Comitato ex Convitto Monachelle

Comitato ex Convitto Monachelle L'ex convitto delle Monachelle in Pozzuoli è una struttura non utilizzata da anni di proprietà del comune di Napoli, preda del degrado e dell'abbandono.

Da aprile 2017 è oggetto di un'opera di bonifica da parte della cittadinanza. L’ex Convitto delle Monachelle a Pozzuoli è una struttura non utilizzata da anni di proprietà del comune di Napoli, a lungo rimasta preda del degrado e dell’abbandono. L’edificio è stato oggetto di ristrutturazione per renderlo un ostello della gioventù, ma il processo è stato interrotto a lavori quasi ultimati. Da april

e 2017 la cittadinanza si sta dando da fare per rendere il posto di nuovo vivibile e svolge un’azione di presidio attivo sul luogo, relazione con le istituzioni e sviluppo progettuale. Unisciti alla discussione su Discord - https://discord.gg/xuUPTta
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PULI spiagge & fondali oggi alla spiaggia delle Monachelle
05/06/2026

PULI spiagge & fondali oggi alla spiaggia delle Monachelle

Venerdì 5 giugno dalle ore 9
03/06/2026

Venerdì 5 giugno dalle ore 9

Come non condividere l'appello delle compagnə dell'associazione Diatrema
07/05/2026

Come non condividere l'appello delle compagnə dell'associazione Diatrema

𝐋'𝐀𝐪𝐮𝐢𝐥𝐚 - 𝐏𝐨𝐳𝐳𝐮𝐨𝐥𝐢. 𝐅𝐢𝐠𝐥𝐢 𝐞 𝐟𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚𝐬𝐭𝐫𝐢. 𝐋𝐞 𝐝𝐮𝐞 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐞

