11/11/2025
𝗜 𝗰𝗮𝘀𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗮 𝗽𝗲𝘀𝗰𝗮: 𝗮𝗿𝗰𝗵𝗶𝘁𝗲𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗹𝗮𝗴𝘂𝗻𝗮 𝗲 𝗺𝗲𝗺𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼
Immersi nel paesaggio unico del Delta del Po, i casoni da pesca raccontano una storia antica fatta di acqua, vento, silenzio e lavoro.
Queste costruzioni semplici ma robuste, spesso realizzate in legno e canna palustre, nascevano come rifugi temporanei per pescatori e cacciatori nelle aree lagunari. Isolati, essenziali, mimetizzati tra i canneti, i casoni erano centri operativi e abitativi stagionali, ma anche luoghi di socialità e trasmissione di saperi.
𝗨𝗻 𝗽𝗮𝘁𝗿𝗶𝗺𝗼𝗻𝗶𝗼 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝘃𝗶𝘃𝗼
Oggi alcuni casoni sono ancora utilizzati per la pesca, altri sono stati recuperati e valorizzati come simboli identitari del paesaggio deltizio, visitabili in percorsi turistico-culturali che permettono di riscoprire antichi mestieri, attrezzi da pesca e storie di comunità.
𝗔𝗿𝗰𝗵𝗶𝘁𝗲𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗲𝗻𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼
Realizzati con materiali naturali, spesso a impatto ambientale quasi nullo, i casoni rappresentano un esempio di architettura spontanea e resiliente, in equilibrio con le condizioni climatiche e idrologiche del Delta.
𝗗𝗼𝘃𝗲 𝘃𝗲𝗱𝗲𝗿𝗹𝗶?
Tra le zone dove è ancora possibile osservare casoni tradizionali: Porto Levante, la Sacca degli Scardovari, Valle Ca’ Pisani, Comacchio e le sue valli e lungo gli argini delle lagune interne.
Passeggiare vicino a un casone significa entrare in contatto con una memoria viva, fatta di relazioni con la natura, il tempo lento e il sapere antico di chi il Delta lo ha abitato e modellato con rispetto.
Foto: Vanni Lazzari, CC BY‑SA 4.0, via Wikimedia Commons
Link alla foto: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Valli_di_Comacchio_-_Casoni_Serilla.jpg