Pozzuoli Decide

Pozzuoli Decide È venuto il tempo che le professioni e i mestieri, le imprese ed il lavoro, facciano la loro parte!

ALLEGGERIRE POZZUOLI? SÌ. DALLA VULNERABILITÀ, NON DALLE PERSONE.Giacomo Bandiera, esponente del PD puteolano, propone d...
22/08/2026

ALLEGGERIRE POZZUOLI? SÌ. DALLA VULNERABILITÀ, NON DALLE PERSONE.

Giacomo Bandiera, esponente del PD puteolano, propone di “sfoltire” e “alleggerire” alcune zone di Pozzuoli dal peso urbanistico e quindi antropico.

Noi abbiamo un’idea diversa, e la diciamo chiaramente:

PRIMA DI ALLEGGERIRE POZZUOLI DAI PUTEOLANI, ALLEGGERIAMOLA DALLA VULNERABILITÀ.

Studiamo tutto: terreno, microzonazione, edifici, viabilità e possibilità di soccorso.

Ma usiamo questa conoscenza per capire come consentire alle persone di restare in sicurezza, non per decidere chi deve andare via.

Se un edificio può essere consolidato, consolidiamolo.

Se non conviene più recuperarlo, ma l'area è sicura, CONSENTIAMO DI DEMOLIRE E RICOSTRUIRE.

Stessa volumetria, stessa identità urbana.

Ma edifici nuovi, moderni, pensati per la sismicità flegrea.

CONSERVIAMO POZZUOLI. NON LA SUA VULNERABILITÀ.

Servono meno ostacoli inutili, più rigore sulla sicurezza, nuovi standard costruttivi e un grande programma economico che permetta davvero alle famiglie di intervenire.

E quando si parla di “colpevole ritrosia” dei cittadini a chiedere verifiche di vulnerabilità, noi facciamo un'altra domanda:

CHE COSA OFFRIAMO A UNA FAMIGLIA IL GIORNO DOPO CHE SCOPRE CHE LA SUA CASA È VULNERABILE?

Può metterla in sicurezza?
Può demolire e ricostruire?
Ha le risorse per farlo?
I vincoli glielo consentono?

ALLA DIAGNOSI DEVE SEGUIRE LA CURA.

La delocalizzazione potrà essere necessaria solo dove scienza e tecnica dimostreranno che non ci sono alternative.

MA DEVE ESSERE L'ULTIMA SOLUZIONE. NON IL PUNTO DI PARTENZA.

La differenza è tutta qui:

Da una parte, una Pozzuoli da alleggerire dalle persone.

Dall'altra, una Pozzuoli da alleggerire dalla vulnerabilità.

Noi scegliamo la seconda.

Perché le istituzioni devono garantire sicurezza e dare alle persone gli strumenti per scegliere.

NON SCEGLIERE AL LORO POSTO QUANDO ESISTE UN'ALTERNATIVA SICURA.

Il futuro di Pozzuoli non si decide sopra la testa dei puteolani.

SI DECIDE INSIEME.

Decidere è difficile. Decidere è un verbo carico di responsabilità.Per decidere poi delle sorti di una città complessa e...
12/08/2026

Decidere è difficile.
Decidere è un verbo carico di responsabilità.

Per decidere poi delle sorti di una città complessa e importante come Pozzuoli ci vuole “visione”.

Dobbiamo riorganizzare una squadra di persone DECISE che abbiano a cuore davvero le sorti e il futuro di Pozzuoli.
Titti Zazzaro per Pozzuoli è dí sicuro una di queste…

𝐄̀ 𝐟𝐢𝐧𝐢𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐢𝐥𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨. 𝐄̀ 𝐢𝐥 𝐦𝐨𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐨𝐬𝐭𝐞. Nei primi giorni abbiamo scelto il silenzio. Era il momen...
03/08/2026

𝐄̀ 𝐟𝐢𝐧𝐢𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐢𝐥𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨. 𝐄̀ 𝐢𝐥 𝐦𝐨𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐨𝐬𝐭𝐞.

Nei primi giorni abbiamo scelto il silenzio. Era il momento della vicinanza alle famiglie colpite, del rispetto per chi ha vissuto ore di paura e di incertezza, del sostegno a chi è stato costretto a lasciare la propria casa o la propria attività. Oggi, però, è arrivato il momento di guardare in faccia la realtà e di dire con chiarezza ciò che non ha funzionato e, soprattutto, ciò che bisogna fare.