A 284 famiglie sono stati negati i contributi per rendere di nuovo agibile le abitazioni da cui sono state sfrattate a seguito del terremoto del 20 maggio 2024. Per la quasi totalità di loro le motivazioni sono legate alla presenza di varie, in genere lievi, difformità edilizie.
È necessario che sia chiaro a tutti l’enorme ingiustizia che queste persone stanno subendo.
È proprio per questo che illustreremo in linee generali il modo diverso con cui Stato, istituzioni locali, forze politiche ed organizzazioni sindacali si sono comportati nei confronti di situazioni simili, anche se oggettivamente più gravi.
Il riferimento normativo fondamentale cui riferirsi è dato dal Testo Unico dell’edilizia (DPR 380/2001), in particolare con gli articoli 36 (Accertamento di conformità nelle ipotesi di assenza di titolo o totale difformità) e 36-bis (Accertamento di conformità nelle ipotesi di parziali difformità e di variazioni essenziali), ma soprattutto con l’articolo 49, comma 1, che così recita:
"𝘍𝘢𝘵𝘵𝘦 𝘴𝘢𝘭𝘷𝘦 𝘭𝘦 𝘴𝘢𝘯𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘥𝘪 𝘤𝘶𝘪 𝘢𝘭 𝘱𝘳𝘦𝘴𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘵𝘪𝘵𝘰𝘭𝘰, 𝘨𝘭𝘪 𝘪𝘯𝘵𝘦𝘳𝘷𝘦𝘯𝘵𝘪 𝘢𝘣𝘶𝘴𝘪𝘷𝘪 𝘳𝘦𝘢𝘭𝘪𝘻𝘻𝘢𝘵𝘪 𝘪𝘯 𝘢𝘴𝘴𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘥𝘪 𝘵𝘪𝘵𝘰𝘭𝘰 𝘰 𝘪𝘯 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘢𝘴𝘵𝘰 𝘤𝘰𝘯 𝘭𝘰 𝘴𝘵𝘦𝘴𝘴𝘰, 𝘰𝘷𝘷𝘦𝘳𝘰 𝘴𝘶𝘭𝘭𝘢 𝘣𝘢𝘴𝘦 𝘥𝘪 𝘶𝘯 𝘵𝘪𝘵𝘰𝘭𝘰 𝘴𝘶𝘤𝘤𝘦𝘴𝘴𝘪𝘷𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘢𝘯𝘯𝘶𝘭𝘭𝘢𝘵𝘰, 𝘯𝘰𝘯 𝘣𝘦𝘯𝘦𝘧𝘪𝘤𝘪𝘢𝘯𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘢𝘨𝘦𝘷𝘰𝘭𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘧𝘪𝘴𝘤𝘢𝘭𝘪 𝘱𝘳𝘦𝘷𝘪𝘴𝘵𝘦 𝘥𝘢𝘭𝘭𝘦 𝘯𝘰𝘳𝘮𝘦 𝘷𝘪𝘨𝘦𝘯𝘵𝘪 𝘯𝘦 𝘥𝘪 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘪𝘣𝘶𝘵𝘪 𝘰 𝘢𝘭𝘵𝘳𝘦 𝘱𝘳𝘰𝘷𝘷𝘪𝘥𝘦𝘯𝘻𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘰 𝘚𝘵𝘢𝘵𝘰 𝘰 𝘥𝘪 𝘦𝘯𝘵𝘪 𝘱𝘶𝘣𝘣𝘭𝘪𝘤𝘪. 𝘐𝘭 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘢𝘴𝘵𝘰 𝘥𝘦𝘷𝘦 𝘳𝘪𝘨𝘶𝘢𝘳𝘥𝘢𝘳𝘦 𝘷𝘪𝘰𝘭𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘥𝘪 𝘢𝘭𝘵𝘦𝘻𝘻𝘢, 𝘥𝘪𝘴𝘵𝘢𝘤𝘤𝘩𝘪, 𝘤𝘶𝘣𝘢𝘵𝘶𝘳𝘢 𝘰 𝘴𝘶𝘱𝘦𝘳𝘧𝘪𝘤𝘪𝘦 𝘤𝘰𝘱𝘦𝘳𝘵𝘢 𝘤𝘩𝘦 𝘦𝘤𝘤𝘦𝘥𝘢𝘯𝘰 𝘱𝘦𝘳 𝘴𝘪𝘯𝘨𝘰𝘭𝘢 𝘶𝘯𝘪𝘵𝘢 𝘪𝘮𝘮𝘰𝘣𝘪𝘭𝘪𝘢𝘳𝘦 𝘪𝘭 𝘥𝘶𝘦 𝘱𝘦𝘳 𝘤𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘮𝘪𝘴𝘶𝘳𝘦 𝘱𝘳𝘦𝘴𝘤𝘳𝘪𝘵𝘵𝘦 𝘰𝘷𝘷𝘦𝘳𝘰 𝘪𝘭 𝘮𝘢𝘯𝘤𝘢𝘵𝘰 𝘳𝘪𝘴𝘱𝘦𝘵𝘵𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘥𝘦𝘴𝘵𝘪𝘯𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘦 𝘥𝘦𝘨𝘭𝘪 𝘢𝘭𝘭𝘪𝘯𝘦𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘪 𝘪𝘯𝘥𝘪𝘤𝘢𝘵𝘪 𝘯𝘦𝘭 𝘱𝘳𝘰𝘨𝘳𝘢𝘮𝘮𝘢 𝘥𝘪 𝘧𝘢𝘣𝘣𝘳𝘪𝘤𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦, 𝘯𝘦𝘭 𝘱𝘪𝘢𝘯𝘰 𝘳𝘦𝘨𝘰𝘭𝘢𝘵𝘰𝘳𝘦 𝘨𝘦𝘯𝘦𝘳𝘢𝘭𝘦 𝘦 𝘯𝘦𝘪 𝘱𝘪𝘢𝘯𝘪 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘪𝘤𝘰𝘭𝘢𝘳𝘦𝘨𝘨𝘪𝘢𝘵𝘪 𝘥𝘪 𝘦𝘴𝘦𝘤𝘶𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦".
A nostro avviso questa norma, laddove nei fatti impedisce, come nella situazione di Pozzuoli, la possibilità di rientrare nella propria abitazione, danneggiata da cause naturali, è una vera e propria infamia, che finisce con l’imporre nei fatti una sanzione sproporzionata rispetto all’illecito fatto. L’obbligo di rispettare le discipline edilizie viene in collisione in questi casi in maniera eclatante col diritto di usufruire della propria abitazione.
Molti saranno in disaccordo con questa nostra considerazione. Sta di fatto, però, che lo stesso Stato, quando si è trovato di fronte il problema di applicare questa norma a catastrofi naturali, l’ha in qualche modo aggirata e disinnescata, dandoci indirettamente ragione. Facciamo riferimento qui alle modalità con cui si sono operate le ricostruzioni delle aree sconvolte dagli ultimi due grandi sismi che hanno colpito l’Italia Centrale, quello dell’Aquila del 2009 e quello di Amatrice del 2016.
È noto che la ricostruzione a L’Aquila stentò a partire, provocando grandi proteste fra i terremotati, sfociate anche in momenti di altissima tensione, come il 7 luglio del 2010, quando migliaia di aquilani si recarono a Roma per protestare contro la gestione della ricostruzione, dando vita a scontri con le forze dell'ordine a Piazza Venezia e nei pressi di Palazzo Grazioli. Non è il caso di fare una ricapitolazione del processo che portò allo stanziamento dei fondi per la ricostruzione e all’avvio delle procedure. Quel che ci interessa è che da subito ci si misurò col fatto che moltissimi interventi risultavano bloccati per la presenza di difformità edilizie nelle case da riparare. Una cosa del tutto ovvia, visto che ognuno dei 56 comuni del cratere aveva il suo centro storico, con case di vecchia costruzione, in cui nei decenni si erano accumulate modifiche interne. Fu necessario allora delineare ed avviare un percorso di sanatoria.
La sanatoria per la ricostruzione post-terremoto 2009 all’Aquila è, quindi, un processo finalizzato a regolarizzare le difformità edilizie emerse durante gli interventi di riparazione o ricostruzione privata. Grazie a specifiche norme regionali e nazionali, è stato possibile sanare lievi difformità e regolarizzare manufatti realizzati dopo il sisma, a determinate condizioni. Alcune di queste norme, le principali in verità, sono state pensate anche per gli interventi di ricostruzione successivi al sisma di Amatrice nel 2016.
