Antiquarium Turritano Porto Torres

Antiquarium Turritano Porto Torres Pagina Ufficiale dell' "Antiquarium Turritano" e dell'Area Archeologica di Turris Libisonis🏛.

L'Antiquarium Turritano, inaugurato nel 1984, presenta materiali archeologici che documentano le diverse fasi di vita della città romana di Turris Libisonis, secondo Plinio il Vecchio l’unica colonia romana della Sardegna. L’appellativo di Colonia Iulia, indica che essa fu fondata su iniziativa di Giulio Cesare o del figlio adottivo Ottaviano, intorno al 46 a.C. La città moderna si è sviluppata so

vrapponendosi parzialmente a quella antica ed alle sue aree funerarie. Gli scavi, effettuati nel corso degli anni, hanno messo in luce lunghi tratti di strade urbane e resti, talvolta monumentali, di edifici pubblici e privati, consentendo il recupero di numerosi reperti, riguardanti diversi aspetti della vita dei cittadini turritani. Alcuni di notevole interesse sono qui esposti: la maschera del Satiro, l’ara di Bubastis, la statuetta di Cautopates, attestanti la presenza di varie ideologie religiose; i gioielli e i sarcofagi, pertinenti alla sfera funeraria; manufatti ceramici e vitrei, relativi alla quotidianità. Ciò testimonia la grande importanza, in epoca romana, della città, la quale rivestì sicuramente un ruolo di primo piano sia da un punto di vista economico, per la presenza del porto, sia in ambito politico. Oltre al Museo, dal 2013 è possibile visitare una parte dell'area archeologica dell'antica città di Turris Libisonis: le Terme Centrali, con percorso all'interno del frigidarium e lungo il perimetro esterno dell'impianto termale, con passeggiata sul cardo, la strada romana; il decumano e la Domus di Orfeo.

La natura in tutto il suo splendore si riprende i suoi spazi nell'area archeologica di Turris Libisonis. Le nostre belli...
26/08/2026

La natura in tutto il suo splendore si riprende i suoi spazi nell'area archeologica di Turris Libisonis. Le nostre bellissime bouganville in piena fioritura.

Direzione regionale Musei Sardegna

"Ho fatto male?"(cit.)Durante alcune ricerche su Turris nel ricco archivio della Soprintendenza ABAP di Sassari, abbiamo...
20/08/2026

"Ho fatto male?"(cit.)
Durante alcune ricerche su Turris nel ricco archivio della Soprintendenza ABAP di Sassari, abbiamo ritrovato la corrispondenza fra il soprintendente Ercole Contu e l'associazione "Italia Nostra": era il novembre del 1970 e la redazione scriveva lamentandosi di "costruzioni irregolari" all'interno dell'area archeologica della città romana di Turris Libisonis.
La risposta di Contu, precisa e puntuale, "[..]ho varato la costruzione dell'Antiquarium Turritano".
Alla corrispondenza era allegato l'articolo originale della Nuova Sardegna corredato di un bellissimo prospetto del futuro museo di Porto Torres. Sotto, la didascalia:
"Il disegno prospettico dell'Antiquarium, della zona archeologica di Re Barbaro lambita, come si vede, dalla strada ferrata Cagliari-Porto Torres".
Un piccolo tassello di una storia lunga e affascinante che dall'antica Roma arriva fino a noi. Stay tuned!

Italia Nostra
La Nuova Sardegna
Direzione regionale Musei Sardegna
Soprintendenza Sassari e Nuoro

Tutti al mare?🩴Oggi ci spostiamo lungo il litorale di Sorso, famoso per i suoi "pettini" (discese alle spiagge) e per il...
14/08/2026

Tutti al mare?🩴
Oggi ci spostiamo lungo il litorale di Sorso, famoso per i suoi "pettini" (discese alle spiagge) e per il buon vino, noto già da tempi antichi. Ce lo testimonia questo bellissimo mosaico ritrovato a pochi km da Porto Torres, nel sito tardo-romano di Santa Filitica, dove le ciabattine rappresentate, probabilmente, non servivano per recarsi in spiaggia ma per frequentare le terme: infatti la tecnica dell'ipocaustum, che permetteva di riscaldare l'acqua e gli ambienti, pavimento delle vasche compreso, rendeva necessario l'utilizzo di calzature di legno per evitare scottature.
Il mosaico è visitabile all'interno del palazzo Baronale di Sorso, sede anche del Museo Biddas.

