31/08/2026
𝗦𝗮𝗻𝗶𝘁𝗮̀, 𝗯𝗮𝘀𝘁𝗮 𝘀𝗰𝗮𝗿𝗶𝗰𝗮𝗿𝗲 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗧𝗼𝘀𝗰𝗮𝗻𝗮: 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗯𝗹𝗲𝗺𝗮 𝗲̀ 𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲
Sulla sanità serve chiarezza. Da Fratelli d’Italia arrivano attacchi alla Regione Toscana e si cerca di attribuire alle amministrazioni regionali tutte le difficoltà del sistema sanitario. Ma i dati e le stesse dichiarazioni del Ministero della Salute raccontano una situazione molto più complessa.
Dire che la spesa sanitaria è aumentata non basta. Bisogna guardare a quanto pesa sul PIL: sotto questo profilo, il finanziamento della sanità pubblica è in calo e rischia di scendere sotto livelli considerati necessari per garantire servizi adeguati. E c’è una domanda che il Governo dovrebbe spiegare: se le risorse stanziate fossero davvero sufficienti, perché il Ministro della Salute Schillaci ha chiesto altri 5-5,5 miliardi di euro per personale, Case di comunità, liste d’attesa, prevenzione e ospedali?
È evidente che il problema non può essere scaricato semplicemente sulle Regioni.
Prendiamo le Case di comunità. Costruire una struttura non significa automaticamente garantire un servizio. Servono medici, infermieri, professionisti e risorse. La carenza di personale sanitario è un problema nazionale e riguarda anche la capacità dello Stato di formare, assumere e mettere a disposizione le professionalità necessarie.
Lo stesso vale per la situazione dei medici di medicina generale all’Argentario. I disagi dei cittadini sono reali e devono essere affrontati. Ma trasformare una difficoltà concreta nella prova del “fallimento” della sanità toscana significa semplificare un problema che ha dimensioni molto più ampie.
Noi crediamo che sulla sanità servano responsabilità e collaborazione tra le istituzioni, non una continua ricerca del colpevole.
Per questo abbiamo apprezzato l’atteggiamento del sindaco, orientato alla collaborazione e alla ricerca di soluzioni concrete. È invece sbagliato l’atteggiamento di chi, come alcuni esponenti di Fratelli d’Italia, utilizza ogni difficoltà per attaccare la Regione e trasformare la sanità in uno scontro politico.
La Toscana, intanto, continua a investire: sono previsti altri 30 milioni di euro per interventi e investimenti sanitari, facendosi carico anche di esigenze che richiederebbero un adeguato sostegno nazionale.
Per questo chiediamo al Governo risposte precise:
• Quante risorse vengono realmente destinate alla sanità in rapporto al PIL?
• Come verrà finanziato il personale necessario per rendere operative le Case di comunità?
• Come si intende affrontare la carenza di infermieri e degli altri professionisti sanitari?
• Quali risorse saranno stanziate per ridurre davvero le liste d’attesa?
La Regione Toscana deve certamente assumersi le proprie responsabilità, ma non può essere trasformata nel capro espiatorio di problemi che riguardano l'intero Servizio Sanitario Nazionale. La sanità non si difende con gli slogan o con la propaganda politica. Si difende con risorse adeguate, personale, servizi territoriali efficienti e scelte concrete.
Se Fratelli d’Italia vuole parlare seriamente di responsabilità, allora guardi anche a Roma. Perché la sanità è un diritto nazionale e il Governo deve fare la sua parte.