Per non tediare il lettore, indichiamo i principali provvedimenti adottati con i rispettivi riferimenti legislativi:
Il principale è il DL 55/2018 (convertito in Legge 77/2018) ed è qui che i destini dei terremotati dell’Aquila e quelli dei terremotati di Amatrice si intrecciano, perché molte norme di “semplificazione” pensate per i terremotati del 2016, contenute nell’art. 1-sexies DL 55/2018, vengono estese con l'art. 20-bis del DL 152/2021 (L. 233/2021) agli immobili danneggiati dal sisma 2009 in Abruzzo, consentendo di regolarizzare molte difformità strutturali o edilizie.
Elenchiamo allora le cose più interessanti per noi previste dal DL 55/2018 dopo la sua conversione in legge:
L’art. 03 prevede l’allargamento del perimetro dei contributi pubblici per la ricostruzione privata, con inclusione degli interventi per l'eliminazione delle barriere architettoniche e per l'adeguamento energetico e antincendio negli edifici (distrutti o danneggiati).
L’art. 05 stabilisce che per gli interventi di riparazione di edifici con lievi danni, i progetti possono riguardare non solo l'intero edificio ma anche singole unità immobiliari, con l'asseverazione del progettista. Ma la cosa più importante di questo articolo è che con esso vengono prorogati i termini per la presentazione della richiesta dei contributi.
L’art. 07 prevede la cosiddetta “sanatoria casette”, cioè le numerose case di emergenza installate autonomamente in aree di loro proprietà dai proprietari di case sgomberate, viene ricondotta nell'ambito delle attività di edilizia libera previste dal TUE nel caso di interventi temporanei a carattere emergenziale. La sanatoria riguarda sia proprietari (o parenti fino al terzo grado), sia usufruttuari, sia titolari di diritti reali di godimento. I proprietari avrebbero dovuto smantellare la casetta entro 90 giorni dall'ordinanza di agibilità dell'immobile principale danneggiato, ma vedremo più avanti come invece si è sviluppata la faccenda.
L’art. 08 estende i contributi previsti dall’art. 03 anche alla ricostruzione di edifici non allacciati alle reti di servizi pubblici e agli immobili collabenti dichiarati di interesse culturale.
L’art. 1 quater deroga alle distanze dal confine stradale. È consentita la demolizione e ricostruzione degli immobili danneggiati o distrutti dal terremoto, anche all'interno della fascia di rispetto stradale, a condizione di non pregiudicare la sicurezza stradale.
L’art. 1-sexies (che è poi quello esteso anche ai terremotati del 2009) prevede che in caso di “lievi difformità edilizie” riscontrate su edifici distrutti e danneggiati dentro i comuni del cratere - a causa di interventi effettuati prima del sisma senza aver presentato la Scia - sarà possibile presentare una richiesta di contributo insieme a una “segnalazione certificata di inizio attività in sanatoria” (in deroga al dpr 380/2001, il famoso Testo Unico dell’Edilizia, altrove indicato come TUE). In virtù di ciò, il proprietario dovrà pagare una sanzione variabile tra i 516 e i 5.164 euro, determinata dal Rup comunale in relazione all'aumento di valore determinato dall'abuso.
L’articolo prevede anche una sanatoria sulle difformità sismiche che riguardano gli immobili per i quali è stata fatta domanda di sanatoria in occasione di uno dei tre precedenti condoni edilizi, ma che non è stata condotta a termine. Il “condono speciale” scatta, quindi, per tutti gli edifici danneggiati o distrutti dal sisma sul territorio delle quattro regioni del Centro Italia: la certificazione di idoneità sismica può essere sostituita da una perizia del tecnico incaricato il quale può firmare un certificato di idoneità statica ai sensi del DM 15/05/1985(disposizioni sugli accertamenti da eseguire ai fini della certificazione dell'idoneità statica delle costruzioni abusive). Da notare su questo punto, che così per gli edifici che rientrano nel “condono speciale” il limite di cubatura aggiuntiva condonabile è addirittura del 30%.
L’articolo inoltre prevede una ulteriore deroga del TUE (in particolare del comma 2-ter dell’art. 34 del D.P.R. n. 380/2001) che stabiliva che non costituiscono parziale difformità dal titolo abilitativo le violazioni di altezza, distacchi, cubatura o superficie contenute entro il 2% delle misure progettuali. Tale limite di tolleranza costruttiva viene elevato al 5%. Ma non solo, mentre le tolleranze costruttive non si applicano per gli immobili sottoposti a vincoli paesaggistici o culturali, qui viene prevista per questi immobili una tolleranza del 2%.

