Benvenuti nella pagina Facebook dell'Oasi di Sant'Alessio. COS'E' L'OASI
L'Oasi non è uno zoo né un safari park: è un parco faunistico dedicato alla flora e alla fauna, dalla Pianura Padana alla foresta pluviale: un laboratorio naturalistico a cielo aperto in cui è stato completamente ribaltato l’approccio alla ricostruzione ambientale. A Sant’Alessio si è innanzitutto rinunciato a un progetto rig
ido, lasciando che fosse la natura a far da guida e limitandosi ad assecondarla. In secondo luogo è stato imposto un “nuovo” modello di conservazione della natura, definito "umanistico e liberale", al posto di quello che va per la maggiore, troppo aristocratico, paternalistico e rigido, e quindi incapace di adeguarsi ai cambiamenti delle situazioni reali. LE ORIGINI
L'Oasi iniziò a nascere nel 1973, quando Antonia e Harry Salamon acquistarono il castello di Sant'Alessio e quel poco di terra che gli sta intorno tuttora. A parte la passione, un po' scientifica e un po' sentimentale per l'architettura medievale, c'era il progetto, accarezzato dall'infanzia e dall'infanzia preparato, di creare un allevamento di specie in pericolo, per ripopolarne la natura. Antonia e Harry avevano una preparazione scientifica e una cultura liberale e pragmatica. Conoscevano la situazione della natura -in Italia e non solo- ed erano convinti che, per salvarne il salvabile, l'uomo dovesse darsi da fare. Dal 1973 fino ai primi anni Novanta, l'Oasi non era aperta al pubblico: i proprietari hanno dedicato tutta la loro vita alla ricostruzione dell’ambiente dell’Oasi. Essa era, in origine, un grande campo per l’agricoltura industriale. Non c'era un solo albero, un maleodorante rigagnolo -chiamarlo fogna sarebbe fargli un complimento- la attraversava tutta. Quel che oggi si vede è stato tutto costruito dopo. Ci sono voluti anni per scavare stagni e ruscelli, allestire boschi e creare paludi e prati. LA RICOSTRUZIONE DELLE CATENE ALIMENTARI
Cominciammo a creare voliere e altri spazi, dove la ricostruzione della natura non si limitasse, come nel cosiddetto bioparco, a uno statico diorama in cui una, sia pur meticolosa, ricostruzione ambientale fa soltanto da sfondo alla presenza degli animali. Al contrario, ricostruimmo, almeno in parte: le catene alimentari; le relazioni fra specie che in natura convivono e interagiscono; l’azione delle specie spazzine e predatrici. In altre parole, abbiamo replicato, per quanto possibile, quella situazione di apparente e temporaneo equilibrio che la semplificazione divulgativa chiama "equilibrio ecologico". Il risultato non è stato soddisfacente solo dal punto di vista didattico, ma ha dimostrato anche che, riportati a condizioni di vita finora ignote in cattività, i nostri animali recuperano i comportamenti originali: per esempio, la pesca in rastrello delle spatole, l’allevamento di una prole che, quando viene reimmessa in natura, non presenta i limiti fisici e culturali che abitualmente ne rendono difficile la reintroduzione. E il risultato è stato spettacolare. Migliaia di coppie di uccelli selvatici scelgono, ogni primavera, di nidificare nell’Oasi. Ancora oggi, tutti gli anni, una specie nuova, o più di una, si aggiunge alla lista; anche se forse non sarà facile provare di nuovo l’emozione di assistere alla nostra prima nidificazione coloniale di Aironi, nel 1992, con 130 nidi, oggi giunta a superare i trecento (e anche cinquecento negli anni umidi). In tarda primavera, quando in meno di mezzo ettaro si possono ammirare forse duemila Aironi, intenti alle loro faccende, la mente corre ai grandi spettacoli naturali delle paludi d’Africa. L'APERTURA AL PUBBLICO
