sappiate che effettivamente magari la TARI non aumenta, ma quel quasi 4% in più Hera lo vuole.. e i comuni lo pagheranno in qualche voce del bilancio consuntivo.
E quindi.. che venga dal capitolo TARI o da un’altra voce di bilancio, vorrei ricordare che sono sempre soldi dei cittadini.
Oltre alle maggiori spese per un servizio più scomodo e inadeguato, al netto del sistema fallimentare che ha obbligato l’acquisto di nuovi cassonetti appositamente studiati e prodotti per questo sistema, facciamo un giochino?
Indovinate chi ha progettato e chi produce questi nuovi cassonetti… dai che è facile…
Un indizio è che furono presentati alla fiera Ecomondo già, se non sbaglio, nel 2019…
Poi c’è il discorso informazione alla cittadinanza: Hera, nel capitolato, ha anche inserito i costi per una massiccia campagna informativa ai cittadini… campagna fatta e non fatta… non basta fare incontri coi cittadini se poi non si spiega COME differenziare e COSA è rifiuto da differenziare (e cosa non lo è)… gli incontri nelle scuole non pervenuti.. indicazioni di metodo idem.. insomma, bene ma non benissimo. Però se questa “formazione e informazione” viene pagata e compresa nel bando.. se non la fai o non ne fai abbastanza, devi togliere quei costi dall’appalto tesoro mio..
Ma, a onor del vero, all’incontro che si è tenuto in occasione di un consiglio di frazione in quel di Lama di Reno (Marzabotto), si è palesato un “responsabile tecnico” di Hera venuto appositamente per quanto sopra.
Responsabile che ha spiegato, e chi c’era se lo ricorda bene, che “purtroppo questo sistema è dovuto alla normativa europea…”, mettendo quindi a tacere ogni eventuale obiezione.. perché si sa.. se lo dice l’Europa…noi poveri mortali cosa possiamo fare?
E quindi nell’interrogazione depositata abbiamo chiesto espressamente: “si chiede di sapere a quali normative ed articoli fanno riferimento per giustificare questo aggravio di impegno per i cittadini”.
E, non ci crederete.. è incredibile come a parole sembri una cosa, ma dovendola mettere nero su bianco succede che la risposta sia che “Non esiste una norma europea che imponga direttamente ai comuni italiani una soglia minima di raccolta differenziata, né che preveda sanzioni dirette ai Comuni in caso di mancato raggiungimento di tale obiettivo”.
Ma quindi, tutta questa complicazione, questo aggravio nel (dis)servizio per i cittadini, queste complicazioni… cui prodest?
Che la differenziata sia eticamente una pratica corretta, siamo tutti d’accordo.. certo bisognerebbe spiegarlo anche alla Cina, all’India, agli Stati Uniti e a tutti i grandi inquinatori del mondo, visto che noi in percentuale contiamo ben poco.. ma diciamo che vogliamo dare il buon esempio.
Qui però abbiamo uno scenario in cui i cittadini vengono a subire una riduzione dei punti di conferimento di quasi il 40% a favore (dice Hera) di percorsi ottimizzati per una migliore gestione dei camion della raccolta…
Siamo in presenza di una riduzione di servizio di quasi il 40% a cui corrisponde addirittura un aumento di quasi 4% della spesa;
Filosofia a parte, parliamo anche del disagio e della scomodità per i cittadini, perché gli imballaggi dei prodotti sono sempre più abbondanti, e non tutti hanno la possibilità o il tempo (o lo spazio in casa!) di fare una buona differenziata.. e poi c’è chi ha problemi di disabilità.. ci sono gli anziani.. ci sono categorie fragili.. ci sono anche turnisti che magari alle 4 di notte dopo 8-10 ore fuori casa vogliono solo andare a letto.
Quando poi, sempre filosofia a parte, esistono da decenni dei sistemi di differenziazione automatica che consentirebbero di arrivare a percentuali di differenziata superiori al 90% (fisicamente irrealizzabile dal normale cittadino).. sono sistemi automatici o semiautomatici che in base al peso dei vari elementi, li separano automaticamente (di solito sono idraulici, balistici o un mix di entrambi).
Un sistema automatizzato renderebbe oltre il 90% (contro il 60% raggiunto a fatica dai cittadini), toglierebbe del “lavoro non pagato” agli utenti e probabilmente avrebbe costi inferiori rispetto agli attuali, perché a parte la raccolta che rimane uguale, tutta la separazione sarebbe meccanizzata.
IMPOSSIBILE!! FANTASCIENZA!!
Beh.. in realtà da decenni ormai ci sono sistemi come THOR (Total house waste recycling) o Arrow-BIO.. si chiamano sistemi TMB (trattamento meccanico biologico) che ELIMINANO la necessità di raccolta differenziata (ci pensa il sistema in autonomia).
Hanno costi di realizzazione e di gestione molto inferiori a quelli cui siamo abituati, inoltre il conferimento e trattamento dei rifiuti costa circa 1/3, e in più producono materiali reciclati di qualità maggiore (selezione automatica nell’impianto), possono produrre biogas e fertilizzanti.. insomma, oltre a smaltire, recuperano e producono anche ricchezza.
Troppo bello? Vero.. però sapete a chi potremmo chiedere come funzionano queste macchine?
Ma come a chi.. a HERA naturalmente!
Sì perché Hera, già nel 2014… sì, oltre dieci anni fa… si era dotata di un impianto simile, per la separazione automatica di alcuni tipi di rifiuti.. fonte?
Sito istituzionale Hera: https://storia.gruppohera.it/impianto-selezione-rifiuti-granarolo/
Con un investimento di oltre 11 milioni di euro.
Ricapitoliamo.. si potrebbe avere una differenziazione dei rifiuti con minimo disagio per i cittadini, minori costi e maggiore qualità. Anzi, probabilmente con anche ricadute economiche favorevoli sui Comuni, SE i comuni non fossero diventati dei meri azionisti e pensassero un pochino anche al benessere dei propri cittadini.
Considerando che “gratis non scodinzola neanche il cane”.. evidentemente una qualche ragione a noi ignota ci deve pur essere…
Questi sono fatti, numeri e documenti. Che ognuno tragga le proprie conclusioni.
Un saluto differenziato a tutti.
Daniele Cipollini
Inaugurato a Granarolo, l’impianto è frutto di un investimento da 11 milioni per la piattaforma di selezione dei rifiuti secchi da 100 mila tonnellate/anno che tratterà la raccolta differenziata di Bologna, destinata a rapida crescita. Dotazione tecnologica unica in Italia, con lettura ottica e ...