Circolo Pascoski

Circolo Pascoski Vogliamo rivalutare il nostro territorio facendo tesoro delle differenze etniche e ripensare insieme una città che non preveda ghetti.

Vogliamo poter avere la libertà di uscire in sicurezza senza dover respirare un clima da guerra civile imminente. Vogliamo poter offrire spazi di aggregazione e di socialità ai giovani, che sempre più spesso trovano nella droga l'unica alternativa, scavalcando il modello imperante dell’evento slegato dal territorio. Facciamo appello a studenti, lavoratori, disoccupati, migranti di prima o seconda

generazione, a chiunque creda nell’antifascismo, nell’antisessismo e nell’antirazzismo come principali forme di inclusione e collaborazione, per impegnarci insieme contro chi fa oggi gli interessi di pochi a scapito dei diritti di tutti. e-mail: [email protected]

Continua la raccolta di beni di prima necessità da destinare alle popolazioni terremotate del centro Italia. La solidari...
23/02/2017

Continua la raccolta di beni di prima necessità da destinare alle popolazioni terremotate del centro Italia.
La solidarietà è un'arma, utilizziamola!

Ringraziamo tutti quelli che sono passati oggi per affermare i valori dell'antifascismo e dell'antirazzismo. La Prato ch...
18/02/2017

Ringraziamo tutti quelli che sono passati oggi per affermare i valori dell'antifascismo e dell'antirazzismo. La Prato che abbiamo visto oggi in piazza è la Prato che vogliamo. Con certi biechi seminatori d'odio abbiamo già fatto i conti settant'anni fa.

09/02/2017

Non è la Turchia, è Bologna. La polizia in università arresta e manganella gli studenti colpevoli di essersi opposti al tentativo di limitare gli accessi alla più vissuta biblioteca dell'università montando dei tornelli. Non c'è limite alla vergogna che il potere può raggiungere.

05/02/2017

Per chi si fosse perso il nostro incontro con Wu Ming 1 e Simona Baldanzi dove si è parlato di lotte No Tav, ecco qua la registrazione completa dell'evento grazie agli amici di Radio Wombat Firenze che vi invitiamo ad ascoltare nel tempo libero e anche nel tempo occupato.

. Dopo lo sciopero generale del 31 marzo, la lotta sarebbe proseguita anche il 32, il 33, il 34…Ecco quel che i denigratori dei No Tav non riuscivano a capire: anche i valsusini si erano ripresi il tempo».

04/02/2017

OPERAZIONE PANICO
Operazione Panico. Questo il nome scelto dagli inquirenti per la vasta operazione di polizia che vede attualmente coinvolti 38 compagni di Firenze e non. Un nome che a noi fa pensare alle finalità di questa operazione ancor più che alla storica occupazione anarchica di Firenze che ben 250 agenti hanno invaso la mattina del 31 gennaio. Ciò che loro chiamano ordine e legalità, ciò che loro credono di aver ristabilito, è infatti per noi ciò di cui si dovrebbe aver più paura. Se nessuno si opponesse all’avanzata del fascismo, se nessuno si scagliasse contro i militari, le loro “operazioni di pace” e le loro “strade sicure”, se nessuno si organizzasse autonomamente anche solo per portare un banchino informativo in strada, ecco, quello sarebbe per noi “il panico”: una società che potrebbe generare dei mostri ancora peggiori di quelli che già ci circondano. Mostri che prendono il nome di razzismo, miseria, guerra, controllo, soprusi e molti, troppi, altri. Mostri che non tutti riescono a fingere di non vedere e non subire.
Attacchi a sedi fasciste, scritte sui muri, un corteo e un volantinaggio non autorizzati.. Questa la natura delle accuse mosse dalla Digos di Firenze. Per la questura sarebbero gesti di folli che non hanno nessun contatto con il reale, un’immagine, questa, che contrasta però con altre immagini che abbiamo ben vivide nella nostra memoria. Ad esempio quella del corteo antifascista del 16 gennaio 2016 che sfila al ritmo del “ballo del mattone” in riferimento alla vetrina della libreria di Casapound infranta con un mattone due giorni prima. Uno degli episodi, questo, contestati agli indagati. Se è l’isolamento quello a cui punta la questura, non ci stupisce che sia finito nel loro mirino il corteo che il 25 aprile 2016 attraversò le vie di San Frediano in solidarietà a Michele, Alessio e Francesca, arrestati pochi giorni prima per essersi opposti a un fermo di polizia. Si è cercato infatti con denunce a pioggia (tre capi di imputazione a 29 persone per quel solo episodio) non solo di colpire una realtà politica, ma anche chi si è mosso animato da solidarietà e complicità. Non ci stupisce neanche il ricorso al reato di associazione a delinquere. Come in città l’operazione “400 colpi” ha già dimostrato, anche quando tali fantasiose accuse vengono infine bocciate dalla magistratura, rappresentano comunque uno strumento funzionale a somministrare misure cautelari utili a immobilizzare i compagni ed esaltare la stampa. Una stampa che forse in questa vicenda ha giocato un ruolo più determinante di quanto si potrebbe pensare, continuando ad associare del tutto arbitrariamente questa realtà politica all’artificiere ferito nello scoppio di capodanno. Sappiamo da tempo però che i mostri non son quelli che vediamo sbattuti in prima pagina e da che lato della barricata stanno i nostri affetti.
OPERAZIONE "PANICO" L'HANNO CHIAMATA, MA NON CI SPERINO GLI INQUIRENTI: E' DA TANTO CHE ABBIAMO SCELTO DI NON AVERE PIù PAURA.
Ai compagni ai domiciliari il nostro più caloroso abbraccio.
Corsici