Nel 1993 la situazione generale dell'economia italiana attraversava uno dei suoi periodi di stanca. Ci trovavamo a un bivio: trovare altri soldi o ridurre l'impegno dell'allevamento, che costava allora ben oltre un centinaio di milioni all'anno, che non avevamo. Così trasformammo l'Oasi in un servizio, aprendola al pubblico. Oltre alla speranza di non dover rinunciare al discreto lavoro fatto fino allora, ci piaceva l'idea di condividere la bellezza di questo luogo, che era - e purtroppo è ancora - l'unico di questo genere in Italia. La porzione naturale, che da un anno includeva la sola garzaia creata dall'uomo (Francesi e Americani ci provano da decenni, senza risultati), frequentata da innumerevoli esemplari selvatici, sia stanziali che, in inverno, di passo, ci stava però a cuore e temevamo che il flusso dei visitatori avrebbe allontanato alcune specie e, in particolare, gli Aironi. Ci facemmo però coraggio. Scoprimmo presto, con qualche sorpresa, che gli animali selvaggi che popolavano il nostro ambiente tolleravano bene la presenza umana. Osammo, un passo alla volta, costruire camminamenti "segreti", tunnel naturalistici nascosti alla vista degli animali, che consentono ora al visitatore di penetrare nel cuore della garzaia (così si chiama, in gergo, la nidificazione coloniale degli Aironi), o a pochi centimetri dal martin pescatore e dal picchio rosso, o a pochi metri dai fenicotteri, dalle cicogne, dai mignattai, dagli scoiattoli. Tutti liberi e selvatici, come decine e decine di altre specie. Ricorremmo agli specchi dei confronti all’americana per portarci, non visti, nell’intimità della vita degli uccelli. Per gli ambienti naturali, popolati da animali selvatici, spontanei o immessi da noi (cicogna, cavaliere d’Italia, mignattaio, picchio, gru europea e così via), abbiamo invertito il concetto di parco faunistico, creando un reticolo di strutture in cui è il visitatore, ingabbiato e nascosto, ad avvicinarsi e poter spiare la natura selvaggia. COME ARRIVARE
In auto
http://www.oasisantalessio.org/-come-raggiungere-loasi-di-sant-alessio.html
Treno+auto
L'Oasi dista solo 10 km dalla Stazione ferroviaria di Pavia. Si segnala che presso la piazza della stazione è presente un servizio di car sharing prenotabile online e con numero verde, a partire da 5 euro l'ora senza costi chilometrici per le auto elettriche. Per info: https://www.carsharing-evai.it/web/evai/costi
INGRESSO
Adulti € 15
Bambini dai 3 ai 12 anni: € 12
Portatori di handicap in carrozzella: € 12
Accompagnatori di portatori di handicap in carrozzella: gratuiti
Anziani giorni feriali (da lunedì a sabato): € 12
Nell'Oasi non sono ammessi animali domestici. Disponiamo di spaziosi box all'aperto per cani. La tessera di associazione annua alla Società Pavese di Ornitolgia del valore di € 5 (obbligatoria) è compresa nelle somme indicate. Ogni ingresso successivo nello stesso anno solare costerà quindi € 5 in meno presentando la tessera in corso di validità in abbinamento a un documento di identità. IMPORTANTE
Nei mesi di febbraio e marzo per ogni ingresso verrà dato un buono omaggio per un ingresso successivo, da utilizzarsi nel corso dell'anno. RISTORAZIONE
Nell'Oasi è presente un bar con possibilità di pasti caldi, oltre a panini, toast, pizze, focacce. Ogni domenica e nelle giornate festive: grigliata di carne con patate fritte
Adulti € 14
Menu bambini € 10
Bibite a parte
REGOLE DELL'OASI
Alle Oasi è vietato fumare, se non nella zona bar e pic nic (mozziconi non spenti hanno causato in passato incendi e devastazioni). I genitori sono invitati a tener sotto controllo i bambini e, a differenza di altri parchi, è vietato urlare e lasciarli liberi di scorrazzare tra i sentieri (a loro è dedicata un'ampia area giochi e pic nic). Molte specie aviarie sono osservabili da dietro speciali vetri a specchio protetti, all'interno, da tendine di plastica avvolgibili per permettere l'osservazione e la fotografia. Viene altamente raccomandato di riabbassare le tendine perché gli uccelli, attratti dall'effetto riflesso dello specchio, possono volarci contro. E' fatto divieto di dare da mangiare agli animali e/o disturbarli nelle loro attività. Con la sottoscrizione della tessera dell'Oasi il visitatore accetta le regole e si impegna a rispettarle, pena allontanamento dalla Struttura. PER ULTERIORI INFORMAZIONI: www.oasisantalessio.it