19/11/2015
TUTTO QUELLO CHE C'È DA SAPERE
FOCUS:CRISI SIRIANA E TERRORISMO ISLAMICO
Gli Islamici sono tutti terroristi?
Gli Islamici non sono tutti terroristi. Tra gli Islamici ci sono, però, fazioni che vogliono imporre la legge del Corano (“Sharia”) ad altre persone con la forza.
In cosa credono i terroristi islamici?
I terroristi islamici credono nel Jihadismo, cioè nella guerra santa (“Jihad”), un'azione violenta per imporre un ordine politico ispirato al Corano in un certo territorio.
Cos'è l'ISIS?
L'ISIS, o Stato Islamico (“Daesh” per gli Arabi), è un movimento militare jihadista che ha conquistato ampie porzioni di territorio iracheno e siriano, proclamandosi stato autonomo nel giugno del 2014. L'ISIS mira a costituire un “califfato”, cioè uno stato ispirato all'ideologia wahabita.
Cos'è l'ideologia “wahabita”?
E' una particolare ideologia del mondo islamico, rientrante a sua volta nella grande fazione del “Sunnismo”. Essa predica il ritorno progressivo e radicale della vita quotidiana ai tempi del profeta Maometto (VI sec. d.c.).
Contro chi combattono i jihadisti?
Innanzitutto contro i Cristiani. Poi contro i Musulmani che non la pensano come loro (es. le minoranze “Sciite”, i Curdi, gli altri Sunniti). Infine, contro i governi arabi laici, considerati traditori dell'Islam. Praticamente, contro chiunque ostacoli il loro progetto.
Contro chi combatte l'ISIS?
L'ISIS, che rappresenta oggi il più importante progetto jihadista del mondo, combatte contro l'Iraq e la Siria.
Perché proprio l'Iraq e la Siria?
Per una serie di fattori: innanzitutto sono due stati a maggioranza sunnita, quindi in qualche modo familiari per i militanti dell'ISIS. Inoltre, si tratta di due stati arabi laici, e questa è una gravissima colpa per i Jihadisti. Ancora, sono due stati dove convivono etnie diverse da quelle arabe (Curdi) e religioni diverse da quella islamica (Cristiani), colpa ancora più grave secondo l'ISIS. Infine (fattore determinante), per invadere questi due stati, i Jihadisti hanno trovato degli sponsor.
Chi sono gli sponsor dell'ISIS?
I finanziatori dichiarati dell'ISIS sono il Qatar e l'Arabia Saudita. Gli USA, invece, hanno un ruolo controverso: se da un lato dichiarano di bombardare l'ISIS, dall'altro forniscono aiuto (intelligence, armi e logistica) a gruppi ritenuti “moderati” dell'”opposizione” siriana. La finalità dichiarata è combattere i terroristi ma aiutare l'”opposizione moderata” a rovesciare Assad con un colpo di stato. In realtà, non c'è una distinzione netta, in Siria, tra “opposizione moderata” e ISIS, e i Jihadisti, di fatto, sono armati e addestrati, anche, dagli USA.
Perché il Qatar e l'Arabia Saudita fanno una cosa simile?
Perché il Qatar e l'Arabia Saudita vogliono far cadere il governo siriano di Assad, con cui sono in lotta.
Perché Assad è nemico di Qatar e Arabia Saudita?
Perché nel 2011 si è rifiutato di stringere un accordo per far passare sul suolo siriano un oleodotto voluto fortemente da questi due paesi.
Perché Qatar e Arabia Saudita volevano a tutti i costi quell'oleodotto?
Per vendere il loro petrolio e gas naturale direttamente nel Mediterraneo, a tutto il nord-Africa e l'Europa centro-meridionale. Un affare colossale.
Non potevano trovare un'altra strada per raggiungere il Mediterraneo?
No, l'unica strada che giustifica i costi dell'investimento è quella più breve, che attraversa Iraq e Siria.
