17/10/2018
REFERENDUM PROVINCIALE SULL'ACQUA PUBBLICA DEL 18 NOVEMBRE: IL DOPPIOGIOCO DEL PD BRESCIANO
Acque Bresciane Srl è la società attualmente controllata al 100% da soggetti pubblici (tra cui la stessa Provincia di Brescia) che già oggi gestisce il servizio idrico in poco più del 50% dei comuni bresciani. Nella restante parte dei Comuni della Provincia di Brescia sono invece ancora in essere concessioni per la gestione del servizio idrico integrato a favore di soggetti (soprattutto A2A) diversi da Acque Bresciane Srl. E' già previsto che a scadenza delle varie concessioni in essere nei Comuni nel quale il servizio idrico non è attualmente gestito da Acque Bresciane Srl, tale concessione venga di fatto trasferita "automaticamente" alla stessa Acque Bresciane Srl (per esempio entro il 2023 scade la concessione in 21 Comuni del bresciano). Pertanto, a regime Acque Bresciane Srl è destinata a gestire il servizio idrico integrato in tutta la Provincia di Brescia e quindi a svolgere un ruolo fondamentale nella gestione dell'acqua.
Nel 2015 l'Assemblea dei Sindaci dei molteplici Comuni del territorio bresciano, votò (a maggioranza) a favore del progetto di privatizzazione del 49% di Acque Bresciane Srl proposto dalla Provincia di Brescia, soprattutto sotto l'impulso del PD e di Forza Italia.
Contro questo progetto di privatizzazione, il Comitato Referendario Acqua Pubblica Brescia è riuscito a far indire un referendum, previsto per il prossimo 18 Novembre. Con il Sì, i bresciani potranno bloccare il progetto di parziale privatizzazione di Acque Bresciane Srl.
Dagli organi di informazione veniamo a conoscenza che anche il PD bresciano inviterà a votare Sì al Referendum, smentendo quindi il sopra descritto percorso fatto di delibere degli organi competenti che pareva lasciar supporre un atteggiamento del tutto opposto.
Non solo. Per poter indire il Referendum era inoltre necessario il voto favorevole di almeno 25 consigli comunali che rappresentassero il 3% della popolazione bresciana. Ebbene, nell'estate 2017 il Pd provinciale scrisse una lettera ai sindaci bresciani (la foto riporta questa lettera) invitandoli a non aderire alla mozione del Comitato Referendario che cercava di ottenere un numero di delibere dei Consigli comunali sufficiente per indire il Referendum.
Oggi il PD smentisce se stesso e cambia rotta.
Se quella per il Sì al Referendum è la posizione unica e genuina del PD bresciano, lo stesso PD dovrebbe attivarsi perché la Provincia ritiri immediatamente il progetto di privatizzazione parziale di Acque Bresciane Srl e proponga all'Assemblea dei Sindaci bresciani di deliberare in tal senso.
Diversamente saremo di fronte ad una presa di posizione esclusivamente opportunistica e doppiogiochista, cui il PD bresciano ormai ci ha da tempo abituati (si veda il recente caso della discarica Castella 2).
Anche perché a questo punto diventa difficile spiegare ai bresciani perché si è arrivati al Referendum se veramente la stragrande maggioranza delle forze politiche era contraria alla privatizzazione di Acque Bresciane Srl. Ci auguriamo che alle affermazioni di principio a favore del Sì segua per lo meno un impegno fattivo per favorire la massima partecipazione dei bresciani alle urne.
I profitti derivanti dalle gestione del ciclo dell'acqua integrato sono notevoli (lo dimostrano i bilanci di alcune società quotate in Borsa); riteniamo che sull'acqua, quale elemento essenziale per la vita, obiettivi primari debbano essere altri che il mero profitto. Per esempio anche la diminuzione della tariffe, se i costi di gestione e gli investimenti da fare lo consentono. Pertanto non solo bisogna garantire che la proprietà del gestore sia in mano pubblica, ma si deve anche favorire l'effettivo controllo da parte dei cittadini sulla gestione del ciclo idrico integrato al fine di garantire la natura di bene comune dell'acqua.
Il Movimento 5 Stelle di Brescia, oltre ad essersi già mobilitato insieme ad altri soggetti politici e della società civile per la sua riuscita, conferma il proprio Sì convinto al Referendum provinciale per la gestione pubblica dell'acqua del 18 Novembre ed invita i bresciani di qualsiasi appartenenza politica a partecipare al Referendum ed a farsi parte attiva nel diffondere le ragioni del Sì al Referendum.