Come si può vedere, il trattamento riservato ai terremotati del Centro Italia del 2009 e 2016 è di gran lunga migliore di quello riservato ai nostri sgombrati, ma c’è una ciliegina sulla torta, cui avevamo già accennato prima a proposito della sanatoria casette. Queste dovevano essere demolite una volta che i proprietari potevano rientrare nelle loro abitazioni principali sgomberate. Ebbene, con la Legge Regionale Abruzzo 11/2020, la cosiddetta “Legge Santangelo” (che modifica la 28/2011) vengono legittimate la maggior parte delle “casette” costruite abusivamente dopo il sisma, che invece dovevano essere demolite.

Di fronte a tutte queste norme, ci viene innanzitutto da chiedere al solito Ciciliano, che ha dichiarato il 20 aprile scorso che l’esclusione dai contributi a causa di difformità edilizie è un criterio di legalità, a quale legalità si riferisce, dato che la stessa legalità ha previsto soluzioni ben diverse nel Centro Italia.

23/04/2026

Conosco da circa venti anni il partito dei CARC e conosco alcuni degli indagati perquisiti dalla polizia giudiziaria, su ordine della Procura della Repubblica di Napoli, per il reato di associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico.

Premetto che da ex magistrato nutro fiducia nella professionalità e nell’autonomia ed indipendenza della magistratura.
Così come prendo le ovvie distanze da ogni riferimento anche lontanamente positivo che si possa fare alla tragica stagione delle brigate rosse che ha portato solo morti, lutti, tragedie e misteri ancora insoluti. Ho partecipato a diverse iniziative organizzate dal partito CARC e non ho mai avuto la sensazione di trovarmi in un covo di terroristi.

Eppure da magistrato mi sono occupato di mafie, terrorismo ed eversione dell’ordine democratico. Da ultimo mi avevano invitato, qualche giorno fa, ad un incontro che aveva ad oggetto l’attuazione della Costituzione. E la carta costituzionale è l’antitesi del terrorismo ed è l’apoteosi della resistenza.
Con loro abbiamo sempre discusso, nella reciproca autonomia, di giustizia sociale, diritti costituzionali, lotta al sistema, contrasto alle mafie istituzionali, beni comuni, masse popolari. Mai in nessuna discussione, in nessun incontro, in alcun dibattito, ho avuto la percezione di alcuna simpatia, nemmeno lontana, per stagioni buie e tragiche della nostra repubblica.