E perché gli USA aiutano, di fatto, il terrorismo islamico?
Perché gli USA hanno interesse ad aiutare Qatar e Arabia Saudita nel loro progetto di vendere idrocarburi nel mediterraneo, quindi hanno accettato di lavorare insieme a loro alla caduta di Assad. Infatti, se l'Europa acquistasse gli idrocarburi arabi da Qatar e Arabia Saudita, sarebbe indipendente dal gas russo, che arriva attualmente in Europa attraverso l'Ucraina.
Perché gli USA non vogliono che la Russia venda il suo gas all'Europa?
Perché l'integrazione economica e finanziaria tra UE e Russia mette a repentaglio la supremazia economica globale americana. Per questa ragione gli USA hanno appoggiato anche il colpo di stato in Ucraina, terreno di transito del gas russo verso l'Europa centro-meridionale.
In tutto questo l'Europa come si comporta?
L'Europa è vincolata agli USA, tramite il Patto Atlantico e numerosi interessi politici ed economici. Tuttavia, in paesi come Germania, Francia e Italia cominciano ad emergere movimenti che chiedono una maggiore indipendenza dalla politica statunitense, provenienti da ambienti imprenditoriali, civili e politico-istituzionali.
Gli USA hanno dei complici in questa guerra?
Si: Turchia e Israele. La Turchia vuole approfittare dell'instabilità dell'area per bombardare i Curdi, una minoranza separatista da sempre perseguitata dai Turchi, che in Siria trova protezione. Israele vuole approfittare della situazione per bombardare Hezbollah, milizie arabe che combattono contro Israele al confine con il Libano, che in Siria sono entrati per aiutare l'esercito di Assad.
Cos'è l'ISIS, quindi? Un fenomeno religioso, o un fenomeno economico?
Di religioso, l'ISIS, ha poco e niente: l'ideologia wahabita è del tutto trascurabile nel panorama religioso islamico. La sua grande forza è economica. I soldati dello Stato Islamico sono fanatizzati nelle scuole coraniche finanziate dal Qatar e dall'Arabia Saudita, sono pagati (in dollari) con salari altissimi per la media dei paesi in cui vivono, sono addestrati da personale occidentale, sono armati con attrezzature moderne di produzione americana. Senza l'impegno economico degli Usa e dei loro alleati mediorientali, l'ISIS non esisterebbe.
Chi combatte oggi contro l'ISIS?
Molte nazioni conducono azioni militari contro l'ISIS. Sul terreno, ci sono due coalizioni: una guidata dagli USA (vi partecipano alcuni paesi NATO) e una guidata dalla Russia (vi partecipano Iran, milizie sciite, milizie curde e gli eserciti regolari di Siria e Iraq). Durante gli attacchi della coalizione americana (cominciati ad agosto 2014) l'ISIS ha conquistato molti centri abitati, fabbriche, depositi di armi e mezzi, raffinerie di petrolio e infrastrutture, e sembrava essere praticamente inarrestabile. Con il cominciare degli attacchi della coalizione a guida russa (ottobre 2015), invece, l'ISIS ha perso centri abitati e numerose infrastrutture, e attualmente sta perdendo il controllo sull'importante metropoli di Aleppo. Per comune ammissione di tutti gli osservatori indipendenti, solo la coalizione a guida Russa sta combattendo realmente contro l'ISIS.
Perché anche l'Iran partecipa a questa guerra?
L'Iran è uno stato sciita, ma è sopprattutto concorrente di Qatar e Arabia Saudita sul mercato della vendita di petrolio. Partecipando a questa guerra, l'Iran spera di evitare la caduta di Assad, suo alleato. Se cade il governo siriano, infatti, il prossimo obiettivo dei Sauditi e degli USA è l'Iran.
Come sono considerati i jihadisti nel mondo islamico?