𝐋𝐚 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐡𝐚 𝐟𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐭𝐨, 𝐯𝐚 𝐫𝐢𝐨𝐫𝐠𝐚𝐧𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐚.
L’emergenza ha messo in evidenza criticità che non possono essere ignorate. Non lo diciamo per alimentare polemiche, ma perché solo riconoscendo gli errori si possono costruire risposte migliori. Molti cittadini hanno avuto la sensazione di essere rimasti soli nelle ore immediatamente successive alla scossa. Basti pensare che, secondo quanto osservato e riportato da numerosi cittadini, la distribuzione delle prime bottigliette d’acqua da parte della Protezione Civile è iniziata soltanto dopo diverse ore dall’evento sismico e che i primi mezzi impegnati nei controlli sul territorio sono stati notati con un ritardo che, per chi aveva appena vissuto momenti di grande paura, è apparso significativo. Quando la terra trema, ogni minuto conta. Dire cosa non è andato non significa fare sciacallaggio mediatico. Significa esercitare un dovere di verità e di responsabilità, perché solo riconoscendo le criticità si possono correggere gli errori ed evitare che si ripetano. Tacere di fronte a disservizi che hanno inciso sulla sicurezza e sulla serenità dei cittadini, quello sì, sarebbe irresponsabile.
Le persone hanno bisogno di vedere immediatamente la presenza delle istituzioni. Hanno bisogno di sapere dove andare, a chi rivolgersi, di ricevere informazioni certe e assistenza concreta.
Per questo riteniamo che già a livello locale sia necessario rafforzare profondamente il sistema di gestione dell’emergenza. Serve un modello organizzativo che garantisca un’accoglienza immediata alla popolazione, con punti di assistenza già individuati e immediatamente operativi. Serve una presenza più capillare e costante della Protezione Civile, della Polizia Municipale, delle Forze dell’Ordine e serve anche mettere in moto la macchina del volontariato. Oggi un volontario, un’associazione che vuole dare una mano non saprebbe a chi dirlo e cosa fare.
Serve un coordinamento più efficace tra tutti i soggetti coinvolti e una comunicazione istituzionale continua, chiara e tempestiva. Queste sono le prime risposte che possono e devono essere costruite sul territorio.
Le prime misure devono essere immediate:
Al Governo chiediamo di sospendere i mutui per tutte le famiglie e le attività economiche destinatarie di ordinanze di sgombero;.
Al Comune chiediamo di disporre la sospensione dei tributi locali per cittadini e imprese colpite dall’emergenza, del canone per l’occupazione di suolo pubblico, dei canoni concessori dovuti dagli operatori del Mercato Ittico all’Ingrosso e di prevedere una riduzione dei tributi e dei canoni per i concessionari del mercato ittico e ortofrutticolo al dettaglio, comparti strategici che stanno vivendo enormi difficoltà. Chiediamo inoltre la sospensione della tassa di soggiorno, quale misura di sostegno al turismo e alle attività economiche dei Campi Flegrei in una fase resa particolarmente difficile dal bradisismo.
Ma affrontare l’emergenza non basta. Dobbiamo costruire una prospettiva. È necessario che il Governo avvii un grande piano di verifica del patrimonio edilizio per comprendere quali edifici possano essere adeguati agli effetti del bradisismo. Dove ciò è tecnicamente possibile, lo Stato deve finanziare un sistema straordinario che permetta ai cittadini di mettere in sicurezza le proprie abitazioni, evitando lungaggini burocratiche. Nei casi in cui l’adeguamento non sia possibile, serve una Legge Speciale che consenta l’abbattimento e la ricostruzione degli immobili, superando gli attuali vincoli urbanistici.
Accanto alla sicurezza degli edifici c’è un’altra emergenza che non possiamo sottovalutare: quella delle infrastrutture. Le continue rotture delle condotte idriche dimostrano che il bradisismo sta mettendo sotto pressione anche i sottoservizi.
Per questo chiediamo un piano straordinario di monitoraggio, manutenzione e ammodernamento delle reti idriche, fognarie, del gas, dell’energia elettrica e di tutti i sottoservizi, affinché siano adeguati a convivere con un territorio interessato da continue deformazioni del suolo.
Allo stesso tempo è indispensabile accelerare l’ultimazione delle opere fondamentali delle vie di fuga, prima tra tutti l’apertura delle rampe della tangenziale.