L’accusa di terrorismo è davvero inquietante e assai pesante. Le opinioni, anche quelle più deprecabili, non possono essere equiparate a condotte terroristiche. Se qualcuno inneggia al terrorismo e alle brigate rosse non avrà di certo il mio sostegno, ma sinora, almeno nella mia città, io ho visto il partito dei CARC sempre schierato dalla parte dei più deboli, della giustizia, dei diritti, della costituzione e del popolo.
Le opinioni sono una cosa, il terrorismo è un’altra cosa.

Le opinioni non possono essere una questione giudiziaria, ma sono materia politica, non possono essere processate, il terrorismo è invece un fatto troppo serio ed il terrorismo che in questo momento conosco e che vedo purtroppo impunito è quello che si è consumato contro il popolo palestinese anche con la complicità del governo italiano.

Foto Circo Fusco / Ansa

06/04/2026

Lunedì dell'Angelo a monachelle. Per i cittadini residenti e tanti tantissimi giovani di Napoli.

Al Presidente della Regione Campania, R. Ficop.c. all' Ass. Regionale Politiche Sociali,A.Mornirolip.c. al Sindaco del C...
09/03/2026

Al Presidente della Regione Campania, R. Fico
p.c. all' Ass. Regionale Politiche Sociali,A.Morniroli
p.c. al Sindaco del Comune di Napoli, G. Manfredi
p.c. all' Ass. Bilancio del Comune di Napoli, P.P.Baretta
p.c. al Sindaco del Comune di Pozzuoli, L. Manzoni
p..c. ai Consiglieri Comunali di Pozzuoli

Oggetto : Richiesta di incontro in merito al " Bene Comune" ex convitto delle Monachelle. Rsponsabilità e competenze della Regione Campania in base alla Legge Regionale n.65/80 e alla Legge Regionale n.11 del 2007.

Gentile Presidente Roberto Fico ,facciamo appello alla sua sensibilità per un intervento riparatorio a scelte errate effettuate dalla Presidenza della Regione Campania nel 1980.
La Presidenza della Regione Campania in base alla L.R.n 65/80, ha trasferito la proprietà dell ex convitto delle Monachelle - Asilo Vittorio Emanuele III - in capo al Comune di Napoli ( ente dove l'istituto aveva sede legale) anziche' al Comune di Pozzuoli ( territorio dove l'istituto IPAB ha svolto prevalentemente le sue attivita).
Una duplice possibilità prevista dallo stesso art.5 della Legge Regionale n.65 del 1980.

Ricordiamo che sul complesso immobiliare delle monachelle gravano vincoli di donazione e di destinazione d'uso sociale, oltre ai vincoli di tutela di Bene Culturale, di tipo storico-architettonico e paesagistico.

Dal 1980 il bene è lasciato in stato di degrado ed abbandono, e non è stata garantita continuità delle prestazioni sociali, come invece espressamente prescriveva l'art.4 della L.R. 65/80 , che così recita :

"I Comuni destinatari delle funzioni trasferite effettuano la ricognizione degli scopi delle II.PP.AA.BB. soppresse; ne assicurano la continuazione delle attività con gli adeguamenti alle nuove esigenze sociali, assicurando per quanto possibile il rispetto dei fini originari."
Per scongiurare tale evenienza lo stesso art.5 comma 4 della Legge Regionale n.65/1980 , prevedeva : " Nei futuri programmi regionali di organizzazione dei servizi assistenziali, da elaborarsi in collaborazione con i Comuni, sarà possibile prevedere la cessione dei beni immobili cadenti fuori dei rispettivi territori comunali, in favore dei Comuni territorialmente interessati, fermo restando il vincolo di destinazione".