Nel mondo islamico molti considerano i jihadisti degli assassini. Tuttavia, tanti islamici tollerano l'ideologia Wahabita e le azioni violente che in nome di essa si commettono, perché condividono l'idea di un Califfato islamico, cioè di una nazione grande e forte che riunisca gli arabi sotto l'insegna della Sharia, e che ne riscatti la storia dall'onta del colonialismo francese, inglese e israeliano patito negli ultimi cento anni. Per questa ragione l'ISIS ha incontrato molto favore, nella sua avanzata in Iraq e Siria, presso le popolazioni locali.
Ci sono altri movimenti jihadisti, oltre l'ISIS?
Certo: tutti i movimenti che predicano la “Jihad”, cioè l'azione violenta per imporre un ordine islamico in un dato territorio. Tra questi si possono annoverare: Al-Qaeda, che ha provato a fondare uno stato teocratico in Afghanistan nel 1979, e che oggi partecipa alla guerra in Siria al fianco dell'ISIS con il nome di Al-Nusra; gli indipendentisti Ceceni, che hanno costituito in Cecenia uno stato fondato sulla Sharia nel 1999; gli indipendentisti Uiguri, che attualmente provano a costituire uno stato islamico autonomo entro i confini della Cina; Boko Haram, che ha dichiarato un Califfato Islamico nel territorio della Nigeria; Al-Sharia in Libia, che combatte per costituire uno stato islamista sulla costa orientale della Libia; Al-Shabaab che combatte per costituire un califfato in Somalia; Jemaah Islamyah, che opera con azioni terroristiche in Indonesia; Abu Sayyaf, che opera con azioni terroristiche nelle Filippine.
Anche questi movimenti hanno avuto sponsor esterni?
E' difficile affermarlo con sicurezza in tutti i casi. Ma, in alcuni casi, i finanziamenti sono stati esplicitamente ammessi dagli autori. In particolare due casi:
Al-Qaeda nasce in Afghanistan alla fine degli anni '70 grazie a finanziamenti USA. Gli indipendenti ceceni sono stati pesantemente aiutati negli anni '90 con denaro saudita e appoggio logistico americano tramite la Georgia, alleato NATO.
I movimenti jihadisti sono tutti illegali?
No. Alcuni movimenti non si definiscono apertamente jihadisti, ma semplicemente islamici. Tuttavia, essi predicano un'ideologia che, di fatto, mira a conquistare progressivamente il potere, per poi compiere azioni violente per l'imposizione della Sharia. E' il caso, a esempio, del partito (legale e riconosciuto in molti paesi arabi, soprattutto nordafricani) della “Fratellanza Musulmana”, che partecipa alle elezioni in maniera regolare, ma poi, una volta vinte le stesse, abroga le costituzioni laiche dei paesi “conquistati” e instaura una costituzione islamista. E' accaduto in Egitto nel 2012, ma il tentativo è fallito grazie a una rivolta popolare, che ha restaurato lo stato laico.
L'ISIS è un mostro creato dagli USA, finanziato da Qatar e Arabia Saudita e sostenuto logisticamente dalla Turchia.
Le fila dell'ISIS sono riempite da giovani sottoproletari delle periferie africane e mediorientali e figli del fallimento dell'integrazione multiculturale. Questi giovani, con la promessa del riscatto personale e religioso, illudendosi di combattere per Allah, vengono mandati al massacro per rovesciare regimi sgraditi agli USA e consolidare l'ordine mondiale.
Non esiste nessuno scontro di civiltà tra Oriente e Occidente, né tra Islam e Cristianesimo! Esiste solo uno scontro geopolitico per la conquista delle risorse naturali, portato avanti dagli USA per consolidare la propria egemonia globale ai danni di tutti gli altri paesi.
L'Europa deve guardare alla Russia non solo come un alleato nella guerra contro il terrore, ma anche come strumento per riconquistare, finalmente, la propria sovranità.
L'Europa o è libera o non è.