𝐔𝐧 𝐚𝐢𝐮𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐫𝐞𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥'𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐚 𝐥𝐨𝐜𝐚𝐥𝐞
Il bradisismo non sta colpendo soltanto gli edifici. Sta mettendo in ginocchio il commercio, il turismo, i pubblici esercizi, le imprese, i professionisti e migliaia di lavoratori. Interi settori stanno pagando un prezzo altissimo. Per questo serve un piano straordinario di rilancio economico dei Campi Flegrei, con incentivi alle imprese, agevolazioni fiscali, sostegno agli investimenti, strumenti per favorire il credito e misure capaci di restituire fiducia a chi continua a vivere, lavorare e investire in questo territorio. È arrivato il momento di una scelta politica chiara.
I Campi Flegrei hanno bisogno di una Legge Speciale. Una legge che affronti insieme sicurezza, edilizia, sostegno alle famiglie, tutela delle imprese, infrastrutture, sottoservizi, mobilità e rilancio economico. Una legge che non insegua le emergenze, ma che dia finalmente una prospettiva ai prossimi decenni. I cittadini dei Campi Flegrei non chiedono privilegi. Chiedono di essere trattati come una comunità che vive una condizione eccezionale e che, proprio per questo, ha diritto a strumenti eccezionali. Il Governo ha il dovere di assumersi questa responsabilità.

Perché continuare con interventi parziali significa rincorrere il problema. Noi chiediamo, invece, di affrontarlo una volta per tutte.

Accogliamo con favore l’insediamento della Commissione parlamentare d’inchiesta che si occuperà di Monterusciello. È un ...
23/07/2026

Accogliamo con favore l’insediamento della Commissione parlamentare d’inchiesta che si occuperà di Monterusciello. È un passaggio importante, perché questo quartiere ha bisogno di attenzione, risposte e di un impegno concreto da parte di tutte le istituzioni, a partire dallo Stato.

L'auspicio è che la Commissione affronti le criticità di Monterusciello nella loro interezza: dalle condizioni dei quasi quattromila alloggi popolari, segnati da anni di carenza manutentiva, ai temi della sicurezza, fino alla riqualificazione del tessuto urbano e degli spazi di aggregazione.

È necessario ricostruire con chiarezza quanto accaduto negli ultimi decenni, ma soprattutto individuare soluzioni concrete. Serve un piano straordinario che restituisca dignità abitativa ai residenti, rafforzi la sicurezza, aumenti gli spazi sociali e contribuisca al rilancio del quartiere.

Allo stesso tempo, la Commissione dovrà vigilare con attenzione sull'attuazione degli interventi già programmati, verificando che i lavori procedano nei tempi previsti e con la qualità necessaria. Parliamo, in larga parte, di risorse pubbliche del PNRR: ogni euro deve essere speso bene, senza ritardi, sprechi o opere non all'altezza delle aspettative dei cittadini.

𝐈𝐋 𝐓𝐄𝐌𝐏𝐎 𝐄̀ 𝐀𝐃𝐄𝐒𝐒𝐎Pozzuoli attraversa una fase delicata della propria storia. Le difficoltà degli ultimi mesi hanno reso...
16/07/2026

𝐈𝐋 𝐓𝐄𝐌𝐏𝐎 𝐄̀ 𝐀𝐃𝐄𝐒𝐒𝐎

Pozzuoli attraversa una fase delicata della propria storia. Le difficoltà degli ultimi mesi hanno reso evidente ciò che molti cittadini avvertono ormai da tempo: la città ha perso una direzione chiara. Mentre si affrontano emergenze straordinarie e sfide decisive per il suo futuro, manca una visione non solo capace di indicare un percorso credibile di sviluppo, ma finanche di gestire l'ordinario.

Non basta inseguire le emergenze. Serve un progetto politico capace di guardare ai prossimi vent'anni, non ai prossimi venti giorni.

𝐏𝐞𝐫 𝐭𝐫𝐨𝐩𝐩𝐨 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐢𝐥 𝐝𝐢𝐛𝐚𝐭𝐭𝐢𝐭𝐨 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐨 𝐬𝐢 𝐞̀ 𝐫𝐢𝐝𝐨𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐩𝐩𝐨𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐭𝐫𝐚 𝐞𝐬𝐩𝐞𝐫𝐢𝐞𝐧𝐳𝐞 𝐚𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐢𝐯𝐞.
Pozzuoli non può essere condannata alla mediocrità.
Ha bisogno di qualcosa di diverso.

𝐇𝐚 𝐛𝐢𝐬𝐨𝐠𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐫𝐨𝐦𝐩𝐚 𝐠𝐥𝐢 𝐬𝐜𝐡𝐞𝐦𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐨𝐥𝐢𝐝𝐚𝐭𝐢, che rimetta al centro la politica come luogo di confronto, partecipazione e programmazione, restituendo dignità alle istituzioni e ai cittadini.
Occorre ripartire da una visione condivisa dello sviluppo della città.

Una visione che consideri il bradisismo non come un'emergenza da inseguire, ma come una questione strutturale sulla quale costruire una battaglia politica permanente nei confronti dello Stato, affinché arrivino strumenti, risorse e norme adeguate a tutelare famiglie, imprese e patrimonio pubblico e privato.

