12/01/2026
🔴🔴🔴COMUNICATO STAMPA🔴🔴🔴
Condividiamo l’intervista integrale
di Sean Wheeler, ex Sindaco del M5S a Porto Torres. Apparsa ieri su La Nuova Sardegna.
Cogliamo l’occasione per ringraziare la redazione e il giornalista Gavino Masia.
Buona lettura.
🔴 Quali sono le priorità economiche e sociali per far ripartire Porto Torres?
Serve rimettere ordine nelle priorità: lavoro, servizi essenziali, decoro urbano e una programmazione seria. Porto Torres ha bisogno di una strategia complessiva, non di interventi a spot.
Un esempio di misura efficace è il Reddito Energetico, nato qui: ha aiutato le famiglie, sostenuto l’economia locale e dato un indirizzo preciso sul fronte ambientale.
Con i dovuti aggiornamenti sarebbe uno strumento sicuro su cui puntare.
Accanto a questo, non si può ignorare l’emergenza abitativa e sanitaria. La chiusura del dormitorio e del CIM sono segnali gravi, che colpiscono le persone più fragili e mostrano una preoccupante mancanza di programmazione sociale. Senza il diritto alla casa e alla salute, parlare di rilancio resta un esercizio astratto.
Quello che oggi manca è il coinvolgimento dei cittadini: spesso i disservizi – dall’acqua alla plastica – vengono comunicati solo il giorno prima e senza spiegazioni.
Una comunità informata partecipa, una comunità lasciata all’ultimo minuto si sfiducia. Serve più trasparenza e più ascolto.
🔴 I lavori del porto sono al passo con i tempi?
C’è da chiedersi se i progetti in essere siano al passo con i tempi. Con i lavori che durano da decenni, non si può stare al passo con i tempi.
Abbiamo un passo molto lento e sempre in ritardo.
Il porto è la nostra infrastruttura strategica. I lavori stanno andando avanti, ma non con la velocità e il coordinamento che una città come la nostra merita.
Negli ultimi anni è mancata una regia forte tra Comune, Regione e Autorità Portuale. Bisogna programmare pensando ai prossimi vent’anni: traffici, logistica, collegamenti, turismo.
Senza un porto efficiente non riparte né l’economia né l’attrattività della città.
Lampante è l’esempio della segnaletica portuale che indica la fuoriuscita immediata dalla città orientando il turista via per altre mete.
🔴 L’Asinara oggi risponde agli obiettivi di valorizzazione?
Dopo cinque anni di mandato ho pensato che il problema fossi io: come Sindaco non allineato ai giochi della politica pensavo di essere stato un ostacolo.
Invece sono passati altri cinque anni e tutto rimane un problema immenso. Tutto rimane complesso, immobile, lento, farraginoso.
Sembra che parallelamente a tutti gli sforzi profusi per tenere aperto l’isola Parco, vi siano forze contrarie che remino contro per chiudere il Parco Nazionale.
Senza una governance stabile non si possono fare investimenti mirati, né sviluppare un progetto di valorizzazione coerente.
L’isola ha potenzialità enormi, ma servono scelte condivise e un piano unitario. Oggi il rischio è che venga valorizzata solo in parte.
🔴 Industria: quale futuro?
Fondamentale sarà cambiare radicalmente postura nei confronti di tutti gli interlocutori: multinazionali e Governo Nazionale.
Noi siamo un territorio che più dei benefici ha subìto i danni: le vite umane, lo scempio territoriale e ambientale, la depressione economica.
Per esempio Eni: é diventata troppo ingombrante. Faccia le bonifiche che deve fare e poi se vuole lasci il territorio.
Il futuro industriale non può essere lasciato all’improvvisazione. Oggi non c’è una direzione definita: chimica verde? logistica? innovazione?
L’area industriale ha ancora un ruolo fondamentale, ma servono investimenti veri e un dialogo costante con Regione e Governo.
Porto Torres può essere un polo di innovazione e sostenibilità, ma é il territorio che deve decidere dove si vuole andare. L’incertezza è il nemico peggiore.
🔴 Porto Torres può definirsi una città turistica?
Oggi, con sincerità, non ancora.
Le potenzialità sono enormi, ma manca un progetto coordinato. Servono servizi, accoglienza, decoro, collegamenti tra porto, centro, musei e Asinara.
Una città turistica non nasce per caso: si costruisce con continuità e organizzazione. Porto Torres può diventarlo, ma serve un piano chiaro e costante.
🔴 Vuole aggiungere una considerazione finale sul metodo amministrativo?
Più che criticare, vorrei sottolineare un punto: i cittadini devono essere coinvolti.
Che si tratti di acqua, rifiuti o scelte urbanistiche – come la demolizione della scuola e il destino delle altre strutture – le persone meritano spiegazioni e partecipazione.
Lo stesso vale per i servizi sociali e sanitari: decisioni che incidono sulla vita quotidiana non possono essere comunicate all’ultimo momento o senza confronto.
Tanti affidamenti diretti, pur se formalmente legittimi, sono politicamente inopportuni e rappresentano un cattivo esempio di etica pubblica.