18/11/2025
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Sempre piรน spesso mi sorprendo a interrogarmi sul perchรฉ avverto questo profondo e costante senso di non condivisione, di disagio, di mal sopportazione e finanche di disgusto per le azioni portate avanti dai componenti degli attuali governanti sia in Italia che in vari paesi esteri, a partire dagli Stati Uniti.
La prima considerazione, la piรน ovvia, รจ che non posso condividere, ma neanche comprendere, scelte cosรฌ distanti dal mio modo di guidare una nazione: l'accentramento dei ruoli di potere nelle mani di familiari e affini del leader (Meloni e Trump in questo sembrano fare a gara a promuovere sorelle, figli, generi, cognati agli incarichi piรน prestigiosi); l'esaltazione di figure negazioniste storiche e scientifiche (anche in questo le scelte di Meloni e Trump sono allineatissime, con i no vax inseriti commissioni o addirittura al ministero della salute, ma anche con il supporto a cultori delle dittature del passato che provano a riscrivere la storia); le scelte politiche di mero impatto mediatico (anche in questo gli arresti trumpiani di persone, anche bambini, immigrati dal messico o la costruzione dei folli centri in Albania gareggiano per il titolo di miglior scelta demenziale oltre che di spreco di fondi pubblici); le politiche di supporto a furbi e ricchi (meglio se entrambe le cose, come nel caso dei permessi di soggiorno per milionari di Trump o la recentissima voglia di perenne ritorno al condono da parte della maggioranza italiana). E poi l'ipocrisia di rifarsi sempre piรน spesso ai valori religiosi tenendo comportamenti esattamente opposti (basterebbe ricordare Salvini con il rosario in mano che non vuole soccorrere i profughi naufraghi, ma non ci possiamo neanche scordare l'assenza totale di senso di umanitร e compassione nelle scelte di politica interna e internazionale di Tump a fronte del pieno supporto della componente radicalmente cristiana, oppure gli occhi fuori dalle orbite della Meloni mentre urla al mondo il suo essere profondamente cristiana senza che questo appaia semplicemente inappropriato rispetto alle sue legittime scelte di vita familiare che certo non rispettano i dettami della fede).
In mezzo a tutto questo ci sono politiche economiche e sociali lontani anni luce dal mio pensiero politico e quindi spesso mi convinco che il rigetto totale di tali posizioni mi venga da tutti questi elementi.
In realtร , perรฒ, quando riesco a essere onesto con me stesso, mi rendo conto che la cosa che mi rende ancora piรน insopportabile tutto ciรฒ che ho appena riassunto รจ lo sdoganamento di linguaggi e comportamenti che dovrebbero essere del tutto incompatibili con i massimi ruoli istituzionali.
In tal senso, gli ultimi giorni hanno rappreentato un balzo in avanti inaspettato.
Noi che pensavamo di aver visto e ascoltato l'impossibile nei deliri tra Musk e Trump; noi che avevamo sbarrato gli occhi davanti ai parlamentari che sparano a una festa, o leggendo di ministri che fanno fermare i treni per scendere a loro piacimento; noi che avevamo guardato e ascoltato un ministro della Repubblica piangere in TV raccontando i propri tradimenti; noi che ogni giorno continuiamo a vedere una ministra della Repubblica pluriaccusata di azioni che porterebbero a dimettersi anche un sindaco di un paese di 300 anime e che invece appaiono ai colleghi di maggioranza assolutamente compatibili con il suo ruolo apicale dello Stato; noi che avevamo assistito ai deliri farneticanti di un deputato europeo (oltre che vice segretario della Lega) che furbescamente ammicca alla pancia dell'estremismo fascista rievocando la Decima Mas del golpista mussoliniano Borghese o rileggendo in chiave folkloristica la marcia su Roma.
Ebbene sรฌ, proprio noi che onestamente pensavamo di averle viste tutte, negli ultimi giorni abbiamo dovuto ricrederci: si poteva fare di meglio.
Ed ecco allora che la Meloni e persino il sonnacchioso Tajani, di solito baluardo di comportamenti meno estremi, si divertono come ragazzini di 1ยฐ superiore a ballare al canto di "chi non canta comunista รจ". Il Capo del Governo e il Ministro degli esteri. Non due supporter qualiasi. No. La nostra immagine istituzionale nel mondo.
Di rimando, ecco il ministero della cultura che chiede "lo scalpo" dello scrittore Massini e della cittร di Firenze. Lo scalpo. Avrei riso nell'82, quando avevo 12 anni, se un mio amico avesse usato questa espressione. Ma a dirla non รจ un battutista ubriaco al bar, ma un rappresentante del governo.
Infine, dulcis in fundo, ecco che l'uomo piรน potente del mondo, non pago di escludere i giornalisti a lui non graditi come nelle piรน rinomate dittature, non soddisfatto di minacciare ritorsioni miliardarie a universitร non a lui allineate o a network televisivi stranieri, non contento di umiliare capi di stato teoricamente amici proprio nello studio ovale, decide di avere il diritto di zittire una giornalista presente sull'aereo presidenziale dicendole "Zitta, porcellina". Sรฌ, proprio cosรฌ. Zitta porcellina.
E allora รจ a questo punto che capisci che non ce la puoi fare.
Sicuramente i veri drammi che questo ciclo di governanti lascerร alla storia saranno drammatiche scelte in politica interna e estera, ma in realtร per me il danno piรน insidioso che produrranno sarร l' aver sdoganato linguaggi e comportamenti che un tempo sarebbero stati inconcepibili, non soltanto per mero rispetto della forma istituzionale, ma perchรฉ in quella forma c'รจ condensata la sacralitร del ruolo statale e della politica che a esso dovrebbe sempre essere asservita.
Ho ripensato a Pertini, Moro, Berlinguer, alla loro a volte anche eccessiva compostezza persino nella vita privata. Ma sopratutto mi รจ venuto in mente il candidato John McCain, vecchio e signorile leone repubblicano, che durante la campagna elettorale per le primarie si sentรฌ chiedere da una sua elettrice di vincere "per impedire a quella pu***na della Clinton di diventare Presidente". McCain redarguรฌ la sua elettrice, dicendole che non si dovevano usare questi termini verso gli avversari, e telefonรฒ alla Clinton per scusarsi.
Oggi il capo ormai dittatoriale del suo partito dร della maiala a una giornalista sull'areo presidenziale e si sente anche orgoglioso e felice di farlo.
Questo, so che puรฒ apparire estrema come affermazione, รจ per me il danno peggiore.
Perchรฉ se le persone che guidano il mondo si permettono di trasformare in farsa e in rissa il rapporto con i loro avversari, allora poi in tutto il mondo chiunque si sentirร legittimato a offendere, minacciare o addirittura colpire tutti coloro che dovrebbero essere semplici avversari e che si trasformeranno invece in nemici da dileggiare, nel migliore dei casi, da distruggere, nel peggiore.
E piรน il tempo passa piรน tutto questo sembra normale, perchรฉ le persone si assuefanno al peggio.
Sta giร succedendo, non facciamolo anche noi.
Non รจ folklore.
Si tratta di una profonda crisi di identitร sociale e politica che, se non riusciamo a fermare, ci trascinerร su terreni molto pericolosi.
Dobbiamo attivarci, tutti, altrimenti ne diventeremo involontariamente complici.
Nicolรฒ Caleri
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