Una visione che restituisca centralità al Rione Terra, dopo 50 anni di gestione fallimentare e di logiche provvisorie. Una visione che riapra il Rione Terra a tutti. Fine dei cancelli e dei concessionari. Ogni vano catastale in gara pubblica per chi vuole investire su turismo, cultura e impresa.

Una visione che faccia della tutela ambientale e della valorizzazione del paesaggio la base di ogni progetto di sviluppo per la città.

Una visione che rimetta ordine negli specchi d’acqua del porto, con rispetto per la pesca e i pescatori: mercato e flotta separati dal diporto, e un vero porto turistico come Portofino a servizio dell’economia del mare.

Una visione che trasformi i giacimenti archeologici, naturalistici e demaniali in veri attrattori di turismo culturale, rendendoli accessibili e gestiti con un piano di marketing territoriale che valorizzi le nostre peculiarità.

Una visione che rilanci il centro storico, sostenga il commercio e gli imprenditori, semplifichi i rapporti tra cittadini e pubblica amministrazione e riduca una burocrazia che troppo spesso rallenta iniziative, investimenti e sviluppo.

Una visione che affronti con serietà il tema della mobilità e dell'isolamento infrastrutturale di parti della città e dell'area flegrea in generale, attraverso un sistema di parcheggi basato sulla concorrenza tra operatori e sulla finanza di progetto, per garantire servizi migliori ai cittadini e ai fruitori della città.

Una visione che restituisca al patrimonio pubblico una funzione sociale, valorizzando gli immobili comunali e garantendo una gestione improntata all'interesse collettivo.

Questi non rappresentano un programma elettorale chiuso né un elenco esaustivo di interventi. Rappresentano i principi e le priorità che, a nostro avviso, devono costituire le fondamenta di qualsiasi progetto serio per il futuro della città.

È all'interno di questa cornice politica e programmatica che vogliamo aprire un confronto vero con i cittadini, con il mondo dell'associazionismo, con le categorie produttive, con il terzo settore, con i professionisti e con tutte le energie vive di Pozzuoli.

Perché chi aspira a governare ha il dovere di indicare una direzione, ma anche la capacità di arricchirla attraverso l'ascolto e la partecipazione.

𝐂𝐫𝐞𝐝𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐫𝐢𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐚 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐮𝐧 𝐦𝐞𝐭𝐨𝐝𝐨 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐨.

Più ascolto, più confronto, più partecipazione.
Le grandi scelte strategiche devono tornare ad essere costruite insieme alla città, coinvolgendo istituzioni, associazioni, categorie produttive, professionisti, terzo settore e cittadini. Una comunità cresce quando le decisioni vengono condivise e quando la politica torna ad essere il luogo dove si costruiscono soluzioni, non dove si difendono posizioni.

Per questo vogliamo aprire una stagione nuova.

𝐍𝐨𝐧 𝐯𝐨𝐠𝐥𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐥𝐢𝐦𝐢𝐭𝐚𝐫𝐜𝐢 𝐚 𝐝𝐞𝐧𝐮𝐧𝐜𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐜𝐢𝐨̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐟𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚 𝐧𝐞́ 𝐚 𝐫𝐚𝐩𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐥𝐢𝐜𝐞 𝐭𝐞𝐬𝐭𝐢𝐦𝐨𝐧𝐢𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚.

𝐂𝐢 𝐜𝐚𝐧𝐝𝐢𝐝𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐚 𝐠𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐚𝐫𝐞 𝐏𝐨𝐳𝐳𝐮𝐨𝐥𝐢 assumendoci la responsabilità di costruire un'alternativa credibile, competente e capace di amministrare la città. Un'alternativa che nasca dalle idee, dalla qualità della futura classe dirigente e da una visione di lungo periodo, non da accordi di convenienza o da equilibri contingenti.

Un percorso aperto al confronto con tutte le energie migliori della città che condividano un autentico progetto di cambiamento, fondato su idee nuove, una classe dirigente rinnovata e un metodo profondamente diverso da quello che ha caratterizzato il governo della città negli ultimi vent'anni.

Un progetto civico e politico che unisca tutte quelle energie che credono che Pozzuoli meriti molto di più.
Non ci interessa alimentare divisioni personali né costruire contrapposizioni sterili. Ci interessa costruire una proposta seria, competente e credibile, fondata sulle idee, sui programmi e sulla qualità della futura classe dirigente.

Pozzuoli possiede tutte le risorse per tornare ad essere una delle città più caratteristiche della Campania. Ha un patrimonio storico, archeologico, ambientale e paesaggistico straordinario. Ha competenze, professionalità, associazioni, imprese e giovani che ogni giorno dimostrano di credere in questa terra.