Mosaico di Santa Filitica III-IV sec., Sorso

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Biddas • Museo dei villaggi abbandonati della Sardegna

Nella giornata internazionale dedicata al gatto, protettore di ogni area archeologica che si rispetti, l'Ara di Bubasti,...
08/08/2026

Nella giornata internazionale dedicata al gatto, protettore di ogni area archeologica che si rispetti, l'Ara di Bubasti, conservata all'Antiquarium, ci ricorda la commistione di culti nella civiltà romana, in particolare quelli orientali ed Isiaci.
Non dimentichiamo naturalmente di celebrare i due scrocconi patentati dell'area archeologica di Turris Libisonis.
Ma in fondo in fondo gli vogliamo bene, oggi in particolare 🐈‍⬛


Direzione regionale Musei Sardegna

La riconoscete? È una stadera, un oggetto che non è cambiato nei secoli, anche se, forse, siamo l'ultima generazione che...
07/08/2026

La riconoscete?
È una stadera, un oggetto che non è cambiato nei secoli, anche se, forse, siamo l'ultima generazione che ha visto i propri nonni usarla.
Qui al museo ne conserviamo parte di un esemplare di età tardo antica, realizzato in bronzo.
La stadera era una bilancia composta da una lunga asta a sezione quadrata con un anello saldato per l'inserzione del gancio di sospensione nella parte superiore, mentre in quella inferiore si inserivano delle catenelle di sostegno del piatto per la pesata (nel nostro esemplare è mancante).
Usata per pesare merci ed oggetti preziosi, faceva parte del corredo funerario di una delle tombe scavate nella roccia calcarea nel complesso ipogeico dello Scoglio Lungo.

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I mosaici si fanno belli.Ogni giorno, pazientemente, centimetro per centimetro. Sui mosaici della Domus di Orfeo si effe...
01/08/2026

I mosaici si fanno belli.
Ogni giorno, pazientemente, centimetro per centimetro. Sui mosaici della Domus di Orfeo si effettua infatti un lavoro certosino, per liberare ogni singola tessera da incrostazioni e impurità e rivelare ed avvicinarsi, per quanto possibile, ai colori originari.
I mosaici erano costituiti da frammenti di rocce di vari colori, ed impreziositi da tessere in pasta vitrea, al fine di ottenere una maggiore gamma cromatica.

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ALES Arte Lavoro e Servizi

Il nodo gordiano è un'immagine piuttosto diffusa nei mosaici romani, e lo ritroviamo anche nella pavimentazione della do...
29/07/2026

Il nodo gordiano è un'immagine piuttosto diffusa nei mosaici romani, e lo ritroviamo anche nella pavimentazione della domus di Orfeo.
Simbolicamente rappresenta un problema intricato e di difficile soluzione. La leggenda narra che Alessandro Magno, invece di sciogliere l'impossibile nodo che legava il carro del re Gordio, lo recise di netto con la sua spada, risolvendo la questione con un'azione drastica.

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Sotto il segno del (sol)leone 🦁 Entriamo nel segno del Leone, ampiamente rappresentato nell'iconografia romana, uno dei ...
25/07/2026

Sotto il segno del (sol)leone 🦁
Entriamo nel segno del Leone, ampiamente rappresentato nell'iconografia romana, uno dei simboli del potere per eccellenza.
Qui lo vediamo rappresentato nella decorazione di alcune lucerne, manufatti in ceramica che fungevano da strumenti di illuminazione di uso comune nel mondo antico. Attraverso l’uso di uno stoppino, veniva bruciato dell’olio o del grasso animale, posto all’interno della piccola vasca centrale. A partire dall’età repubblicana e per l’influsso degli elementi greci presenti in Italia, le lucerne cominciano ad essere realizzate con una decorazione a matrice, scatenando la fantasia dei ceramisti che rappresentavano su questi manufatti le più disparate immagini.

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Gemelli diversiLe urne cinerarie nell'antica Roma venivano fatte in serie e poi personalizzate a richiesta. Eccone un es...
22/07/2026

Gemelli diversi
Le urne cinerarie nell'antica Roma venivano fatte in serie e poi personalizzate a richiesta. Eccone un esempio: riconoscete l'urna dedicata a Rufus esposta all'Antiquarium Turritano e l'urna presente al Museo Nazionale Romano di Roma?
Destra o sinistra? Attenzione c'è un piccolo indizio, è facile!

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Un ponte per l'eternità Alcuni scatti del ponte romano sul Rio Mannu, che collegava Turris Libisonis alle fertili pianur...
16/07/2026

Un ponte per l'eternità
Alcuni scatti del ponte romano sul Rio Mannu, che collegava Turris Libisonis alle fertili pianure della Nurra, probabilmente realizzati negli anni 30 del 900, poiché ritraggono le due fornaci della ex Ferromin in costruzione.
Il ponte, edificato nei primi decenni di vita della Colonia Iulia Turris Libisonis, imponente per la sua monumentalità, si caratterizza per le sette arcate a raggio decrescente verso est e un’estensione in lunghezza di circa 135 metri per una larghezza di circa 6.
Sempre utilizzato nei secoli, fino a metà degli anni 80 fu il collegamento fra la città e la zona industriale.
Oggi, ha subito una rimozione dello strato di asfalto e a breve sarà riaperto al traffico pedonale. In attesa di poterlo di nuovo ripercorrere così come facevano gli antichi romani, ne ammiriamo da lontano le bellissime arcate.
Direzione regionale Musei Sardegna

Indirizzo

Via Ponte Romano, 99
Porto Torres
07046

Orario di apertura

Martedì 09:00 - 16:00
Mercoledì 09:00 - 16:00
Giovedì 09:00 - 16:00
Venerdì 09:00 - 16:00
Sabato 09:00 - 16:00

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