TUTTO QUELLO CHE C'È DA SAPERE
FOCUS:CRISI SIRIANA E TERRORISMO ISLAMICO
Gli Islamici sono tutti terroristi?
Gli Islamici non sono tutti terroristi. Tra gli Islamici ci sono, però, fazioni che vogliono imporre la legge del Corano (“Sharia”) ad altre persone con la forza.
In cosa credono i terroristi islamici?
I terroristi islamici credono nel Jihadismo, cioè nella guerra santa (“Jihad”), un'azione violenta per imporre un ordine politico ispirato al Corano in un certo territorio.
Cos'è l'ISIS?
L'ISIS, o Stato Islamico (“Daesh” per gli Arabi), è un movimento militare jihadista che ha conquistato ampie porzioni di territorio iracheno e siriano, proclamandosi stato autonomo nel giugno del 2014. L'ISIS mira a costituire un “califfato”, cioè uno stato ispirato all'ideologia wahabita.
Cos'è l'ideologia “wahabita”?
E' una particolare ideologia del mondo islamico, rientrante a sua volta nella grande fazione del “Sunnismo”. Essa predica il ritorno progressivo e radicale della vita quotidiana ai tempi del profeta Maometto (VI sec. d.c.).
Contro chi combattono i jihadisti?
Innanzitutto contro i Cristiani. Poi contro i Musulmani che non la pensano come loro (es. le minoranze “Sciite”, i Curdi, gli altri Sunniti). Infine, contro i governi arabi laici, considerati traditori dell'Islam. Praticamente, contro chiunque ostacoli il loro progetto.
Contro chi combatte l'ISIS?
L'ISIS, che rappresenta oggi il più importante progetto jihadista del mondo, combatte contro l'Iraq e la Siria.
Perché proprio l'Iraq e la Siria?
Per una serie di fattori: innanzitutto sono due stati a maggioranza sunnita, quindi in qualche modo familiari per i militanti dell'ISIS. Inoltre, si tratta di due stati arabi laici, e questa è una gravissima colpa per i Jihadisti. Ancora, sono due stati dove convivono etnie diverse da quelle arabe (Curdi) e religioni diverse da quella islamica (Cristiani), colpa ancora più grave secondo l'ISIS. Infine (fattore determinante), per invadere questi due stati, i Jihadisti hanno trovato degli sponsor.
Chi sono gli sponsor dell'ISIS?
I finanziatori dichiarati dell'ISIS sono il Qatar e l'Arabia Saudita. Gli USA, invece, hanno un ruolo controverso: se da un lato dichiarano di bombardare l'ISIS, dall'altro forniscono aiuto (intelligence, armi e logistica) a gruppi ritenuti “moderati” dell'”opposizione” siriana. La finalità dichiarata è combattere i terroristi ma aiutare l'”opposizione moderata” a rovesciare Assad con un colpo di stato. In realtà, non c'è una distinzione netta, in Siria, tra “opposizione moderata” e ISIS, e i Jihadisti, di fatto, sono armati e addestrati, anche, dagli USA.
Perché il Qatar e l'Arabia Saudita fanno una cosa simile?
Perché il Qatar e l'Arabia Saudita vogliono far cadere il governo siriano di Assad, con cui sono in lotta.
Perché Assad è nemico di Qatar e Arabia Saudita?
Perché nel 2011 si è rifiutato di stringere un accordo per far passare sul suolo siriano un oleodotto voluto fortemente da questi due paesi.
Perché Qatar e Arabia Saudita volevano a tutti i costi quell'oleodotto?
Per vendere il loro petrolio e gas naturale direttamente nel Mediterraneo, a tutto il nord-Africa e l'Europa centro-meridionale. Un affare colossale.
Non potevano trovare un'altra strada per raggiungere il Mediterraneo?
No, l'unica strada che giustifica i costi dell'investimento è quella più breve, che attraversa Iraq e Siria.
