27/07/2024
L'ORIGINE DEL MALE
Questo un pezzo delle trascrizioni dei colloqui fatti in carcere tra Filippo Turetta e suo padre.
Dice Turetta padre: "𝗛𝗮𝗶 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝗼𝘀𝗮, 𝗽𝗲𝗿𝗼̀ 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗲𝗶 𝘂𝗻 𝗺𝗮𝗳𝗶𝗼𝘀𝗼, 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗲𝗶 𝘂𝗻𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗮𝗺𝗺𝗮𝘇𝘇𝗮 𝗹𝗲 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲, 𝗵𝗮𝗶 𝗮𝘃𝘂𝘁𝗼 𝘂𝗻 𝗺𝗼𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗱𝗲𝗯𝗼𝗹𝗲𝘇𝘇𝗮. 𝗡𝗼𝗻 𝘀𝗲𝗶 𝘂𝗻 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗼𝗿𝗶𝘀𝘁𝗮. 𝗗𝗲𝘃𝗶 𝗳𝗮𝗿𝘁𝗶 𝗳𝗼𝗿𝘇𝗮. 𝗡𝗼𝗻 𝘀𝗲𝗶 𝗹'𝘂𝗻𝗶𝗰𝗼. 𝗖𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗶 𝗽𝗮𝗿𝗲𝗰𝗰𝗵𝗶 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗶. 𝗣𝗲𝗿𝗼̀ 𝘁𝗶 𝗱𝗲𝘃𝗶 𝗹𝗮𝘂𝗿𝗲𝗮𝗿𝗲".
𝗖𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗶 𝟮𝟬𝟬 𝗳𝗲𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝗰𝗶𝗱𝗶. 𝗣𝗼𝗶 𝗮𝘃𝗿𝗮𝗶 𝗶 𝗽𝗲𝗿𝗺𝗲𝘀𝘀𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝘂𝘀𝗰𝗶𝗿𝗲, 𝗽𝗲𝗿 𝗮𝗻𝗱𝗮𝗿𝗲 𝗮𝗹 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼, 𝗹𝗮 𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝘁𝗮̀ 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲. 𝗡𝗼𝗻 𝘀𝗲𝗶 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝘁𝗲, 𝗻𝗼𝗻 𝘁𝗶 𝗱𝗲𝘃𝗶 𝗱𝗮𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗹𝗽𝗲 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝘁𝘂 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝗼𝘁𝗲𝘃𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹𝗹𝗮𝗿𝘁𝗶"
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Giulia è stata presa a botte con estrema violenza e uccisa: l'omicidio diventa un generico "qualcosa", che già fanno in molti quindi mal comune, che vuoi che sia...
Ma se "non è stato lui", chi è stato? E chiunque o qualsiasi cosa sia stato,l'ha fatto comunque tramite le sue mani, quindi nemmeno nessuna corresponsabilità? Proprio non poteva in alcun modo controllarsi? E la sua prossima compagna dovrà mettere in conto che, qualora dovesse ricadere in un'altra di quelle sue "piccole" debolezze, potrebbe rimanere uccisa?
"Ogni scarrafone è bello a mamma e papà sua"
Il problema che queste parole rivelano è prima di tutto educativo: mancanza di educazione alla autonomia esistenziale (che non significa necessariamente solitudine ma capacità di non far dipendere emotivamente la propria esistenza da quella di altri), mancanza di educazione alla *resilienza emotiva* cioè a non farsi sopraffare dalla paura del rifiuto e della perdita di una relazione; mancanza di educazione al rispetto della volontà degli altri e dei progetti che hanno e coltivano per se stessi, soprattutto quando non vanno nella stessa direzione dei nostri.
Facendosi sopraffare dalla paura, per evitare la propria autodistruzione, ha preferito riversare questa sopraffazione su di lei.
Quindi non solo immaturità emotiva ma anche egoismo, assenza di progetti per sé stessi e determinazione nel raggiungerli... sostanzialmente il vuoto.
Secondo
Non ha turbe psichiche, il soggetto è o appare sano, nella norma...
Tuttavia 👇
https://www.statoquotidiano.it/23/11/2023/i-genitori-di-turetta-dovevamo-preoccuparci-perche-dormiva-con-lorsacchiotto/1047925/
l' Orsacchiotto era diventato un succedaneo del rapporto con la ex, dopo che lei ha deciso di lasciarlo: in assoluto non c'è nulla di male in questo tipo di reazione, però è segno di elevato infantilismo, incapacità a gestire le emozioni e... quando queste prendono il sopravvento... È LI in, quel momento che il soggetto può perdere lucidità e completamente la testa rimanendo in uno stato alterato anche per lunghi periodi, nei quali progetta l'omicidio.
Questo ovviamente non sminuisce le sue responsabilità perché era comunque perfettamente in grado di intendere e volere ma per pigrizia mentale, non ha esercitato la volontà sull'eccesso di emotività
Una mancanza di educazione alla autodisciplina.
Il problema è anche culturale collettivo: certamente questo tipo di reazione avrebbe potuto prodursi su chiunque ma statisticamente si produce soprattutto verso il partner e specialmente da quello maschile verso quello femminile, questo perché nella nostra cultura globale (non solo occidentale ma pressoché in tutto il nostro mondo) la donna è tendenzialmente percepita come proprietà che l'uomo ha il diritto di amministrare a proprio arbitrio, con molta indulgenza verso i propri capricci.
È il patriarcato? Probabilmente più che altro, di un certo modo malinteso travisato di concepirlo: i patriarchi antichi guidavano popoli e con successo, non potevano permettersi di essere immaturi e di cadere in banali insicurezze infantili da età dell'asilo... oltretutto pericolose per l'intera popolazione, quando la guida perde la testa.
Questo qui non era nemmeno in grado di guidare se stesso... diciamo che se si vuole, dell'antico patriarcato, in lui come in molti, rimane solo una distorta idea di possesso dittatoriale e niente altro, pallida e falsata concezione di potere che anticamente era la *responsabilità della guida*, tutt'altra cosa,
ma che nel tempo si perde e oggi si trasforma in un comportamento tossico ed egoistico.
Infine una domanda: ma Lei, Giulia, possibile che in tanti anni di relazione non si fosse accorta prima della pericolosità del soggetto?
Purtroppo anche in ambito femminile, generalmente, manca una educazione alla consapevolezza, delle proprie capacità, necessità e di ciò che si cerca nelle relazioni; un idea di maschio e compagno piuttosto lacunosa, attrazione verso modelli maschili tossici che inevitabilmente vengono rafforzati.
VENEZIA - Nicola ed Elisabetta Turetta, papà e mamma di Filippo: «Possesso o maschilismo non c’entrano, crediamo che nostro figlio sia