Manca una politica capace di mettere tutto questo a sistema, di costruire una strategia condivisa e di dare continuità alle scelte fondamentali per il futuro della città.

È da qui che vogliamo ripartire.

Servono umiltà, coraggio, consapevolezza e determinazione.
Da oggi vogliamo aprire questo percorso.

Rivolgiamo un invito a tutte le forze politiche, ai movimenti civici, al mondo dell'associazionismo, alle categorie produttive, ai professionisti, ai giovani e a tutti quei cittadini che condividono l'esigenza di costruire una nuova stagione per Pozzuoli.

𝐍𝐨𝐧 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐚𝐝𝐞𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐚 𝐬𝐜𝐚𝐭𝐨𝐥𝐚 𝐜𝐡𝐢𝐮𝐬𝐚, 𝐦𝐚 𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐩𝐨𝐧𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐚𝐝 𝐚𝐩𝐫𝐢𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐨 𝐬𝐞𝐫𝐢𝐨, 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐨 𝐞 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐩𝐚𝐫𝐞𝐧𝐭𝐞, partendo da una visione della città e da alcuni principi che per noi rappresentano punti fondamentali.

Da questo momento mettiamo a disposizione della città le nostre idee, il nostro impegno e la nostra disponibilità al confronto.

𝐂𝐡𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐯𝐢𝐝𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐭𝐫𝐨𝐯𝐞𝐫𝐚̀ 𝐢𝐧 𝐧𝐨𝐢 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐥𝐨𝐜𝐮𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐬𝐞𝐫𝐢, 𝐥𝐞𝐚𝐥𝐢 𝐞 𝐝𝐞𝐭𝐞𝐫𝐦𝐢𝐧𝐚𝐭𝐢.

Noi siamo pronti ad assumerci questa responsabilità.

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• Spazio Flegreo
• Civica in Movimento

Concorde sulla tutta la linea. E soprattutto concorde con l’ultima frase e col verbo utilizzato… 😎🏛️❤️🇮🇹🏛️
18/06/2026

Concorde sulla tutta la linea. E soprattutto concorde con l’ultima frase e col verbo utilizzato… 😎
🏛️❤️🇮🇹🏛️

𝐁𝐑𝐀𝐃𝐈𝐒𝐈𝐒𝐌𝐎: 𝟐 𝐀𝐍𝐍𝐈 𝐃𝐈 𝐋𝐄𝐆𝐆𝐄 𝐒𝐁𝐀𝐆𝐋𝐈𝐀𝐓𝐀. 𝐏𝐎𝐙𝐙𝐔𝐎𝐋𝐈 𝐇𝐀 𝐃𝐈𝐑𝐈𝐓𝐓𝐎 𝐀 𝐑𝐈𝐒𝐎𝐑𝐆𝐄𝐑𝐄, 𝐍𝐎𝐍 𝐀 𝐃𝐈𝐏𝐄𝐍𝐃𝐄𝐑𝐄.

La recrudescenza del bradisismo impone un’azione politica decisa e comune. Servono fatti, non la gestione del potere sulla pelle dei cittadini.

𝐍𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐧𝐧𝐢 ’𝟖𝟎, 𝐜𝐨𝐧 𝐬𝐜𝐨𝐬𝐬𝐞 𝐦𝐢𝐧𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐨𝐠𝐠𝐢, 𝐬𝐠𝐨𝐦𝐛𝐞𝐫𝐚𝐦𝐦𝐨 𝐥’𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐨 𝐂𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐒𝐭𝐨𝐫𝐢𝐜𝐨. 𝐎𝐠𝐠𝐢 𝐢 𝐝𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐠𝐫𝐚𝐯𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐥𝐢𝐦𝐢𝐭𝐚𝐭𝐢. 𝐐𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐝𝐢𝐦𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐥𝐚 𝐦𝐚𝐧𝐮𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐚 𝐢𝐧 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚𝐭𝐨 𝐞̀ 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐭𝐚. 𝐌𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐛𝐚𝐬𝐭𝐚 𝐩𝐢𝐮̀.

Un territorio come Pozzuoli non può vivere di sola manutenzione conservativa. Occorre adottare misure risolute. E dovevano partire ieri.

Il Decreto Legge 140/2023, voluto da Musumeci e accettato passivamente dal sindaco Manzoni, è il problema, non la soluzione.
Manzoni doveva portare soldi e norme. Ha portato solo carte e vincoli. Ha accettato una legge che non risolve i problemi della città perché a lui non serve risolvere.
Gli serve gestire il potere che l’emergenza genera.
Finché c’è emergenza, lui decide chi aiutare e come. Trasforma i diritti dei puteolani in favori da concedere.