31/01/2017

I fatti contestati agli indagati riguardano una serie di gravi episodi di violenza commessi nel corso del 2016, sfociati in reati che vanno dalla violenza alla

Un articolo ben fatto che smonta il teorema accusatorio della procura. Intanto oggi servizi sui media nazionali dove Mil...
27/01/2017

Un articolo ben fatto che smonta il teorema accusatorio della procura. Intanto oggi servizi sui media nazionali dove Milani viene dato come già colpevole e le prove a suo carico come pesantissime e inconfutabili. La miseria del potere non ha mai fine.

Respinge ogni accusa il dirigente del Si Cobas arrestato "per estorsione" a Modena durante una trattativa. Scioperi in decine di hub della logistica. Il giallo su un secondo arresto.

L'arresto di Aldo Milani è un attacco gravissimo alla libertà di sciopero in questo paese. È un evento che ci porta indi...
27/01/2017

L'arresto di Aldo Milani è un attacco gravissimo alla libertà di sciopero in questo paese. È un evento che ci porta indietro ai tempi bui in cui i diritti dei lavoratori sono stati conquistati a scapito della libertà e della vita di molti. I padroni hanno avuto paura, e il sonno dei padroni è difeso sempre dal braccio pronto della legge. Invitiamo tutti alla solidarietà verso il sindacato per questo vile attacco. Se toccano uno, toccano tutti.

SI COBAS, sito del Sindacato Intercategoriale Cobas Lavoratori Autorganizzati

Cosa si nasconde dietro il trionfo del SÍ nei comuni centrali della nostra regione? Clash City Workers torna ad analizza...
23/01/2017

Cosa si nasconde dietro il trionfo del SÍ nei comuni centrali della nostra regione? Clash City Workers torna ad analizzare la frattura geografica del voto referendario, frattura strettamente collegata alla gestione del territorio da parte del PD e alla paziente costruzione delle sue reti clientelari.

Nel generale trionfo del NO su tutto il territorio nazionale, pochissime...

15/01/2017

di Alberto Prunetti * 0. Ieri: la lingua del duce Le retorica teatrale di Mussolini ̶ perentoria, decisionale, volontaristica, carica di iperboli e di allitterazioni ̶ non doveva convincere ma sedurre: era magia fonetica priva di semantica. Il suo lessico era povero di elementi tecnici ma carico di...

12/01/2017

Alì Muse è morto ammazzato. Era rientrato da poco da lavoro quando ha trovato in fiamme il capannone dell'ex Aiazzone a Sesto Fiorentino, dove trovava ricovero insieme a centinaia di altri rifugiati. L’articolo 5 del piano casa impedisce agli occupanti per necessità di avere la residenza e, con questa, gli allacci alle utenze di acqua, luce e gas a norma di legge. Fa freddo a Firenze in questi giorni. I rifugiati che vivevano nell’ex-Aiazzone occupato riuscivano a stento a riscaldarsi con le stufe elettriche ed altri espedienti. Secondo le prime ricostruzioni un cortocircuito ha generato le prime fiamme. Si poteva evitare, senza l’articolo 5.
Ali era uno di noi, come tutti i proletari di questo paese subiva il torto delle vessazioni delle istituzioni che sembra vogliano farti pagare anche il solo fatto di essere al mondo. A tutti: italiani, stranieri, bianchi, neri. Altro che alberghi, 30 euro al giorno e wi-fi... se arrivi in Italia o ti ritrovi nel lager di C**a, dove hanno lasciato morire Sandrine, o nel capannone di Aiazzone a meno 3 gradi. Ci si arrangia tutti... e si patisce. Alì portava sulle spalle in più anche il peso dell'angoscia. Ci aveva messo due anni a recuperare i documenti per il ricongiungimento familiare. Due anni tra uffici, burocrazia, bolli, umiliazioni. Due anni e 500 euro. Quei documenti si trovavano tra le fiamme dell'ex-Aiazzone. Ali è entrato in mezzo al fumo e le fiamme e non è più uscito dal capannone. E' morto per non dover essere umiliato ancora dal sistema dell'accoglienza. Per un pezzo di carta che non gli avrebbe restituito nessuno.
La vostra accoglienza fa schifo.
Abbiamo il cuore gonfio di rabbia, per Ali e Sandrine... gonfio d'odio per l'ipocrisia dell'accoglienza che uccide.

Indirizzo

Prato

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Circolo Pascoski pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'organizzazione

Invia un messaggio a Circolo Pascoski:

Condividi