E perché gli USA aiutano, di fatto, il terrorismo islamico?
Perché gli USA hanno interesse ad aiutare Qatar e Arabia Saudita nel loro progetto di vendere idrocarburi nel mediterraneo, quindi hanno accettato di lavorare insieme a loro alla caduta di Assad. Infatti, se l'Europa acquistasse gli idrocarburi arabi da Qatar e Arabia Saudita, sarebbe indipendente dal gas russo, che arriva attualmente in Europa attraverso l'Ucraina.
Perché gli USA non vogliono che la Russia venda il suo gas all'Europa?
Perché l'integrazione economica e finanziaria tra UE e Russia mette a repentaglio la supremazia economica globale americana. Per questa ragione gli USA hanno appoggiato anche il colpo di stato in Ucraina, terreno di transito del gas russo verso l'Europa centro-meridionale.
In tutto questo l'Europa come si comporta?
L'Europa è vincolata agli USA, tramite il Patto Atlantico e numerosi interessi politici ed economici. Tuttavia, in paesi come Germania, Francia e Italia cominciano ad emergere movimenti che chiedono una maggiore indipendenza dalla politica statunitense, provenienti da ambienti imprenditoriali, civili e politico-istituzionali.
Gli USA hanno dei complici in questa guerra?
Si: Turchia e Israele. La Turchia vuole approfittare dell'instabilità dell'area per bombardare i Curdi, una minoranza separatista da sempre perseguitata dai Turchi, che in Siria trova protezione. Israele vuole approfittare della situazione per bombardare Hezbollah, milizie arabe che combattono contro Israele al confine con il Libano, che in Siria sono entrati per aiutare l'esercito di Assad.
Cos'è l'ISIS, quindi? Un fenomeno religioso, o un fenomeno economico?
Di religioso, l'ISIS, ha poco e niente: l'ideologia wahabita è del tutto trascurabile nel panorama religioso islamico. La sua grande forza è economica. I soldati dello Stato Islamico sono fanatizzati nelle scuole coraniche finanziate dal Qatar e dall'Arabia Saudita, sono pagati (in dollari) con salari altissimi per la media dei paesi in cui vivono, sono addestrati da personale occidentale, sono armati con attrezzature moderne di produzione americana. Senza l'impegno economico degli Usa e dei loro alleati mediorientali, l'ISIS non esisterebbe.
Chi combatte oggi contro l'ISIS?
Molte nazioni conducono azioni militari contro l'ISIS. Sul terreno, ci sono due coalizioni: una guidata dagli USA (vi partecipano alcuni paesi NATO) e una guidata dalla Russia (vi partecipano Iran, milizie sciite, milizie curde e gli eserciti regolari di Siria e Iraq). Durante gli attacchi della coalizione americana (cominciati ad agosto 2014) l'ISIS ha conquistato molti centri abitati, fabbriche, depositi di armi e mezzi, raffinerie di petrolio e infrastrutture, e sembrava essere praticamente inarrestabile. Con il cominciare degli attacchi della coalizione a guida russa (ottobre 2015), invece, l'ISIS ha perso centri abitati e numerose infrastrutture, e attualmente sta perdendo il controllo sull'importante metropoli di Aleppo. Per comune ammissione di tutti gli osservatori indipendenti, solo la coalizione a guida Russa sta combattendo realmente contro l'ISIS.
Perché anche l'Iran partecipa a questa guerra?
L'Iran è uno stato sciita, ma è sopprattutto concorrente di Qatar e Arabia Saudita sul mercato della vendita di petrolio. Partecipando a questa guerra, l'Iran spera di evitare la caduta di Assad, suo alleato. Se cade il governo siriano, infatti, il prossimo obiettivo dei Sauditi e degli USA è l'Iran.
Come sono considerati i jihadisti nel mondo islamico?