𝐋𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐯𝐚? 𝐋𝐚 𝐧𝐨𝐫𝐦𝐚 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐠𝐫𝐚𝐯𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐝𝐞𝐜𝐫𝐞𝐭𝐨: 𝐬𝐞 𝐮𝐧 𝐟𝐚𝐛𝐛𝐫𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐜𝐫𝐨𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐛𝐫𝐚𝐝𝐢𝐬𝐢𝐬𝐦𝐨, 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐞𝐭𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐬𝐭𝐫𝐮𝐢𝐫𝐥𝐨. 𝐐𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐟𝐨𝐥𝐥𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐦𝐚𝐬𝐜𝐡𝐞𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐚 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚. 𝐕𝐨𝐠𝐥𝐢𝐨𝐧𝐨 𝐜𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐯𝐢𝐚 𝐥𝐚 𝐠𝐞𝐧𝐭𝐞.

Noi su questo usiamo i cavalli in battaglia. Non facciamo sconti.
Ci saremmo incatenati a Roma finché non cambiavano due cose:

𝟏. 𝐃𝐈𝐑𝐈𝐓𝐓𝐎 𝐀 𝐑𝐈𝐂𝐎𝐒𝐓𝐑𝐔𝐈𝐑𝐄: 𝐕𝐈𝐀 𝐈 𝐕𝐈𝐍𝐂𝐎𝐋𝐈 𝐃𝐄𝐋 𝟏𝟗𝟑𝟗

Siamo ancora ostaggio di vincoli urbanistici di epoca fascista che impedirono già negli anni ’80 una vera ricostruzione. Serve subito una Legge Speciale per Pozzuoli. Deve consentire l’abbattimento e la ricostruzione degli edifici danneggiati a parità di volume e prospetto, ma con tecnologie antisismiche del 2026.
Se la casa ti cade, la devi poter rifare. È un diritto, non una concessione del sindaco.
Le decisioni non si calano dall’alto: deve decidere il popolo puteolano se restare e come restare.

𝟐. 𝐅𝐎𝐍𝐃𝐈 𝐕𝐄𝐑𝐈: 𝐁𝐀𝐒𝐓𝐀 𝐂𝐈𝐓𝐓𝐀𝐃𝐈𝐍𝐈-𝐁𝐀𝐍𝐂𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐎 𝐒𝐓𝐀𝐓𝐎

La legge 183/2023 stanzia soldi solo per studi e verifiche. Zero euro per i cantieri veri. Serve il Sisma Bonus Pozzuoli al 70% o un equivalente formula di finanziamento che possa sostenere le famiglie e i proprietari che devono ristrutturare, anticipato dallo Stato. Basta con i proprietari costretti a fare da banca al Governo.

𝐏𝐨𝐳𝐳𝐮𝐨𝐥𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐜𝐚𝐬𝐞. 𝐄̀' 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨.
Pesca, mercati, ristorazione, turismo e commercio stanno morendo di paura e calo di fatturato per colpa della tempesta mediatica e dell’inerzia politica. Per loro servono misure immediate.

Basta studi, verifiche e piani. Dopo 30 mesi abbiamo solo faldoni, non ponteggi.

𝐂𝐡𝐢 𝐡𝐚 𝐛𝐚𝐫𝐚𝐭𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐥𝐚 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐏𝐨𝐳𝐳𝐮𝐨𝐥𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐢𝐫𝐞 𝐥’𝐞𝐦𝐞𝐫𝐠𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐯𝐞 𝐚𝐧𝐝𝐚𝐫𝐞 𝐚 𝐜𝐚𝐬𝐚. 𝐏𝐨𝐳𝐳𝐮𝐨𝐥𝐢 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐞 𝐝𝐢 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐫 𝐫𝐢𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚. 𝐄̀ 𝐮𝐧 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨.
È tempo di decidere.

𝐁𝐑𝐀𝐃𝐈𝐒𝐈𝐒𝐌𝐎, 𝐃𝐔𝐄 𝐀𝐍𝐍𝐈 𝐏𝐄𝐑𝐒𝐈: 𝐆𝐎𝐕𝐄𝐑𝐍𝐎 𝐄 𝐂𝐎𝐌𝐔𝐍𝐄 𝐇𝐀𝐍𝐍𝐎 𝐅𝐀𝐋𝐋𝐈𝐓𝐎A due anni dall'approvazione del Decreto Legge 140 sul bradisi...
17/06/2026

𝐁𝐑𝐀𝐃𝐈𝐒𝐈𝐒𝐌𝐎, 𝐃𝐔𝐄 𝐀𝐍𝐍𝐈 𝐏𝐄𝐑𝐒𝐈: 𝐆𝐎𝐕𝐄𝐑𝐍𝐎 𝐄 𝐂𝐎𝐌𝐔𝐍𝐄 𝐇𝐀𝐍𝐍𝐎 𝐅𝐀𝐋𝐋𝐈𝐓𝐎

A due anni dall'approvazione del Decreto Legge 140 sul bradisismo, il risultato è evidente: tante promesse, tante carte, nessuna risposta concreta per la sicurezza dei cittadini.

