19/07/2016
Porretta Soul Festival: 29° edizione
Avere un “anima nera” non sempre è una qualità negativa. E’ questo il caso di Graziano Uliani, da sempre appassionato di musica Soul e Rhythm and Blues,fondatore e “patron” del Porretta Soul Festival, creato in memoria di Otis Redding. Questo evento, probabilmente il piu’ importante nel suo genere al di qua dell’oceano, nacque a seguito di una piccola bugia raccontata da Uliani a Salomon Burke. In occasione di un concerto dell’artista a Zurigo, Uliani lo incontrò e gli disse di essere il fondatore di un suo fan club. Le cronache raccontano che l’artista, a margine del concerto, lo chiamò sul palco, presentandolo come presidente del suo fan club italiano.
L’amore per questo genere musicale e la volontà di non deludere il proprio idolo fecero il resto: la bugia divenne determinazione e realtà. Tra mille difficoltà e in sordina partì nell’87 la prima edizione di quello che sarebbe diventato il Porretta Soul Festival, da una esibizione del “Re”( The King), Salomon Burke, al Castanea di Porretta Terme.
Lungo i 28 anni che ha percorso questa manifestazione molti sono gli artisti, anche italiani, che vi hanno preso parte. Alcuni rimanendone indelebilmente affascinati.
Due nomi su tutti: Zucchero Fornaciari e Giorgia. Soprattutto il primo vedrà il proprio modo di fare musica pesantemente condizionato dal rapporto professionale e di amicizia con Rufus Thomas e i Memphis Horns. Molti i personaggi del mondo dello spettacolo e della politica che in questi anni diventeranno “supporters” della manifestazione:
Renzo Arbore, Piero Chiambretti, Beppe Grillo, Roberto Maroni. Quest’ultimo presente a piu’ di una edizione con la sua band, Distretto 51 & The Capric Horns di Varese.Robert (Bobo) Maroni, siederà poi, per una sola volta, tra i banchi del consiglio comunale di Porretta, nello stesso periodo in cui fu ministro degli interni.
Nei prossimi giorni si celebrerà la 29° edizione del Porretta Soul Festival e a noi non rimane che augurare un proficuo lavoro all’instancabile Uliani e ai suoi collaboratori che, per la maggior parte, sono gli stessi delle prime edizioni. Sovviene spontanea una considerazione: a volte una bugia detta a fin di bene è piu’ “produttiva” di mille fulgide verità.
In bocca al lupo Graziano!