Le chiediamo un incontro, per :
1) approfondire il tema auspicando un autorevole intervento della Presidenza della Regione Campania, in quanto ente sovraordinato ai due Comuni di Napoli e Pozzuoli :
2 ) valutare le potenziali opportunità che può eventualmente offrire alla rigenerazione del complesso immobiliare " asilo v.e.III " la " Legge per la dignità e la cittadinanza sociale"
L.R.n.11/2007, art.51 c.2 :"Finalità del fondo sociale regionale" :
" A partire dal bilancio regionale di previsione del 2008 è istituito un fondo per le spese di investimento, destinato a concorrere alla realizzazione, ristrutturazione o acquisto di strutture sociali o socio-sanitarie, mediante contributi in conto capitale, in coerenza con la programmazione regionale o dei piani di zona locali. L' entità di tale fondo è stabilito annualmente con legge di bilancio.";

Pertanto, considerato gli esiti negativi di tante richieste e sollecitazioni inoltrate da circa 10 anni agli amministratori di Napoli e Pozzuoli, Le chiediamo un intervento finalizzato al ripristino della funzione storica e sociale del Bene, in coerenza ai bisogni sociali del territorio, che una eventuale alienazione a privati inevitabilmente comprometterebbe.

In attesa Le inviamo
Cordiali saluti
Comitato ex Convitto Monachelle

"Al Comune di Pozzuoli, l'immobile delle Monachelle, lo cediamo anche a PREZZI STRACCIATI, se presenta una richiesta ser...
07/03/2026

"Al Comune di Pozzuoli, l'immobile delle Monachelle, lo cediamo anche a PREZZI STRACCIATI, se presenta una richiesta seria e credibile"
Da P. P. Baretta, Assessore al Bilancio e Patrimonio del Comune di Napoli, alla
delegazione del comitato monachelle, presenti anche Iaia De Marco in rappresentanza della Lega Navale sez di Pozzuoli e Ciro Di Francia per ass. Nuova Dicearchia.
Incontro avvenuto il 25 giugno 2025 presso la sede dell assessore a Palazzo San Giacomo.
" Non è mai troppo tardi ".
Il Bene Comune Monachelle è un tema che deve vedere interesse di tutta la Comunità Flegrea.
Con il protagonismo di tutti i cittadini e dei consiglieri comunali. Non è un "affare" o una decisione che può riguardare il solo Sindaco di Pozzuoli.
Al nostro invito a collaborare, il Sindaco Manzoni, nell'incontro avvenuto il 19 gennaio 2023 ( vedi foto) ci rispose : " lasciateci fare in autonomia gli opportuni passaggi tra enti ".
Gli esiti di questi passaggi sono registrati ( nulla di fatto ) sia nella dichiarazione dell'ass. Baretta che nella relazione al consiglio fatta dall ex ass. Bandiera il 30 gennaio 2024.

https://www.facebook.com/share/v/1GU9e6Z4m1/

Cliccando il link è possibile ascoltare l'ass. Bandiera in merito alla interlocuzione avvenuta con gli amministratori del Comune di Napoli , vicesindaco Laura Lieto e ass.al Bilancio e Patrimonio P.P.Baretta.

Noi non sappiamo quantificare il " prezzo stracciato " per acquisire l'immobile delle monachelle. Forse all'incirca un milione di euro.

Perché il Comune di Pozzuoli in assenza di alternativa dovrebbe sborsare tale cifra pur di acquisire il bene ed avviare un dignitoso processo di rigenerazione urbana dell'intera area ?

A questa domanda è lo stesso assessore Bandiera ( vedi il link sopra ) ad indicare le motivazioni.
Noialtri, per quanto ci sarà possibile, continueremo a sostenere la necessità di riqualificare il bene realizzando la " CITTADELLA FLEGREA PER I GIOVANI"
Un centro polifunzionale con un :
- Cinema- Teatro
- Ostello / Studentato per giovani al primo e secondo piano.( circa 250 posti letto.
- Colonia marina a piano terra ( 16 posti letto )
- Sala conferenze
- Spazio co-working
- Biblioteca
- Scuola velica
- Cucina - sala pranzo
- Bar
- Parco Pubblico

Cura del verde, del blu e dell'anima!
08/02/2026

Cura del verde, del blu e dell'anima!

17/12/2025

L’azione del gruppo “Mare Libero Pozzuoli”

16/12/2025

Giovedì 18 dicembre alle ore 16.00 ci riuniamo come Rete Associazioni e Comitati aderenti alla costituenda aggregazione delle associazioni puteolane e flegree.
La rete ha deciso di darsi il nome di OASI.

Per associazioni, comitati e gruppi di cittadine/i che fossero interessati l'appuntamento è per il 18 dicembre alle ore 16 presso la sala eventi della biblioteca di Palazzo Toledo in Pozzuoli.

Indirizzo

Via Raimondo Annecchino, 123M
Pozzuoli
80078

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