03/06/2026
I fatti di non possono lasciarci indifferenti
In un momento in cui le notizie scorrono veloci e spesso superficiali, è importante fermarsi e cercare di comprendere davvero ciò che accade, senza semplificazioni o giudizi affrettati. Dietro ogni episodio ci sono persone, storie e contesti che non possono essere ridotti a poche righe o a un titolo.
Condividiamo la nota pubblicata da La Siritide del nostro socio e ricercatore del CNR ISMed Giovanni Ferrarese sui tragici fatti di Amendolara
https://www.lasiritide.it/art.php?articolo=29983
Come cooperativa che da anni lavora sul tema dello sfruttamento lavorativo, attraverso progetti di accoglienza e integrazione, sentiamo oggi questa responsabilità ancora più forte. E lo diciamo chiaramente: non è più possibile restare in silenzio di fronte a tanto orrore.
Non si tratta solo di un fatto di cronaca, ma di una realtà che chiama in causa tutti noi.
Restiamo umani.
La notizia della tragica morte dei quattro lavoratori, lasciati perire bruciati vivi in un'auto presso un distributore di carburante, ci ha sconvolti. Conoscerne le modalità attraverso i filmati della videosorveglianza ha rappresentato un'inaudita violenza che attraversa gli occhi e penetra nella carne. Lo è ancora di più perché è accaduto a casa nostra, perché quello di Amendolara, nel Cosentino, è un territorio che noi lucani conosciamo bene, non solo perché vicino geograficamente, ma anche perché per molti rappresenta una meta di vacanza, quindi un luogo di pace, relax e quiete. E sapere che quei quattro poveri ragazzi erano diretti, come chissà quante altre volte, nei campi del Metapontino e che chissà quante volte hanno contribuito a far arrivare sulle nostre tavole frutta e ortaggi rende tutto ancora più straziante sul piano emotivo. Noi non vi mostreremo il video.
Non lo faremo non perché non serva a raccontare l'orrore, ma perché non vogliamo che l'orrore si esaurisca nella pratica morbosa che alimenta il meccanismo delle vicende che appaiono sempre gravi, ma mai davvero serie. In altre parole, non vogliamo fermarci all'empatia del momento, quella che raramente si traduce in una consapevolezza individuale capace di conoscere un fenomeno, affrontarlo e, magari, contribuire a debellarlo. Come, in questo caso, il caporalato. Per questo, e per comprendere che ciò che è accaduto ad Amendolara non è un fatto isolato ma l'anello di una catena lunghissima nel tempo e nello spazio, abbiamo chiesto a Giovanni Ferrarese, ricercatore, docente universitario e autore del bellissimo volume edito da Carocci, Il caporalato. Una storia'' di scrivere per noi un'analisi e una riflessione. Eccola. (nel primo messaggio)