Mentre il fenomeno continua a intensificarsi, Governo e amministrazione comunale hanno scelto la strada della burocrazia invece di quella degli interventi. A Pozzuoli si sono moltiplicati gli studi, le verifiche e gli adempimenti, ma mancano ancora le risorse necessarie per mettere realmente in sicurezza case, attività produttive e luoghi di lavoro.

Il sindaco Manzoni ha accettato passivamente le scelte imposte da Roma senza ottenere per la città gli strumenti straordinari che una situazione straordinaria richiede. Il risultato è che oggi i cittadini hanno più vincoli, più incertezze e meno tutele.

Noi diciamo basta.

Pozzuoli ha bisogno di un grande piano di messa in sicurezza degli edifici, di risorse immediate per famiglie e imprese e della possibilità di abbattere e ricostruire gli immobili non sicuri con moderne tecnologie antisismiche, senza perdere volumetrie e destinazioni d'uso.

Dopo trenta mesi abbiamo più faldoni che ponteggi. Più burocrazia che cantieri. Più annunci che soluzioni.

Mettere in sicurezza Pozzuoli significa difendere il diritto a vivere nella propria città, proteggere il lavoro, sostenere il commercio, la pesca, la ristorazione e il turismo. Senza interventi concreti il rischio è quello di assistere allo svuotamento del centro storico e all'impoverimento dell'intero tessuto economico cittadino.

𝐏𝐢𝐮̀ 𝐄𝐮𝐫𝐨𝐩𝐚, 𝐈𝐧𝐬𝐢𝐞𝐦𝐞, 𝐒𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨 𝐅𝐥𝐞𝐠𝐫𝐞𝐨 e 𝐏𝐨𝐳𝐳𝐮𝐨𝐥𝐢 𝐃𝐞𝐜𝐢𝐝𝐞 chiedono un cambio di rotta immediato. I cittadini non hanno bisogno di nuove promesse: hanno bisogno di fatti.

AVEVAMO PROPOSTO REGOLE, NON DIVIETI. OGGI I FATTI CI DANNO RAGIONE.Finisce il blocco dei bus al porto di Pozzuoli. Lo h...
03/06/2026

AVEVAMO PROPOSTO REGOLE, NON DIVIETI. OGGI I FATTI CI DANNO RAGIONE.

Finisce il blocco dei bus al porto di Pozzuoli. Lo ha deciso il tavolo in Regione Campania con i sindaci di Ischia, Procida e Pozzuoli.

La soluzione è quella che sostenevamo da settimane:
Stalli a rotazione vicino al porto. Scendi e vai all’imbarco da un percorso interno, breve e sicuro.

Niente più anziani e famiglie scaricate a 1,5 km su via Fasano, tra le auto e senza marciapiedi.

Questo significa governare un problema, non nasconderlo con un divieto. Significa ascoltare chi il porto lo vive: sindaci, autotrasportatori, commercianti.

La sicurezza e il decoro si fanno così. Con soluzioni concrete, non con gli slogan.

Bene il tavolo permanente con Ischia, Procida e la Capitaneria per regolare i mezzi pesanti nei weekend.

Noi non abbiamo fatto polemiche sterili. Abbiamo indicato una strada. Oggi quella strada sembra essere stata scelta.

Pozzuoli vive se sa accogliere.
🇮🇹❤️🏛️🇮🇹
Il Cumano

Ci avevamo visto lungo.

Fin dal primo momento non ci siamo limitati a criticare il dispositivo che vietava la fermata dei bus nell’area portuale. Abbiamo denunciato i gravi disagi che avrebbe provocato e, soprattutto, abbiamo indicato possibili soluzioni.

Avevamo parlato della necessità di aree di sosta a rotazione più vicine al porto, di percorsi sicuri per i passeggeri, di una gestione organizzata dei flussi, capace di coniugare sicurezza, viabilità e tutela delle attività economiche.

Mentre qualcuno pensava che bastasse un divieto per risolvere il problema, noi sostenevamo che i problemi si governano, non si spostano.

Oggi, dopo giorni di proteste e disagi che hanno fatto il giro della città, finalmente qualcosa sembra muoversi.

L’intervento della Regione Campania e dei sindaci delle isole va proprio nella direzione che molti cittadini, operatori commerciali e lavoratori chiedevano fin dall’inizio: correggere un dispositivo che ha mostrato immediatamente tutti i suoi limiti.