Nel mondo islamico molti considerano i jihadisti degli assassini. Tuttavia, tanti islamici tollerano l'ideologia Wahabita e le azioni violente che in nome di essa si commettono, perché condividono l'idea di un Califfato islamico, cioè di una nazione grande e forte che riunisca gli arabi sotto l'insegna della Sharia, e che ne riscatti la storia dall'onta del colonialismo francese, inglese e israeliano patito negli ultimi cento anni. Per questa ragione l'ISIS ha incontrato molto favore, nella sua avanzata in Iraq e Siria, presso le popolazioni locali.
Ci sono altri movimenti jihadisti, oltre l'ISIS?
Certo: tutti i movimenti che predicano la “Jihad”, cioè l'azione violenta per imporre un ordine islamico in un dato territorio. Tra questi si possono annoverare: Al-Qaeda, che ha provato a fondare uno stato teocratico in Afghanistan nel 1979, e che oggi partecipa alla guerra in Siria al fianco dell'ISIS con il nome di Al-Nusra; gli indipendentisti Ceceni, che hanno costituito in Cecenia uno stato fondato sulla Sharia nel 1999; gli indipendentisti Uiguri, che attualmente provano a costituire uno stato islamico autonomo entro i confini della Cina; Boko Haram, che ha dichiarato un Califfato Islamico nel territorio della Nigeria; Al-Sharia in Libia, che combatte per costituire uno stato islamista sulla costa orientale della Libia; Al-Shabaab che combatte per costituire un califfato in Somalia; Jemaah Islamyah, che opera con azioni terroristiche in Indonesia; Abu Sayyaf, che opera con azioni terroristiche nelle Filippine.
Anche questi movimenti hanno avuto sponsor esterni?
E' difficile affermarlo con sicurezza in tutti i casi. Ma, in alcuni casi, i finanziamenti sono stati esplicitamente ammessi dagli autori. In particolare due casi:
Al-Qaeda nasce in Afghanistan alla fine degli anni '70 grazie a finanziamenti USA. Gli indipendenti ceceni sono stati pesantemente aiutati negli anni '90 con denaro saudita e appoggio logistico americano tramite la Georgia, alleato NATO.
I movimenti jihadisti sono tutti illegali?
No. Alcuni movimenti non si definiscono apertamente jihadisti, ma semplicemente islamici. Tuttavia, essi predicano un'ideologia che, di fatto, mira a conquistare progressivamente il potere, per poi compiere azioni violente per l'imposizione della Sharia. E' il caso, a esempio, del partito (legale e riconosciuto in molti paesi arabi, soprattutto nordafricani) della “Fratellanza Musulmana”, che partecipa alle elezioni in maniera regolare, ma poi, una volta vinte le stesse, abroga le costituzioni laiche dei paesi “conquistati” e instaura una costituzione islamista. E' accaduto in Egitto nel 2012, ma il tentativo è fallito grazie a una rivolta popolare, che ha restaurato lo stato laico.
L'ISIS è un mostro creato dagli USA, finanziato da Qatar e Arabia Saudita e sostenuto logisticamente dalla Turchia.
Le fila dell'ISIS sono riempite da giovani sottoproletari delle periferie africane e mediorientali e figli del fallimento dell'integrazione multiculturale. Questi giovani, con la promessa del riscatto personale e religioso, illudendosi di combattere per Allah, vengono mandati al massacro per rovesciare regimi sgraditi agli USA e consolidare l'ordine mondiale.
Non esiste nessuno scontro di civiltà tra Oriente e Occidente, né tra Islam e Cristianesimo! Esiste solo uno scontro geopolitico per la conquista delle risorse naturali, portato avanti dagli USA per consolidare la propria egemonia globale ai danni di tutti gli altri paesi.
L'Europa deve guardare alla Russia non solo come un alleato nella guerra contro il terrore, ma anche come strumento per riconquistare, finalmente, la propria sovranità.
L'Europa o è libera o non è.