Quando servono interventi esterni per rimediare agli effetti di un provvedimento amministrativo, significa che qualcosa non ha funzionato.

E infatti, su questa vicenda, la Regione sta di fatto assumendo il controllo politico e operativo della situazione, introducendo quei correttivi che il Comune non è stato in grado di prevedere. Una sorta di commissariamento nei fatti della gestione di un provvedimento che ha generato confusione, disagi e pesanti ripercussioni per cittadini, turisti e attività economiche.

Oggi arrivano soluzioni che avrebbero dovuto essere previste prima.

Meglio tardi che mai.

Resta però una domanda: era davvero necessario costringere anziani, famiglie e turisti a percorrere oltre un chilometro a piedi sotto il sole per comprendere che quella strada era sbagliata?

Se questa vicenda troverà una soluzione grazie all’intervento della Regione e dei sindaci delle isole, sarà la dimostrazione che il dispositivo originario era profondamente errato e che senza questi correttivi avrebbe continuato a produrre soltanto disagi.

Pozzuoli merita programmazione, ascolto e buon senso. Non improvvisazione.

INSIEME
Più Europa - Pozzuoli
Pozzuoli Decide
SPAZIO FLEGREO

31/05/2026

C’è chi non dorme di notte per inventarsi processi, idee e progetti per creare imprese ed attività e Poi c’è chi non dorme di notte combinare questi casini…

Non si può lasciare fare errori del genere a chi non paga in prima persona.
I danni oggi li subisce l’intera comunità, i commercianti, bar, tavole calde, potenziali operatori del comparto turistico ricettivo.

Pozzuoli non può continuare a essere trattata come un semplice punto di transito verso le isole.Con l’arrivo dell’estate...
29/05/2026

Pozzuoli non può continuare a essere trattata come un semplice punto di transito verso le isole.

Con l’arrivo dell’estate tornano, puntualmente, i problemi legati alla viabilità, agli imbarchi e alla gestione dei flussi turistici nel centro storico e nell’area portuale. Problemi reali, che richiedono regole, organizzazione e controlli seri.

Ma attenzione: ripristinare il decoro e la sicurezza non può trasformarsi nell’ennesimo provvedimento di facciata, utile solo a dare l’impressione che si stia intervenendo.

L’ordinanza che vieta la fermata dei pullman nell’area del porto rischia concretamente di scaricare il problema altrove, senza risolverlo davvero. E soprattutto rischia di colpire ulteriormente un tessuto commerciale che vive già una crisi profonda.

Perché la realtà è semplice: bar, pizzerie, attività commerciali, piccoli negozi e ristoranti della zona porto lavorano anche grazie a quei turisti diretti alle isole. Turisti che oggi, prima di imbarcarsi, consumano una colazione, prendono un caffè, acquistano qualcosa, mangiano una pizza o fanno una passeggiata nel centro storico.

Allontanare i pullman senza creare un’alternativa organizzata significa ridurre ancora di più queste presenze e impoverire ulteriormente un’economia locale già fortemente in sofferenza.

Non basta vietare. Bisogna governare.

Il rischio è che, nel nome del decoro, si finisca semplicemente per svuotare il centro storico, senza alcun beneficio reale per la viabilità e senza una vera strategia di gestione dei flussi turistici.

La vera sfida dovrebbe essere un’altra: trasformare il turismo di passaggio in una risorsa concreta per Pozzuoli.

Per questo servono soluzioni pratiche e organizzate:

• prevedere una zona di sosta rapida a pagamento nelle vicinanze del porto e del centro storico, con massimo due stalli dedicati ai pullman turistici;

• consentire fermate brevi e regolamentate esclusivamente per lo scarico dei viaggiatori e dei bagagli;

• introdurre un sistema di prenotazione o terminale di accesso per i bus turistici, con arrivi programmati almeno un’ora o un’ora e mezza prima dell’imbarco;

• incentivare la permanenza dei turisti in città attraverso servizi dedicati;

• creare punti custoditi per il deposito bagagli, anche a pagamento;

• prevedere un info point turistico nell’area portuale, capace di orientare i visitatori e valorizzare il patrimonio storico, culturale ed enogastronomico della città;

• valutare una biglietteria unica o servizi integrati per gli imbarchi, così da migliorare organizzazione e accoglienza.

Così si riduce il caos senza penalizzare il commercio.
Così si tutela davvero il decoro senza spegnere il centro storico.
Così si governa il turismo invece di subirlo.

Pozzuoli non è uno scalo.
È una città che merita di essere vissuta, valorizzata e sostenuta con scelte serie e lungimiranti.

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